VIDEO 5 GIORNI A 5 STELLE

DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

venerdì 30 ottobre 2015

#5giornia5stelle del 30 ottobre 2015


Una settimana calda sul fronte di Roma Capitale. Marino non si dimette, anzi sì, anzi no, e tutta la città si ritrova ostaggio delle faide interne al PD. Ce lo ricorda Alessandro Di Battista, che sottolinea come a Renzi non interessi un bel nulla dei romani. Bisogna andare al voto il prima possibile, e liberarci subito di questa gente.
Dovremmo liberarcene anche a livello nazionale però: sentite cosa ci raccontano i senatori M5S -Castaldi, Morra, Buccarella, Puglia, Lezzi- sulla legge di stabilità. L’IVA che sarà destinata a passare al 25% nel 2017, la giustizia ingiusta con le indennità dei processi lunghi dimezzate, non un soldo di investimenti per il sud e niente fondo di sviluppo, la fine degli sconti contributivi sul lavoro, 15 miliardi di tagli alle Regioni e sicuro aumento delle tasse locali. Un bagno di sangue che il governo ha anche il coraggio di spacciare per una svolta positiva.
Non che dall'Europa arrivino notizie migliori: Dario Tamburrano ha denunciato in aula la presa in giro dell’abolizione del roaming, e soprattutto i nuovi provvedimenti che mettono a rischio la net neutrality e la libertà della Rete.
Intanto sempre al Senato un altro regalo agli evasori, quelli veri, quelli che evadono milioni: ennesima proroga ed ennesimo sconto. Laura Bottici in aula tuona contro questo vero condono mascherato: anche chi evade in Italia, e non solo all’estero, potrà cavarsela pagando appena il 15% di quanto dovuto. Un scandalo.
Francesca Businarolo dalla Camera ci racconta invece, finalmente, di una vittoria del M5S: abbiamo convinto il governo a pubblicare i curriculum e i certificati penali dei candidati a manager delle partecipate. Di chi il merito? Di Luca, Federico, Cristiano, Margherita, e tanti altri cittadini che hanno contribuito a scrivere la nostra mozione per la trasparenza.
Roberto Fico poi denuncia l’ennesima porcata del governo (sono infinite), stavolta riguardo alla RAI. Siccome il M5S ha scoperto che gli appalti RAI sono una sentina di mazzette e corruzione, cosa fa il governo? Corre ai ripari... facendo eccezione per la RAI. Ora negli appalti del servizio pubblico si potranno bypassare legge e regole. I corrotti  ringraziano.
Invece chi fa il proprio dovere viene regolarmente punito. Paolo Romano svela come tre sottufficiali dell’aeronautica siano stati puniti per aver rivelato informazioni sui voli di Stato del premier. Ingiusto, e soprattutto assurdo: come ci spiega Paolo, qualunque cittadino può agevolmente seguire i voli di Renzi attraverso un servizio online! Perché punire degli innocenti?
Infine, belle notizie dalla Campania. Luigi Di Maio insieme a Valeria Ciarambino e i consiglieri regionali sono stati a Benevento, in una scuola gravemente colpita dall’alluvione, e hanno consegnato alla Preside 100mila euro frutto del taglio ai loro stipendi. Il denaro servirà a ricomprare i laboratori andati distrutti. E come ha detto la Preside, questo è anche un prezioso insegnamento per i ragazzi: il nostro Paese ha ancora un futuro in cui credere.

Il roaming non sparisce e lo pagheremo tutti (intervista a Tamburrano M5S)



L'Unione europea ha abolito le dogane, perchè tiene ancora in vita il roaming? Se lo chiede il portavoce M5S Europa Dario Tamburrano in questa intervista.
La proposta legislativa sulle comunicazioni elettroniche votate dal Parlamento europeo è una vergogna perchè spalma su tutti i cittadini i costi di roaming che oggi pagano solo i viaggiatori.
Addio roaming? Macché... esce dalla porta e rientra dalla finestra, forse addirittura più forte di prima. Il Parlamento europeo ha votato la proposta legislativa del Consiglio europeo sulle comunicazioni elettroniche nel mercato unico digitale, un provvedimento truffa per tutti i consumatori. Il roaming non sparisce dal 2017 così come solennemente promesso, ma cambia semplicemente nome e destinatari. Adesso lo paga solo chi usa il proprio telefono all'estero, nel 2017 lo pagheranno tutti, anche la casalinga di Voghera che non ha mai preso l'aereo. Com'è possibile? Ecco i 3 trucchi ideati dalle grandi compagnie telefoniche e supinamente recepiti in questo nuovo regolamento dalle Istituzioni europee.
TRUFFA 1. Roaming indiretto per tutti.
A partire dal 2017 il mercato europeo delle comunicazioni digitali cambierà volto. Ogni compagnia telefonica nazionale pagherà agli altri operatori (B2B) per il roaming dei propri clienti in altri Paesi dell'Unione. Facciamo un esempio: la signora Maria va a Londra per il fine settimana e il suo cellulare una volta atterrata si collega alla rete telefonica della compagnia inglese X. Finito il fine settimana X chiede alla sua compagnia telefonica italiana Y il "conto" del traffico dati utilizzato da Maria durante il suo viaggio. Questo canone B2B che X deve a Y verrà spalmato da X su tutti i propri clienti includendolo nei diversi piani tariffari di tutti i suoi clienti. Il roaming cambia nome e natura ma non sparisce: le grandi compagnie di telecomunicazioni scaricano i mancati profitti del vecchio roaming su tutti i cittadini, anche su quelli che non viaggiano mai. Questa è una socializzazione opaca di tutti i costi di roaming, altro che mercato libero!
TRUFFA 2. Ecco quando il roaming ritorna
Per evitare la fuga verso gli operatori dell'Europa dell'est che hanno piani tariffari molto convenienti, le compagnie potranno fissare un tetto massimo di giorni di utilizzo del cellulare all'estero, oltre al quale il roaming tornerà magicamente a pagamento. Si chiama "profilo di utente medio" e stabilisce la media, secondi gli studi delle stesse compagnie, dei giorni trascorsi all'estero dagli italiani che hanno un cellulare. Sopra questa media l'addebito specifico di roaming al cliente ritornerà, con un supplemento al minuto approvato dalle Authority delle telecomunicazioni. Facciamo un esempio: se gli operatori italiani decideranno che il "profilo di utente medio" è di 20 giorni all'anno trascorsi all'estero, a chi ne trascorre 25 l'addebito per roaming riapparirà a partire dal ventunesimo giorno. E' una fregatura per tutti gli studenti Erasmus o quelli che si recano spesso all'estero per lavoro.
TRUFFA 3. Le deroghe per le compagnie che sbagliano i conti
Poiché il nuovo mercato delle telecomunicazioni presenterà delle incognite (vedi Truffa 1 - l'operatore farà una stima di quanto roaming B2B dovrà pagare per spalmarlo nei suoi piani tariffari), gli operatori sono riusciti a fare inserire nella legislazione una deroga: se le loro perdite diventano insostenibili (cioè se alla fine dell'anno i suoi clienti hanno viaggiato più del previsto e i costi di roaming per gli altri operatori crescono più del previsto) d'accordo con le Authority nazionali, potranno essere ritoccati i piani tariffari dei clienti retroattivamente, chiedendo un secondo sovraccarico specifico di roaming al proprio cliente. Facciamo un esempio: Maria vive a Sanremo ma ogni tanto si sposta a Cannes. Sottoscrive un piano tariffario con X e si adatta al "profilo di utente medio", cioè non viaggia più del tetto stabilito. Maria pensa di non pagare il roaming in Francia ma la compagnia telefonica X ha fatto male i conti. X potrà chiedere a Maria un canone aggiuntivo rispetto a quanto pattuito nel suo piano tariffario. Con questa norma si perde definitivamente la trasparenza del mercato delle telecomunicazioni a tutto vantaggio della discrezionalità dell'operatore e dei suoi profitti.
LA RETE NON SARA' PIU' NEUTRALE
Il voto del Parlamento europeo sancisce inoltre la fine della cosiddetta net-neutrality. Una rete neutrale dovrebbe essere a disposizione di tutti, senza imporre restrizioni arbitrarie su alcuni traffici né dare dei privilegi ad altri. Finisce il sogno di un Internet concepito come straordinario spazio pubblico globale, bene comune immateriale, motore straordinario di innovazione, conoscenza, uguaglianza e opportunità. Nasce l'era dell'open access, il modello voluto da questa Europa, che trasforma la rete in una autostrada con più corsie a pagamento differenziato.
Solo i grandi Big della rete (es. Facebook, Google, Amazon) potranno accedere alla corsia veloce per garantire prestazioni ottimali ai servizi che offrono, lasciando pagine lente, documenti da scaricare che non si scaricano, pessima qualità di rete ai concorrenti minori. La scuola che vuole inserire alcuni testi scolastici per gli studenti nel suo sito internet o la fattoria che vuole vendere i propri prodotti all'estero avranno una larghezza di banda inferiore e dunque perderanno clienti e opportunità. Si aprono, inoltre, delle vere possibilità di censura: il Parlamento ha rifiutato di trattare in modo uguale i servizi funzionali equivalenti. Facciamo un esempio: il gestore della rete potrà decidere, senza dare spiegazioni, se un giornale/sito/blog gli sta simpatico e metterlo così nella corsia veloce; se gli sta antipatico può invece essere degradato nella corsia più lenta. Questa è la negazione della libertà di espressione.

