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DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

martedì 11 agosto 2015

FRIULI VENEZIA GIULIA - I grillini "a dieta" donano mezzo milione di euro

dalla Redazione di TzeTze


Cinque consiglieri regionali, a suon di decurtazioni di stipendio, devolvono 504mila euro per lo sviluppo delle imprese, ce ne parla Gianpaolo Sarti in un articolo sul Piccolo



TRIESTE. I consiglieri regionali, nonostante i tagli ai costi della politica, continuano a portarsi a casa stipendi che si aggirano tra i 6.500 e gli 8.400 euro mensili netti. Non tutti i consiglieri regionali, però, perché in Friuli Venezia Giulia si fa politica anche guadagnando meno. 
La "lezione grillina" è contenuta nell'assegno da oltre mezzo milione di euro consegnato alle piccole e medie imprese locali. 504.674,95 euro per l'esattezza. Tanto sono riusciti a mettere insieme dall'inizio della legislatura i cinque consiglieri regionali del M5S decurtandosi, mese dopo mese, la paga. Sono Andrea Ussai, attuale capogruppo, Elena Bianchi, Ilaria Dal Zovo, Eleonora Frattolin e Cristian Sergo. I soldi sono stati versati in un "fondo sviluppo" delle Pmi del territorio. Un'iniziativa antiprivilegi concordata con la base e formalizzata in un emendamento approvato nel corso di una legge di assestamento di bilancio. 
Il meccanismo, da cui si tengono ben alla larga i colleghi di centrodestra e centrosinistra, è piuttosto semplice. Di base i grillini prendono come tutti gli altri, dunque dai 6.500 agli 8.400 euro (ovvero, per la precisione, da 6.480 euro a 8.366 euro, visto che la cifra cambia in relazione alla provincia di provenienza dell'eletto e agli eventuali incarichi di capogruppo, presidente di Commissione e Ufficio di presidenza). Ma, invece che intascare tutto, devolvono una buona parte della somma. 
In sostanza, di quello stipendio, si limitano a tenere ogni mese per sé 2.500 euro netti più un massimo di 1.000 euro di spese. Per la propria attività legislativa possono cioè usufruire di un budget con cui pagarsi gli spostamenti in auto, i mezzi pubblici, i pernottamenti e i costi telefonici. Soldi che devono rendicontare, s'intende, non forfettari. Il tetto che i grillini si son dati, per questa voce, è annuale (12 mila euro): vuol dire che un mese, a seconda delle necessità istituzionali, un consigliere può anche superare la cifra, ma deve starci dentro nell'intera annata. O può benissimo non farsi restituire niente, o molto poco, se poco ha speso. 
TRIESTE. I consiglieri regionali, nonostante i tagli ai costi della politica, continuano a portarsi a casa stipendi che si aggirano tra i 6.500 e gli 8.400 euro mensili netti. Non tutti i consiglieri regionali, però, perché in Friuli Venezia Giulia si fa politica anche guadagnando meno. 
La "lezione grillina" è contenuta nell'assegno da oltre mezzo milione di euro consegnato alle piccole e medie imprese locali. 504.674,95 euro per l'esattezza. Tanto sono riusciti a mettere insieme dall'inizio della legislatura i cinque consiglieri regionali del M5S decurtandosi, mese dopo mese, la paga. Sono Andrea Ussai, attuale capogruppo, Elena Bianchi, Ilaria Dal Zovo, Eleonora Frattolin e Cristian Sergo. I soldi sono stati versati in un "fondo sviluppo" delle Pmi del territorio. Un'iniziativa antiprivilegi concordata con la base e formalizzata in un emendamento approvato nel corso di una legge di assestamento di bilancio. 
Il meccanismo, da cui si tengono ben alla larga i colleghi di centrodestra e centrosinistra, è piuttosto semplice. Di base i grillini prendono come tutti gli altri, dunque dai 6.500 agli 8.400 euro (ovvero, per la precisione, da 6.480 euro a 8.366 euro, visto che la cifra cambia in relazione alla provincia di provenienza dell'eletto e agli eventuali incarichi di capogruppo, presidente di Commissione e Ufficio di presidenza). Ma, invece che intascare tutto, devolvono una buona parte della somma. 
In sostanza, di quello stipendio, si limitano a tenere ogni mese per sé 2.500 euro netti più un massimo di 1.000 euro di spese. Per la propria attività legislativa possono cioè usufruire di un budget con cui pagarsi gli spostamenti in auto, i mezzi pubblici, i pernottamenti e i costi telefonici. Soldi che devono rendicontare, s'intende, non forfettari. Il tetto che i grillini si son dati, per questa voce, è annuale (12 mila euro): vuol dire che un mese, a seconda delle necessità istituzionali, un consigliere può anche superare la cifra, ma deve starci dentro nell'intera annata. O può benissimo non farsi restituire niente, o molto poco, se poco ha speso. 
Dando un’occhiata alla rendicontazione del 2015, il triestino Andrea Ussai, ad esempio, a gennaio si era fatto rimborsare appena 273,70 euro per l’utilizzo della macchina. E nient’altro. Con la sede del Consiglio regionale nella sua città, evidentemente, non ha avuto bisogno di alberghi o altro. I colleghi d’aula degli altri partiti, oltre all’indennità lorda di 6.300 euro (più altri 1.000 euro in caso di particolari ruoli da capogruppo, presidente di Commissione e Ufficio di presidenza), incassano anche un ulteriore “bonus” variabile dai 2.500 ai 3.600 mensili, a seconda della circoscrizione elettorale di provenienza. Soldi forfettari con cui coprire i costi per l’automezzo, il vitto, i corsi di aggiornamento, le missioni e quant’altro un eletto ritenga utile per la sua attività istituzionale.

Il mezzo milione di euro accumulato dalle buste paga dei Cinquestelle è stato raggiunto con l’ultimo bonifico di aprile, il quinto degli ultimi due anni di legislatura. Il tesoretto è già confluito nella “musina” creata per sostenere le aziende locali. I prestiti di cui possono usufruire le imprese hanno un tasso agevolato del 1,2 o del 1,3% a seconda degli importi erogati; l’operazione è in piena sintonia con l’analoga iniziativa messa in piedi dai parlamentari del movimento che versano la loro parte nel fondo del mediocredito creato dal ministero dello Sviluppo economico.
«Come abbiamo già detto in varie sedi, non troviamo giusto che i guadagni dei politici italiani siano così alti – incalza Ussai – e ricordo che l’orgoglio dei consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia si è risvegliato solo quando si andava a intaccare le paghe, non in altre occasioni. E poi è un periodo difficile per le famiglie, la gente non arriva a fine mese. Noi comunque non ci siamo ridotti all’osso la paga, perché prendere 2.500 euro è più che dignitoso. Purtroppo è chi guadagna ben di più, come negli altri partiti, che vive in un’altra dimensione».

