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11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

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giovedì 21 gennaio 2016

Inceneritori, si rompe il fronte delle Regioni

Stefano Bonaccini
Addio fronte compatto anti inceneritori. In Italia, sul piano ambientale, c’è una continua inversione di marcia da parte di governatori. Come durante la Conferenza Stato-Regioni di ieri: anche se il parere sui 9 inceneritori previsti dal governo è slittato alla prossima riunione, il presidente Stefano Bonaccini ha annunciato che 15 Regioni su 20 erano a favore. “Un parere condizionato all’approvazione di alcuni emendamenti”, ha specificato. Come nel caso della Campania: lo staff di De Luca, contattato in estate dal Fatto (che per primo ha rivelato il piano inceneritori) aveva detto che alla Campania bastava quello di Acerra. Ora, però, sembra aver cambiato idea: ok ai termovalorizzatori “ma saranno le Regioni a decidere dove e come farli”, ha detto ieri il vice presidente e assessore all’Ambiente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola. A confermare il no al piano, invece, Umbria (un inceneritore), Lombardia (nessun inceneritore), Abruzzo (un inceneritore), Marche (un inceneritore) e Molise (nessuno). E tutti gli altri? Perché hanno cambiato idea?
Virginia della Sala

mercoledì 20 gennaio 2016

Oggi l’esecutivo vara gli 8 inceneritori - Proteste ecologiste

Tutti al centro o al sud. Il numero degli inceneritori da realizzare in Italia è otto: lo prevede l’ultima bozza del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri oggi all’esame della Conferenza delle Regioni. Uno per ognuna di queste Regioni: Marche, Lazio, Campania, Abruzzo e Sardegna. Poi ancora due in Sicilia e il potenziamento dell’esistente in Puglia. In totale la capacità dei nuovi impianti ammonta a 1,83 milioni di tonnellate all’anno. Le associazioni ambientaliste ribadiscono il No anche al nuovo testo. “Pur riducendo gli inceneritori, conferma gli assunti erronei di quello precedente, a partire da quello principale: pretrattamento dei rifiuti urbani residui (Rur) uguale inceneriment o”, scrivono Zero Waste Italy, Fare Verde, Greenpeace, Legambiente e Wwf Italia al ministero dell’Ambiente. “Si continua a puntare sull'incenerimento – proseguono – quando l’andamento della produzione di rifiuti solidi urbani è da anni in calo. E la bozza presuppone che per corrispondere alle necessità di trattamento del rifiuto sia necessario far passare il Rur attraverso sistemi di trattamento termico. Ma non è così, e lo ribadiamo al ministro dell’Ambiente Galletti”.
Il Fatto Quotidiano