Questa Europa sta producendo nuove iniquità, nuove diseguaglianze, nuove corsie privilegiate anche nel mondo virtuale."

giovedì 29 ottobre 2015

Il sindaco di Benevento ringrazia i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle

“Il sindaco di Benevento Fausto Pepe dà il benvenuto al vice presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio e ringrazia a nome proprio e della città di Benevento i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle per aver voluto dare un contributo così importante al ripristino dell’istituto superiore Rampone, gravemente danneggiato dall’alluvione. 
Il gesto dei consiglieri regionali, oltre ad essere significativo e generoso, è di forte incoraggiamento per la comunità che sta compiendo ogni sforzo possibile per rialzarsi dalla drammatica condizione generatasi dopo gli eventi di metà ottobre. Tale scelta appare ancor più simbolica se si considera l’alto valore sociale della scuola e della ripresa delle attività didattiche come segno di ritorno alla normalità per i giovani studenti e per la città tutta”.

Insegnanti e alunni che si improvvisano muratori o imbianchini......

Insegnanti e alunni che si improvvisano muratori o imbianchini. Avvocati, poliziotti, richiedenti asilo che diventano angeli del fango. Contadini che diventano soccorritori. Associazioni che ristrutturano scuole. Questo è lo Stato, i cittadini della Provincia di Benevento che si scorciano le maniche per sopperire alla latitanza del Governo Renzi. I nostri consiglieri regionali oggi hanno fatto la cosa meno eclatante di tutte, hanno fatto soltanto il loro dovere: tramutare le parole in fatti. E per questo sono orgoglioso di loro. Se dici che stai dalla parte dei più deboli, non puoi assistere ai fatti della provincia di Benevento intascando stipendi da 15 mila euro. O spendendo milioni di euro in auto blu o voli di Stato, perchè non sei credibile.Non è solo una questione di impegni elettorali, ma di fiducia nelle istituzioni. Quando i ragazzi di questa scuola avranno di nuovo i loro banchi, quando accenderanno di nuovo i loro computer - per studiare grafica 3d, informatica e programmazione - sapranno che quelle strumentazioni sono state acquistate con i soldi di un politico che si è tagliato lo stipendio. E ricominceranno ad avere fiducia nelle istituzioni.Anche oggi abbiamo dimostrato che ci si può fidare del Movimento 5 Stelle. In Italia ci sono circa 900 consiglieri regionali e circa 600 di questi sono nell'area politica del Pd. Noi in 4 mesi con 7 consiglieri regionali che si sono tagliati lo stipendio, abbiamo messo insieme 105.000 euro. Se quelli del Pd avessero fatto lo stesso in 4 mesi avrebbero restituito circa 10 milioni di euro. Per non parlare del passato. Quante scuole si sarebbero potute mettere in sicurezza se avessero fatto tutti così negli ultimi venti anni?I 9 miliardi di euro promessi per il dissesto idrogeologico non sono mai stati erogati, e oltre al danno la beffa: mentre Benevento affogava, quelli del Pd in Senato si stavano votando la legge Boccadutri per intascarsi 45 milioni di euro e nelle stesse ore l'Ethiad stava inviando il nuovo aereo blu alla Presidenza del Consiglio dei ministri che ci è costato 175 milioni di euro. In regione Campania invece, il Presidente De Luca chiede addirittura di aumentare lo stipendio dei consiglieri regionali perché "sono sottopagati" a suo dire...Ora la battaglia si sposta in Parlamento. Dopo questo gesto non potranno ignorarci, sarebbe un autogol clamoroso. Da lunedì ci batteremo per far arrivare ai cittadini delle aree colpite da alluvioni, tutti i soldi che gli spettano.Le persone non ne possono più di parole. E' con i fatti che si riconquista la loro fiducia.

Posted by Luigi Di Maio on Giovedì 29 ottobre 2015

Salvaguardiamo il lavoro italiano

AVETE VIAGGIATO CON ALITALIA NEGLI ULTIMI ANNI? DOVETE SAPERE QUESTO!Mentre Renzi spende i nostri soldi (800.000 euro...

Posted by Alessandro Di Battista on Giovedì 29 ottobre 2015

Chi protegge la grande truffa Volkswagen? Eccovi nomi e cognomi

Che ruolo sta giocando il PPE (il più grande gruppo politico del Parlamento Europeo, di cui fa parte Forza Italia) nell'insabbiare il caso Volkswagen? È la domanda che si stanno facendo tutti nei corridoi di Strasburgo dal momento in cui la mozione di risoluzione sulle emissioni presentata dal Parlamento Europeo è stata privata di alcune componenti fondamentali.
In particolare, è stata cruciale, dicevamo, la partita dei popolari. Sono stati loro a voler stralciare:
- qualsiasi riferimento alla Volkswagen;
- alla necessità di restituire i finanziamenti ricevuti per promuovere le vetture Euro 5;
- far riferimento al caso VW come di una truffa;
- non mettere sotto inchiesta l'operato della Commissione Europea, che sapeva da tempo e non ha agito.
Alla domanda in apertura ha risposto, involontariamente, il vicepresidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, ex commissario europeo prima ai trasporti e poi all'industria, nonché uno dei tanti ex "braccio destro" di Silvio Berlusconi. Proprio lui ricevette una lettera scritta nero su bianco dall'allora commissario all'ambiente Janez Potocnik, nella quale si sottolineava una significativa discrepanza in termini di emissioni tra i risultati del test delle case automobilistiche e le prove vere, quelle su strada. Una discrepanza che è la ragione principale per la quale gli standard di qualità dell'aria non scendono verso i valori indicati. In altre parole, ammettere la truffa significa ammettere il sicuro coinvolgimento del più grande gruppo politico europeo e, indirettamente, dell'intero legislativo comunitario.

Il Movimento 5 Stelle ha cercato di smascherare i "traditori dei cittadini" e della salute pubblica in aula, chiedendo le votazioni nominali ad alcuni emendamenti che i portavoce hanno presentato per aggiustare il testo. Si è voluto, in particolare:
- stabilire una vera "authority europea" nell'ambito delle prove automobilistiche (l'auto è l'unico settore del trasporto dove una tale autorità non esiste);
- investigare in profondità sul caso, accertando perché i vari segnali di allarme non sono stati ascoltati, e coprendo l'intero mercato auto;
- individuare le specifiche responsabilità suddividendole tra Commissione Europea, Stati membri, autorità nazionali di controllo e case automobilistiche. Anche alla luce dei conflitti d'interesse che intercorrono tra le varie parti;
- investigare l'adeguatezza dell'utilizzo di fondi pubblici da parte dei fabbricanti responsabili della frode, allo scopo di richiedere rimborsi e/o applicare sanzioni, qualora questo utilizzo si riveli scorretto.

Ecco, di seguito, chi ha votato contro. Una scelta che smaschera, in modo definitivo, gli alleati italiani in Europa della truffa e delle politiche lobbystiche con cui si cerca d'insabbiare anche uno dei più grandi scandali industriali dell'ultimo ventennio.

Nomi, cognomi e gruppo politico degli eurodeputati tricolore:
- PPE (Forza Italia, UDC, NCD): Cesa, Cicu, Cirio, Comi, Dolfmann, Gardini, La Via, Martusciello, Matera, Maullu, Mussolini, Patricello, Pogliese, Salini, Tajani;
- S&D (Partito Democratico): Benifei, Bettini, Bonafè, Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Costa, De Castro, De Monte, Gasbarra, Giuffrida, Gualtieri, Kyenge, Morgano, Mosca, Pittella, Sassoli, Schlein, Soru, Toia, Viotti, Zanonato, Zoffoli;
- ECR: Fitto, Sernagiotto.

La conferenza stampa che alza il velo a Strasburgo sulla votazione per salvare i soliti noti


Pepe: «Grazie ai 5 Stelle: gesto bellissimo per la comunità»

La solidarietà non ha colore, l'alluvione di Benevento lo ha dimostrato (a parte eccezioni da prendere con le pinze) dal calcio alla politica. Il primo cittadino di Benevento, Fausto Pepe, in passato protagonista di scontri dialettici accesi con esponenti del Movimento Cinque Stelle ha ringraziato Di Maio e i consiglieri grillini per il dono fatto al Rampone: «Il sindaco di Benevento Fausto Pepe dà il benvenuto al vice presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio e ringrazia a nome proprio e della città di Benevento i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle per aver voluto dare un contributo così importante al ripristino dell’istituto superiore Rampone, gravemente danneggiato dall'alluvione. Il gesto dei consiglieri regionali, oltre ad essere significativo e generoso, è di forte incoraggiamento per la comunità che sta compiendo ogni sforzo possibile per rialzarsi dalla drammatica condizione generatasi dopo gli eventi di metà ottobre. Tale scelta appare ancor più simbolica se si considera l’alto valore sociale della scuola e della ripresa delle attività didattiche come segno di ritorno alla normalità per i giovani studenti e per la città tutta». 