NOTIZIE DALL'XI MUNICIPIO DI ROMA

da Alessio MARINI - 7 Agosto 2015

Mozione Defibrillatori automatici obbligatori - APPROVATA

In un consiglio municipale dove purtroppo in non poche occasioni si perde tempo con mozioni che non hanno reale utilità per la collettività, qualche giorno fa è stata approvata all'unanimità una mozione del Movimento 5 Stelle che impegna il Presidente e la Giunta Municipale a rendere obbligatoria la presenza di defibrillatori automatici all'interno di luoghi pubblici e privati coinvolgendo il personale del 118 dislocato sul nostro territorio.




"ogni anni in Italia 60 mila persone perdona la vita per arresto cardiocircolatorio, compresi adolescenti e bambini. Senza un trattamento d'urgenza solo il 10% dei colpiti sopravvive a una fibrillazione o ad una tachicardia ventricolare"
In effetti, dove si è intervenuto tempestivamente grazie a programmi di formazione sull'uso dei defibrillatori e corsi di primo soccorso da parte dei cittadini, le percentuali di sopravvivenza superano il 50% ed aumenta se si interviene entro i 3 minuti dall'evento.
Nonostante sia prevista una legge dello stato, la n.120/2001 che disciplina la presenza dei defibrillatori all'interno di luoghi extraospedalieri e l'emanazione da parte del Ministero della Salute di più linee guida sull'uso degli stessi, in non pochi casi l'assenza di strumentazione del genere in luoghi pubblici e privati ha portato al decesso di alcune persone soggette a crisi respiratorie o ad infarti.
Ci è sembrato doveroso procedere alla scrittura e presentazione di questa mozione perché all'interno di luoghi pubblici come università, scuole, mezzi pubblici ad alta percorrenza, cinema, teatri, discoteche, e luoghi privati come condomini sia obbligatoria la dotazione dei defibrillatori automatici.

Passaparola: €uroinomani? Il vero sballo è dire no

di Diego Fusaro

Il Passaparola di Diego Fusaro, filosofo e blogger, che propone l'uscita al più presto dell'Italia dall'euro: "Gli Euroinomani, uso questa formula presa in prestito dal mio amico giornalista Alessandro Montanari, sono coloro che non riescono a venir meno rispetto una vera e propria assuefazione rispetto all’euro. Proprio come i tossicodipendenti, anche se l’Euro provoca catastrofi sociali e politiche, come la fine del pubblico, la fine delle garanzie sociali, l’immiserimento costante del Paese Italia, costoro continuano a volere più Euro, più Europa" Diego Fusaro
"Un saluto a tutti gli amici e amiche del Blog di Beppe Grillo.
L’Italia, ma non solo l’Italia, tutti i Paesi dell’Eurozona dovrebbero uscire il prima possibile dall’Euro perché l’Euro è stato un vero e proprio colpo di stato finanziarioche ha reso possibile l’imporsi del regime neoliberista con rimozione dei diritti sociali e rimozione di ogni forma di garanzia sanitaria e pubblica a favore delle privatizzazioni. L’Euro è stato il Cavallo di Troia con cui il neoliberismo si è imposto ed simile in ciò ad una sorta di carica del rinoceronte che non può essere arrestata, mitigata, governata… Occorre spostarsi prima di essere travolti! Occorre uscire dall’Euro il prima possibile! L’Euro è da un punto di vista generale, uso le parole di Gramsci, una sorta di Rivoluzione Passiva, ovvero una rivoluzione con cui il potere dominante capitalistico dopo il 1989 ha rinsaldato se stesso, potenziando la propria struttura, rimuovendo i lacci e lacciuoli dello Stato e del pubblico, dello Stato Sovrano Nazionale, per imporre il potere dell’economia spoliticizzata, cioè il potere delle banche e della Finanza, non più regolati e disciplinati dallo Stato e da quelle che nella Filosofia di Hegel si chiamerebbero le potenze Etiche, cioè quelle potenze in grado di disciplinare l’Economia e di porla al servizio della comunità.

VIDEO “Destra e sinistra praticano gli stessi ideali”
Gli Euroinomani, uso questa formula presa in prestito dal mio amico giornalista Alessandro Montanari, sono coloro che non riescono a venir meno rispetto una vera e propria assuefazione rispetto all’euro. Proprio come i tossicodipendenti, anche se l’Euro provoca catastrofi sociali e politiche, come la fine del pubblico, la fine delle garanzie sociali, l’immiserimento costante del Paese Italia, costoro continuano a volere più Euro, più Europa. Ricorrono alla formula oracolare, quasi teologica “Ci vuole più Europa!”. E’ paradossale. Esattamente come di fronte alle tragedie di un tossico chi dicesse: “Ci vuole più droga!” ricadrebbe in una situazione del tutto paradossale, oggi, chi di fronte alle tragedie dell’Europa e dell’Euro, ripete ossessivamente e compulsivamente: “Ci vuole più Euro, ci vuole più Europa!” è del tutto analogo a questa situazione di assuefazione all’Euroina.
VIDEO Fusaro smentisce Monti su Euro, Grecia e Austerity in diretta tv
La verità è sempre rivoluzionaria. E’ compito di un pensiero critico quello di ridistribuire alla libera discussione ciò che il pensiero unico e il politicamente corretto impediscono che venga anche solo discusso. Io non ho remore nell’affermare che l’Euro non è soltanto una Moneta ma un metodo di Governo e che serve a imporre il primato dell’economia sulla politica, producendo vere e proprie catastrofi sociali, come quella che si è prodotta recentemente in Grecia. 
In Grecia abbiamo assistito all’imporsi di un vero e proprio Euro Lager: cioè un sistema di genocidio finanziario, con cui un intero popolo è stato sottoposto all’immiserimento e alla programmatica persecuzione, nella misura in cui negli ospedali in Grecia non ci sono più nemmeno i medicinali e la popolazione vive di stenti ed è costretta alla povertà più assoluta. Da questo punto di vista, contro la falsità di chi ripete che l’Europa ci protegge dalle guerre, occorre dire in maniera ferma, fermissima, che in realtà l’Europa oggi riproduce in forma economica le asimmetrie che il Novecento aveva posto in essere in forma politica. Per dirla in maniera ancora più radicale: la Germania tramite la Troika, l’Euro e il debito pubblico, sta realizzando ciò che non era riuscita a fare nel Novecento fino in fondo con i carri armati e con le bombe. “Spezzeremo le reni alla Grecia” aveva detto Mussolini. Ci sta riuscendo, per ironia della Storia, soltanto l’Unione Europea dell’Euro e della Troika.
Non bisogna fare concessioni su questo tema. L’Europa è a tutti gli effetti un ordine totalitario, di economia assoluta. Come diceva Ezra Pound “Il debito è il sistema con cui si impone nel mondo moderno la schiavitù”.
Come diceva Gyorgy Lukacs: “La violenza diventa nel Capitalismo una categoria economica immanente”.

