VIDEO 5 GIORNI A 5 STELLE

DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

giovedì 13 agosto 2015

Oggi vado in vacanza e ci vado contento per tutto quel che abbiamo fatto.



Oggi vado in vacanza e ci vado contento per tutto quel che abbiamo fatto. E' stato un anno durissimo ma non abbiamo mai mollato. Siamo riusciti a impedirgli porcate su porcate e allo stesso tempo, faticosamente, abbiamo tagliato assurdi privilegi della casta, dagli affitti d'oro a quegli odiosi 900.000 euro all'anno per i rimborsi viaggio degli ex-parlamentari.

Abbiamo iniziato a far circolare idee importanti quali la sovranità monetaria e il reddito di cittadinanza. Non abbiamo mai ceduto un centimetro su mafia-capitale producendo atti su atti, documenti su documenti, denunce su denunce.

Siamo riusciti a far dimettere ministri indegni e abbiamo evitato che, durante l'estate, venisse approvata la legge-bavaglio sulle intercettazioni. Abbiamo costruito una strada con i soldi nostri, abbiamo organizzato manifestazioni senza uno sponsor e rifiutando rimborsi di ogni genere. In alcuni comuni dove amministriamo abbiamo abolito Equitalia, in altri non si paga la TASI, in altri ancora la tassa sui rifiuti si paga a seconda di quanta mondezza si produce.

Abbiamo dimostrato di avere un'idea di paese completamente diversa da quella dei partiti. Abbiamo candidato incensurati e nessun esponente del M5S è finito in uno degli innumerevoli scandali che hanno coinvolto tutti gli altri.

Abbiamo girato l'Italia tutti i fine settimana, abbiamo fatto ore ed ore di “costruzionismo”, abbiamo finanziato le nostre campagne elettorali facendo anche i camerieri!

Abbiamo fatto il nostro dovere, come sempre. Ci siamo tagliati gli stipendi e abbiamo fatto partire un fondo di microcredito che sta finanziando moltissime imprese. Io in questo fondo - fino ad oggi - ho versato quasi 140.000 euro. “Centoquarantamilaeuro” che per legge mi spetterebbero ma che spettano ai legittimi proprietari, i cittadini.

Vado in vacanza orgoglioso del Movimento. Perché è grazie a questa comunità che tutto questo sta accadendo. E' il movimento che ci sta permettendo di fare quelle cose che avevamo sempre sperato che facessero dei parlamentari della Repubblica. A riveder le stelle!


Io vorrei proprio sapere chi, come Alessandro Di Battista, va in vacanza soddisfatto del proprio lavoro. Soddisfatto di aver servito in maniera onesta e trasparente i cittadini italiani. NESSUNO. Ovvero, i Cittadini Pentastellati che ci rappresentano al governo possono andare tranquillamente in vacanza soddisfatti del duro lavoro fatto in questo anno. Hanno raggiunto obiettivi importanti, che nessuno si poteva mai sognare di far approvare in Parlamento. Loro continuano a combattere tra gli squali in Parlamento, NOI dobbiamo combattere dall'esterno affinchè l'idea 5Stelle, il Sogno 5Stelle si realizzi. Facciamo informazione, condividiamo il lavoro che fanno questi ragazzi. Dobbiamo tornare a parlare di politica, apertamente, senza paure. I fatti oramai ci danno ampiamente ragione. Non dobbiamo farci sfuggire questa grande occasione. Ragazzi come loro non se ne trovano al primo angolo di strada. FORZA MOVIMENTO 5 STELLE..... FORZA RAGAZZI
Fabio

