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DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

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giovedì 4 febbraio 2016

IL CASO QUARTO - Fico (M5S) sentito in Antimafia: “Mai saputo di ricatti”

Roberto Fico
Mai saputo di ricatti o minacce, l’ho detto al pm e lo ripeto qui”. Di fronte alla commissione Antimafia, il deputato dei 5Stelle Roberto Fico ribadisce la sua verità sul caso Quarto, il Comune guidato dall’ex M5S Rosa Capuozzo, anche lei sentita in Antimafia. Fico ha ripetuto la linea sulle presunte minacce subite dal sindaco da parte dell’ex consigliere del M5s, Giovanni De Robbio: “Capuozzo non mi ha mai detto di aver ricevuto minacce o ricatti, né io ho la palla di vetro". Ha poi raccontato di una riunione a luglio a Quarto con lei e i consiglieri: “C’erano contrasti con De Robbio, non volevano che diventasse presidente del consiglio comunale. Io dissi che la decisione stava a loro. Ma Grillo e Casaleggio non vennero informati di quella riunione”. Infine Fico ha difeso il sindaco (dimissionario):“Non abbiamo mai pensato che fosse una camorrista”. Il dem Franco Mirabelli attacca: “Fico ha fornito una versione completamente discordante da quella della Capuozzo”. Sull’altro fronte, le deputate 5Stelle Maria Edera Spadoni e Giulia Sarti contro Alfano: “Il ministro dell’Interno protegge il Pd e il feudo di Delrio e nega la commissione d’accesso antimafia nel Comune di Reggio Emilia”.

venerdì 22 gennaio 2016

Quarto, addio al veleno: “Qui vince la camorra”

Rosa Capuozzo - Ex Sindaco di Quarto (NA)
La sindaca espulsa dal M5S si dimette e accusa. Ma l’inchiesta non è finita
A Quarto (Napoli) l’unica giunta campana del M5S muore dopo appena sette mesi trascorsi pericolosamente, tra gaffe, sospetti di abusi edilizi, veleni e tentate estorsioni di stampo camorristico. Alle dieci si sparge la voce che si rivelerà esatta: la conferenza stampa di mezzogiorno per presentare il nuovo simbolo di Rosa Capuozzo si tramuta in quella per l'annuncio delle dimissioni. “Ha perso la politica, ha vinto la camorra, la mia non è una resa, ma mi sono sentita abbandonata dal M5s” afferma l'ormai ex sindaca. Dalle macerie del disastro il Movimento cercherà di ripartire con la consapevolezza che alle amministrative di Quarto si gioca una partita che avrà ripercussioni importanti sul voto nelle grandi città, a cominciare da Napoli. Dal vertice si traccia una bozza di linea: a Quarto bisogna ricostruire il M5S partendo da attivisti della prima ora che si sono dissociati in tempo dalla Capuozzo e possono provare a dimostrare di non aver saputo che la sindaca era sotto il ricatto di Giovanni De Robbio. Corrispondono al profilo l’ex assessore ai Lavori Pubblici Tullio Ciarlone e l’ex consigliera Lucia Imperatore, che si sono dimessi poco dopo il diktat di Grillo alla Capuozzo per non aver denunciato le minacce. “De Robbio si era fieramente opposto alla nomina di Ciarlone” ha verbalizzato la sindaca davanti al pm. Frase che in questo quadro è una medaglia per il futuro. La Capuozzo matura le dimissioni nella notte tra mercoledì e giovedì. Poche ore prima è stata abbandonata anche dal presidente del consiglio comunale Lorenzo Paparone. Dopo le dimissioni dei giorni scorsi non ci sono subentranti, non ci sono i numeri per andare avanti. Da Roma il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha annunciato l’invio della commissione d’accesso per le presunte infiltrazioni della camorra nell’elezione di De Robbio, l’uomo che secondo la Procura di Napoli la ricattava con le foto aeree della villa di famiglia. Mercoledì mattina il marito della sindaca, Ignazio Baiano, è stato interrogato in veste di indagato sulla pratica di condono del sottotetto, forse incondonabile secondo i tempi delle foto in mano all’ex consigliere grillino. La sezione urbanistica di Napoli – aggiunto Fragliasso, pm De Renzis – punta ora al ruolo della Capuozzo, che potrebbe essere sentita per chiarire se ignorava tutto o invece intervenne sugli uffici tecnici che curavano la pratica. Definita proprio nelle settimane delle minacce di De Robbio finite nell’inchiesta sulla tentata estorsione e sul voto di scambio politico mafioso a Quarto, condotta dal pm Dda Woodcock e dell’aggiunto Borrelli. Sul tema del voto “inquinato” la Capuozzo attacca a testa bassa la capogruppo M5S in Campania, Valeria Ciarambino e quindi Luigi Di Maio, suo compagno di meet up a Pomigliano d'Arco: “Chiedo formalmente da parte mia e dei cittadini di Quarto perché i voti dei consiglieri regionali presi qui sono diversi dai miei”. L’ex sindaca poi tira in ballo i vertici del M5s. E racconta i tempi e i dettagli degli incontri con Fico e Di Maio, come il Direttorio provò a farla dimettere prima del flash - mob del 10 gennaio e prima dell’uscita delle intercettazioni che hanno reso evidente la tentata estorsione di cui era vittima. I due le promisero una ricandidatura. “Sarei uscita tra gli applausi, ma ho detto no”. Forse anche a Beppe Grillo, che secondo indiscrezioni trapelate ieri le avrebbe offerto un sostegno in campagna elettorale in cambio del passo indietro. Esce invece tra mille polemiche Capuozzo, lasciando dubbi sulle capacità del Movimento di governare territori difficili, dopo aver “chiesto ai consiglieri se se la sentissero di continuare a combattere una battaglia difficile contro un sistema di potere che ha devastato Quarto per troppi anni. I 15 che hanno detto che avrebbero lottato con me mi hanno guardato negli occhi e io ci ho creduto. Poi è iniziato lo stillicidio delle dimissioni dei consiglieri, con motivazioni ridicole”.