VIDEO Reddito di Cittadinanza per i diritti sociali
Va detto che l’esperienza greca è un’esperienza altalenante: con alti e bassi. Perché c’è stato un Referendum e subito dopo Tsipras ha buttato a mare il Referendum e si è adeguato cadavericamente ai diktat dell’Europa e della Merkel. Da questo punto di vista il Referendum è stato un fuoco di paglia. Quello che emerge dalla Grecia è che la popolazione sta comprendendo, perché lo sconta quotidianamente sulla propria carne viva, che cosa significa stare nell’Europa dell’Euro, della Troika e della Banca Centrale. Significa che tutte quelle tragedie che il Clero intellettuale, il circo mediatico, dicono realizzarsi solo qualora si esca dall’Euro, stanno invece puntualmente realizzandosi fintanto che si rimane all’interno dell’Euro. Si sta gradualmente formando, cito Gramsci, “Una coscienza di classe europea”, una coscienza oppositiva rispetto all’Unione Europea, che il sistemo mediatico della manipolazione organizzata cercherà in ogni modo di frenare e di rovesciare, ma che alla fine non potrà non emergere e prendere sempre più piede.
La Sinistra ha subito un processo dissolutivo che è ben compendiato da quello che con il mio maestro Costanzo Preve chiamo il "Serpentone Metamorfico": PCI, PDS, DS, PD. Cioè il transito che porta da nobili figure come Antonio Gramsci, che lottava contro il Capitale, alle figure dell’odierna Sinistra di Cortina d’Ampezzo, che lottano per il Capitale, per l’Unione Europea, per le Banche. 
Io non esito a sostenere che sto con Gramsci, con Marx e con la lotta per i diritti sociali del lavoro e quindi non con la Sinistra, che ha tradito e rinnegato sia Marx, sia Gramsci. Se la Sinistra smette di interessarti a Marx e a Gramsci occorre pacatamente smettere di interessarti alla Sinistra e continuare nella lotta che fu di Gramsci e di Marx. Una lotta che oggi deve di necessità passare dai due momenti fondamentali della lotta per l’emancipazione sociale e quindi della lotta per la sovranità nazionale democratica contro il mercato transnazionale oligarchico. Ciò che l’Unione Europea ha posto in essere tramite il Colpo di Stato Eurocratico che ha posto in essere la dittatura finanziaria che stiamo oggi scontando quotidianamente."

Diego Fusaro

lunedì 10 agosto 2015

Reddito di cittadinanza




Come fa ancora qualcuno a parlare del reddito di cittadinanza come di una manovra assistenzialistica? Il reddito di cittadinanza è l'unica soluzione possibile per garantire un'esistenza dignitosa a centinaia di migliaia di italiani nell'attesa di un nuovo lavoro. Il reddito di cittadinanza è l'unica soluzione per non costringere un pensionato minimo a rovistare nelle mondezza (succede ormai in tutte le città italiane, anche in quartieri da sempre benestanti).


Il reddito di cittadinanza è la più grande medicina per sconfiggere un cancro italiano: il voto di scambio. Chi vive dignitosamente non vende il proprio voto per un buono di benzina. Il reddito di cittadinanza è una delle manovre economiche del M5S!
Per saperne di più clicca qui

Le strane mosse del governo sulla Banda Ultra larga



intervento di Andrea Cioffi, M5S Senato
"La situazione delle infrastrutture di telecomunicazione in Italia è critica. Siamo la penultima nazione europea per copertura a banda ultra larga, come emerge dai dati della Commissione Europea.
Il 6 agosto il “putto fiorentino”, da buon democristiano sbriga gli impicci quando l’attenzione è bassa, che fa? Fa sbloccare dal Cipe i primi 2,2 miliardi del piano per la banda ultralarga. Proprio nel giorno del primo incontro con Vincent Bolloré, il nuovo azionista di riferimento di Telecom Italia, per avviare la realizzazione della nuova rete in fibra nelle aree a fallimento di mercato (mezzogiorno). All’incontro era presente anche Andrea Guerra (consigliere del Presidente del Consiglio anche sul dossier banda ultra larga). 
Lo schema è quindi quello che denunciamo da tempo: favorire indirettamente l’ex monopolista Telecom Italia. Questo è lo strano europeismo a intermittenza del Governo. Non si possono aiutare i comuni, le piccole aziende travolte dalla crisi, non si possono favorire le compagnie di trasporto locale ma si può fare un bel regalo agli azionisti di Telecom Italia! Alla faccia del rispetto della libera concorrenza.
A giugno doveva andare in Consiglio dei Ministri il decreto legge "Comunicazioni" (una legge no, eh?... non ce la fanno proprio a seguire la strada maestra) che riprendeva molti dei nostri temi sul tema della banda ultralarga ma all’ultimo momento è tutto saltato. Da allora niente si è mosso. Nella bozza di decreto erano presenti due punti qualificanti: 
a) simmetria tra download e upload con velocità superiore ai 100 Mbps; 
b) i finanziamenti per la costruzione concessi ad operatori non verticalmente integrati (dividendo la proprietà dell'infrastruttura da chi offre i servizi sul mercato).

