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martedì 5 gennaio 2016

«Denunciato chi non indagò su Renzi»

Matteo Renzi all'epoca Sindaco di Firenze
Ecco il documento del grande accusatore Maiorano alla procura di Genova Taormina: «Zero accertamenti dei pm fiorentini sugli sprechi in provincia»

«Nessuna indagine mai è stata fatta prima, durante o dopo l’evidenziazione delle illiceità» di cui si sarebbe macchiato Matteo Renzi. Alessandro Maiorano rilancia. Il dipendente del comune di Firenze, conosciuto come il "grande accusatore" del premier, presenterà oggi una denuncia alla procura di Genova nei confronti del procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, del suo sostituto, Luca Turco, e del giudice delle indagini preliminari presso il tribunale fiorentino, Alessandro Moneti.
Secondo quanto riportato nell’atto «sussistono tutti gli estremi perché l’Autorità adita proceda ai dovuti approfondimenti per comprendere se i magistrati abbiano omesso atti d’ufficio o abusato di atti d’ufficio in danno dello scrivente e comunque a vantaggio di Matteo Renzi». Ora spetterà ai pm genovesi competenti indagare sui giudici in servizio nel capoluogo toscano, decidere se aprire un fascicolo per accertare se vi siano eventuali responsabilità da contestare ai loro colleghi.
Il primo agosto 2014 Maiorano, assistito dal professore Carlo Taormina, presentò alla procura di Firenze una denuncia contro Renzi per associazione per delinquere, peculato, corruzione e ricettazione. In allegato c’era la documentazione relativa alle spese sostenute dalla Provincia di Firenze nel periodo in cui l’attuale premier ricopriva la carica di presidente dell’ente, dall’abbonamento Sky a uso esclusivo di Renzi, al parcheggio a ore per le auto private degli assessori; dalle spese per colazioni, pranzi e cene, fino ai 9 milioni di euro "succhiati" dalla società Florence Multimedia. «Mai nessuno, a cominciare dalla Procura di Firenze - si legge nell’atto che oggi Maiorano ha annunciato di depositare oggi negli uffici giudiziari di Genova - si è mai interessato di approfondire se l’operazione (Florence Multimedia, ndr) nascondesse o meno una colossale ipotesi di sperpero di denaro pubblico». Secondo il dipendente comunale sarebbe rimasta inascoltata la richiesta avanzata ai pm di «stabilire se le somme regolarmente sborsate dalla Provincia fossero suscettibili di rientrare in quelle necessarie al perseguimento delle finalità istituzionali». «La somma denunciata come oggetto di sperpero - spiega l’atto d’accusa contro la procura fiorentina - ammontava a 31 milioni di euro, mentre il noto Franco Fiorito per una cena alle ostriche è stato arrestato e vilipeso».
«Le denunce - fa notare Maiorano - sono state presentate anche quando comandante interregionale della Guardia di Finanza, cui sempre venivano affidate le indagini, era il generale Michele Adinolfi, in queste giornate dimessosi dopo essere stato intercettato in una nota conversazione telefonica in cui dava dello "stronzo" a Matteo Renzi, a dimostrazione della dimestichezza esistente tra i due. Fatto che non ho mancato di denunciare alla procura di Firenze chiedendo, ovviamente allo stato inutilmente, di svolgere indagini per accertare se la dimestichezza tra Adinolfi e Renzi in qualche modo avesse potuto incidere sull’inerzia della Procura». E ancora, nella denuncia del primo agosto 2014, il "grande accusatore" aveva evocato anche il rapporto tra Renzi e Marco Carrai, che affittava e pagava il canone dell’appartamento di via Alfani 8, a Firenze, nel quale aveva la residenza l’attuale presidente del Consiglio. Secondo Maiorano si poteva parlare di conflitto di interessi, essendo Carrai presidente dell’Aeroporto fiorentino a partecipazione comunale, nonché membro del cda di Florence Multimedia e "Firenze Parcheggi", anche questa società a partecipazione comunale.
Eppure, il Nucleo di polizia tributaria di Firenze della Guardia di Finanza, in un’informativa consegnata alla procura fiorentina il 7 maggio 2015, aveva messo nero su bianco che alcune delle spese sostenute dalla Provincia gestione Renzi, «non potevano gravare sul bilancio dell’ente».
I primi a riscontrare delle "anomalie" erano stati i magistrati della sezione di controllo della Corte dei conti per la Toscana. Il periodo oggetto d’esame ha riguardato l’anno 2008, con riflessi sugli anni precedenti e sul 2009. Da tali accertamenti è emerso che Renzi dal 2007 al 2009 ha speso 10.190 euro utilizzando la carta di credito dell’ente «per effettuare spese di ristorazione, giustificate all’amministrazione con motivazioni del tutto generiche». Addirittura, con i soldi dei cittadini è stato sottoscritto dal 2007 al 2009 un abbonamento Sky (cinema, sport e calcio), «in uso esclusivo al suo presidente Renzi, ritenuto non inerente all’attività istituzionale dell’ente». «Il comportamento dell’allora capo di Gabinetto (responsabile della stipula del contratto Sky) - precisa l’informativa della Finanza - ha determinato un ingiustificato depauperamento per le casse dell’ente», quantificato in 1.614 euro.
«A fronte di ciò, la procura della Repubblica di Firenze - si legge nella denuncia che oggi arriverà sul tavolo del procuratore capo di Genova - a distanza di un anno, senza aver fatto nulla, senza aver compiuto un atto di indagine e anzi facendo qualcosa di molto più grave, chiedeva l’archiviazione». Nonostante questo Maiorano non si è dato per vinto ed è passato al contrattacco, denunciando l’operato dei magistrati che non avrebbero operato correttamente sul "caso Renzi": in particolare, del procuratore capo di Firenze, del pm titolare del fascicolo, e del gip che ha deciso di archiviare l’indagine. Ora starà ai magistrati genovesi valutare se c’è un fondamento alle accuse del dipendente comunale, già a processo con l’accusa di diffamazione per le sue invettive contro Renzi.
Valeria Di Corrado

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