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sabato 30 gennaio 2016

Lo sapevi che..... Consigli sull'uso dei programmi social

‪#‎CONSIGLIUTILI: La voglia di essere protagonisti ci spinge a pubblicare sui social foto e informazioni di vario tipo, in questo post ti spiegheremo, per proteggere la tua privacy, cosa non pubblicare mai su Facebook, Twitter e altri Social.Quello che ha reso Facebook, Twitter e gli altri social network popolari, è il fatto di poter pubblicare velocemente pensieri, video, immagini e link. Quando siamo online però, abbiamo la pessima abitudine di "parlare" troppo condividendo con gli amici, e non solo con loro, informazioni pericolose per la nostra privacy o quella di altri. Spesso svendiamo la nostra vita che nel mondo reale non riveleremmo mai. Il problema è che ci dimentichiamo che dall'altra parte, dietro un monitor, ci sono persone spesso diverse da come appaiono in Rete. Il peggio è, poi, pubblicare foto che crediamo innocenti, quando poi per gli altri non lo sono affatto.
Per caso hai pubblicato una foto scattata in bagno o con abbigliamento succinto? Ebbene, nel migliore dei casi, è sicuramente stata vista dai tuoi amici, ma in base alle impostazioni della privacy del social potrebbe essere stata vista dagli amici degli amici, e non è detto che possa farti piacere.
E che dire di quando hai sbandierato ai quattro venti che andavi in vacanza lasciando casa incustodita? E' in pratica come appendere un cartellone alla porta di casa con su scritto: "la casa è libera, sono in vacanza, rubate pure". Insomma prima di pubblicare qualsiasi cosa, è bene dare un'occhiata, qui sotto, a cosa non pubblicare mai su Facebook, Twitter e altri Social.
Niente Minori: se hai figli o nipoti, evita di pubblicare le loro foto. Si è vero, è bello condividere ogni momento con parenti ed amici più cari, ma i social network e più in generale Internet, sono ormai luogo di caccia per soggetti poco raccomandati. Meglio evitare.
Foto compromettenti: se vuoi fare buona impressione ad un colloquio di lavoro, evita di postare foto che ti ritraggono in atteggiamenti equivoci, come bere o fare una bravata. Ricorda le aziende oramai controllano anche i profili social dei vari candidati.
Non sfruttare il dolore: sei un cacciatore di "Mi Piace"?, evita di sfruttare la sofferenza altrui solo per far scalpore o per una tua piccola soddisfazione. Evita di condividere foto di persone o animali malati, torturati o mutilati. E' decisamente di cattivo gusto.
Foto segnaletiche: non postare sui social una foto della tua carta d'identità o della tua patente di guida con il solo scopo di mostrare il tuo cambiamento estetico. Faresti vedere a mezzo mondo gli estremi del tuo documento e qualcuno potrebbe usarli impunemente al posto tuo.
Selfie: vuoi postare un selfie su Facebook e altri social? Va benissimo, magari però evita di farlo mentre stai guidando o camminando in luogo poco sicuro. Mettere una foto sui social non significa rischiare la propria vita.
Foto con scollatura: se i tuoi intenti sono ben diversi dal darti alle facili conquiste online, evita di postare foto in bikini o che ti ritraggono in vestiti troppo scollati e provocanti. Potresti attirare l'attenzione di stalker davvero fastidiosi.
Attenzione. Dopo queste indicazioni di massima, ti segnalo cosa è meglio evitare di pubblicare su Facebook, Twitter e altri social:
Nessun recapito: non dare mai il tuo indirizzo, numero di telefono o altri dati personali che vorresti tenere privati. Ricorda che a leggerli non sono solo i tuoi amici.
Nessun commento sul lavoro: non postare mai commenti poco lusinghieri sull'azienda per la quale si lavora o sui propri superiori. Rischi di essere licenziato.
Non dare confidenza agli sconosciuti: non accettare richieste di amicizia da parte di sconosciuti. Se si tratta di persone che non conosci potresti fare incontri davvero spiacevoli.
Non cliccare "Mi Piace" a tutto: Non cliccare "Mi Piace" a qualsiasi post. Almeno una volta non sarai d'accordo con tutto quel che dicono gli altri, vero?
Non chiedere troppo: una delle cose più odiose di Facebook è lo spam con continue richieste di aiuto per un gioco o qualche altra cosa. Non farlo, rischieresti di provocare una maledizione da parte degli altri verso di te.
Nessuna informazione riservata: se devi comunicare qualcosa di riservato ad un contatto, fallo inviandogli un messaggio e non scrivendo sulla sua bacheca. Scrivere "ieri sera è stato bellissimo" potrebbe creare dei seri guai!
Niente Geotagging: se vuoi un po' di privacy, cancella le informazioni di geotagging e i servizi di localizzazione di smartphone e tablet. App e foto potrebbero svelare dove sei.
Inviti a Go-Go: invitare tutti i contatti a un evento è un'ottima idea. Peccato che per problemi logistici, non tutti possono partecipare, quindi prima di far partire inviti a tappeto, pensaci.