#LAGUERRADEIRIFIUTI: 26 roghi senza risposte


"La chiamano #laguerradeirifiuti. Negli ultimi mesi ben 26 impianti di riciclo, compostaggio e trattamento meccanico-selezione, depositi e discariche di rifiuti sono andati a fuoco. Su questi roghi il Movimento 5 Stelle vuole vederci chiaro. Stefano Vignaroli, vice presidente della Commissione d'inchiesta sul ciclo illecito dei rifiuti porterà all' attenzione della Commissione un dossier per verificare se esiste un nesso che lega questi incendi e l'eventuale dolo oppure si tratta di semplici incidenti. Una verifica che è obbligatoria. Specialmente dopo l'approvazione del decreto attuativo dell'articolo 35 dello Sblocca Italia che favorisce l'incenerimento dei rifiuti e la costruzione di 12 nuovi impianti a discapito di riciclo, compostaggio e trattamenti e recupero di materia a 'freddo'. Da anni infatti in Italia lobby di discariche e inceneritori ed ecomafie giocano una sporchissima guerra dei rifiuti senza esclusione di colpi. Rifiuti, che sono materie post consumo che oggi potrebbero essere tutte riciclate e inviate a compostaggio, ma per sporchi interessi trovano altre strade come la combustione o il seppellimento, danneggiando oltre che la salute umana anche l'economia virtuosa. Per renderci conto di quello di cui stiamo parlando ecco un elenco degli ultimi incendi a impianti di riciclo, compostaggio, trattamento a freddo e discariche.
- 9 agosto 2015: a fuoco la discarica di Gaggio Montano (Bo) gestita da Cosea, che è l'unica società di servizi ambientali non inglobata ad Hera nel bolognese. I tecnici parlano di autocombustione.
- 2 agosto 2015: ad Aviano (Pordenone) va a fuoco l' impianto Snua. ). L'incendio ha mandato in fumo plastica da riciclare. Si è trattato del secondo rogo in pochi mesi in questo impianto di trattamento rifiuti e compostaggio.
- In Campania a Giugliano negli ultimi mesi sono andate a fuoco 4 discariche su 5 gestite dal Commissario. Con il forte sospetto che dietro questi roghi ci sia la mano dei clan . In ballo ci sono le bonifiche di questi terreni inquinati della 'Terra dei Fuochi'.
- 13 luglio 2015: Si sviluppa un rogo nell'area di stoccaggio rifiuti della discarica di Marianna Mantovana (Mantova) .
- 10 luglio 2015: incendio all'impianto Cosmari di Macerata con rogo di materie plastiche e allarme diossina. E' stata aperta una indagine per disastro ambientale.
- 10 luglio 2015: a Limbiate sempre nel milanese, era andato a fuoco in un incendio doloso un impianto di trattamento rifiuti. .
- A metà luglio in provincia di Milano si sono registrati altri due roghi: a Novate all' impanto Rieco che si occupa di riciclo di rifiuti industriali in primo luogo carta da macero. Pochi giorni prima a Robechetto era stato distrutto da un incendio l'impianto della DPC che si occupa di produzione e stoccaggio di prodotti chimici per l'industria cosmetica.
- 29 giugno 2015: a Chieti si è registrato il rogo della discarica di Chieti. Insieme ai rifiuti sono andati in fumo anche i documenti utili a inchieste sulla 'Terra dei Fuochi' campani e l'inceneritore di Acerra in quanto questa discarica era collegata alla gestione dei rifiuti della Campania. Documenti mai sequestrati ed ora andati in fumo!
- 28 maggio 2015: a Pontendera vanno a fuoco in un incendio doloso 70.000 pneumatici depositati presso l'impianto Mansider .
- 8 giugno 2015: incendio al deposito di rifiuti urbani Iren al Cornocchio alle porte di Parma.
- 5 Giugno 2015: ad Este (Padova) incendio nell'impianto di compostaggio Sesa uno dei più grandi d'Italia.
- 2 giugno 2015: a Perugia va a fuoco l'area adibita allo stoccaggio e riciclo del legno dell'impianto della Genesu .
- 2 giugno 2015 a Roma sulla Salaria va in fiamme l'impianto di trattamento meccanico biologico di Ama Spa .
- Lo scorso anno il 28 luglio 2014 ad Albairate (Monza) erano stati colpiti in un incendio gli impianti di compostaggio della ditta che aveva vinto la gestione dell'appalto gestione rifiuti per Expo. Dopo la nostra denuncia, ripresa da Il Fatto Quotidiano, sono giunte altre segnalazioni importantissime dal territorio. Che raggiungono così il numero di 26 in tutta Italia. In Piemonte e Umbria da aprile ad oggi si sono infatti registrati i seguenti incidendi sempre ad impianti rifiuti.
- 18 marzo 2015: incendio alla ditta TRANSISTOR srl di Torino, della galassia di Libera, che si occupa di smaltimento di rifiuti elettronici
- 12 aprile 2015: incendio doloso alla FARID INDUSTRIE spa di Vinovo (TO)
- 24 aprile 2015: incendio alla ex PUBLIREC (ora AMIAT) di Collegno (TO)
- 4 giugno 2015: incendio alla CMT di La Loggia (TO)
- 13 luglio 2015: incendio in provincia di Cuneo nel deposito della ROSSO srl di Fossano; il materiale era destinato allo smaltimento.
- 13 luglio 2015: incendio a Settimo Torinese (TO) in deposito di materiale plastico.
- 20 luglio 2015: incendio presso il deposito del consorzio per i rifiuti COVAR 14 di Carignano (TO)
- 18 luglio 2015: Incendio alla Green Asm di Nera Montoro (Terni)"

Non possiamo passare un altro autunno a piangere i morti per la pioggia! È inaccettabile!


Con l'emergenza ci mangiano.
Tutte le proposte M5S per prevenire il dissesto idrogeologico

Sono molto triste, ma soprattutto arrabbiato per il nubifragio in Calabria che si e trasformato in tragedia. Ringrazio tutte le forze di protezione che si sono attivate per arginare l'emergenza. Ho saputo che anche i Vigili del Fuoco di Avellino con i suoi specialisti si sono spostati per aiutare le famiglie in difficoltà. Li ringrazio di cuore ed esprimo tutta la mia solidarietà alle vittime dei drammi di queste ore. Ma sono arrabbiato perché ciò che sta accadendo in Calabria non deve passare come una fatalità! Non dobbiamo pensare che e frutto del destino! Non dobbiamo pensare che "doveva andare così"! Tali accadimenti sono causati da un mix esplosivo di cambiamento climatico e omissione di opere di prevenzione del dissesto idrogeologico. 
Sono tematiche che i miei colleghi di commissione ambiente tra cui Mirko Busto e Massimo De Rosa studiano e analizzano da tempo: proponendo soluzioni.Il governo deve farsi carico dei problemi e prevenirli. Basta agire continuamente sulla base dell'emergenza. L'Italia é stanca! Il Sud é stanco!Si attui subito un piano di messa in sicurezza e prevenzione del dissesto idrogeologico nel nostro paese.Ecco alcune possibili soluzioni.



Abbiamo messo a disposizione del governo varie proposte di legge. Partiamo dal GeoBonus, cioè dare una defiscalizzazione del 65% per tutte le opere contro il dissesto idrogeologico, svincolare i Comuni dal patto di stabilità per le opere contro il dissesto. Però non dobbiamo solo intervenire sui problemi strutturali, e quindi sulle opere da fare, ma dobbiamo intervenire anche sui problemi non strutturali, e quindi dobbiamo fare prevenzione; dobbiamo intervenire sui piani di emergenza dei Comuni, e quindi verificarli, aggiornarli; dobbiamo intervenire sulle reti di monitoraggio e sugli studi all'Università, dobbiamo dare soldi alla ricerca altrimenti non riusciamo a prevenire questi eventi calamitosi. Se riusciremo a prevenirli, noi risparmieremo dei soldi, perché costa molto meno fare opere d prevenzione che opere di risistemazione dopo l'evento. In più non dimentichiamo: risparmieremo sempre vite umane. Queste proposte sono già depositate, sono in discussione in parte, ma il governo arriva sempre in ritardo. Ringraziamo anche il nostro collega Samuele Segoni esperto geologo che ci sta dando una mano. Quindi le proposte il M5S le ha fatte, sono precise sono tante e se fossero applicate subito risolverebbero mlti dei problemi che ha l'Italia. Gli interventi di emergenza non risolvono i problemi. Serve serietà e continuità. Avete ascoltato le proposte della Commissione Ambiente. Vi renderete conto adesso che il problema in Italia è soltanto legato all'informazione, quindi vi chiediamo una mano: diffondete le nostre proposte, perché sono proposte che possono salvare delle vite!"

