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giovedì 24 settembre 2015

Nel 2011 Il Pd scendeva in piazza quando le proposte di censura venivano da Berlusconi

Artisti ribelli e giornali di sinistra
Ecco tutti gli smemorati del Bavaglio

di D.M.

Il governo incassa il via libera della Camera, la strada per la nuova legge bavaglio si fa in discesa. Corre svelta nel silenzio e nel disinteresse comune. Soprattutto di quella sinistra che quattro anni fa si scagliò contro la legge sulle intercettazioni voluta allora dal governo di Silvio Berlusconi. Cos’è cambiato? Nei contenuti della legge, praticamente nulla. Solo che oggi a Palazzo Chigi c’è il centrosinistra di Renzi.
TANTO BASTA per sottrarsi alla critica. Che nel 2011 invece si diffuse a macchia d’olio. A ricordarlo è anche il blog di Beppe Grillo che ha postato un vecchio filmato(*) nel quale decine di artisti famosi prendono posizione contro il bavaglio, ripetendo tutti lo stesso slogan è identico: “Lo sapete che la legge bavaglio sulle intercettazioni nega a voi cittadini il diritto a essere informati? Adesso lo sapete”. La variante: “Lo sapete che con la legge bavaglio sulle intercettazioni sarà il governo a decidere quello che noi giornali e televisioni possiamo pubblicare e che voi potete conoscere?”.

OGGI che fine hanno fatto “gli artisti ribelli”? Il giochino, attenzione, non vale tanto per loro, che rispondevano a un invito di Repubblica per la campagna enti-bavaglio. Impossibile non ricordare la prima pagina bianca di Repubblica con un post-it giallo in mezzo e la scritta: “La legge bavaglio nega ai cittadini il diritto di essere informati”. Oggi, sia chiaro, non mancano i titoli in prima pagina, ma certo appaiono decisamente più ordinari. Ieri Repubblica titolava, ma molto in piccolo: “Intercettazioni, via libera alla nuova legge bavaglio”. E il Partito democratico? Oggi il Pd al governo dà carta bianca a Matteo Renzi, ieri (quattro anni fa) si sprecavano i manifesti anti-bavaglio. Uno dei tanti di allora strillava: “No alla legge bavaglio, la democrazia non vuole censure”. Per tutto il 2010 e il 2011, il Pd ha organizzato manifestazioni di piazza, da Udine all’Umbria.

Nel settembre 2011 a Roma si diedero appuntamento politici, giornalisti e cittadini comuni per dire no alla legge bavaglio. Fu esposto uno striscione con il volto di Berlusconi, un divieto sulla sua bocca e la scritta: “Nessuno ti può giudicare, nemmeno il web. La verità ti fa male lo so”, riadattando le parole una celebre canzone di Caterina Caselli. E così proseguendo sulla metafora musicale, oggi possiamo dire che quelle erano solo “parole, parole, parole”.




Contributo personale all'articolo
Pubblico il video nel quale artisti famosi prendono posizione contro la legge bavaglio:
video

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