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DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

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venerdì 23 ottobre 2015

Arresti domiciliari a funzionari del Comune di San Giorgio a Cremano (Na)


La corruzione del Pd non ha risparmiato neanche la città di Massimo Troisi. L'inchiesta del giorno che coinvolge sindaco ed ex sindaco del partito di Matteo Renzi, è scoppiata a San Giorgio a Cremano, in Provincia di Napoli. 
Il Movimento 5 Stelle aveva denunciato alla procura le irregolarità sugli appalti mesi fa, nell'ambito dell'iniziativa "Bancomat San Giorgio". 
La polizia sta notificando una serie di misure cautelari degli arresti domiciliari a carico di dirigenti e funzionari del Comune. In corso anche decine di perquisizioni a carico anche di esponenti politici locali. Secondo le prime indiscrezioni sarebbero state notificate informazioni di garanzia anche a carico dell'attuale sindaco, Giorgio Zinno (Pd) e del suo predecessore, Mimmo Giorgiano (Pd). L'accusa ipotizzata dai Pm della Procura napoletana sarebbe quella di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione ed alla turbativa d'asta. Nel mirino degli inquirenti gli appalti al Comune.

Acqua, nuova proposta di legge di M5S e comitati alla Regione

Una nuova proposta di legge regionale sul riordino del servizio idrico integrato in Campania, M5S chiede di nuovo la messa in mora di Gori Spa


NAPOLI - Il Movimento 5 Stelle ha depositato con i comitati dell’acqua una nuova proposta di legge regionale sul riordino del servizio idrico integrato in Campania «E’ il frutto del lavoro dei comitati - spiega Maria Muscarà, consigliera regionale del M5S -. Questa proposta rimette il governo dell’acqua nelle mani delle persone garantendo una gestione assolutamente pubblica dell’acqua e combatte apertamente gli interessi dei privati, è un modo concreto di superare il pasticcio della società Gori spa che gestisce il servizio idrico integrato nell’ATO 3 con pessimi risultati». «Con questo progetto di legge si intende disciplinare definitivamente l’organiz-zazione e la gestione pubblica in ambito regionale, delle risorse idriche e del servizio idrico integrato, assumendo il principio che la disponibilità e l’uso dell’acqua costituiscono diritti inviolabili ed inalienabili» si legge nell’oggetto della nuova proposta di legge depositata stamattina.
Debiti non onorati e bollette pazze
«Nonostante la Gori sia stata beneficiata da un consistente sconto su debiti pregressi grazie a una sconcertante delibera della giunta Caldoro, ha continuato ad accumulare debiti spaventosi – attacca l’esponente dei M5S - basti pensare che nell’arco di due anni, nel 2013 e 2014, ha accumulato un debito di altri 92 milioni nei confronti della Regione Campania ed ha chiesto a circa 2 milioni di cittadini campani pagamenti esorbitanti».
M5S chiede messa in mora Gori
«Da mesi il Movimento 5 Stelle - sottolinea Muscarà - ha chiesto la messa in mora e la liquidazione della Gori attraverso una mozione già presentata in Consiglio e attualmente in discussione nella commissione Ambiente. Non molleremo fino a che non avremo raggiunto il risultato. Con questa proposta di legge regionale - conclude nella nota stampa– il Movimento 5 Stelle vuole liberare la Campania da comitati d’affari e speculatori che su di un bene e un diritto inviolabile vogliono arricchirsi. Il prossimo mercoledì 28 ottobre questi argomenti saranno al centro della riunione della commissione Ambiente».

mercoledì 23 settembre 2015

Missione Napoli

Resoconto della Commissione Antimafia della Camera dei Deputati dopo la missionea Napoli del 14 e 15 settembre 2015


La missione a Napoli del 14 e 15 settembre 2015 è stata molto impegnativa sia per le numerosi audizione succedutesi, ma anche per i numerosi aspetti trattati che vertevano comunque attorno alle problematiche giovanili.
Nella prima giornata abbiamo audito i rappresentati del "tavolo della sicurezza", Procuratori e Presidente del Tribunale, mentre il giorno successivo gli amministratori comunali, il prof. Isaia Sales e rappresentanti della società civile (padre Zanottelli, don Rinaldi, don Palmese e D'Amore).
Si è fatta un'attenta analisi del fenomeno camorristico della città di Napoli. Ovviamente si è dovuto analizzare la territorialità, in quanto aree diverse della città hanno problemi diversi, alcuni quartieri sono quasi esentati da fenomeni camorristici mentre altri ne sono pervasi.
L'elemento cardine che è emerso che a seguito della decapitazione dei capi delle varie famiglie, si è scatenata una "guerra" tra clan per il controllo del territorio e di conseguenza del controllo del mercato delle droga. Questi gruppi, privi di leadership carismatiche, costituiti da giovani poco acculturati con una visione distorta della realtà, desiderosi di raggiungere il vertice e di arricchirsi, sono disposti a qualunque efferatezza. Il degrado soprattutto culturale, l'assenza di sbocchi, le difficoltà economiche e la carenza di lavoro, amplificano e sostengono questa attività criminale.
Da parte degli organi inquirenti è emersa una grande capacità investigativa e di coordinamento, naturalmente migliorabile con l'incremento di mezzi (telecamere) ed uomini.
Tutti hanno escluso l'utilizzo dei militari se non per il controllo dei "punti sensibili", mentre il contrasto necessita di conoscenze locali, sociologiche che permettono di cogliere elementi che ad un controllo superficiale sfuggirebbero.
Tutti sono concordi che se non si lavora nella "società", incrementando le scuole (il tempo pieno è pressoché scomparso), creando incubatori e centri di aggregazione giovanile, aiutandoli a creare impresa, migliorare i servizi sociali (dagli asili nido ai centri per gli anziani), l'assistenza sanitaria, la legalità nel suo complesso, la rinascita della città sarà notevolmente rallentata e parziale.
Gli esempi di intervento e di miglioramento sociali non sono mancati, sia da parte delle istituzioni che cercano di valorizzare le strutture artistiche e monumentali, mentre i gruppi parrocchiali e non, valorizzano singole realtà sociali.
Naturalmente si sta facendo un lavoro di sistema città, che ha portato ad esempio ad una crescita del turismo, a quasi completamento di una linea metropolitana, alla nuova stazione ferroviaria.
Altra richiesta importate che è emersa è la rivisitazione della legislazione sui minori, che è apparsa lacunosa, obsoleta, non consona ai tempi, ma soprattutto non fatta nell'interesse nel minore che ha commesso reati.