IL PROBLEMA E' UN ALTRO

"Il problema è che vogliono l'emergenza! Perché con l'emergenza ci mangiano i loro amici, il crimine organizzato, la ndrangheta pure in Liguria. Ci sono decine di Comuni anche nel Nord sciolti per mafia. L'emergenza è un business, non si vuole affrontare il fenomeno da un altro punto di vista perché se c'è l'emergenza si va in deroga a determinate leggi e si assegnano appalti senza gare, senza concorsi, senza regolarità ad amici degli amici spesso immischiati con il crimine organizzato". 

mercoledì 12 agosto 2015

Luigi Di Maio a Floris: 'Il Premier avrà moltissime sorprese'



Luigi di Maio, ospite a "di Martedì" parla di riforma della scuola, del reddito di cittadinanza e dell'Italicum. 
La trasmissione è del maggio scorso, ma gli argomenti trattati rendono perfettamente l'idea della linea ben definita tracciata dal M5S.

Ogni volta che finisco di vedere un suo video sapete qual'è il mio pensiero? E' UN GRANDE

Luigi Di Maio: L’uomo libero, per voi è un uomo pericoloso



Che Stato è quello che riduce le imprese ad evadere o a chiudere.
Che Stato è quello che è socio di maggioranza quando le cose vanno bene, chiedendoti il 51% di tasse. E ti abbandona quando le cose vanno male, mandandoti anche gli accertamenti dell’agenzia delle entrate.

E’ lo Stato governato da voi partiti che senza i finanziamenti pubblici avreste chiuso da un pezzo. Che proprio non riuscite ad immaginare che in questo Paese esistano cittadini che si siano affrancati dalle logiche clientelari. Gli imprenditori onesti di questo paese non vi chiedono un appalto, non vi chiedono un finanziamento, vogliono solo che lo Stato sia corretto e leale nei loro confronti. Vogliono la loro libertà economica nel rispetto delle Leggi.

L’Impresa rende liberi. Ma di un uomo libero voi proprio non sapete cosa farvene, anzi vi spaventa. Non gli si può estorcere il voto in campagna elettorale o posti di lavoro per amici degli amici. E quindi va fatto fallire. L’uomo libero, per voi è un uomo pericoloso

Che fine hanno fatto quei 13 milioni di euro?



Campagna elettorale politiche 2013:

1. PD: spese sostenute 10 milioni di euro circa, rimborsi 23 milioni!
2. M5S: spese sostenute 469.000 euro, rimborsi ZERO!

Ma vi rendete conto che per la prima volta una forza politica entra in Parlamento e fa esattamente quel che ha dichiarato in campagna elettorale?

Ma non basta questo per dare fiducia al M5S

METTETECI ALLA PROVA

Potevamo prendere i vostri soldi, la legge ce lo consentiva. Ma siamo coerenti e se si prendono i voti dichiarando una cosa poi quella cosa si fa.

SI CHIAMA CREDIBILITA'

Questa grafica parla chiaro. Questa è una quota dei rimborsi elettorali, ovvero l'osceno finanziamento pubblico ai partiti mascherato.

P.S. Proprio se siete elettori del PD avreste il diritto di sapere che fine hanno fatto quei 13 milioni di euro di differenza tra spese e rimborsi che il vostro partito ha incassato. Pensateci quando pagate la TASI!

Abbiamo completato una Stella

Una delle cinque stelle del movimento è l’ACQUA PUBBLICA e ieri sera l'abbiamo restituita alla Sicilia. 
Sono passati due anni e mezzo da quando ho scelto di mettere all'ordine del giorno della Commissione che ho l’onore di presiedere, la riforma del servizio idrico. Due anni e mezzo di guerre tra partiti di maggioranza, di rimpasti di Governo e di ingerenze degli interessi privati. 
Sì, perché in Sicilia la gestione dell’acqua, allo stesso modo dei rifiuti, significa potere e denaro. Significa controllare un bene di cui nessuno può fare a meno. Ecco il senso della nostra battaglia: togliere le mani di pochi da un bene che è di tutti.
Quella approvata ieri non è la migliore legge possibile, non è la nostra legge. In democrazia non esiste la legge assoluta. In democrazia si lavora per trovare il migliore compromesso possibile, si lavora per difendere i propri principi e fare in modo che non vengano aggrediti. Questo, ve lo garantisco, è stato fatto. 
Abbiamo salvato norme fondamentali, come la distribuzione dell’acqua secondo parametri legati alla natura idrografica della Sicilia (art. 5). Siamo riusciti a garantire tariffe agevolate per i meno abbienti (art.6). Abbiamo imposto alla Regione di fare valere il diritto di recesso nei confronti di chi eroga il servizio (art.8). Abbiamo introdotto strumenti di partecipazione democratica alle decisioni sugli atti fondamentali di pianificazione (art. 10), nonché il quantitativo minimo vitale pro capite (art. 12) e la tariffa unica (art. 13).
Questa riforma era nei cassetti del Parlamento regionale da oltre otto anni. Non vi starò a dire che il M5S, con l’unica Commissione che presiede, in appena due anni e mezzo è riuscita a portarla in Aula e farla approvare. Ma è così! Lo abbiamo fatto. Sta a voi continuare a chiamarci populisti.
Ieri, nessuno di noi è intervenuto prima del voto finale per fare la voce grossa. Per prendersi meriti. Ma lasciatemelo dire adesso: abbiamo fatto una cosa grande. Abbiamo restituito l’acqua ai loro legittimi proprietari.

Il Presidente del Consiglio dovrà essere il primo ad essere incriminato

Ora si capisce perché un uomo chiave della lobby dell'industria dell'incenerimento come Pietro Colucci di Kinexia era alle cene di finanziamento di Renzi.