Omicidio stradale, la Camera dà il via libera


L'aula della Camera (con 276 favorevoli e 20 contrari) ha approvato il DDL sul nuovo reato di omicidio stradale e lesioni personali stradali. Ora la palla passa al Senato ma alla Camera è stato fatto un importante lavoro in sinergia con il relatore del Senato Giuseppe Cucca e i tempi, quindi, saranno brevi: "Entro l'anno - conferma Riccardo Nencini, Vice Ministro Infrastrutture e Trasporti - sarà legge. Un impegno preso, un impegno mantenuto". 
Perfino le modifiche al testo sono state fatte in accordo Camera-Senato affinché a breve il ddl sull'omicidio stradale possa diventare legge. L'approvazione arriva dopo un piccolo braccio di ferro fra Asaps-Associazione Lorenzo Guarnieri ed altri promotori di questo DDL - lunedì scorso in Sit In a Montecitorio - che ha portato ad importanti modifiche.  "Abbiamo accolto le loro richieste - ci ha spiegato Alessia Morani, vicecapogruppo del Pd a Montecitorio e relatrice del ddl sull'omicidio stradale - e altri emendamenti del Pd che hanno portato l'aumento del minimo delle pena riguardo a violazioni gravi del Codice della strada". In particolare l'obbligo di arresto in flagranza per i pirati della strada che uccidono al volante varrà solo per i casi più gravi, ossia quando il guidatore sarà trovato in stato di ebrezza con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro o sotto l'effetto di droghe. In questi casi è previsto l'arresto da 8 a 12 anni: la modifica è arrivata durante le votazioni in aula sulla proposta di legge sull'omidicio stradale, con l'approvazione di un nuovo emendamento all'articolo 5 messo a punto dalle commissioni giustizia e trasporti.
Quando Renzi prometteva l’omicidio stradale

Nella versione precedente l'obbligo di arresto in flagranza scattava sempre per il reato l'omicidio stradale ed era facoltativo per le lesioni personali stradali. Ora sarà a discrezione delle autorità anche per i casi meno gravi che provocano vittime in caso di incidenti stradali.
"Il dibattito - ci ha spiegato Alessia Morani - ritengo sia stato rapido e fruttuoso: il provvedimento ne esce migliorato. Si tratta di una legge che prevede l'introduzione di un nuovo reato e sancisce così la certezza della pena. E' una legge che rende giustizia a tutte le famiglie delle vittime della strada e che sostiene il difficile lavoro di quanti operano nella sicurezza stradale.
L'obiettivo -  conclude Morani - è salvare vite. E, sì, vogliamo che il tempo dell'impunità sia finito, ma non per vendetta, né per un maldestro tentativo di applicare una qualche forma di populismo penale. Vogliamo una legge sull'omicidio stradale che rappresenti un nuovo corso sul fronte della sicurezza a tutela di chiunque si metta al volante, perché non vogliamo più che le vittime della strada restino abbandonate dallo Stato lì dove hanno finito la loro vita, sull'asfalto".
"A fronte del dimezzamento dei morti sulle strade italiane - ha commentato Nencini  - sta crescendo il numero dei morti provocati da chi guida sotto l'effetto di alcool e di stupefacenti. Si calcola una percentuale di oltre il 25% per cento. E' la ragione che ci ha indotto a rendere le norme più gravi e più giuste. La Camera ha reso obbligatorio l'arresto in tutti i casi gravi di omicidio stradale, ha ripristinato la fattispecie semaforo rosso, contromano, inversione di marcia, inasprito la pena per chi viaggia senza patente e senza assicurazione, allungato i tempi di ritiro della patente, ridotto la discrezionalità del giudice e inasprito la pena per chi fugge".
Il Movimento 5 Stelle in realtà si è astenuto dal voto finale del provvedimento, giudicando le norme non sufficienti ma comunque un primo passo. Positiva invece la  valutazione di Michele Meta, presidente della commissione trasporti della camera: "Il via libera di Montecitorio alla legge sull'omicidio stradale - spiega   è una risposta dovuta alle famiglie delle vittime e alle associazioni che lavorano sul campo e una dimostrazione che il cantiere della sicurezza stradale si è aperto davvero. Ma sappiamo bene che l'introduzione di un nuovo reato non basta, da sola, a risolvere il problema: continueremo quindi con forza a potenziare il fronte della prevenzione, e lo faremo già in un prossimo provvedimento".
"Non si tratta di un rigurgito di giustizialismo - prosegue il parlamentare pd - ma di un bisogno reale di certezza della pena: la nuova legge, da questo punto di vista, saprà essere efficace. D'altra parte, però, dal testo è rimasto fuori, anche per ragioni di tempistica, un intervento più organico in materia di prevenzione, che merita una discussione a parte: le esperienze degli altri paesi europei ci insegnano che il numero di vittime della strada e quello di controlli sono inversamente proporzionali, e che le risorse destinate a questo scopo non sono una spesa ma un investimento. Già nelle prossime settimane, dunque, contiamo di riaprire il dibattito in commissione trasporti su un provvedimento, di cui sono primo firmatario, che porterà l'Italia in prima fila anche su questo fronte: una percentuale delle risorse incassate dal ministero dell'economia attraverso le multe comminate agli automobilisti dovrà essere destinata a finanziare l'aumento del numero di controlli, e dunque di pattuglie, sulla strada".
Grande la soddisfazione di chi si è battuto a lungo - quattro anni - con raccolta delle firme e mille altri iniziative per questo obiettivo. Ossia le associazioni Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni di Firenze  e l’ASAPS: "Legge fortemente voluta - spiegano i sostenitori - da quanti hanno pagato un prezzo durissimo con la perdita dei loro cari, rimasta di fatto impunita in questo Paese, in una sorta di amnistia permanente nel tempo e nello spazio per i più gravi reati della strada come l’omicidio o l’omissione di soccorso. Forte e puntigliosa anche la pressione,  infarcita di dati fino alla noia, di associazioni come ASAPS  che da decenni si battono per la sicurezza stradale".
"Ricordiamo ancora con amarezza - sottolineano però le associazioni - le posizioni ondivaghe dei ministri della Giustizia e dell’Interno dell’epoca. Oggi molte cose sono cambiate ad iniziare proprio dalla netta presa di posizione del presidente Matteo Renzi e del Governo. Oggi il Parlamento ha sancito che il l’Omicidio sulla strada non è un omicidio di serie C, comprimario sulla scena della Giustizia. Non entriamo nei dettagli della norma che in larga misura raccoglie le proposte iniziali di noi proponenti. Non temano le frange “buoniste” del Parlamento o dei cittadini. La legge non farà riempire le galere di “Pirati della strada”, ma sarà il suggello che sulla strada la “licenza di uccidere” senza pagare di fatto alcun conto è abrogata. Pensiamo che la parte più importante della legge sia quella - figlia della nostra proposta di Ergastolo della patente - che prevede la revoca della licenza di guida per periodi che vanno da 15 a 30 anni. Deve essere chiaro che la vettura se condotta in condizioni di rischio accettato può essere un’arma anche micidiale".
Plauso anche dall'Ania: "Abbiamo auspicato per anni l’introduzione di una fattispecie normativa che regolasse l’omicidio stradale e, con l’approvazione odierna della Camera dei Deputati, siamo vicini a questo traguardo. Si tratta di una conquista civile per il nostro Paese" ha spiegato Umberto Guidoni, Segretario Generale della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, che negli anni ha seguito da vicino e in prima linea l’iter della legge per l’omicidio stradale.
"Si tratta di un provvedimento fortemente auspicato dalla maggioranza degli italiani - spiega Guidoni - già nel 2011, attraverso un’indagine demoscopica realizzata in collaborazione con l’Ispo, rilevammo che l’84% degli italiani era favorevole all’introduzione del reato di omicidio stradale".
Ma era necessaria questa legge? Oggi ci sono in Italia 3.385  morti l’anno (dati Istat 2013) quasi 10 al giorno,  siamo ancora in assoluto il Paese d’Europa col maggior numero di vittime sulle strade. Anche il numero dei morti per milione di abitanti,  media UE 51,4,  ci vede ancora al 14° posto con 56,2 vittime. E l'omicidio stradale aiuterà a combattere questa piaga perché nella pirateria stradale i casi di recidiva sono altissimi. Non si tratta insomma di vendetta ma solo di prevenzione.