Questi due aspetti spingono verso il superamento della rete in rame (100 Mbps simmetrici) e verso la costituzione di un soggetto che fa la rete ma non offre i servizi (non verticalmente integrato).
Sul modello da adottare [Fiber to the cabinet (FTTC) oppure Fiber to the home (FTTH)] si è recentemente espressa la UE che in merito al caso tedesco di Deutsche Telekom ha ribadito che il vectoring (ovvero il sistema FTTC che ha sviluppato anche Telecom Italia) è limitativo della concorrenza (ultimo tratto in rame) e non può essere oggetto di finanziamenti pubblici.
La fibra deve essere portata fino a casa degli utenti!
Anche l’Antitrust ha recentemente ribadito che il controllo, da parte di un operatore verticalmente integrato, dell’infrastruttura di rete fissa è limitativo della concorrenza. Basta ricordare la multa di 103 milioni di euro fatta a Telecom Italia per abuso di posizione dominante.
Il “putto fiorentino” nel 2012 dichiarava (programma primarie PD): “Realizzazione di un Next Generation Network (NGN) messo a disposizione di tutti gli operatori di telecomunicazioni a parità di condizioni tecniche ed economiche e di proprietà di un soggetto esclusivamente pubblico senza fine di lucro e non scalabile promosso da Cassa Depositi e Prestiti”. 
Oggi il Governo tentenna e non sceglie: infrastruttura pubblica o privata? Nella proposta governativa si citano tre modelli ma quello che più ci convince, per tutelare davvero gli utenti e superare finalmente il paradosso di Telecom Italia (quando abbiamo dato a un privato la rete in rame), è quello di una infrastruttura per la fibra ottica di proprietà pubblica (modello A del decreto). Il modello B (pubblico-privato) potrebbe andar bene solo se la maggioranza sia pubblica. Il modello C è quello più deleterio in quanto gran parte delle risorse sono pubbliche ma l’opera resta di proprietà privata.
Per superare l’arretratezza infrastrutturale italiana lo Stato utilizza Infratel (società pubblica) per fare delle gare e individuare gli operatori che realizzano pezzi di infrastruttura secondo il modello C suddetto. In totale con il modello C lo Stato ci mette il 64% ed il privato il 33%. Ebbene succede che a vincere sia praticamente sempre Telecom italia: avviene in Calabria, in Campania, in Puglia, in Sicilia, nel Lazio, in Basilicata, nel Molise. Verrebbe quasi da chiedersi: ma come li scrivono i bandi di gara? Cosa ne pensano l’Autorità per la concorrenza e l’ANAC? Nelle zone dove viene attuato il modello A, Infratel interviene direttamente. Ad oggi 92 milioni spesi per fare una rete pubblica (mod A) e 390 dati a Telecom Italia per fare una rete privata (mod C).
Insomma da giugno niente si è mosso se non lo sblocco dei fondi che potrebbero portare alla situazione irreversibile di una Telecom Italia che possiede gran parte della rete e non sarebbe più ipotizzabile una infrastruttura pubblica. La finta inerzia del Governo produrrà un vantaggio ad una società privata oltretutto quotata in borsa.
Recentemente è sono stati cambiati i vertici di uno dei player cioè Cassa Depositi e Prestiti. Intorno a Metroweb (controllata da CdP) si dovrebbe costruire la società pubblica della rete. L’ex presidente della Cassa stava lavorando intorno a questo e si era opposta ad entrare nel capitale di Telecom. Forse quella posizione era scomoda? Per questo Claudio Costamagna è il nuovo presidente? Quel Costamagna ex banchiere Goldman Sachs, componente del CdA di Luxottica all’epoca in cui era AD Andrea Guerra (ora consigliere del Presidente del Consiglio sul dossier banda ultra larga) e attuale presidente di Salini-Impregilo. Cos’ha Costamagna che non aveva Bassanini (il cui mandato scadeva tra un anno)? Serve per “aumentare la flessibilità della CDP”? Aumentare la flessibilità per usare i risparmi postali ad uso dei desiderata di un governo incapace? Serve per entrare nel capitale di Telecom Italia?
Il Governo non ha la forza di combattere i lobbisti, gli oligopoli, lo strapotere dell'ex monopolista? Oppure non ha la reale volontà di fare l'ultima grande opera realmente utile per questo paese!" Andrea Cioffi, M5S Senato


#MuriamoEquitalia: Una pesante eredità



Testimonianza tratta dal libro #MuriamoEquitalia, oggi disponibile su Amazon qui

"Eredito una piccola azienda di famiglia nel 1999. Sono ricco di entusiasmo e speranze: gli affari vanno bene tanto che dopo soli due anni ci trasformiamo in una s.a.s. Metto su famiglia e compro casa. In quel periodo il commercialista per errore non trasferisce le rimanenze alla società, che mi restano su groppone. All'Agenzia delle Entrate concordo una rateizzazione, ma con mia sorpresa mi viene notificata una cartella Equitalia. Concordo, quindi rateizzo con Equitalia. Il debito intanto passa da 10 milioni di vecchie lire a 20 mila euro. Inizia il calvario: mi applicano una rata di 600 euro mensili che riesco a pagare solo per sei rate. Dopo soli sei mesi mi pignorano la casa. La crisi incalza, chiudo l'azienda cercando di vendere l'immobile e ripianare, ma nulla, Nel frattempo il valore della mia casa scende del 50% e non riesco a pagare più il mutuo… ora la mia casa è all'asta. Intanto il debito con Equitalia è fuori ogni controllo e logica: siamo arrivati a cifre intorno alle 60 mila euro. La banca non sente ragioni e non cerca nessun accordo. Posso solo dire che lo Stato e le banche mi hanno distrutto e rischio che, dopo l'asta, sarò sempre debitore in quanto la vendita non coprirà mai i debiti. Grazie Italia". A.S. 14 marzo 2015

Renzi non ha i numeri al Senato. Si rafforza l'ipotesi elezioni


L'ipotesi di nuove elezioni si fa sempre più concreta,
ce ne parla Alberto Maggi su affaritaliani


"Questa volta si mette davvero male per il premier Matteo Renzi. L'appuntamento è per fine settembre quando a Palazzo Madama arriverà in Aula il ddl Boschi. Il segretario del Partito Democratico, pur disponibile a piccole modifiche, continua a dire - anche e soprattutto per bocca dei suoi due vice, Serracchiani e Guerini - no al Senato elettivo. Il problema è che la minoranza Pd (i dissidenti sono addirittura arrivati a 28) e le opposizioni, favorevoli a cambiare il ddl per reintrodurre l'elezione diretta dei senatori, hanno superato quota 160. In sostanza, se davvero tutti votassero insieme Renzi e il Pd non avrebbero i numeri. Gli emendamenti sono più di 500 mila e in molti casi il voto sarà segreto. Traduzione: per il premier-segretario la clamorosa bocciatura non è più fantapolitica. Anzi, è decisamente probabile. Nel mese di agosto i pontieri cercheranno un'intesa con al sinistra dem ma, salvo ripensamenti di Palazzo Chigi, le posizioni resteranno distanti. I verdiniani, tra cui si registra già qualche defezione, non sono sufficienti per "salvare" Renzi e la maggioranza. L'unico che potrebbe intervenire in sostegno del presidente del Consiglio è Silvio Berlusconi, ma difficilmente l'ex Cavaliere aiuterà il Pd, pena un probabile crollo di Forza Italia nei sondaggi al 5%. Che succederà quindi? C'è chi sostiene che Renzi stia cercando di proposito l'"incidente" per portare il Paese alle urne, trasformando le elezioni politiche anticipate in un sondaggio su stesso. Ovviamente nessuno della minoranza dem verrebbe ricandidato. Attenzione, però, considerando anche la legge elettorale (l'Italicum vale solo per la Camera) Sergio Mattarella, in caso di dimissioni del governo, cercherebbe di far nascere un esecutivo del Presidente e di larghe intese. I nomi sono quelli di Laura Boldrini (per un allargamento verso Sel e M5S), di Graziano Delrio (per un governo fotocopia di quello attuale ma meno politico) e di Giuliano Amato (per un coinvolgimento diretto di Forza Italia). Ai primi di ottobre la sfida finale e questa volta Renzi, forse facendolo di proposito, non ha fatto bene i conti a Palazzo Madama.