"Il Presidente del Consiglio dovrà essere il primo ad essere incriminato per disastro ambientale con la nuova legge sugli Eco-Reati. C'è qualcosa di più caldo del sole di Ferragosto che sta arrivando e sono 12 nuovi ‪#‎inceneritori‬ che vivranno grazie agli incentivi statali dello ‪#‎SfasciaItalia‬.
Il PD è sempre più prono alla lobby dell'incenerimento e Confidustria, in barba alla riduzione dei rifiuti, il recupero materia e la raccolta differenziata...
Un piano che ricorda guarda caso quello proposto nel 2008 da Anida Confindustria sotto il Governo Berlusconi e che all'inizio 2009 gli allora Meet Up Amici di Beppe Grillo e le prime liste civiche 5 stelle denunciarono alla Commissione Europea insieme a tutte le altre politiche inceneritoriste attuate in Italia.
Ora si capisce perché un uomo chiave della lobby dell'industria dell'incenerimento come Pietro Colucci di Kinexia era alle cene di finanziamento di Renzi.
Lo stesso Colucci che qualche giorno fa ha annunciato la fusione tra la sua Kinexia e il gruppo del settore rifiuti Biancamano-Pizzimbone tanto caro a Dell'Utri e alla Manutencoop il cui presidente è ancora indagato nell'inchiesta EXPO.
Tutto questo avviene mentre la Commissione Europea anche con il grosso contributo degli europarlamentari del m5s, nella bozza di proposta al Parlamento Europeo di modifica delle direttive rifiuti vuole sottrarre del tutto l'incenerimento dal calcolo del recupero energetico e si pone obiettivi di riciclo totale della materia , applicando finalmente una visione circolare dell'economia.
Per legittimare la costruzioni di 12 nuovi cancroinceneritori che bruciano soldi pubblici, salute umana ed economia virtuosa, il Governo Renzi si inventa dei paletti nel calcolo del fabbisogno nazionale:
- Per il Governo Renzi la raccolta differenziata non può superare il 65%. Tutto questo mentre ci sono realtà virtuose che con la raccolta porta a porta superano il 70% a livello regionale (Veneto) ed in molte grandi città (come Parma e tante altre) e l'80% in centri medi.
- Per il Governo l'indifferenziato deve essere necessariamente bruciato, come se fosse una direttiva europea. Peccato che la direttiva europea dica l'opposto e l' incenerimento sarà sempre più marginale nel futuro.
- Per i falsari del Governo Renzi gli impianti di pretrattamento riusciranno a trasformare in combustibile ben il 65% dell'indifferenziato. Peccato che sia vero il contrario.
- Ultima bugia renziana l'indifferenziato non può essere recuperato in materia. I tecnici del Governo fingono di non conoscere il modello della Fabbrica dei Materiali, caldeggiato anche da assessori comunali dello stesso partito di Renzi.
Ancora una volta si favoriscono pochi grossi milionari a scapito di 195mila posti di lavoro garantiti dal recupero di materia, fingono di non sapere che le diossine e gli inceneritori se vogliamo essere cinici costano MILIARDI di euro per il nostro sistema sanitario perché in realtà uccidono bambini e ammalano per sempre tanti cittadini.
Il Movimento 5 Stelle porterà Renzi fino alla Corte di Giustizia Europea se sarà necessario."

Mentre il sud piange, il Governo pensa solo a sfruttarlo per provare a vincere le prossime elezioni.

Se il Sud ora "piange" è per colpa del Governo


"Sul Sud basta piagnistei", ecco quali sono state le ultime superficiali dichiarazioni che il Presidente del Consiglio ha dedicato alla gravissima situazione del Mezzogiorno, dopo averlo totalmente dimenticato e abbandonato a se stesso. Eppure solo qualche mese fa e precisamente lo scorso novembre 2014, il Presidente del Consiglio dichiarava: "Se riparte il Sud, riparte l'Italia".
Parole che avevano ridato speranze e illusioni ai milioni di cittadini che al Sud non vivono, ma sopravvivono e che, sono state utilizzate da quasi tutti i governi precedenti, compreso l'attuale, solo come strumento per spot elettorali. Parole, quelle pronunciate dal Presidente del Consiglio, che nei fatti sono state sconfessate dalla legge di stabilità approvata proprio dal suo Governo nel dicembre 2015, che ha condannato ulteriormente il Sud ad una stagnazione senza fine.
La legge di stabilità relativa al 2015, infatti, anziché far ripartire il sud, come vorrebbero le parole del Presidente del Consiglio, ha aggravato la situazione economica del Mezzogiorno. Il Governo, infatti, ha abolito gli sgravi contributivi previsti nella legge 407/90 che servivano proprio per incentivare le assunzioni nel Mezzogiorno. Una legge che era stata, sin dagli anni 90, un pilastro basilare per l'occupazione, soprattutto, del Sud e che prevedeva uno sgravio contributivo pari al 100% per un periodo di 36 mesi in favore delle imprese che assumevano disoccupati alla ricerca d'impiego da oltre 2 anni. Ha tagliato 3,5 miliardi di euro, a partire dal 2015 e sino al 2018, ai Fondi europei destinati al Piano di Azione e Coesione per le regioni del Sud. Ha previsto per il 2015 un'ulteriore taglio della spesa pubblica in percentuale del Pil pari al 6,2% al Sud, ovvero, più del doppio del Centro - Nord (-2,9%), che comporterà un effetto depressivo sull'economia del Mezzogiorno e un ampliamento dei divari regionali. Ha previsto tagli lineari alla sanità e ai servizi essenziali ospedalieri, quali ricoveri, visite e esami clinici, che non saranno, pertanto, più garantiti. Non ha stanziato neanche un euro per promuovere politiche volte allo sviluppo economico e alla ripresa dell'occupazione.
In tutto questo scenario apocalittico, vi è da aggiungere, inoltre, che il Presidente del Consiglio, sempre per il bene del Mezzogiorno, ha consentito la candidatura di condannati come De Luca in Campania ed ha salvato plurindagati in Puglia, come Azzollini che si trova sotto indagine per aver sperperato centinaia di milioni di euro sul territorio pugliese.
Mentre il sud piange, il Governo pensa solo a sfruttarlo per provare a vincere le prossime elezioni.
In parole povere, tutto quello che il "mentitore seriale" promette, la settimana dopo fa tutto il contrario. Ma attenzione. L'8 settembre riaprirà il Parlamento e subito ci sarà una battaglia per far passare a Montecitorio la riforma del Senato. Se il Governo non avrà i numeri ci saranno due possibilità: 1) Ci sarà un nuovo "Governo del Presidente" per tirare avanti fino alla fine della legislatura; e Dio ci scampi e ci liberi da un Presidente del Consiglio del tipo Laura Boldrini. 2) Si va a nuove elezioni. Se si andrà a nuove elezioni si andrà a votare ancora con la vecchia legge (quella incostituzionale) visto che fino ad ora non ne è stata fatta una diversa. Li il Movimento 5 Stelle, visto che non fa inciuci con nessuno, deve aggiudicarsi una bella fetta dell'elettorato per vincere le elezioni. Diamogli sotto con l'informazione. Condividiamo più video possibili e partecipiamo alle manifestazioni dei Pentastellati. 
Fabio