Ora, su Napoli e la sua realtà, si devono tenere i riflettori accesi, essere presenti non solo quando ci sono i morti per strada ma sempre. La camorra è un problema che impregna il quotidiano, ogni giorno. Distrarsi significa essere complici.

mercoledì 16 settembre 2015

Il monopolio della camorra sulle slot di Napoli

Dopo la retata contro i fratelli Grasso,
il business passa ai Casalesi. 
Bindi e De Magistris litigano sulla mafia


Intoccabile, inattaccabile, inscalfibile, il monopolio del clan dei Casalesi nel ramo slot machine. Un virus resistente a ogni medicina giudiziaria. Fu aperta una breccia con gli arresti e i sequestri del 2009. Finirono in manette e poi condannati i fratelli Grasso, i prestanome della camorra casertana nella vendita e noleggio delle macchinette mangiasoldi. Ma quella breccia si richiuse in poche settimane.
PIUTTOSTO che continuare a utilizzare le apparecchiature affidate a un amministratore giudiziario, i titolari dei bar e delle sale scommesse hanno preferito sostituirle, e moltiplicarle, con quelle fornite da cinque nuove aziende. In mano ai nuovi prestanome della cosca. La Dda di Napoli, tramite il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, si chiede perplessa se continuare a considerare parti offese gli esercenti che si sono adeguati all’andazzo e hanno seguitato a pagare una tangente. I magistrati della Procura antimafia guardano con attenzione a quel che succederà ora, dopo la retata dei 44 provvedimenti cautelari eseguiti dalla Dia del capocentro di Napoli Giuseppe Linares contro i leader della fazione Russo-Schiavone, un pezzo di clan dei Casalesi molto vicino a Nicola Cosentino (l’ex sottosegretario, citato nelle carte dell’operazione, è parente del boss Giuseppe Russo ‘O Padrino, in carcere da tempo), e che è ingrassato anche grazie ai proventi delle 3200 slot machine sottoposte ieri a un nuovo sequestro. Pure queste macchinette verranno “sostituite”? L’affare è colossale. I numeri sono riassunti nell’ordinanza firmata dal Gip Amelia Primavera: fino al sequestro preventivo del 27 aprile 2009, le slot riferibili ai fratelli Grasso operavano in 71 Comuni del Casertano per un totale di 635 apparecchiature distribuite in 274 esercizi commerciali; al settembre 2012 la King Slot in amministrazione giudiziaria opera in 55 Comuni del Casertano per un totale di 210 macchine in 135 esercizi commerciali. Immediatamente dopo il sequestro, le società del clan Russo-Schiavone hanno installato 931 apparecchiature da gioco distribuite in 253 negozi in 54 Comuni della Provincia di Caserta. Tiriamo le somme: il contingente di slot in amministrazione giudiziaria si è ridotto di 425 unità in circa due anni e mezzo, pari ai due terzi dello stock amministrato dai Grasso. Intanto i Russo-Schiavone sono riusciti a installare il doppio degli apparecchi prima gestiti dalla consorteria casalese tramite i Grasso. E stiamo parlando di quelli “legali”, senza considerare le slot in “nero” non allacciate ai circuiti ufficiali.
I DATI vanno incrociati con le rivelazioni di un nuovo pentito, Enzo Alessio D’Aniello : “C’è una vera e propria tariffa che il clan percepisce dall’affare dei videogiochi, 50,00 euro mensili a macchinetta. Le installazioni vengono imposte attraverso affiliati che non hanno nemmeno bisogno di dire chi li manda”. È la camorra imprenditoriale che spilla soldi a palate penetrando nelle debolezze del gioco d’azzardo. Sul tema litigano a distanza Rosi Bindi e Luigi de Magistris. La presidente della commissione Antimafia, a Napoli, si lancia in un’improvida affermazione sulla “camorra elemento costitutivo della società di questa città”. Arrivano le bordate del sindaco: “Frase che non condivido per nulla e che mi ha fatto saltare dalla sedia: noi siamo costituiti da storia, teatro e umanità”. Indignato anche il governatore Vincenzo De Luca: “Un’offesa sconcertante”.