martedì 22 settembre 2015

Dall’Asia all’Ue, sette ore di buio per Skype

Il servizio di chiamate web di Microsoft
salta in tutto il mondo

Prima era toccato ad Amazon. Ossigeno per i concorrenti


Crashare, andare down, trovare un bug: sono solo alcuni dei verbi utilizzati quando un sito web o un’applicazione smettono di funzionare. Gli utenti, di solito, se ne accorgono in due modi: o non riescono a farli funzionare o leggono le notizie sui social network.
Maggiore è il colosso di internet che ne è vittima, maggiore è la satira. E ieri Microsoft, che è nel pieno del suo periodo di transizione verso il potenziamento dei servizi web, è stata al centro di polemiche e ironia. L’hashtag #skypedown è stato tra i più usati su Twitter per ore mentre Skype, il gigante lussemburghese delle videochiamate - acquistato da Microsoft nel 2011 per 8,5 miliardi di dollari - non funzionava. Il blocco è durato tutta la giornata. Solo in serata Skype ha annunciato di aver identificato il problema di rete. "Stiamo riconnettendo i nostri utenti – ha detto la compagnia sul suo blog - Il problema non ha però riguardato quelli business". Chi paga per usarlo (le aziende) non ha avuto problemi. Tutti gli altri, utenti che avevano bisogno di fare chiamate internazionali, o sentire amici a distanza sì. In mattinata la società aveva comunicato che, a causa di un guasto non specificato, non sarebbe stato possibile né videochiamare né modificare il proprio stato tramite l’applicazione. "Ci scusiamo per il disagio, stiamo cercando di sistemare il bug", aveva detto il portavoce, senza fornire dettagli. Nel corso della giornata, i dati e le notizie da tutto il mondo hanno tracciato il quadro di un problema che si estendeva dall’Asia all’Europa. Era già successo nel 2010. L’azienda, che ancora non apparteneva a Microsoft, lo aveva attribuito a una difficoltà con i super nodi (Skype individuava automaticamente i computer connessi che avevano maggiore disponibilità di banda e gli fa smistare le comunicazioni). Con il passaggio a Microsoft, questo sistema era stato superato e Skype si era dotato di data center e server, molto più difficili da mandare in tilt.

Per quanto accaduto ieri, restano le ipotesi: attacchi hacker, sovraccarico dei server, danni alle strutture, l’aggiornamento del sistema operativo o del browser: il blocco è arrivato, infatti, dopo l’annuncio dell’update per Microsoft Edge, il nuovo browser di Redmond. Di sicuro, questo non giova all’immagine di Skype che, recentemente, ha dichiarato di avere una comunità di circa 300 milioni di utenti. E non fanno bene in generale ai colossi del web. La settimana scorsa, Twitter si era bloccato per un’ora, domenica sera è stato il turno di Amazon. Il suo servizio web, in Virginia, ha crashato bloccando alcuni dei siti più popolari del mondo, da Netflix ad Airbnb, passando per Viber. Non sempre si tratta di danni irreparabili. Il problema è legato all’immagine. “Queste situazioni – spiegano gli esperti - sono ideali per l’avanzata della concorrenza. Sono passi falsi che permettono ad altre aziende di farsi notare, di offrirsi come alternative ai grandi del web che tendono a schiacciarle con il loro monopolio”. E anche a dare un’idea di come ormai gli utenti siano in loro potere.