Riforma Senato, Guerini: "Berlusconi torni al tavolo, noi lo attendiamo pazienti"

da "Il Fatto Quotidiano" - 11 agosto 2015

Dopo l'appello di Debora Serracchiani, arriva l'invito personale dell'altro vicesegretario del Pd a Forza Italia: "Stiamo portando avanti una riforma costituzionale che abbiamo scritto insieme e francamente non vediamo perché ciò che andava bene sette mesi fa non va più bene oggi". I numeri al Senato ballano e ai piani alti del Partito Democratico non ci si nasconde più: l'obiettivo è il Patto del Nazareno 2.0

Sabato l’appello urbi et orbi di Debora Serracchiani (“Dobbiamo parlare con tutti, intendo proprio con tutti”), oggi l’invito personale e ufficiale di Lorenzo Guerini: “Berlusconi torni al tavolo, noi siamo pazienti e attendiamo”. La riforma del Senato è in dirittura d’arrivo, ma i numeri al Senato ballano e ai piani alti del Partito Democratico non ci si nasconde più: i sottosegretari si spendono in prima persona perché l’ex premier accetti di stringere il Patto del Nazareno 2.0.
La minoranza dem a Palazzo Madama agita le acque sul terzo passaggio parlamentare sul ddl Boschi, quella riforma della seconda Camera su cui Matteo Renzi ha fondato il proprio mandato da premier. Così per non correre rischi a settembre i pontieri del Pd si sono già messi al lavoro. “Abbiamo fatto un pezzo di strada con Foza Italia che è stato positivo per le riforme – spiega Guerini a Il Messaggero – siamo per affermare un sistema più maturo in cui non ci si delegittima a vicenda”, mette in chiaro il luogotenente di Renzi, custode dei principi fondanti del renzianesimo ortodosso.

“Poi qualcuno si è sottratto per ragioni che non avevano nulla a che vedere con il merito delle riforme – spiega ancora Guerini, riferendosi alla manovra con cui Renzi propose il nome e poi fatto eleggere Sergio Mattarella al Quirinale – adesso, se c’è una ripresa di responsabilità e di disponibilità, non può che essere un fatto positivo. Noi siamo pazienti e attendiamo”. Anche perché “stiamo portando avanti una riforma costituzionale che abbiamo scritto insieme e francamente non vediamo perché ciò che andava bene sette mesi fa non va più bene oggi”.
Berlusconi una prima richiesta l’ha già fatta, per bocca di Giovanni Toti: sabato in un’intervista a La Repubblica, il governatore della Puglia ha spiegato che “Forza Italia è pronta a sedersi al tavolo” e la contropartita potrebbe essere la riapertura della partita della legge elettorale: “Mi auguro che il governo voglia interrompere questo cammino autarchico che lo sta portando a compiere errori. Così sull’Italicum, se si torna al premio alla coalizione, più coerente con la storia del bipolarismo italiano”, la buttava lì l’ultimo delfino del Cavaliere.
Il tempo non manca, c’è tutto agosto per corteggiarsi e lavorare ad un’intesa. Il lavoro sul ddl Boschi riprenderà a settembre e la minoranza del Pd promette battaglia. Guerini tiene la porta aperta: “Siamo sempre stati disponibili al confronto”, spiega, “ma non si può ripartire da zero”, perché “il superamento del bicarmeralismo paritario, una sola Camera chè dà la fiducia al governo e quindi la non elettività dei senatori” non può essere toccato.
Il cammino è in salita. “Un’ipotesi di compromesso potrebbe essere prevedere forme di elezione strutturalmente diretta dei consiglieri regionali, segnalati agli elettori in un listino ah hoc ed esplicitamente candidati a fare i senatori”, (*) proponeva sabato il capogruppo dem al Senato, Luigi Zanda, a cosiddetti dissidenti. Che rispedivano l’offerta al mittente: “Sul tema del Senato elettivo si scelga la via maestra e non inutili scorciatoie. Noi chiediamo che sia previsto in Costituzione che il Senato venga eletto dai cittadini”, l’immediata risposta di Federico Fornaro. (**)

Mie considerazioni:
(*) Questo listino ad hoc lo farei prima controllare alla magistratura.
(**) Voglio proprio vedere quanto tiene la posizione del PdL (oppure PD+L?)

Certo che ci vuole proprio una bella faccia tosta. Ma vi rendete conto? Prima massacrano Berlusconi con i processi, poi lo buttano fuori dal Senato togliendogli anche l'onorificenza di Cavaliere. Fanno in modo che se ne stia alla larga dalla politica non permettendogli di ricandidarsi per 5 anni (forse 3) e poi hanno il coraggio di chiamarlo per raggiungere i voti che permetterebbero al "mentitore seriale" di fare la riforma del Senato e, di conseguenza, di farlo rimanere a galla..... Tutto questo perchè secondo voi? Logico, per non andare al voto e per non mandare al governo il Movimento 5 Stelle. 
Fabio

