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mercoledì 27 gennaio 2016

La Polizia avvisa tutti distare attenti alla truffa del Canone Rai. Ecco cosa fare…

Canone Rai 2016 – Attenzione alle truffe online e a domicilio (bisogna condividere velocemente su ogni profilo per riuscire ad avvisare in pochissimo tempo tutta la Popolazione). In attesa del decreto sul canone Rai 2016 è bene tenere a mente alcune avvertenze per evitare di cadere nelle truffe del canone Rai. L’azienda di viale Mazzini ha messo a disposizione il servizio online gratuito “Pronto la Rai”: dietro appuntamento è possibile essere ricontattati per risolvere le problematiche legate al canone Rai 2016. Sul sito della Rai intanto si chiarisce che in nessun caso saranno “richiesti dati per effettuare pagamenti online (numero di carta di credito o coordinate bancarie)” Non solo truffe al telefono: la Rai mette in guardia i contribuenti anche su sedicenti incaricati a domicilio.

Non ci sono addetti Rai con il compito di riscuotere il pagamento del canone a domicilio o di prendere i dati bancari degli utenti che non li hanno comunicati. Gli unici addetti sul territorio nazionale inviati dall’azienda televisiva italiana sono quelli che, previa comunicazione delle autorità, sono incaricati di informare l’utenza sugli obblighi derivanti dalla detenzione di apparecchi televisivi in attività (non per uso privato) sollecitando, in questa eventualità, la regolarizzazione della propria posizione. Si precisa altresì che essi non chiedono mai somme di denaro ma si limitano a rilasciare un bollettino di conto corrente postale 2105 da utilizzare per il pagamento del nuovo canone. In ogni caso devono essere muniti di tesserino personale di riconoscimento con la foto e l’indicazione della Sede regionale della Rai Radiotelevisione Italiana.
Fonte: Polizia di Stato “Una vita da social“

sabato 26 dicembre 2015

Cryptare tutti i canali della RAI

Il Presidente del Consiglio aveva promesso di togliere la Rai ai partiti e restituirla ai cittadini e, invece, l'ha messa alle dirette dipendenze del governo. Due piccioni con una fava. Con un doppio colpo Palazzo Chigi ha portato sotto il proprio diretto controllo i 2 pilastri dell'autonomia e dell'indipendenza dei Servizi Pubblici: fonti di nomina e finanziamenti. In pericolo, ora, ci sono il pluralismo e la libertà di informazione con gravi conseguenze per gli equilibri democratici.

Con questa petizione si da la possibilità al cittadino di scegliere l'emittente televisiva libera da "museruola" senza essere costretto a foraggiare una emittente televisiva controllata dal governo di turno.
Firma anche tu la mia petizione.
Collegati QUI firma e condividi con i tuoi amici. Facciamoci sentire

lunedì 26 ottobre 2015

Canone Rai, la proposta: criptare il segnale, paghi solo chi vuol vederla

Discussione aperta dopo il consiglio dei ministri che ha licenziato, nell’ambito della legge di Stabilità 2016, l’inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica, con tanto di rateizzazione bimestrale e relative sanzioni per gli evasori. Proprio la lotta all’evasione del canone è la chiave con cui il governo ha messo in campo questa discussa riforma, che non ha mancato di sollevare polemiche politiche ma anche e soprattutto tecniche, vista la separazione fra imposta e fruizione del servizio. Così, mentre la Camera dei deputati esamina il disegno di legge di riforma della Rai, è Pierluigi Sabbatini, dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, a lanciare una proposta nel merito.
PROGRAMMI CRIPTATI – Sabbatini è intervenuto nella discussione con un post su Lavoce.info, con una premessa chiara: “Il governo vuole far pagare il canone tv con la bolletta dell’elettricità. Ma è una soluzione che separa imposta e fruizione del servizio. Per risolvere il problema dell’evasione basterebbe invece crittare le trasmissioni Rai. E si potrebbero così abolire anche i tetti pubblicitari.” Nel dettaglio si tratterebbe di riconferire “al canone Tv la natura di imposta associata all’effettiva fruizione del servizio”. Come? Utilizzando la tecnologia digitale e rendendo il servizio televisivo “escludibile”. Dopo un lungo excursus sulla storia del canone per il servizio pubblico televisivo, dal regio decreto del 1938 che lo istituiva ai cambiamenti che hanno riguardato il mezzo televisivo e la sua fruizione nei decenni, Sabbatini porta la sua proposta, ossia “tornare alla filosofia dell’originario regio decreto, riconferendo al canone Tv la natura di imposta associata all’effettiva fruizione del servizio. Peraltro, l’evoluzione tecnologica rende questa soluzione ben più facilmente perseguibile. La Rai trasmette con tecnologia digitale e pertanto il servizio televisivo è ora ‘escludibile’. La soluzione al problema dell’evasione del canone televisivo è dunque a portata di mano: crittare le trasmissioni Rai e fornire la card Rai a coloro che pagano il canone. Questa soluzione obbligherà chi vuole fruire del servizio a pagarlo e, nel contempo, consentirà a chi non se ne vuole servire di evitarne il pagamento”.
TETTI PUBBLICITARI –“Coerente con questa proposta – prosegue il post di Sabbatini – è l’eliminazione dei tetti pubblicitari per l’emittente pubblico, giacché non sarebbe più opportuno imporre uno specifico modello di finanziamento. Tutto ciò porterebbe alla fine del servizio pubblico? Non necessariamente. La Rai non è assoggettata agli stessi criteri di profittabilità di un’impresa privata e dispone ancora di asset importanti che non sono nella disponibilità delle altre emittenti. E comunque stona parlare di servizio pubblico quando si propone un criterio di pagamento del canone che rende palese l’irrilevanza della sua fruizione”.