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Contributo personale all'articolo
Questo è il motivo per cui il Movimento 5 Stelle si è astenuto dall'esprimere il voto sulla legge:
Fabio Angeletti

“La legge sull'omicidio stradale nasce con l'intento di rendere giustizia alle vittime della strada. Ci siamo chiesti se questo ddl risponde a tale necessità e la risposta è stata "no". Votiamo testi di legge, non tweet o post su Facebook. Ci vuole serietà.
Oggi (ieri ndr) ho voluto spiegare SPECIFICATAMENTE perché il MoVimento 5 Stelle ha deciso di astenersi al voto durante l'approvazione alla Camera del ddl Scilipoti. Un testo con storture giuridiche che di fatto creerà discriminazioni non tollerabili.
Il nostro testo è omogeneo rispetto all'ordinamento, crea GIUSTIZIA VERA per tutte le vittime della strada, fissa criteri puntuali per accertare gli stati di alterazione da sostanze stupefacenti o per assunzione di alcolici che non sono state NEMMENO PRESE IN CONSIDERAZIONE. Abbiamo anche visto come molte voci nel Pd siano d’accordo con la nostra analisi. Si devono punire i reati severamente ma senza creare norme abnormi o frettolose che comporterebbero una non applicabilità della stessa legge e diseguaglianze inaccettabili.
P.S. Domani mattina (oggi ndr) alle 11.00 sarò a parlarne a Sky TG24.”

Dalla Croazia stop alle trivellazioni in Adriatico, esulta il Movimento 5 Stelle: "Saggio così"

La Croazia dice no a nuove attività estrattive di fronte alle sue coste e il Movimento 5 stelle esulta. "Un calcio nei denti dei fan nostrani degli idrocarburi", da Romano Prodi a Matteo Renzi, sottolineano l'europarlamentare Marco Affronte e il consigliere regionale in Emilia-Romagna, Andrea Bertani. Certo la decisione prende di sorpresa anche loro, tanto che Affronte si augura che non sia solo una "trovata elettorale, visto che l'8 novembre ci sono le elezioni politiche". Ma se confermata smentisce chi per anni ha recitato il ritornello che "i croati avrebbero succhiato il nostro petrolio da sotto il mare, e noi saremmo stati dei fessi a non farlo".
A questo punto, aggiunge Affronte, serve un 'all in' sulle energie alternative: anche se si trovasse del petrolio, infatti, "non sarebbe altro che un rinvio di pochi anni di un problema che prima o poi si presenterà: gli idrocarburi non sono rinnovabili, sole, mare e vento invece sì". 
Bertani trova "saggia" la scelta della Croazia, in quanto tutela mare, pesca e turismo, mentre "la miopia di chi vuol continuare a mettere a repentaglio la salute del mare è incomprensibile". Il buonsenso può prevalere, conclude, "a patto che i politici che prendono le decisioni siano onesti e disinteressati".

mercoledì 28 ottobre 2015

Alluvione Benevento, M5S: “Con 100mila euro di stipendi finanziamo istituto devastato”

In attesa che il Governo nazionale dichiari lo stato di emergenza nazionale, i consiglieri regionali del M5S della Campania restituiscono ai cittadini i soldi pubblici per l’Istituto Tecnico Commerciale e Industriale “Salvatore Rampone” di Benevento.
Non annunci, non rinvii. Sono i fatti del MoVimento 5 Stelle in Campania.
All’Istituto Tecnico Commerciale e Industriale “Salvatore Rampone” di Benevento colpito pesantemente dall’alluvione e dai nubifragi del 14, 15 e 19 ottobre scorsi sarà destinata l’eccedenza degli stipendi dei sette consiglieri regionale del M5S della Campania, maturata dal giorno del loro insediamento fino ad oggi.
Un contributo diretto e immediato per il ripristino delle attività didattiche con l’acquisto dei computer e attrezzature per i laboratori d’informatica, grafica, tecnologici e linguistico dell’istituto. Un modo concreto per sostenere e aiutare una struttura scolastica tra le eccellenze didattiche campane in termini di uso delle nuove tecnologie, innovazione e attività avanzate.
Giovedì 29 ottobre alle ore 12 –  in via Carlo Stasi (zona della Stazione ferroviaria di Benevento) nella palestra dell’Istituto Tecnico Commerciale e Industriale  “Salvatore Rampone” alla presenza di Luigi Di Maio, vice presidente della Camera dei Deputati e di altri parlamentari M5S, i sette consiglieri del Movimento 5 Stelle della Campania Valeria Ciarambino, Luigi Cirillo, Maria Muscarà, Gennaro Saiello, Tommaso Malerba, Vincenzo Viglione, Michele Cammarano incontreranno la dirigente scolastico Assunta Fiengo e consegneranno l’assegno di 102.548.50 euro della prima restituzione dei propri stipendi per il ripristino dei laboratori dell’Istituto “S. Rampone”.
“Noi abbiamo fatto un sacrificio di sobrietà, portando ai campani e in questo caso ai beneventani cose reali e non solo annunci: abbiamo voluto che questi soldi del taglio dei nostri stipendi venissero adoperati per un’opera utile”, ha spiegato la capogruppo del M5S alla Regione Campania Valeria Ciarambino.
“Questo per il Movimento 5 Stelle è il modo d’intendere la politica  quella con la “P” maiuscola.  E’ la prima volta che accade nella storia della Regione Campania – spiega Ciarambino – che un gruppo politico finanzi con i propri stipendi un’iniziativa di pubblica utilità. Sarebbe un bel salto di qualità della politica – attacca –  se anche gli altri consiglieri, invece, di intascare tutti gli stipendi e rimborsi mensili facessero lo stesso, dubito che avvenga”.

“Era la cosa giusta da fare per dare un contributo per l’immane tragedia che ha colpito un’area produttiva della Campania – conclude Ciarambino – dalla scuola occorre ripartire  perché solo il sapere, la cultura, l’innovazione faranno grande la Campania ed i suoi giovani cittadini”.

Il fondatore del Movimento scende a Roma e annuncia il cambio: “Dobbiamo vincere, cerchiamo i voti”


Gianroberto Casaleggio
Roma val bene una svolta. Un cambio di pelle e di prospettiva: da Movimento solo per attivisti doc, a un M5s spalancato a donne e uomini di associazioni e movimenti civici. Da inglobare in lista, come benzina preziosa per prendersi il Campidoglio. Convinto che quella per Roma sia la partita delle partite, e che “perderla sarebbe imperdonabile”, il co-fondatore dei Cinque Stelle Gianroberto Casaleggio si presenta tra la sorpresa generale alla Camera, con il cappellino d’ordinanza. E con il Direttorio e le parlamentari romane Roberta Lombardi e Paola Taverna mette nero su bianco la sterzata: nella lista per il Campidoglio si lascerà largo spazio a esponenti di movimenti civici, associazioni ambientaliste, comitati di quartiere.
GENTE RADICATA sul territorio, che sappia parlare anche chi non è già nel mondo a 5Stelle. Capace di portare in dote voti freschi e puliti. È questa la terza via di Casaleggio, che da settimane ascolta parlamentari di peso sussurrargli che per le Comunali bisogna aprire alla società civile organizzata, per non soccombere alle coalizioni dei partiti. E a cui diversi eletti chiedevano di irrobustire il M5s capitolino in vista del voto. Il guru e Beppe Grillo non hanno mai preso in considerazione l’idea di candidare come sindaco un big (Alessandro Di Battista, Paola Taverna o Roberta Lombardi), stracciando la regola per cui un eletto deve completare il proprio mandato. “Ma senza un nome forte e correndo da soli rischiamo di perdere il treno della vita”, obiettavano i parlamentari. E allora, ecco una soluzione mediana: benedetta, raccontano, dal responsabile degli Enti locali Luigi Di Maio. Si metteranno in lista cittadini reduci da esperienze civiche, a patto che non abbiano militato in altri partiti e che non siano macchiati da condanne penali. Chissà quali e quanti correranno a gennaio nel voto sul portale di Grillo, dove si sceglierà il candidato sindaco per il Campidoglio. Ci saranno i quattro consiglieri comunali, con in prima fila Marcello De Vito (già candidato come primo cittadino) e Virginia Raggi. Ma il M5s ospiterà anche tanti esterni. Alternative da non sottovalutare per la poltrona numero uno. C’è chi sospetta che in lista possano infilarsi intellettuali o artisti di nome. Dal M5s negano con forza: “Non ricorreremo a quel tipo di figure”. Anche se qualche parlamentare ieri ha notato sul blog di Grillo un video con un intervento dell’archeologo Salvatore Settis. Ma la chiave rimane quella, i candidati civici. Comunque vada, torneranno utili in primavera. Certo, le incognite rimangono. Raccontano che Casaleggio abbia sollecitato un più intenso training per i consiglieri attuali, per preparargli meglio per la tv. E rimane la consegna di schierare in prima fila nella campagna la triade Di Battista-Taverna-Lombardi. Logico chiedersi: il modello Roma verrà esportato in altre città? Probabile. “In molti Comuni non si riesce a costruire una lista equilibrata, e a Milano lo sanno” ragiona un parlamentare. Soprattutto, diversi eletti premono perché il M5s si allei con liste civiche esterne. Sarebbe un cambiamento epocale, per i 5Stelle che non hanno mai stretto accordi. Una svolta alla Podemos, che a Madrid vinse con l’esponente di una lista civica. Casaleggio per ora mantiene il no ad apparentamenti. Più facile che accetti patti di desistenza, già praticati per le Comunali in Sicilia, a Gela ed Enna, anche se il M5s ha sempre negato. Cosa rimane? Il Casaleggio che, uscendo dallo studio di Di Maio dove ha incontrato i parlamentari, dice: “Un allargamento del Direttorio? È possibile”.