martedì 11 agosto 2015

Riforme: Napolitano colpisce ancora


Dal suo punto di vista, è di una coerenza granitica: continua a fare ciò che faceva quando era presidente della Repubblica. Ora che è solo “emerito”, Giorgio Napolitano non ha accantonato l’antica prassi di vestire i panni del protagonista delle stagione di riforme inaugurata da Matteo Renzi e interviene per la seconda volta in meno di una settimana sulla riforma del Senato. Se solo il 6 agosto in un editoriale sul Corriere della Sera ammoniva il consesso parlamentare (e in particolare la sinistra del Pd) che “non si può più tornare indietro” e lo invitava a non “disfare la tela”, l’ex capo dello Stato ha scritto una lettera aperta a La Repubblica per mettere in chiaro che “la riforma del Senato non minaccia la democrazia”. In pratica più il presidente del Consiglio è in difficoltà, più il senatore a vita interviene nel dibattito e sottolinea la necessità di portare a termine le modifiche costituzionali. E più i renziani fedeli alla linea inondano le agenzie di comunicati di sostegno al presidente emerito.
Oggi al Quirinale siede Sergio Mattarella, il patto del Nazareno è naufragato a gennaio sull’elezione di quest’ultimo, ma i protagonisti della scena restano gli stessi. Con la minoranza Pd che promette battaglia sul ddl Boschi in Senato dove i numeri dei dem sono ballerini, Renzi ha già incaricato i suoi di corteggiare Silvio Berlusconi affinché “torni a sedere al tavolo delle riforme”. Napolitano interviene da par suo sui giornali e lo fa con toni che più che a un ex capo di Stato si addirebbero a un segretario di partito. “Come si può ritenere che la riforma in discussione costituirebbe il ‘contrario’, segnerebbe la fine, della democrazia parlamentare?”, si domanda retoricamente l’ex capo dello Stato in una lettera pubblicata in prima pagina dal quotidiano romano e, rispondendo all’editoriale di Eugenio Scalfari di domenica, spiega perché la riforma del Senato non minaccia la democrazia. Certo, si possono apportare al testo “modifiche e puntualizzazioni” ma a patto che “non risultino dirompenti rispetto all’impianto già definito dalla riforma”. Tradotto: il Senato, al contrario di ciò che chiedono i cosiddetti dissidenti dem, non deve rimanere elettivo.
“La questione essenziale è che non si lasci in piedi – arriva al dunque Napolitano – attraverso l’elezione a scrutinio universale anche del Senato della Repubblica, la compresenza di due istituzioni rappresentative della generalità dei cittadini, sottraendo al Senato solo (e a quel punto insostenibilmente!) il potere di dare la fiducia al Governo. L’essenziale è dar vita a un nuovo Senato che arricchisca la democrazia repubblicana dando ad esso la natura di una istituzione finora assente che rappresenti le istituzioni territoriali. Altrimenti di fatto il superamento del bicameralismo paritario non ci sarebbe”.
Lasciato il Colle, quindi, e tornato nella sua casa di vicolo dei Serpenti, Napolitano mantiene il proprio profilo interventista, un po’ come se Joseph Ratzinger – emerito anch’egli, ma Papa – intervenisse sulle questioni che spetta affrontare a Papa Francesco. Atteggiamento diametralmente opposto a quello scelto dal successore Mattarella, che fin dal primo discorso in Parlamento, il 3 febbraio, ha ritagliato per sé il ruolo di “arbitro” che “deve essere e sarà imparziale“. E proprio sui rapporti con il nuovo, il vecchio capo dello Stato vuole rimarcare la propria lealtà: “Sono certo che non mi troverò, per nessun aspetto, in una posizione imbarazzante rispetto a qualsiasi parere possa esprimere il Presidente Mattarella, in quanto in ogni caso mi rimetterò con pieno rispetto all’autonomo esercizio del suo insindacabile mandato”. Come se in democrazia fosse possibile il contrario.
Un’abitudine a intervenire nel dibattito, quella dell’ex esponente riformista e poi migliorista del Pc, che pare non sia gradita all’attuale inquilino del Colle. A suscitare particolare sorpresa nelle stanze del Quirinale sarebbe stato l’intervento del 6 agosto sul Corriere: “Al Quirinale, ieri mattina, ha suscitato varie riflessioni (non prive – sostengono i più maligni – di qualche perplessità o dubbio), la lettura del Corriere della Sera - scriveva il giorno seguente Fabrizio D’Esposito sul Fatto Quotidiano – la prima riflessione suscitata negli ambienti del Quirinale riguarda innanzitutto la forma. L’intervento è, infatti, firmato da Napolitano non come senatore a vita ma da “presidente emerito della Repubblica”. La differenza è evidente. Soprattutto dopo che la scorsa settimana Mattarella, anche sulle riforme istituzionali, ha sentito l’esigenza di precisare: “Io ho le mie opinioni, ma ho il dovere di accantonarle”.

Re Giorgio con le sue entrate a gamba tesa continua a lanciare un aiuto ad un Governo che fa acqua da tutte le parti. Sanno che si stanno giocando una partita molto difficile e che il rischio, per la maggioranza, è grandissimo. Avete anche il coraggio di andare a chiedere aiuto a Berlusconi dopo avergli dato addosso per una vita sia a livello politico che a livello giudiziario. Ora la vostra paura è quella di andare al voto, perchè non c'è altra soluzione... basta con il Governo del Presidente, ne sono passati ben 4 e tutti quanti non hanno fatto che portare allo sfracello l'Italia. Ora occorre dare una netta sforbiciata alla vecchia politica. Occorre aprire tutte le finestre di Montecitorio e di Palazzo Chigi per far entrare aria nuova, bella, fresca.... Questa aria nuova si chiama O N E S T A'. A RIVEDER LE STELLE RE GIORGIO
Fabio

Cosa accadrà a settembre?

Forza ragazzi, sotto con un piccolo sondaggio

Se RENZI a settembre non ce la farà, e la sua proposta al Senato non avrà i numeri per essere approvata, come reagirà il Presidente della Repubblica Mattarella?
Deciderà (mamma mia, speriamo di no, un'altra volta...) per un Governo del Presidente, decidendo di dare l'incarico di formare una nuova squadra alla Presidentessa Boldrini, a Delrio oppure ad Amato?

Oppure visto che in quattro anni non è accaduto nulla, anzi, è peggiorato tutto, deciderà finalmente di sciogliere le Camere per andare a nuove elezioni? 

Date il vostro parere qui, in questo sito, nella colonna di sinistra - sotto le mie informazioni personali.
Il vostro parere è del tutto anonimo. Forza, fatevi sotto.
Fabio

Reddito di Cittadinanza. La parola ai costituzionalisti.

Intervista al Prof. Mauro VOLPI


Mauro Volpi è uno dei più autorevoli costituzionalisti del nostro Paese. Professore ordinario all'Università degli Studi di Perugia, studioso delle forme di Stato e di governo di fama riconosciuta e in passato membro del Consiglio Superiore della Magistratura, ha insegnato a lungo diritto costituzionale italiano e comparato in Italia e all'estero.
Abbiamo chiesto al Prof. Volpi un suo parere tecnico sulla nostra proposta di reddito di cittadinanza, ed in particolare,cosa pensa delle affermazioni del Presidente del Consiglio, che non solo rifiuta di considerare la proposta del M5S, ma ha dichiarato di ritenerla addirittura "incostituzionale".
Abbiamo chiesto al Prof. Volpi anche di commentare le recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio, dello scorso 18 luglio all'Assemblea del Pd, il quale facendo riferimento alla riforma costituzionale e della pubblica amministrazione si è espresso così: "Se noi facciamo le riforme, e questo "se" è il punto architrave del sistema, nel 2016 potremo intervenire con una sforbiciata alle tasse".
Ma perché le riforme dovrebbero essere scambiate con la promessa riduzione delle tasse? Quale sarebbe il nesso tra l'approvazione delle riforme oggi per poter intervenire, solo dal 2016, sull'agevolazione delle tasse?
Ascoltate l'intervista del Professore.