giovedì 21 gennaio 2016

Quarto, la sindaca ex M5s Capuozzo si dimette: “Abbandonati dal Movimento. Sconfitta politica, vince la camorra”

Rosa Capuozzo - Oggi ha presentato le sue dimissioni
dalla carica di Sindaco del Comune di Quarto (NA)
La prima cittadina al centro delle polemiche per l'inchiesta sui tentativi di infiltrazione della camorra nel Comune a sorpresa ha annunciato il passo indietro. Espulsa dai grillini per non aver denunciato le presunte minacce, aveva in un primo momento deciso di andare avanti senza simbolo. In questi giorni però un gruppo di consiglieri e assessori ha rinunciato all'incarico.
Rosa Capuozzo si è dimessa dalla carica di sindaco di Quarto (Napoli). “La mia non è una resa, ma un gesto d’amore e di responsabilità per la città. Mi sono sentita abbandonata dal M5s, ma si sono sentiti abbandonati tutti i cittadini. E’ una sconfitta per la politica e una vittoria per la camorra”. La sindaca ha deciso di lasciare dieci giorni dopo l’espulsione dal Movimento 5 Stelle e dopo settimane di polemiche per l’inchiesta della Dda di Napoli che vede indagato l’ex consigliere grillino Giovanni De Robbio per corruzione elettorale e tentata estorsione con l’aggravante di aver favorito un’organizzazione mafiosa. La Capuozzo era stata espulsa dal Movimento 5 Stelle perché accusata di non aver denunciato le presunte minacce del collega. La giunta in un primo momento aveva detto di voler continuare anche senza simbolo, ma nel corso dei giorni lentamente si erano dimessi consiglieri e assessori. “Dopo il flash mob del 10 gennaio”, ha detto, “ho chiesto ai consiglieri se la sentissero di continuare a combattere una battaglia difficile contro un sistema di potere che ha devastato Quarto per troppi anni. I 15 consiglieri che hanno detto che avrebbero lottato con me mi hanno guardato negli occhi e io ci ho creduto. Poi è iniziato lo stillicidio delle dimissioni dei consiglieri, con motivazioni ridicole per chi a giugno aveva assunto la responsabilità di amministrare questo paese”. Ieri sera anche il presidente del consiglio comunale Lorenzo Paparone aveva detto di volersi dimettere.
“Non è semplice quello che stiamo affrontando in questo territorio, con il Movimento accanto sarebbe stato più facile. E’ una sconfitta della politica ma anche una vittoria della camorra. Mancano i numeri necessari per governare, siamo una forza politica che non si muove con le larghe intese anche perché facciamo una politica di rottura”. E ha aggiunto: “Chiedo formalmente da parte mia e dei cittadini di Quarto perché i voti dei consiglieri regionali presi qui sono diversi dai miei”.
Martedì 19 gennaio la stessa Capuozzo è stata sentita dalla commissione Antimafia a cui ha ribadito di aver richiesto la cacciata di De Robbio al direttorio M5s già a luglio scorso per motivi politici. Oggi la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, ha disposto la trasmissione alla Procura di Napoli degli atti dell’audizione del sindaco di Quarto. Dalla ricostruzione complessiva dei fatti fornita dal sindaco e alla luce della documentazione giudiziaria acquisita dalla Commissione è emersa, viene spiegato, la necessità di segnalare alla Procura alcuni aspetti da approfondire, sui quali anche la Commissione si riserva di svolgere ulteriori analisi.


