L’obiettivo era quello di unificare le diverse proposte
sull’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria: ma ieri, a
Montecitorio, la riforma è partita decisamente male. Da una parte i Cinque Stelle,
firmatari di uno dei testi. Dall’altra il Pd, a sua volta, titolare di una
proposta in materia. Sostiene il cinque stelle Giuseppe Brescia che la
comunicazione è impossibile: “Abbiamo analizzato la loro proposta ed è
incompatibile con la nostra: noi vogliamo abolire il finanziamento pubblico
all’editoria, loro lo vogliono mantenere e cambiano solo il nome del fondo”.
Dal canto loro, i democratici, spiegano di aver “detto in modo trasparente che
siamo a favore di una profonda revisione del sistema di sostegno pubblico
all’editoria che si fonda sulle copie vendute, che è parziale e riguarda non i
grandi editori ma le centinaia di piccole testate locali. Loro - dice il Pd
Roberto Rampi - si oppongono a questa visione, anche se ci è parso nel dialogo
in Commissione che ci fossero spiragli”. Il governo al momento non ha preso
posizioni: “Ci rimetteremo al volere dell’Aula”, ha detto la sottosegretaria
alle Riforme, Sesa Amici.Pagine
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martedì 29 settembre 2015
Stop finanziamenti ai giornali, salta dialogo M5S-Pd
L’obiettivo era quello di unificare le diverse proposte
sull’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria: ma ieri, a
Montecitorio, la riforma è partita decisamente male. Da una parte i Cinque Stelle,
firmatari di uno dei testi. Dall’altra il Pd, a sua volta, titolare di una
proposta in materia. Sostiene il cinque stelle Giuseppe Brescia che la
comunicazione è impossibile: “Abbiamo analizzato la loro proposta ed è
incompatibile con la nostra: noi vogliamo abolire il finanziamento pubblico
all’editoria, loro lo vogliono mantenere e cambiano solo il nome del fondo”.
Dal canto loro, i democratici, spiegano di aver “detto in modo trasparente che
siamo a favore di una profonda revisione del sistema di sostegno pubblico
all’editoria che si fonda sulle copie vendute, che è parziale e riguarda non i
grandi editori ma le centinaia di piccole testate locali. Loro - dice il Pd
Roberto Rampi - si oppongono a questa visione, anche se ci è parso nel dialogo
in Commissione che ci fossero spiragli”. Il governo al momento non ha preso
posizioni: “Ci rimetteremo al volere dell’Aula”, ha detto la sottosegretaria
alle Riforme, Sesa Amici.
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