Ecco dove sono andati a finire i 259 mila contratti di lavoro "stabili"


Il Governo sta mettendo in atto da mesi una gravissima campagna di disinformazione sulle condizioni del mondo del lavoro. A ogni occasione utile, quando escono i dati Istat Inps, si impegna a capovolgere la realtà. Oggi vanta i 259 mila contratti "stabili" in più del primo semestre 2015, certificati dall'Inps. Peccato che di stabile i nuovi contratti non abbiano nulla. Dopo l'approvazione del contratto a tutele crescenti (7 marzo 2015), i datori di lavoro hanno portato avanti una massiccia conversione di contratti a tempo determinato in contratti a tutele crescenti, proprio perché rassicurati dalla estrema facilità di licenziamento che garantisce la riforma del mondo del lavoro. Nei primi 3 anni, infatti, i datori di lavoro potranno disfarsi dei lavoratori adducendo motivazioni economiche ed erogando loro l'equivalente monetario di 2 mensilità per ogni anno di servizio, anche se il licenziamento è dichiarato illegittimo dal giudice. Si legalizza in pratica il licenziamento arbitrario, in cambio di un tozzo di pane. Solo dopo 3 anni di servizio i contratti a tutele crescenti devono essere stabilizzati per davvero, ma nulla vieta ai datori di lavoro di scaricare poco prima i lavoratori a tutele crescenti e assumerne di nuovi. Si profila così una gigantesca operazione "usa e getta" che vedrà coinvolti nei prossimi anni i nuovi assunti. Va detto, peraltro, che l'Istat ha già messo una pietra tombale sulla propaganda governativa: a giugno la disoccupazione è tornata al 12,7% e gli occupati sono in calo anche rispetto al giugno dell'anno scorso. Un disastro totale, che il Governo cerca di coprire manipolando i dati Inps, i quali calcolano non i nuovi posti di lavoro, ma i nuovi contratti di lavoro. Incrociando i dati Istat e Inps viene fuori la cruda realtà: il Governo non ha creato un solo posto di lavoro, e ha coperto il suo fallimento con la conversione dei contratti a tempo determinato in contratti ancora meno stabili, vendendoli per quello che non sono.

E ancora, sul Senato elettivo...

Onorevole Luigi DI MAIO - Vice Presidente della Camera dei Deputati

Purtroppo per noi, i partiti hanno deciso di passare il mese di agosto a litigare sulla riforma del Senato, tanto inutile quanto pericolosa. 
Qualcuno crede ancora che se i consiglieri regionali entrassero in senato senza che nessuno ce li abbia mandati, d'un tratto i politici italiani inizierebbero a lavorare per il bene della gente? 

Qualcuno crede che con una sola Camera che approva le leggi e l'altra che si frega i nostri soldi, all'improvviso i partiti smetterebbero di fare leggi vergognose come la Fornero? 
Qualcuno pensa che dare l'immunità parlamentare a sindaci e politici delle regioni, serva a risolvere il problema della disoccupazione?
Qualcuno pensa che dare l'immunità parlamentare a sindaci e politici delle regioni, serva a risolvere il problema della disoccupazione?
Camera e Senato insieme ci costano oltre 130.000 euro ogni ora. Questa riforma non vale neanche un minuto. L'unico effetto che produrrà sarà dare l'immunità parlamentare anche ai consiglieri regionali, cioè alla classe politica più indagata del Paese
C'è chi sta con la famiglia e chi come la Lega di Salvini perde tempo ad assecondare l'ego di Calderoli: ha scritto 500.000 emendamenti alla "riforma del Senato", che produrranno 80 tonnellate di carta e ci costeranno centinaia di migliaia di euro.
Scaldatevi pure su questi argomenti se ci riuscite.


Il Senato a settembre deve approvare subito il Reddito di Cittadinanza, che assicura formazione e inserimento lavorativo a 9 milioni di italiani in difficoltà, per non parlare dell'aumento della pensione minima. Le scorribande per le poltrone in Senato non possono essere l'ennesima scusa per l'ennesimo rinvio.
Questi signori passino pure l'estate come credono. 
C'è chi se ne sta con i nipoti e chi come Napolitano gioca ancora a fare il Presidente della Repubblica, inviando moniti tramite quotidiani, come se stesse ancora al Quirinale. Giorgio, do you know Mattarella?
C'è chi prepara le prossime azioni per settembre e chi, come Renzi e Berlusconi, lavorano all'ennesimo inciucio per salvarsi dalle elezioni inevitabili. Al Senato Renzi non ha più la maggioranza.
Noi questo dibattito non lo alimentiamo. Se i partiti cercano il dialogo con noi, vi do subito tre suggerimenti per le vostre discussioni estive: approviamo il reddito di cittadinanza a settembre, immediatamente dopo passiamo all'abolizione dell'Irap per le imprese e smettetela di candidare gente indagata o condannata. 
Noi pensiamo al lavoro degli italiani non a quello dei politici.

Applicazioni false su Google Play, infettati migliaia di smartphone Android.