Propongo ai miei lettori (spero di averne... ahahahahah) un piccolo sondaggio (che riporto nella colonna di sinistra di questo blog). Se Matteo Renzi non riuscisse ad avere i numeri per farsi approvare la riforma del Senato, come reagirà il Presidente della Repubblica? Si comporterà come il suo predecessore? Cioè darà vita ad un "Governo del Presidente" mettendo al Governo: Boldrini o Delrio oppure Amato. Oppure il Presidente scioglierà le Camere per indire nuove elezioni? Esprimete il vostro voto (del tutto anonimo). Avete tempo fino alle 19.00 del 21 di settembre p.v..
Fabio

domenica 9 agosto 2015

La tela di Napolitano

Il Semplice Senatore a vita, il cui nome non può essere pronunciato, Napolitano continua a monitare, con una lettera pubblicata il 6 agosto sul Corriere della Sera, sulla riforma che impedirà ai cittadini di votare direttamente i componenti del Senato: "La terza lettura delle riforme in Senato deve essere "preconclusiva" e le eventuali modifiche non devono "disfare la tela", perché ciò sarebbe "un lusso che l'Italia non può permettersi"
Intervento di Vito Crimi
"Qualcuno dovrebbe spiegarci perché il senatore Giorgio Napolitano non vuole che il futuro Senato della Repubblica sia eletto dai cittadini.
Qualcuno dovrebbe spiegarci perché il senatore Giorgio Napolitano vuole un senato di consiglieri regionali, nominati da altri consiglieri regionali, scelti fra consiglieri regionali, o almeno fra quelli che non sono stati ancora raggiunti da custodie cautelari, avvisi di garanzia, o condanne.
VIDEO La Boldrini proibisce al M5S di pronunciare il nome di Napolitano
Qualcuno dovrebbe spiegarci perché il senatore Giorgio Napolitano vuole blindare questo fior fiore di statisti con l'immunità parlamentare.
Qualcuno dovrebbe spiegarci perché il senatore Giorgio Napolitano vuole limitare la partecipazione dei cittadini tramite referendum propositivi e consultivi.
Qualcuno dovrebbe spiegarci perché il senatore Giorgio Napolitano lanci moniti manco fosse il Presidente della Repubblica.
Governo, niente da dire?
Piddini, avete niente da dire?
Mattarella, hai niente da dire?

Mentre pensate alla risposta, noi oggi abbiamo depositato 194 emendamenti alla Schiforma Costituzionale.
Il M5S chiede un Senato eletto direttamente dai cittadini, l'abolizione delle immunità parlamentari, il dimezzamento del numero di TUTTI i parlamentari - non solo dei senatori - e la possibilità per i cittadini di ricorrere a referendum propositivi e consultivi, così da controbilanciare la bulimia di poteri della quale sarà investito il futuro governo."
Un mio commento: Ma la Presidentessa BOLDRINI si ricorda della Costituzione solo quando pare a lei?

Volete togliere i benefici ai parlamentari?


Guardate cosa è successo in aula dopo che sono stati nominati i tagli agli stipendi dal M5S.
La vergognosa reazione di chi ha paura di perdere la poltrona ed arriva a votare contro l'arresto di un indagato per associazione a delinquere pur di tenersela stretta.
CONDIVIDI IL VIDEO! FAI VEDERE QUESTO SCHIFO A TUTTI GLI ITALIANI!



Quattro proposte sull'immigrazione

1. Giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitaria, che solo l'Italia concede in massa. Da noi quasi un asilo politico su due viene dato a persone che non ne avrebbero diritto secondo i trattati internazionali sui rifugiati, ma che noi accogliamo comunque per "gravi motivi umanitari". Negli altri Paesi europei questo tipo di permessi non esiste o viene usato in misura molto minore, da noi invece con questa motivazione si fanno entrare persone che non dovrebbero, perché? Proprio per alimentare l'industria dell'accoglienza.
VIDEO Il campo profughi alla Stazione Tiburtina di Roma

2. Istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone a cui viene respinta la domanda di asilo. Non è ammissibile che anche a quel 40-50% di domande che viene respinto corrisponda di fatto una ammissione in Italia, come clandestini, perché ci si limita a consegnargli un foglio con scritto "devi lasciare il Paese, fallo tu, ok?". Questo non è un comportamento serio, se uno deve essere espulso deve essere accompagnato alla frontiera e/o caricato su un aereo per il suo Paese di origine, a forza se necessario.
3. Istituzione di una procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell'asilo. Non è possibile che uno che non ha diritto all'asilo, anche palesemente, possa restare in Italia per anni semplicemente facendo ricorso contro il provvedimento di diniego dell'asilo, perlopiù a spese nostre perché essendo nullatenente gli avvocati li paghiamo noi. E' giusto dare una possibilità di ricorso per evitare abusi, ma essa segua un suo percorso d'urgenza in modo da venire evasa nel giro di un mese o due e da non dare scuse a chi non ha diritto di stare in Italia.

4. Sorveglianza più stretta dei profughi nel sistema di accoglienza. Qui a Torino qualche mese fa c'è stato un profugo senegalese che per settimane usciva tutte le mattine alle 5 dal suo ostello (pagato da noi) e andava a rapinare e accoltellare le donne alle stazioni della metropolitana. Dopo 8 rapine violente l'hanno preso, e ci si chiede: ma la cooperativa che gestiva l'accoglienza? Non si è mai accorta di niente? E' giusto che continui a ricevere fondi pubblici per progetti S.P.R.A.R.? Persino nello S.P.R.A.R. la percentuale di "uscita per integrazione" è meno di un terzo, almeno due terzi escono senza avere la minima speranza di mantenersi e di fatto vanno a vivere in ghetti nelle fabbriche abbandonate e/o diventano manovalanza per la criminalità organizzata.