SE NE PARLA da un anno, come compensazione per i senatori che non hanno rappresentanti nella cinquina. Alcuni non hanno gradito l’ennesimo passaggio del guru solo alla Camera (“Pare che Casaleggio abbia già abolito il Senato...”). Il co-fondatore sussurra anche di Italicum: “Va cambiato, e le modifiche devono essere coerenti con le osservazioni fatte dalla Consulta”. Secondo il M5s andrebbero aboliti premio di maggioranza e candidature multiple e bisognerebbe ripristinare in pieno le preferenze. Intanto però bussano alla porta le Comunali. Con un M5s più civico. E più pragmatico.

Carne rossa e tumore: perché se ne parla solo ora?

"E’ importante sottolineare che le raccomandazioni del Codice Europeo contro il cancro sono delle raccomandazioni per la prevenzione dei tumori e queste raccomandazioni alimentari sono utili anche per chi ha un tumore, ma non è che siano delle soluzioni alternative al terapie per il tumore, bisogna fare le terapica che la medica ha messo in atto per curare i tumori, ma è molto importante aiutarsi anche con l’alimentazione. Il Passaparola del Dott. Franco Berrino, epidiemologo presso l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano" Dott Franco Berrino
Il Codice europeo per la prevenzione del cancro sono delle raccomandazioni della Comunità Europea per gli abitanti dell’Europa, per i cittadini. Occorrerebbero anche delle raccomandazioni per le istituzioni, ma intanto hanno fatto delle raccomandazioni per i cittadini e hanno dato l’incarico a una serie di Commissioni dell’OMS della sanità che hanno rivisto gli studi scientifici e hanno deciso quello che è sensato raccomandare sulla base di tutti gli studi scientifici fatti su questi fattori. (...) C’è la raccomandazione di limitare le carni rosse e di evitare le carni conservate che da noi vuole dire soprattutto evitare i salumi perché sono legati ai tumori dell’intestino, dell’esofago, stomaco e intestino con un meccanismo complesso ma che deriva soprattutto dalla ricchezza di ferro di queste carni, che il ferro è molto ossidante, il ferro delle carni e favorisce la formazione di sostanze cancerogene nell’intestino. La cosa vergognosa del nostro Ministero della Salute è che nella traduzione italiana che è comparsa sul sito del Ministero della salute, questa raccomandazione di evitare le carni conservate non c’è, può essere stata una svista o può essere stata una scelta(*): temo che sia stata una scelta per non danneggiare l’industria nazionale, ma noi con l’industria nazionale dobbiamo lavorare perché facciano dei prodotti migliori.

Parte la manutenzione delle #strade di #Pomezia. Ecco la lista degli interventi programmati. I soldi delle tasse li investiamo in opere per la città.


Lunedì 2 novembre partiranno i primi 2 cantieri per i lavori di rifacimento del manto stradale. Si partirà in contemporanea a Torvaianica e Pomezia. La lista degli interventi è lunga e prevede il rifacimento di tratti di strada particolarmente danneggiati. Non si tratterà quindi di un semplice "rattoppo" di buche.
Quest'anno abbiamo voluto quadruplicare lo stanziamento di somme recependo le indicazioni che molti concittadini ci hanno fornito negli incontri che abbiamo avuto nei quartieri fino allo scorso maggio.
Una cifra senza precedenti in questo comune, un milione e 200 mila euro che provengono dai soldi delle nostre tasse che abbiamo voluto investire per migliorare la sicurezza delle strade. I lavori dureranno alcune settimane fino al completamento del seguente piano di interventi:
TORVAIANICA
- Litoranea (tratto Lungomare delle Sirene)
TORVAIANICA MARTIN PESCATORE
- Via degli Argonauti
- Via Signa
TORVAIANICA CAMPO ASCOLANO
- Viale Po
CAMPO JEMINI
- Via delle Orchidee
POMEZIA
- Via S. D'Acquisto
- Piazza S. Benedetto Da Norcia
- Via Matteotti
- Largo Columella
- Via Don L. Sturzo
- Via Motomeccanica
- Via Naro
MAGGIONA
- Via Maggiona
IL QUERCETO
- Via Colli di Enea
MACCHIOZZA
- Via S. Rita da Cascia (stabilizzato)
CASTAGNETTA
- Via Castagnetta
Fonte

Casaleggio sbarca a Roma: “Campidoglio a un passo”. E la scelta del sindaco alla Rete

E' sbarcato oggi a Roma Gianroberto Casaleggio per una riunione con le parlamentari romane Paola Taverna e Roberta Lombardi, per rientrare in serata a Milano. Sul piatto della riunione al vertice del Movimento 5 Stelle ha avuto come oggetto soprattutto la corsa verso il Campidoglio che vedrebbe secondo i sondaggi i grillini favoriti.
Così mentre Ignazio Marino è tentato dal ritirare le dimissioni dopo il caso scontrini, per sfidare il Partito democratico a sfiduciarlo in aula, il Movimento 5 Stelle si organizza per conquistare la capitale. "Possiamo farcela – ha dichiarato Casaleggio all'Adnkronos – la vittoria a Roma è a un passo, non commettiamo errori perché perdere il Campidoglio sarebbe imperdonabile dopo quel che ha combinato il Pd".
Caseleggio: "Candidato sindaco? decide la Rete"
Secondo il regolamento non è obbligatorio scegliere il candidato sindaco tramite consultazione online se c'è un accordo tra gli attivisti del territorio. Ma in questo caso la parola sarà data alla Rete, parola del cofondatore del Movimento. Da quello che trapela dal vertice la consultazione non sarà poi limitata ai consiglieri comunali uscenti, ma sarà aperta e partecipata il più possibile.
M5S, chiunque potrà candidarsi in Rete
Ma un punto rimane fermo: le regole non si cambiano, e i parlamentari romani già eletti non potranno scendere in campo. Rimarrebbero quindi fuori Di Battista, Taverna e Lombardi, il cui schieramento faciliterebbe e non poco la scalata del Campidoglio. Ma rispetto alle politiche le regole permettono a chiunque di candidarsi, al di là da quanto tempo siano iscritti alla piattaforma online del blog di Grillo.

Senato, M5S: Caso Bilardi ancora non calendarizzato in aula

Roma, 27 ott. (LaPresse) - "Sono passati quasi due mesi da quando il 9 settembre la Giunta delle elezioni del Senato ha concluso l'esame della domanda di autorizzazione dell'esecuzione degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Giovanni Bilardi (Ncd) emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Reggio Calabria. Quasi due mesi, ma dovremo attendere ancora. Oggi la riunione dei capigruppo ha bocciato la nostra richiesta di portare immediatamente in aula il voto sull'arresto di Bilardi". Lo dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle Senato Gianluca Castaldi.

Sondaggio EMG-La7: al ballottaggio fiato sul collo del Partito Democratico, M5S a -1%

A votare il movimento di Grillo sono in
prevalenza giovani e adulti dai 18 ai 54anni
Presentato, come ogni lunedì nel corso del Tg di Enrico Mentana, il sondaggio politico curato da EMG per conto di La7 sulle intenzioni di voto ai partiti e la fiducia verso i principali leader politici. Il Partito Democratico arretra leggermente di uno 0,3% e si attesta al 32,5%, ben lontano da quel 41% delle scorse Europee. Praticamente invariato il Movimento 5 Stelle al 27,1% che registra una variazione negativa dello 0,1%. Crolla di uno 0,6% Lega Nord passando da un 14,9% al 14,3; stabile Forza Italia fermo all’11,6%. In crescita Fratelli d’Italia, che raggiunge il 4,9% facendo registrare un balzo in avanti dello 0,6% ed Area Popolare (NCD-UDC), che passa dal 2,2% al 2,8% avvicinandosi alla soglia di sbarramento fissata dall’Italicum. Minima variazione positiva per SEL (+0,2%), accreditata del 3,2%.
ASTENSIONE IN CRESCITA – Aumentano coloro che intendono astenersi dal voto con un +0,6% raggiungono quota 42,3%, e si riducono gli indecisi (17,9% con -0,1%).
SIMULAZIONE DI BALLOTTAGGIO – Ma a far discutere i commentatori politici è la simulazione di ballottaggio. E’ un testa a testa quello che i dati presentati da EMG-La7 ci fotografano. Nello scenario che vede confrontarsi i “grillini” con i dem, PD e Movimento 5 Stelle sono divisi solo tanto da un punto percentuale a favore dei democratici al 50,5%. Andando nel dettaglio i dati mostrano la percentuale per classi di età: a votare Movimento 5 Stelle sarebbero prevalentemente elettori dai 18 ai 54 anni (59,4%), mentre riscuote solo il 36,8% fra gli over55. Se a misurarsi fossero Pd e lista unica di centrodestra – unica ipotesi in grado di superare al primo turno il M5s -, i democratici si attesterebbero al 53,5% (invariato rispetto alla scorsa settimana).
FIDUCIA NEL LEADER – Infine il termometro politico fotografa la fiducia nei leader: stabile il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al 46% così come Matteo Renzi al 31%. Seguono Matteo Salvini e Luigi Di Maio, con il 24% degli elettori, leggera crescita per Alfano (11%, +1%) e Vendola (9%, +1%).