mercoledì 20 gennaio 2016

Capuozzo, pure in antimafia: “Ero isolata, non ricattata”

Rosa Capuozzo in Commissione Antimafia
In commissione l’ex 5Stelle conferma la sua versione, ma dice: “Da luglio avevo chiesto l’espulsione di De Robbio”. Il Pd all’attacco: “Rispondano Fico e Di Maio
Si sentiva “isolata”. Pressata da quel consigliere che le “faceva il vuoto intorno”, che voleva imporle imprenditori e assessori. Quel Giovanni De Robbio di cui chiese l’espulsione più volte, già a luglio, e già a Roberto Fico. Eppure di fronte all’Antimafia il sindaco di Quarto Rosa Capuozzo lo giura: “Per me erano pressioni, non minacce: ho capito tutto con le intercettazioni”. Non aveva compreso di essere ricattata dal consigliere che voleva imporle di affidare il campo sportivo ad Alfonso Cesarano, imprenditore legato alla camorra. Anche se De Robbio le mostrò le foto della casa del marito, con un presunto abuso edilizio. Immagini finite a novembre sul Mattino. Non capiva, però voleva farlo cacciare “perché andava contro i principi del M5S”.
È sempre quello, il paradosso attorno a cui si muove l’ex 5Stelle Capuozzo, anche in commissione. L’audizione inizia in serata, ma il clima lo arroventano dalla mattina i dem. “Fico e Di Maio vanno convocati in Antimafia e Quarto va sciolta” twitta bellicoso Stefano Esposito. Gli altri accusano i 5Stelle di fuggire dai confronti in tv. Ma il M5S tace, intento a preparare la contromossa di domenica, quando i big andranno ad Arezzo, la città di Banca Etruria. Sarà una manifestazione con Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. E probabilmente Beppe Grillo, a cui tutto il M5S chiede di rimetterci la faccia. Intanto però è ancora Quarto. Con Rosa Capuozzo che arriva a Palazzo San Macuto poco prima delle 20, assieme all’assessore Donatella Alessi. È ressa di telecamere, e per farla entrare servono i carabinieri. Si parte con la presidente Rosy Bindi. “Le vicende di Quarto sono molto significative” sostiene. Quindi snocciola domande: “Se e quando ha avuto le percezione di essere vittima da parte di estorsione De Robbio”. Di seguito, “perché non ha ritenuto di denunciare subito?”, E poi: “Quali sono stati i rapporti con il suo ex Movimento?”. Capuozzo parla veloce, per coprire l’emozione: “Questi sette mesi di governo sono sembrati sette anni”. E racconta: “È partito tutto il 27 giugno, il giorno dopo la mia elezione, con la questione stadio”. A suo dire De Robbio, il più votato dei 5Stelle, è subito un problema . “Voleva farmi incontrare imprenditori privati per discutere della gestione dell’impianto. E io gli dissi subito di no”. Pressava il consigliere, “anche sulla nomina degli assessori e dei capisettore, che io non volevo legati al territorio. E allora io non lo nominai presidente del Consiglio comunale, spiegando che non aveva più la mia fiducia”. Soprattutto, “già a luglio chiesi la sua espulsione, in una riunione con Roberto Fico”. Ma non accadde nulla. Anche se Capuozzo si sentiva “isola ta, perché De Robbio mi faceva il vuoto intorno”. Eppure non si sentiva minacciata: “De Robbio mi sembrava più che altro un guascone”. A settembre il consigliere le mostra due foto della casa del marito, con il presunto abuso. “Sembra va preoccupato, ma io ero tranquilla” assicura. Eppure De Robbio gliele mostrò “due volte in dieci giorni”. Sostiene di aver cominciato a fiutare “che potevo denunciarlo” quan do le accennò a un funzionario che poteva cambiare versione sull’abuso. Dice di aver chiesto di nuovo la sua espulsione. Poi venne convocata dalla Dda di Napoli, “e lì ho cominciato a capire il disegno”. Ma mica tutto: “Mi sembravano pressioni politiche”. La svolta arriva tardi: “Solo con le intercettazioni sui giornali ho compreso”. Domande. Mirabelli sollecita la convocazione di Fico, e chiede: “Perché l’han - no espulsa dal M5S?”. Ma il più sferzante è il vicepresidente Claudio Fava: “Lei cambia versione sulla distinzione tra pressioni e minacce a seconda dell’interlocutore: dovevano venire con la pistola?”. Lei non arretra: “Non erano giuridicamente minacce, ho parlato di ricatto nei messaggi ma erano sfoghi”. Chiosa: “Mi hanno espulsa per un attacco mediatico, ma io non contesto, penso alla città”. Palla in tribuna.
Luca De Carolis