La "voluta ignorantizzazione" della Comunità

Quando avremo vinto, quando questa rivoluzione culturale che si chiama MoVimento 5 Stelle sarà al governo delle nostre scelte singole e quotidiane prima ancora che a Palazzo Chigi, la prima accusa che muoverò a chi ci ha illuso in questi decenni sarà quella di "voluta ignorantizzazione" della comunità.
Con l'uso sistematico e perverso dei mezzi di comunicazione di massa, i vari Renzi, Monti, Scalfari, Napolitano, Berlusconi & co. hanno fatto sì che la comunicazione venisse confusa con l'informazione, deviando tantissimi dal percorso di scoperta della realtà, di apprendimento delle nostra facoltà di cambiamento del mondo.
Siamo stati convinti che la realtà fosse ineluttabile affinchè non ci provassimo nemmeno a cambiarla, per quanto sgradevole od infame fosse per noi -ma non per chi deteneva il potere-. E questo spiega la lentezza con cui sta iniziando il cambiamento.
Chi ha voluto far credere che privilegi di pochi fossero diritti di meritevoli, ha semplicemente negato l'evidenza e la verità, come dei genitori che costringono il figlio nel girello, senza consentirgli di appropriarsi del mondo e con esso del suo spazio. Tuttavia questo processo di conquista del proprio sè e delle proprie facoltà di emancipazione-liberazione spesso avviene contro la volontà di chi vi si oppone, perchè è nella nostra natura osare, emuli di Ulisse, scoprendo poi che i limiti non sono spesso invalicabili, purchè si provi a superarli con caparbietà, razionalità e costanza di sforzo, con esercizio appunto.
Per questo motivo l'augurio che rivolgo a chi può, in questi giorni purtroppo non per tutti di ferie, di interruzione delle normali attività dell'anno, è semplicemente quello di rigenerarsi, di RICREARSI, attraverso esperienze etico-estetiche che faccian ben comprendere quali siano le nostra potenzialità: siamo capaci di grandi cose, se solo ne prendiamo consapevolezza.
In Sicilia con il finanziamento della Trazzera abbiamo dimostrato che con 300.000 euro si poteva ridurre di tantissimo un disagio notevolissimo per tutti, a fronte di proposte alternative che preventivando spesa ben più alta sembravano irrealizzabili. E sapete perchè? Semplicemente perchè la nostra proposta non era viziata da alcun interesse precostituito, a differenza delle alternative.

Diamo fiducia a questo modo di valutare la cosa pubblica, e non disperdiamoci in altro: Mujica in Uruguay ha mostrato cosa si possa fare con la potenza dell'intelligenza e del sorriso, perchè non lo possiamo fare anche noi?

Fare informazione, per un Paese migliore

Buongiorno a tutti. Questa mattina, andando di qua e di la nei blog e tra i social network, mi sono imbattuto in un video che mostra immagini scioccanti girate in questi giorni a Caminia, vicino Soverato, in Calabria. Una zona ad alta densità turistica. Ebbene, in questo video scorrono le immagini di un'alluvione che getta il panico tra i turisti di quella zona. Il commento di questo video, come logico, si sposta subito sul dibattito politico con questa frase: "l'Italia continua a venire giù, giorno dopo giorno. Come la fiducia degli italiani nelle promesse dei politicanti...". Nulla di più reale e logico. Tutto ciò non mi meraviglia in quanto questa frase fotografa in modo molto realistico la situazione in cui versa il nostro beneamato Paese. Quello che però ha attratto di più la mia attenzione sono stati alcuni interventi volti a denigrare il voto politico. In particolare, "sono stanco della politica. Sono tutti una massa di ladri e di fannulloni. Fanno solo i loro interessi e quindi è inutile andare a votare tanto lo so come andrà a finire". Brutto errore.

Non votando si decide di farsi governare e, a parere mio, voglio combattere affinché i miei figli e i miei nipoti vivano in un'Italia migliore. Combatto giornalmente tenendomi informato sull'attività parlamentare e su come viene discussa sia alla Camera che al Senato. Ascoltando gli interventi mi sono fatto un’opinione. Fino ad ora ho visto e sentito fare delle proposte di legge che vanno a favore dei cittadini e contro il consumo, lo spreco di denaro pubblico e la corruzione.. Ho visto e sentito fare delle proposte di legge che nessuno si era mai sognato di fare (vedasi Reddito di Cittadinanza, Fondi per le Piccole e medio Imprese, abbassare fino al 50% l'RCA per chi non fa incidenti per 5 anni ecc...). Proposte di Legge (Pdl) per i cittadini, per il popolo. Chi, anzi quale, partito fino ad oggi ha mai pensato di tagliarsi lo stipendio e destinare la parte tagliata in un fondo per aiutare le Piccole e Medio Imprese (PMI). Chi ha mai pensato di fare una Pdl di decurtazione degli stipendi e darsi una bella sforbiciata ai privilegi.... nessuno. Ebbene, il mio intervento qui non è per fare campagna elettorale, per carità, ma con le mie parole voglio fare solo informazione.

C'è un Movimento di cittadini che in tre anni (dal nulla e autofinanziandosi) è entrato in Parlamento e se non fosse stato per la legge elettorale in vigore, “IL PORCELLUM” - dichiarato incostituzionale dalla Consulta - nelle ultime elezioni politiche ha preso più voti del PD. Purtroppo, appunto, in base a quella legge incostituzionale, il PD - alleato con SEL - ha avuto più seggi e quindi, forti anche dell'appoggio di un partito (di traditori) che ospita tra le sue fila più condannati e inquisiti nella storia della Repubblica Italiana, l'Ncd, godono di “maggioranza parlamentare”. In sintesi, ogni sana proposta fatta dal MoVimento 5 Stelle viene puntualmente bocciata.
L'ho visto e sentito con le mie orecchie.
Perché la consulta, massima espressione della nostra democrazia, non fa rispettare la propria sentenza e li manda tutti a casa? Perché i poteri forti sanno che, così facendo, i ladri, i fannulloni e i nulla facenti non avranno più scampo. Dobbiamo informarci gente, dobbiamo informarci ma, soprattutto, dobbiamo fare informazione. Dobbiamo portare la politica del MoVimeto 5 Stelle in tutte le case italiane. Non dobbiamo darla vinta a questi "signori". Non dobbiamo continuare a fargli pensare che "il popolo italiano ha la memoria corta e quindi non ricorda" e per questo continuano a fare i loro porci comodi. Occorre cambiare, dare un bel giro di vite. Ne vale la vita dei nostri figli e dei nostri nipoti.
A RIVEDER LE STELLE e buona domenica a tutti.
Fabio