App false su Google Play, infettati migliaia di smartphone Adroid.Il trojan Android/Clicker era stato mascherato...
Posted by Ufficio Stampa Comune Albano Laziale on Martedì 11 agosto 2015

Renzi taglia sulla sanità: 180 consultazioni diagnostiche a pagamento

Il governo Renzi taglia sulla sanità. 180 prestazioni diagnostiche diventano a pagamento per tutti. Coinvolte visite di odontoiatria, genetica, allergologia, tac e dialisi



La novità forte è che, stando a quanto riporta la Fondazione Gimbe, parecchie consultazioni diagnosti-che diventeranno a pagamento per tutti, comprese le categorie più disagiate.
“All’enorme polverone mediatico delle ultime settimane segue un documento fatto di poche luci e tante ombre. Non emerge una chiara definizione delle priorità, latita il coinvolgimento delle categorie professionali e non viene esplicitata una metodologia rigorosa per ricercare, valutare, selezionare e sintetizzare le evidenze a supporto dei criteri di appropriatezza“. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, boccia la bozza di decreto sull’appropriatezza delle prescrizioni mediche, su cui sta lavorando il ministero della Salute e che è atteso a settembre.
Le prestazioni identificate sono in totale 180 “di cui 35 odontoiatriche, 53 di genetica, 9 relative a Tac e risonanza magnetica (degli arti e della colonna), 2 di dialisi e 4 di medicina nucleare. La somma delle prestazioni di allergologia e di laboratorio (non differenziate) dovrebbe essere pari a 77".
“Infine rimangono impliciti – ha concluso Cartabellotta – i criteri seguiti per definire le priorità. Infatti, eccezion fatta per le 9 prestazioni Tac/Rm, tutta la diagnostica strumentale (doppler, gastroscopie, colonscopie, ecografia addome e pelvi, ecocardiografia, eccetera) è stata ‘graziata’ in maniera incomprensibile, tenendo conto della lunghezza delle liste di attesa e dell’alto rischio d’inappropriatezza prescrittiva“.

Ecco dove si trova il "Reddito di Cittadinanza"

I partiti invocano "Ce lo chiede l'Europa"solo quando devono tutelare i loro interessi




Qualcuno si chiederà che fine ha fatto il reddito di cittadinanza. La solita fine delle buone leggi. Impantanata alla Commissione Lavoro presieduta da Annamaria Parente che non ha avuto il tempo di metterla in discussione prima della chiusura del Senato. Doveva prima avviare le varie porcate del Jobs Act.
La Parente è piddina (e ti pareva) e al Pd dà fastidio una legge che tutela le fasce più povere dei cittadini italian ed elimina il rapporto di sudditanza. Il reddito di cittadinanza è un diritto, non un'elemosina come gli 80 euro del ciarlatano di Rignano. Tutte le nazioni della UE ne dispongono tranne la Grecia e la stessa UE ha chiesto all'Italia a suo tempo di adottarlo. I partiti invocano "Ce lo chiede l'Europa" solo quando devono tutelare i loro interessi. Riepiloghiamo (ma è tutto descritto in questo minisito):
Il reddito di cittadinanza è pari a 780 euro al mese (definito come soglia di povertà dalla UE)
non è incostituzionalenon è assistenzialismo ma aiuto (dovuto) alle fasce più deboli
- non può essere cumulato in presenza di altri redditi
- ne hanno diritto i cittadini italiani
- viene perso dopo tre offerte di lavoro rifiutate
- le coperture finanziarie pari a 17 miliardi sono state trovate con tagli agli sprechiLa Parente dopo le vacanze estive non ha più scuse (si riposi nel frattempo...).
I cittadini italiani in difficoltà economica potranno rivolgersi a lei per accelerare le procedure sicuri di trovare ascolto che sicuramente verrà dato.

NOTIZIE DALLA SICILIA - M5S: "La Sicilia finalmente ha una legge sull'acqua pubblica

... ma senza il nostro apporto sarebbe venuta fuori una riforma pessima"

da Movimento 5 Stelle Palermo
Tony Gaudesi - Reponsabile comunicazione M5S Palermo

Palermo 10/08/2015. Per i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars la norma presenta parecchie lacune, ma “va in direzione di quello per cui ci battiamo da sempre”.
“Una legge non eccezionale, che i partiti hanno provato a rovinare. Il nostro apporto ha contribuito a migliorarla nettamente e a introdurre principi positivi in direzione dell’acqua pubblica, per la quale ci spendiamo da sempre”.
E’ arrivato, anche se con qualche qualche perplessità, il “sì” del Movimento 5 stelle alla legge sull’acqua pubblica, licenziata in tarda serata dall’Ars.
”Abbiamo dato un grosso contributo - afferma il presidente della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino - a migliorare una legge che senza il nostro apporto rischiava di essere pessima. Anche se non nascondiamo che tantissime cose potevano andare meglio, possiamo dire di avere centrato numerosi obiettivi. Le principali conquiste per i cittadini sono la tariffa unica e i 50 litri gratuiti. Positiva anche la riduzione in bolletta per i meno abbienti, anche se noi puntavamo ad estendere il beneficio alla portata di tutti”.
Nettamente positiva per Trizzino è anche la previsione di salatissime sanzioni per eventuali distacchi dell’erogazione agli utenti.
Altri aspetti positivi per Valentina Palmeri sono da individuare nell’ok alla norma per il ciclo chiuso dell’acqua nei processi industriali, nella norma su Siciliacque e nelle limitazioni poste a carico delle gestioni private.
Non mancano, però, gli appunti della deputata Cinquestelle, che ha seguito passo passo in commissione la genesi della legge.

Per tantissimi versi – dice – è stata un’occasione mancata. Avevamo l’opportunità di fare finalmente una legge per tutti i siciliani, che li equiparasse sullo stesso piano tariffario, ma si è preferito continuare con la politica del proprio orticello, dei territorialismi, che si è evidenziata soprattutto nella ridefinizioni degli ambiti territoriali che finiranno per ricalcare le vecchie province”.
Gravissima per la Palmeri è stata pure la scelta di snaturare e annacquare la norma della tariffa unica e dei 50 litri gratuiti, non più garantiti a tutti i cittadini ma solo ad alcuni di essi.
“Questa legge – afferma Angela Foti - offre uno strumento agli amministratori che vorranno rendere finalmente il servizio più efficiente per i cittadini. Ci permette di uscire dalle infrazioni europee ed evitare il commissariamento. E’ stata una lotta continua che negli ultimi due anni ci ha visto affrontare senza deroghe e sconti gli obiettivi che avevamo nel nostro programma”.
“ Abbiamo approvato – dice Matteo Mangiacavallo - una legge che continua ad affermare la linea di principio tendente all’acqua pubblica, ma che non esclude, purtroppo, la gestione privata. Il parlamento non ha avuto il coraggio di sostenere la nostra proposta che puntava alla sola gestione con enti di diritto pubblico, vorrà dire che ci penserà un prossimo governo a cinque stelle a farlo. Tra le note positive di questa legge c’è la possibilità per i Comuni di svincolarsi dalle gestioni private e spero che ne approfittino in tanti”