martedì 19 gennaio 2016

“Ho detto a Fico del dossier”. Non del ricatto

Roberto Fico e Rosa Capuozzo
I verbali di Quarto La sindaca Capuozzo: “Il Movimento 5 Stelle è scappato di fronte alla lotta contro il malaffare”
Dalle nebbie del caso Quarto affiora qualche luce incrociando i due verbali di Rosa Capuozzo del 12 e 14 gennaio con quello di Roberto Fico dell’8 gennaio. Ora sono chiare alcune cose.
La prima: la sindaca (ex) M5S informò dettagliatamente e sin da subito il presidente della Commissione di Vigilanza Rai delle pressioni dell’ex consigliere grillino Giovanni De Robbio e gli chiese un intervento. A luglio però gli parlò solo di contrasti politici. A inizio novembre, invece, in un periodo successivo alla pubblicazione del dossier anonimo sui giornali con l’aerofotogrammetria sul sospetto abuso edilizio, la Capuozzo informò Fico sui suoi incontri con De Robbio che gli faceva vedere le foto aeree della casa, e della circostanza che il geometra Giulio Intemerato, presunto complice della tentata estorsione di De Robbio, conservava “l’originale della foto”. “Anche dopo questi colloqui”, dice la Capuozzo il 14 gennaio al procuratore aggiunto della Dda di Napoli Giuseppe Borrelli, “non venne iniziato nei confronti di De Robbio alcun procedimento di espulsione, benché io lo sollecitassi espressamente, sia pure solo verbalmente”.
La seconda: le versioni di Capuozzo e Fico non combaciano sul punto della percezione del ricatto e sulla precisione delle informazioni trasmesse. Lei non parlò di minacce con il deputato napoletano, e qualifica per la prima volta come tali i comportamenti di De Robbio solo nell’interrogatorio del 22 dicembre al pm Henry John Woodcock. Lui dice: “La Capuozzo non mi ha mai raccontato la vicenda nei termini con cui l’ha raccontata al pm” e verbalizza che la signora gli confermò di non essersi sentita minacciata nemmeno in un incontro tra i due del 24 dicembre, quando le accuse di tentata estorsione a De Robbio erano finite sui giornali.
La terza: ancora il 12 gennaio la sindaca non ricordava se avesse informato Fico degli incontri con De Robbio prima di fine novembre. Due giorni dopo ha ricordato.
La quarta: appena la Capuozzo informò Fico che la Dda stava indagando su De Robbio (a fine novembre), è partita la procedura di espulsione, ufficializzata con una mail del 14 dicembre. A Quarto la maggioranza della Capuozzo si sta disfacendo. Si sono dimessi altri due consiglieri eletti nel M5S, non ci saranno subentri, la lista dei candidati si è esaurita. Oggi la sindaca sarà in commissione Antimafia. Ieri ha attaccato Casaleggio e la scelta di espellerla, “fatta in una stanza grigia di Milano”. “È inutile avere le mani pulite se poi le si tiene in tasca – ha detto, citando don Milani – il M5S ha avuto l’occasione di combattere il malaffare in prima linea con un suo sindaco, ma ha preferito scappare a gambe levate, smacchiarsi il vestito. Non si governano così i territori difficili”. Il Pd accusa: “Prima fingono di non sapere, poi quando sono smascherati abbandonano i loro dirigenti sul territorio”, ha twittato la vice segretaria Debora Serracchiani.