sabato 8 agosto 2015

Jobs act, prende corpo il massacro del lavoro

Mentre gli italiani scoprono, giorno dopo giorno, che il Jobs act non crea un solo posto di lavoro, il governo continua a chiedere al Parlamento pareri non vincolanti (dunque pressoché inutili) sui decreti che attuano questa gigantesca “operazione di svalutazione dei dirittiche non aumenta affatto la produttività.
GLI AMMORTIZZATORI
Il primo tema è quello degli ammortizzatori, che dovrebbero accompagnare in modo sano e robusto una maggiore flessibilità lavorativa. I sostegni progettati dal governo non hanno nulla a che vedere con il nostro Reddito di cittadinanza”, non hanno natura universale, ma assicurativa (più ho lavorato e più prendo di assegno). E aggravano le diseguaglianza tra lavoratori più o meno fortunati.Il lavoro autonomo e i professionisti sono totalmente dimenticati, come se non fossero stati colpiti dalla crisi. I trattamenti sono, in generale, dientità ridicola” e peraltro i fondi messi in legge di Stabilità per la Naspi (Nuova assicurazione sociale per l'impiego) sono già stati saccheggiati per foraggiare la cassa integrazione in deroga. Per quanto riguarda la Cassa integrazione ordinaria, invece, il parziale allargamento della platea di beneficiari genera, in realtà, un arretramento generalizzato della quantità e della qualità delle prestazioni. Che dire infine dei Fondi di solidarietà” (strumenti delle parti sociali per surrogare agli ammortizzatori)? Finiscono per discriminare imprese e lavoratori che se ne avvalgono rispetto ad aziende e dipendenti che fanno ricorso alla cassa integrazione. E, più in generale, i lavoratori delle PMI rischiano di restare con una protezione debolissima.
POLITICHE ATTIVE
La nuova Agenzia per le politiche attive del lavoro (Anpal) è un carrozzone che non abbatte i costi, ma rischia di trasformarsi in un'ulteriore mangiatoia per le solite clientele politiche. Ma il vero problema è che la dotazione finanziaria per la formazione e la riqualificazione del lavoratore è ridicola: uno dei vizi d'origine del Jobs Act è la mancata soluzione all'eterno handicap italiano delle politiche attive, ossia dei servizi per ilreinserimento professionale del disoccupato”. Un buco nero storico che, con la delega sul lavoro del governo Renzi, diventa una voragine vergognosa. Non a caso i beneficiari delle politiche attive sono crollati da 1,2 milioni del 2009 ad appena 907mila del 2014. Un declino inarrestabile che non si interrompe certo adesso. Peccato, perché in un'epoca in cui aumenta lamobilità imposta al lavoratore”, sarebbe necessaria un'efficace tutela attiva consistente in un processo di formazione continua e in un buon "matching" tra domanda e offerta di lavoro. Senza dimenticare, infine, i conflitti di competenze tra i vari livelli di governo che la riforma non risolve per nulla.
CONTROLLI SUL LAVORO
Al M5S non piace nemmeno la nuova agenzia che dovrebbe unificare i controlli sul lavoro. Il nascente “Ispettorato nazionale del lavoroè una infrastruttura che rischia di far aumentare i costi e di svilire le competenze delle risorse umane disponibili, mentre l'integrazione tra Inps, Inail e ministero si può fare in modo più snello sulla base di un database unico dei controlli e delle verifiche. Ricordiamo che esiste un archivio informatico presso Inps che si interfaccia con Guardia di finanza e Agenzia delle Entrate. Inoltre viene introdotto il principio dell'asseverazione (una sorta di valutazione certificatrice) delle aziende da parte dei consulenti del lavoro, un "bollino" che protegge gli imprenditori dalle ispezioni. In pratica, si affida la certificazione delle buone condotte di una data impresa a unsoggetto privato(i consulenti) e il settore pubblico arretra, delegando e rinunciando a una verifica diretta sul buon andamento dell'azienda sul fronte dei contratti, dei versamenti, dell'ottemperanza alle norme di legge.
CONTROLLI A DISTANZA
Il decreto sulle semplificazioni contiene una congerie abnorme e pletorica di “norme scollegateche, alla fin fine, servono soltanto a nascondere lo scandalo dei controlli a distanza rafforzati”. Persino il Consiglio d'Europa ha raccomandato ai Paesi di evitare, dal punto di vista legislativo, che la sorveglianza sui lavoratori vada oltre giuste esigenze organizzative e di sicurezza. Ma Palazzo Chigimassacra la dignità dei lavoratoriper fare un altro favore, l'ennesimo, alle grandi imprese.

Il M5S farà di tutto per smontare un regime normativo che uccide la dignità dei lavoratori e porta accumulo di profitto in favore delle solite oligarchie.

Il Movimento 5 Stelle protegge le Piccole e Medio Imprese


I politici si nascondono dietro le loro poltrone per sfuggire alla realtà. Le multinazionali scappano all'estero per fare profitti facili. Mentre la classe dirigente abbandona la nave, il Paese rischia di andare contro gli scogli. Sono le piccole e medie imprese a tenere a galla l'Italia, quegli oltre 3milioni di datori di lavoro (incluse le micro-imprese) che rischiano e scommettono ogni giorno e che rappresentano il cuore pulsante dell'economia del Paese. 

Dal 2008, anno di scoppio della crisi globale, abbiamo perso un quarto della nostra capacità produttiva: 13.000 PMI sono fallite, 23.000 sono state oggetto di liquidazione volontaria e 5.000 sono in procedura concorsuale non fallimentare. 

Anche per le imprese superstiti, tuttavia, si tratta di portare avanti, giorno dopo giorno, una dura lotta per la sopravvivenza. Basta considerare che la loro redditività si è dimezzata da sei anni a questa parte. 
Molte di esse, tuttavia, hanno saputo reinventarsi, rinnovarsi e hanno sfondato in nuovi mercati, promuovendo l'immagine e il prestigio del made in Italy, il vero made in Italy, in tutto il mondo.
Il M5S è da sempre accanto agli imprenditori che non si attaccano alle gonne della politica, che non spostano le produzioni in altri Paesi solo per tagliare i costi, che non fanno margini comprimendo i diritti dei lavoratori. Gli imprenditori che non vogliono regali, che non si pongono il problema dell'articolo 18, ma che chiedono soltanto un fisco più leggero e più chiaro, una burocrazia meno asfissiante e una politica del credito più capace di ascoltare le loro esigenze.
In un anno e mezzo di opposizione in Parlamento abbiamo ottenuto risultati importanti per le PMI, a cominciare dalla compensazione delle cartelle Equitalia con i crediti verso la Pa. L'abbiamo spuntata poi sul principio che chi trasferisce la propria impresa all'estero debba restituire i fondi pubblici ricevuti dallo Stato italiano. Stiamo anche facendo viaggiare nei palazzi della politica una legge che difende le piccole aziende del commercio contro il predominio della grande distribuzione. Con le aperture festive indiscriminate i consumi non sono aumentati in questi anni, ma nel frattempo i piccoli negozi dei centri storici stanno morendo e le nostre città sono sempre più buie e più insicure. 
Inoltre abbiamo proposto di abolire del tutto l'Irap, la tassa più odiosa, per le micro-imprese. Ed è stata forte la nostra pressione per istituire il fondo di micro-credito in cui i parlamentari M5S versano oltre metà dei loro stipendi. 
Il MoVimento ha messo a punto una legge sul regime fiscale dei "minimi" che aiuta davvero le giovani partite Iva e abbiamo lottato e ottenuto un fondo da 2 milioni l'anno per le start-up innovative nel settore turistico.
L'elenco potrebbe continuare, ma qui al M5S siamo coscienti che tutto questo non può bastare.
Ecco perché continuiamo a tenere l'orecchio a terra e ascoltiamo il Paese reale che lavora e che investe, che soffre e che spera. Da qui nasce l'idea di un tour in tutta Italia, da nord a sud, che parte da Torino il 5 dicembre prossimo, e prevede due eventi preliminari stasera a Bologna e domani in varie località della Calabria.
Fino al prossimo luglio incontreremo le PMI in tutte le regioni, risponderemo alle loro domande, analizzeremo anche richieste specifiche e daremo loro una mano. Il M5S ci sarà. E sarà al completo con eurodeputati, parlamentari, consiglieri regionali e comunali.
Anima e corpo. Quella stessa anima e lo stesso corpo che le piccole e medie imprese ci mettono ogni giorno.