Campidoglio, M5S: pd voti nostra sfiducia a Marino

Roma, 27 ott. (askanews) - "L'ammutinamento del Pd verso Marino è la solita farsa. Dicono di essere pronti a sfiduciarlo ma come? C'è infatti una sola mozione di sfiducia depositata in assemblea capitolina: la nostra. E anche se il Pd ne presentasse una oggi questa non potrebbe essere votata, perché il regolamento prevede che tale atto non può essere discusso dieci giorni prima della sua presentazione o 30 giorni dopo. Questo significa che al momento c'è solo un modo per mettere fine a questo circo delle "dimissioni si-dimissioni no" di Ignazio Marino, ovvero che il Pd e tutte le altre forze politiche votino la nostra mozione". Lo dichiarano i consiglieri M5S di Roma. "Stanno strattonando Roma da una parte e dall'altra dopo averla affossata, è una vergogna. In questi giorni stiamo assistendo a uno spettacolo indecoroso - proseguono i 5 Stelle - in cui i consiglieri Pd più che preoccuparsi della loro città sono impegnati a chiedere garanzie sul proprio futuro ai vertici del Nazareno. Le poltrone, sono sempre le poltrone il bene primario della classe politica. I romani - concludono i consiglieri - non meritano tutto questo, gli sia restituita la parola e il diritto di scegliere il proprio futuro".

Camera, sospesi diciotto deputati: 10 della Lega, 7 del M5S e Ignazio La Russa

L'ex ministro, ora in Fratelli d'Italia, durante un'informativa sui migranti, aveva detto alla presidente Boldrini: "Si vergogni a richiamarmi". I parlamentari del Carroccio sanzionati per aver definito Renzi un ladro durante una relazione sugli esodati. L'allontanamento temporaneo di alcuni dei grillini è legato a una seduta in commissione Giustizia durante la quale si discuteva il ddl sulla ragionevole durata dei processi.
Sono 18 i deputati sospesi dai lavori d’Aula per la “cattiva condotta” tenuta in varie occasioni nei mesi scorsi alla Camera e in commissione. Si tratta di Ignazio La Russa, dieci deputati della Lega Nord tra cui il capogruppo Massimiliano Fedriga, e sette esponenti del M5S tra cui Alessandro Di Battista e Carla Ruocco. Montecitorio ha anche inviato delle lettere di censura ai pentastellati e al deputato Pd Luciano Agostini in merito a diversi episodi avvenuti tra settembre e ottobre.
Sono due i giorni di sospensione inflitti a Ignazio La Russa: nella seduta del 5 maggio, dopo un’informativa urgente del governo sui migranti, il deputato di Fratelli d’Italia aveva sforato il tempo a disposizione per il suo intervento e, alla presidente Laura Boldrini che lo aveva invitato a concludere, aveva detto: “Si vergogni a richiamarmi”. Lega e M5S si sono astenuti nella votazione del provvedimento.
I dieci deputati della Lega Nord invece sono stati sospesi per 4 giorni, da scontare in tre diversi periodi per consentire la presenza del gruppo in Aula. Il 15 settembre, dopo un’informativa sugli esodati, i deputati Stefano Allasia, Angelo Attaguile, Stefano Borghesi, Filippo Busin, Massimiliano Fedriga, Cristian Invernizzi, Nicola Molteni, Marco Rondini, Barbara Saltamartini e Roberto Simonetti hanno occupato i banchi del governo esponendo un cartello con la scritta “Renzi ladro di pensioni”. Su questa decisione si sono astenuti Fratelli d’Italia e M5S. Fedriga sconterà la sospensione quando avrà terminato quella di quindici giorni che gli era stata precedentemente inflitta per un’altra intemperanza.
L’esclusione più lunga dall’Aula è toccata a due deputati del M5S: Alessandro Di Battista e Carla Ruocco. Hanno ricevuto 5 giorni di sospensione perchè il 24 luglio, in commissione Giustizia, durante l’esame del ddl sulla ragionevole durata dei processi hanno contestato pesantemente la presidente Donatella Ferranti su una votazione. Di Battista l’aveva apostrofata dicendole: “Dimettiti perché sei indegna“; Ruocco le aveva detto: “Puoi fare solo l’avvocato dei mafiosi“. Per lo stesso episodio i deputati Ferdinando Alberti, Riccardo Fraccaro, Luca Frusone, Carlo Sibilia e Angelo Tofalo non potranno partecipare ai lavori per 3 giorni.

I pentastellati sono anche destinatari di alcune lettere di censura, una delle quali condivisa col deputato Pd Luciano Agostini. Nella seduta del 9 settembre il M5S lanciò delle finte banconote da 500 euro dalle tribune e, in risposta, Agostini fece loro il gesto del dito medio. Il 23 settembre invece i grillini indossarono bavagli ed esposero cartelli e, infine, nella seduta del 6 ottobre durante l’esame del ddl concorrenza mostrarono la scritta “Vero made in Italy” e bottiglie di passata di pomodoro. La sanzione è stata decisa soprattutto perché parte di queste manifestazioni sono avvenute in diretta televisiva, determinando un danno di immagine per la Camera. Su questi punti si sono astenuti Lega Nord, Fratelli d’Italia e M5S mentre sulla sanzione ad Agostini ha votato no Gianni Melilla di Sel, che avrebbe voluto una punizione più dura.
F.Q. 

lunedì 26 ottobre 2015

SCANDALO ANAS: il fiato sul collo del M5S (Moi M5S)


Di cosa si dovrebbe occupare ANAS? Ascoltate Giulia Moi, Portavoce del MoVimento 5 Stelle in Europa, a proposito dello scandalo che ha appena coinvolto la cosiddetta "cricca dell'ANAS".

I genitori del ladro ucciso: "Ora l'omicida deve pagare"

Mark Gjoni e la moglie Marie difendono Gjergi: "Vogliamo avere giustizia". Poi la frase sibillina: "Ci affidiamo alle autorità italiane, siamo certi che i magistrati e i giudici sapranno dirci la verità su quanto è accaduto".
"Se nostro figlio ha sbagliato, ha sbagliato molto di più chi lo ha ucciso. Per questo vogliamo giustizia". Mark Gjoni e la moglie Marie difendono Gjergi, il ladro albanese che, entrato nella villetta diVaprio d'Addda per svaligiarla, è stato freddato da Francesco Sicignano. Non una parola di scuse per il pensionato e la sua famiglia, che nel cuore della notte sono stati assaliti da una banda di albanesi, ma solo accuse per un colpo partito solo per legittima difesa.
Dopo gli inquirenti che hanno indagato il pensionato 65enne con l'accusa di "omicidio volontario", ci si mettono i parenti del ladro albanese che era entrato nella villetta di Vaprio d'Adda con intenti amichevoli. "C’è incredulità e rabbia - spiegano i genitori che si trovano in Albania - la rabbia di chi non capisce e vuole sapere. È umano, di fronte a una morte così". Adesso Mark Gjoni e la moglie Marie pretendono dall'Italia due cose: "potere riabbracciare nostro figlio" e "avere giustizia". Uno schiaffo a Sicignano e alla sua famiglia che sono le vere vittime di questo triste fatto di cronaca nera. "Ci affidiamo alle autorità italiane - dicono i coniugi Gjoni - siamo certi che i magistrati e i giudici sapranno dirci la verità su quanto è accaduto. Non abbiamo nessun sentimento di vendetta verso quell’uomo - aggiungono - Ma se ha sbagliato deve pagare".
Per il pensionato, che ha sparato e ucciso il loro figlio solo per legittima difesa, non c'è spazio per una sola parola di scuse. Anzi. I genitori del ladruncolo replicano stizziti: "Sarà la sua coscienza a dirgli se può dormire tranquillo e non avere rimorso per aver ucciso un ragazzo. Solo la sua coscienza gli dirà se può guardare in faccia figli e nipoti senza provare vergogna. La coscienza - aggiungono - parlerà in silenzio a questa persona. Gli dirà se è un uomo o un assassino".

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Contributo personale all'articolo
Ora dopo il danno anche la beffa. E' non è nemmeno il primo caso, in Italia, che i parenti più stretti della vittima (il ladro!!) si rivolgono ad un avvocato per chiedere il risarcimento per la perdita del proprio "caro". Ora pare che sia diventata quasi una "moda" uscire allo scoperto e chiedere il risarcimento danni "perché il ladro non ha potuto portare al termine tranquillamente la propria azione criminale" perché il proprietario ha preso una pistola e lo ha "tolto di mezzo". Sarebbe meglio che la stampa facesse a meno di enfatizzare queste notizie e che si dedicasse più alla persona che ha subito il vero danno. 
Fabio Angeletti

Canone Rai, la proposta: criptare il segnale, paghi solo chi vuol vederla

Discussione aperta dopo il consiglio dei ministri che ha licenziato, nell’ambito della legge di Stabilità 2016, l’inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica, con tanto di rateizzazione bimestrale e relative sanzioni per gli evasori. Proprio la lotta all’evasione del canone è la chiave con cui il governo ha messo in campo questa discussa riforma, che non ha mancato di sollevare polemiche politiche ma anche e soprattutto tecniche, vista la separazione fra imposta e fruizione del servizio. Così, mentre la Camera dei deputati esamina il disegno di legge di riforma della Rai, è Pierluigi Sabbatini, dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, a lanciare una proposta nel merito.
PROGRAMMI CRIPTATI – Sabbatini è intervenuto nella discussione con un post su Lavoce.info, con una premessa chiara: “Il governo vuole far pagare il canone tv con la bolletta dell’elettricità. Ma è una soluzione che separa imposta e fruizione del servizio. Per risolvere il problema dell’evasione basterebbe invece crittare le trasmissioni Rai. E si potrebbero così abolire anche i tetti pubblicitari.” Nel dettaglio si tratterebbe di riconferire “al canone Tv la natura di imposta associata all’effettiva fruizione del servizio”. Come? Utilizzando la tecnologia digitale e rendendo il servizio televisivo “escludibile”. Dopo un lungo excursus sulla storia del canone per il servizio pubblico televisivo, dal regio decreto del 1938 che lo istituiva ai cambiamenti che hanno riguardato il mezzo televisivo e la sua fruizione nei decenni, Sabbatini porta la sua proposta, ossia “tornare alla filosofia dell’originario regio decreto, riconferendo al canone Tv la natura di imposta associata all’effettiva fruizione del servizio. Peraltro, l’evoluzione tecnologica rende questa soluzione ben più facilmente perseguibile. La Rai trasmette con tecnologia digitale e pertanto il servizio televisivo è ora ‘escludibile’. La soluzione al problema dell’evasione del canone televisivo è dunque a portata di mano: crittare le trasmissioni Rai e fornire la card Rai a coloro che pagano il canone. Questa soluzione obbligherà chi vuole fruire del servizio a pagarlo e, nel contempo, consentirà a chi non se ne vuole servire di evitarne il pagamento”.
TETTI PUBBLICITARI –“Coerente con questa proposta – prosegue il post di Sabbatini – è l’eliminazione dei tetti pubblicitari per l’emittente pubblico, giacché non sarebbe più opportuno imporre uno specifico modello di finanziamento. Tutto ciò porterebbe alla fine del servizio pubblico? Non necessariamente. La Rai non è assoggettata agli stessi criteri di profittabilità di un’impresa privata e dispone ancora di asset importanti che non sono nella disponibilità delle altre emittenti. E comunque stona parlare di servizio pubblico quando si propone un criterio di pagamento del canone che rende palese l’irrilevanza della sua fruizione”.

Lettera aperta di Riccardo Fraccaro (M5S): “Riusciremo a cambiare il nostro Paese!”

Si riceve e volentieri si pubblica la lettera aperta ai cittadini del deputato pentastellato Riccardo Fraccaro in merito alle costanti battaglie portate avanti nelle istituzioni dal M5S, come ricordato al recente raduno nazionale “Italia 5 Stelle” all’Autodromo di Imola.

"Amiche e amici a 5 stelle,
mentre vi scrivo ho ancora impresso nella mente il ricordo della due giorni fantastica di Italia 5 Stelle a Imola. È stato bello ritrovare e riabbracciare tanti di voi e ancor più bello è stato rendersi conto di come siamo cresciuti e maturati a distanza di un anno. Il MoVimento 5 Stelle fa passi da gigante e il merito è soprattutto vostro: che ci aiutate, ci sostenete, condividete i nostri post e le nostre iniziative, diffondete i nostri progetti, approfondite le notizie… Insomma: sono tornato da Imola stanco, ma con il cuore pieno di orgoglio per quello che insieme rappresentiamo e con la certezza che un governo a 5 Stelle non solo è possibile, ma è anche sempre più vicino! Riusciremo a cambiare il nostro Paese, come già stiamo facendo nelle istituzioni e sui territori.
Ma il lavoro da fare è ancora parecchio e noi dobbiamo tenere alta l’attenzione e vigilare, perché i partiti cercano sempre di ingannare i cittadini nascondendo la verità: è questo che gli consente di mantenere intatti sprechi e privilegi. Di recente hanno detto di aver abolito i vitalizi… sbagliato! Loro vanno in pensione a sessant’anni (e che pensione!), la gente comune deve lavorare più di quarant’anni per poi intascare una pensione da fame. E sulle tasse, un altro mare di bugie. Altro che Italia col segno più: la legge di stabilità sarà una manovra da lacrime e sangue, che colpirà ancora una volta gli onesti contribuenti, favorendo i poteri forti che sostengono il nominato premier. Pensate che invece di affrontare la corruzione nella Sanità che ci costa 6 miliardi di euro l’anno, Renzi preferisce tagliare di 3 miliardi il Servizio sanitario e introdurre il pagamento di 280 prestazioni mediche: un attentato alla salute dei cittadini. Come se non bastasse ora Renzi pretende anche di occupare le TV pubbliche con il Governo… è peggio di Berlusconi! Anch’io ho preso la parola in Aula per denunciare che la riforma della Rai del nominato premier è peggio della legge Gasparri e trasforma definitivamente il servizio pubblico in un servizietto privato: nasce TeleRenzi. Aiutateci a smascherare le bugie della casta, perché solo con un Governo di cittadini si potranno cancellare le ingiustizie su cui si regge la partitocrazia.
Lo Stand del Trentino Alto Adige ad Imola

Sapete amici, sono tante le cose che il sistema non vi dice: in queste settimane il Governo sta attuando una controriforma autoritaria che porta il Paese verso una deriva centralista. Con il combinato disposto dell’Italicum e del ddl incostituzionale il Pd vuole imporre l’accentramento dei poteri a svantaggio dei territori, ma non basta: in Senato è stato addirittura accolto un odg sulle Macroregioni che smantellerà di fatto gli enti locali. Renzi condanna a morte l’Autonomia del Trentino Alto Adige, Rossi e Kompatscher che fanno? Lo sostengono rendendosi complici di questo scempio. Renzi ha disposto bene le sue pedine sui territori ed ecco quindi che non ci stupisce la nomina del senatore PD Tonini a presidente della Commissione bilancio (grazie ai voti dei verdiniani): è la contropartita per aver svenduto a Renzi l’Autonomia del Trentino-Alto Adige.
Un altro aspetto di cui ho sottolineato i forti limiti è quello legato alla nuova figura dei senatori sindaci, introdotti dalla riforma del Senato: in Trentino ne abbiamo già uno, Vittorio Fravezzi, senatore e sindaco di Dro. Il risultato della sua doppia carica è che da quasi tre mesi a Dro non si fa consiglio comunaleLa prova lampante che le riforme servono solo a tutelare la casta. Noi glielo abbiamo fatto notare, lui sapete che ha fatto? Ha scaricato la colpa sul Presidente del Consiglio, sul suo stesso partito!
Purtroppo i problemi non sono solo a livello nazionale: anche a Bolzano abbiamo assistito al teatrino del sindaco indagato, che poi si è dimesso e ora il comune è commissariato. A Bolzano come a Roma il sistema è marcio: e non basterà cambiare il primo cittadino per vedere migliorare le cose. Però una possibilità c’è ed è quella di avere un sindaco a 5 Stelle, un sindaco libero e onesto, senza interessi da spartire e favori da ricambiare. E i risultati di un’amministrazione a 5 Stelle si vedono eccome. Ne parleremo proprio a Bolzano lunedì 26 ottobre con Filippo Nogarin, sindaco pentastellato di Livorno, che sarà presente assieme alla deputata Laura Castelli.
In Trentino, invece, due questioni sono centrali: la sanità, che con l’accoppiata Rossi e Zeni è allo sfascio totale e si apre alle privatizzazioni (Sanifonds è solo la prima tappa verso un sistema sanitario iniquo e immorale), e la necessità di nuove politiche agricole che aiutino i nostri contadini a ridurre l’uso dei pesticidi, fino ad abolirli completamente. Lo studio pubblicato in questi giorni da Greenpeace ci fa capire che non è più possibile fare finta di niente: l’83% delle mele coltivate con metodi convenzionali è contaminato da fitofarmaci. Dobbiamo correre ai ripari per difendere l’ambiente, la salute e il reddito dei contadini. Su questo tema e sulla necessità di norme più rigorose ho presentato anche un’interrogazione parlamentare.
Gran parte del mio lavoro è stata assorbita anche dalla legge nazionale di riforma del codice appalti, per la quale ho presentato degli emendamenti: in particolare ho chiesto che venga introdotto il pagamento diretto ai subappaltatori e meccanismi premiali per quelle imprese che si avvalgono di manodopera locale e di beni e servizi del territorio: principi che ho chiesto di introdurre anche nelle leggi di riforma degli appalti delle provincie di Trento e Bolzano. Perché il M5S sostiene le Pmi che lavorano e producono, non i poteri forti che saccheggiano le risorse pubbliche. Per ora, dietro mia proposta, il principio è stato inserito nel testo del parere sul provvedimento espresso dalla Commissione Politiche Ue della Camera.
Concludo con una splendida notizia: la democrazia tunisina ha vinto il Nobel per la Pace, per il ruolo essenziale svolto nell’accompagnare il Paese lungo un percorso di riappacificazione. Dalla Tunisia, con la rivoluzione dei Gelsomini, è sbocciata la Primavera Araba che si è poi diffusa solo laddove i conflitti interni sono stati risanati con l’affermazione di un vero governo del popolo. La dimostrazione che la partecipazione è l’unica soluzione alle crisi. Per noi, un altro esempio che ci incoraggia a proseguire lungo la strada dell’onestà e della democrazia."
A riveder le stelle,
Riccardo