#5giornia5stelle 44° puntata, 7 agosto 2015


L'ultima edizione stagionale per 5giornia5stelle comincia col botto: il M5S ottiene finalmente (era la terza volta che veniva chiesta) la cancellazione dei rimborsi spese dei viaggi degli ex-deputati. Una voce di spesa che gravava per circa un milione di euro ogni anno sul bilancio dello Stato. Niente da fare per gli stipendi dei parlamentari: la proposta di abbassarli a 5.000 euro e di rendicontare le spese è stata bocciata con una motivazione davvero curiosa: una deputata PD ha infatti dichiarato che non sarebbe bene far pensare agli italiani che i parlamentari siano dei "mangiapane a tradimento" e che il M5S fa male ad essere l'angelo vendicatore dei cittadini. Se lo dice lei...
Parliamo poi del cda della RAI: l'ennesima figuraccia di Renzi che promette e poi fa il contrario di quel che dice. Roberto Fico in conferenza stampa spiega che il M5S è l'unica forza che ha votato una persona indipendente ("se ha votato non ha votato M5S", dice) e dalle comprovate capacità.
Approvato il decreto Enti Locali che taglia 2 miliardi alla sanità, tagli che, come spiega Giulia Grillo in conferenza stampa, saranno necessariamente lineari dati i tempi stretti d'attuazione. Luigi Di Maio, in aula, accusa il governo di non essere incompetente, ma diabolico.
Passiamo a Palazzo Madama dove Enrico Cappelletti e Vito Crimi spiegano il perché dei NO ai decreti fallimenti (l'ennesimo regalo alle banche che contiene al suo interno la clamorosa norma salva Ilva) e alla legge delega sulla Pubblica Amministrazione. Carlo Martelli a bocce ferme ci spiega perché accorpare il corpo forestale all'arma dei carabinieri significa, di fatto, abbassare la guardia sui reati ambientali.
Sergio Puglia intanto ci racconta una prima vittoria sul tema RCAuto Equa, ma la battaglia ora passa al Senato. L'obiettivo è di abbassare fino al 50% la tariffa del RCAuto agli automobilisti virtuosi nelle regioni più penalizzate.
Mentre Gianni Girotto bacchetta il governo che da un lato plaude al Papa e ad Obama e poi, nei fatti, agisce contro le energie rinnovabili.
Infine Valeria Ciarambino ci racconta della sua elezione alla Presidenza della Commissione Trasparenza alla Regione Campania, ma anche della delusione per aver visto eleggere alla presidenza di quella sulla Terra dei Fuochi proprio chi si è reso colpevole di connivenza per il dramma dei roghi e dell'inquinamento al Nord di Napoli.
5giornia5stelle va in vacanza. Ci rivedremo a settembre con la ripresa delle attività politiche. A tutti i nostri tanti spettatori auguriamo buone vacanze estive, a chi riuscirà, e un agosto di serenità a chi sarà costretto a restare in città.

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Un cittadino che ha memoria è un cittadino libero!

IL "SISTEMA" GIOCA SULLA PERDITA DI MEMORIA COLLETTIVA!


La Repubblica italiana – purtroppo - è piena di delinquenti, inetti, collusi o corrotti che da sempre hanno un grandissimo alleato: la perdita di memoria da parte di noi cittadini.

Se avessimo maggiore memoria molti politicanti sparirebbero all'istante. Non avrebbero la faccia tosta di ripresentarsi. E' compito nostro “rinfrescarci” la memoria. Ogni giorno.

Per esempio non dobbiamo dimenticare mai che tutte le oscene leggi renziane (dal "jobsact" che ha sostanzialmente monetizzato il diritto al lavoro e che non crea nuovi posti alla "buona scuola" con la quale hanno dato soldi pubblici agli istituti privati) alla Camera passano solo grazie al PORCELLUM, la vecchia legge elettorale bocciata dalla Corte costituzionale.

Ci avevate mai pensato? Nel 2013 alle elezioni per Camera dei Deputati il M5S prese più voti di tutti (8.689.458 voti, pari al 25,56%). Il PD prese il 25,43%. Solo che al PD andarono 292 seggi al M5S 108. Quasi il triplo pur avendo preso meno voti! Questo perché, solo grazie a SEL (che oggi fa finta di opporsi a Renzi ma è un partito di sistema come tutti gli altri) il PD prese il premio di maggioranza. Un premio di maggioranza, lo ricordo, definito INCOSTITUZIONALE dalla Corte e quindi bocciato.

In sostanza il PD governa e approva porcate grazie a una truffa. Non dimentichiamolo, un cittadino che ha memoria è un cittadino libero!


Renzi spieghi agli italiani perchè non vuole 100 senatori eletti dai cittadini

"Renzi spieghi agli italiani perché si oppone ad un Senato di 100 membri eletti direttamente dai cittadini, ma vuole che sia composto da consiglieri regionali, la classe politica più inquisita al Mondo, nominati dalle segreterie dei partiti e che godranno così dell' immunità parlamentare ". "Spieghi anche perché non vanno approvati gli emendamenti del Movimento 5 Stelle che vogliono dare più potere ai cittadini tramite referendum propositivi e consultivi, in modo da controbilanciare i maggiori poteri al governo che escono da questa controriforma della nostra Costituzione". Così il capogruppo del Movimento 5 Stelle Senato Gianluca Castaldi commenta gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle che puntano a rendere di nuovo eletto direttamente dai cittadini il Senato e affidare al tempo stesso più poteri agli elettori tramite referendum consultivi e propositivi.

venerdì 7 agosto 2015

Prima di andare in pausa estiva....

Negli ultimi 10 giorni questo Governo ha : - soppresso il Corpo Forestale dello Stato che era in prima linea per la...

Posted by Luigi Di Maio on Venerdì 7 agosto 2015

LE NOSTRE PAROLE

Video bellissimo, che rende l'idea della grandiosità di questo Movimento. Vi invito a vederlo e, se volete, potete lasciare un vostro pensiero.
LE NOSTRE PAROLE

Vi auguro di affrontare il 2015 tenendo sempre in mente le nostre parole guerriere...lo cambieremo questo paese, credetemi, lo stiamo già cambiando e sarà un sogno meraviglioso che spazzerà via le angosce di questi anni.Beppe Grillo Montecitorio Cinque Stelle Senato Cinque Stelle

Posted by Manlio Di Stefano - M5S on Domenica 28 dicembre 2014