Xylella: proteste in piazza a Torchiarolo

Lecce. “Giù le mani dai nostri ulivi”, questo l’urlo di rabbia gridato questo pomeriggio a Torchiarolo da migliaia di cittadini, agricoltori, rappresentanti della società civile, dei comitati e delle istituzioni. Una manifestazione organizzata dal Movimento 5 Stelle insieme ai comitati per la difesa degli ulivi, tra le altre il forum “ambiente e salute”, csv salento, il comitato “no carbone” e tutto “il popolo degli ulivi”. Manifestazione che ha visto una grande partecipazione del popolo salentino riunito in una marcia che ha attraversato le strade di Torchiarolo e che è sfociata nella piazza principale dove si sono alternate le voci di esperti, ricercatori ed esponenti della politica. Tutti concordi nel ribadire il loro “no” al Piano Silletti ed alle eradicazioni. Presenti i rappresentanti istituzionali del Movimento 5 Stelle ed in particolare l’eurodeputata Rosa D’Amato, i portavoce al Senato salentini Maurizio Buccarella, Barbara Lezzi, Daniela Donno e Diego De Lorenzis oltre ai consiglieri regionali pentastellati Viviana Guarini, Gianluca Bozzetti, Cristian Casili e Mario Conca.
“E’ stata una manifestazione senza bandiere perché questa è una battaglia che non deve avere colore politico. E’ una battaglia per la difesa dei nostri ulivi e della nostra terra che tutti i cittadini pugliesi hanno il dovere di combattere – dichiarano i portavoce pentastellati – E’ stata una manifestazione che ha visto una grande partecipazione di cittadini ed esperti provenienti da tutto il Salento. Una manifestazione molto sentita perché molto sentita qui è la problematica.”
I primi ad intervenire sono stati i portavoce in parlamento per il M5S che hanno parlato di grandi responsabilità dell’Europa e del Governo nazionale e regionale ricordando le parole di Emiliano in campagna elettorale “sulla questione Xylella scatenerò l’inferno”, “al momento – hanno denunciato i parlamentari – tutto ciò che abbiamo visto è stato solo un immobilismo colpevole della Regione”.
Successivamente hanno parlato i consiglieri regionali pentastellati insieme alla europarlamentare Rosa D’Amato, le cui voci si sono alternate a quelle di esperti e ricercatori: “Queste eradicazioni si fanno al solo scopo di rispettare le prescrizioni delle decisioni di una Europa che è la prima responsabile di questo disastro epocale – denuncia il consigliere agronomo M5S Cristian Casili – avendo disatteso ed eluso la Direttiva 2000/29/CE del Consiglio dell’8 maggio 2000 che imponeva il controllo di materiale infetto da xylella fastidiosa proveniente dal Centro America. Solo oggi qualcuno già denuncia possibili focolai anche a Barletta, qualcosa che avevamo annunciato già da molto tempo: la Xylella è già oltre il Salento e non ha confini. Questo a dimostrazione del fatto che creare una zona cuscinetto eradicando migliaia di ulivi è una operazione che ribadiamo essere assolutamente inefficace e che servirà solo a creare un danno irreversibile che segnerà per sempre il nostro territorio. Una vergogna per un popolo che ha costruito la sua territorialità sull’ulivo e solo qualche giorno fa a Tormaresca e San Pietro Vernotico abbiamo visto secoli di storia in pochi minuti". Incalza la consigliera Guarini che denuncia le responsabilità di Emiliano e della Regione Puglia: “Emiliano si prenda le proprie responsabilità dal momento che le determine dirigenziali per gli abbattimenti sono determine che partono dalla Regione Puglia. Questo a dimostrazione che la Regione Puglia ha tutto il potere di rallentare le eradicazioni almeno fino a febbraio, mese in cui terminerà il periodo di commissariamento e la “palla” tornerà finalmente alla Regione che avrà la possibilità di gestire la questione eradicazioni nel modo che i cittadini pugliesi, e non l’Europa, riterrà più opportuno. Invece assistiamo ad una accelerazione del piano eradicazioni che ci fa venire il sospetto che Emiliano voglia evitare di occuparsi di questa questione scottante in prima persona”. Il consigliere brindisino Gianluca Bozzetti invita invece i cittadini a “resistere per difendere il proprio territorio” perché è un “dovere morale, aver cura della terra che lasceremo ai nostri figli”.
I consiglieri regionali hanno concluso il loro intervento annunciando la discussione nel corso del consiglio di martedì prossimo di un ordine del giorno già calendarizzato proprio sulla tematica Xylella, queste le richieste: sospensione del piano Silletti previa valutazione della legittimità delle procedure, istituzione di un tavolo permanente multidisciplinare che coinvolga ricercatori, comitati e associazioni spontanee e invito dell’EFSA e dei commissari europei a valutare l’efficacia delle eradicazioni alla luce anche di casi fallimentari eclatanti come quello di Trepuzzi.
Ha preso poi la parola anche l’eurodeputata Rosa D’amato: “Di fronte all immobilismo di europarlamentari come De Castro abbiamo dovuto muoverci noi portando a Bruxelles scienziati e i ricercatori. – anche lei punta il dito contro l’immobilismo del Presidente della Regione – Emiliano tempo fa mi disse che sul caso Xylella si sarebbe dovuto “leggere le carte” per capire se e come fermare le eradicazioni, oggi mi chiedo quanto tempo ancora gli serva dal momento che le eradicazioni sono già partite. Le carte noi le abbiamo già studiate da tempo e le conosciamo bene. Anche quei due milioni per la ricerca che oggi dice di aver stanziato – denuncia l’europarlamentare tarantina – sono gli stessi che aveva gia stanziato Vendola quindi a nostro parere sono soltanto una presa in giro. Per non parlare dei criteri di accesso a questi fondi per cui cercano profili che si occupino della “suscettibilità varietale del germoplasma olivicolo e del miglioramento genetico finalizzato alla resistenza al patogeno”, ovvero ricercano profili che invece di elaborare soluzioni alle cause del problema si dovrebbero occupare di studiare il patogeno per comprendere se esistano ad esempio, specie che possano resistere al batterio. Si preoccupano come sempre di curare la malattia e non le cause.”
“Oggi – concludono i cinquestelle – la nostra priorità deve essere una ed una soltanto: impedire questa ingiustificata mattanza di ulivi causata da una classe politica irresponsabile per questo continueremo a ribadire compatti insieme ai cittadini pugliesi, ai comitati, ai ricercatori e alle associazioni: “giù le mani dai nostri ulivi”.”
da Redazione Stato Quotidiano

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Intervento di Barbara Lezzi a Torchiarolo nella manifestazione in difesa degli Ulivi
La strage degli ulivi nel Salento è il più grave esempio di perdita di sovranità a cui stiamo assistendo. Costringono con il plagio all'eradicazione. Non informano del perché sussisterebbe l'esigenza di eradicare malgrado questa pratica sia fallita nel resto del mondo. Non rispondono alle interrogazioni dei parlamentari, dei consiglieri e, soprattutto, dei cittadini e coltivatori. Non si conoscono le procedure con cui si è affidato il servizio di eradicare, a pensar male si fa prestissimo in questa opacità. Verranno fuori le solite mazzette all'italiana? Inducono a pensare che il solo nemico sia il batterio invece sono: la Regione Puglia in primis (vecchia e nuova giunta), i comuni interessati, il Governo nazionale e la Commissione europea. Tutti a servizio delle lobbies. Il Salento sta reagendo, ha piena consapevolezza di tutto e non intende piegarsi. Sarà bene che tutti gli attori coinvolti se ne facciano una ragione