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DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

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domenica 21 febbraio 2016

I vitalizi ai condannati cancellati con il trucco La parola magica “riabilitazione ” consente agli ex parlamentari di riavere i soldi


La tana della casta
Sul taglio dei vitalizi agli ex parlamentari condannati, la casta ha confezionato un vero e proprio pacco, una cancellazione finta. Sono in tutto una ventina gli ex onorevoli che hanno subito il taglio, ma basta la riabilitazione per ottenere nuovamente la dorata pensioncina. Il primo caso è quello di Gianmario Pellizzari, ex democristiano, che negli anni Novanta ha rimediato una condanna per bancarotta fraudolenta e ora, dopo pochi mesi passati nell’inferno della cancellazione, torna nel paradiso dei privilegiati dopo aver ottenuto la riabilitazione. Non solo riprenderà i 5.400 euro mensili, ma l’ufficio di presidenza della Camera gli riconosce anche gli arretrati, pari a circa 30 mila euro.
Nel maggio scorso, un mese prima delle regionali, il Pd esultava (“abbiamo cancellato i vitalizi ai condannati”), la presidente della Camera Laura Boldrini parlava di “segnale di discontinuità”, anche il Presidente del Senato Pietro Grasso twittava entusiasta. Le delibere dell’ufficio di presidenza della Camera e del consiglio di presidenza del Senato avevano abolito i vitalizi agli ex parlamentari condannati. In realtà si trattava di una sospensione. Dopo le pressioni dell’opinione pubblica e della società civile era arrivato l’atteso stop alla dorata pensioncina che incassavano, da sempre, anche gli ex onorevoli che si erano macchiati di ogni tipo di reato. Come Il Fatto Quotidiano aveva denunciato allora, era un taglio con beffa, un vero pacco. La delibera, infatti, aveva escluso i condannati per finanziamento illecito e abuso d’ufficio, ma soprattutto aveva inserito la parolina magica “riabilitazione”, la via di fuga che rischia di salvarli tutti. Gli ex parlamentari condannati così passano, in poco tempo, dall'inferno della cancellazione al paradiso del ripristino del ricco dono mensile, nonostante i reati commessi.
L’escamotage per ottenere l’assegno
La riabilitazione è una misura del nostro ordinamento giudiziario che cancella gli effetti penali della condanna e le pene accessorie, ma non la condanna. Scontata la pena si può fare richiesta al Tribunale di sorveglianza e raramente viene negata. I giudici applicano solo la legge. Una misura che non ha niente a che fare con la decisione autonoma assunta da Camera e Senato.
Parere unanime: una norma da Gattopardo
Nell’euforia generale proprio Pietro Grasso aveva ammesso: “Anche la mia delibera iniziale era molto più rigorosa” e, invece, alla fine è stato approvato un provvedimento morbido e inefficace per volontà del Pd. Il costituzionalista Massimo Villone, professore all’Università Federico II di Napoli, già parlamentare di Pds e Ds, chiarisce: “È stata una decisione cerchiobottista. Non c’era nessuna esigenza di inserire la riabilitazione nelle delibere. La perdita del vitalizio è motivata, per il condannato, per il danno arrecato al prestigio delle istituzioni, un danno che la riabilitazione non cancella”. La Gabbia, su La7, è tornata a occuparsi del caso raccogliendo i silenzi di Luca Lotti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma non solo. Stefano Esposito, senatore del Pd, ha ammesso che avrebbe auspicato una delibera più severa, ma che ogni decisione è sottoposta a giudizio di costituzionalità. Detto questo ammette: “Tendenzialmente lo abbiamo cancellato quasi a nessuno”. Luigi Di Maio, esponente del M5S e vicepresidente della Camera, spiega: “Noi siamo stati gli unici a votare contro. La follia di questa delibera è che visto che non si conosce l’esito della vicenda giudiziaria degli ex deputati condannati i soldi restano in pancia all'amministrazione della Camera. E cosa abbiamo risparmiato? Niente, un fallimento”.
Sette ex onorevoli presentano ricorso
Intanto contro la delibera, anche se morbida e inefficace, sette ex parlamentari condannati, tra questi l’ex socialista Giulio Di Donato condannato per corruzione e l’ex ministro Francesco De Lorenzo, condannato per associazione a delinquere, hanno presentato ricorso al consiglio di giurisdizione, organo interno della Camera dei Deputati. In attesa della riabilitazione, si portano avanti. Nei fatti l’unica cosa rottamata è la promessa di abolire i vitalizi agli ex onorevoli condannati.

martedì 4 agosto 2015

SCANDALOSO: BOLDRINI AFFOSSA L'ODG SULL'ABOLIZIONE DEI VITALIZI! LA CASTA DIFENDE I PRIVILEGI, SOLO IL M5S VUOLE TAGLIARLI


Tutti devono sapere! Con un atto d’imperio, assolutamente privo di fondamento, la presidente Boldrini ha dichiarato inammissibile l’ordine del giorno del M5S al bilancio di Montecitorio per abolire i vitalizi. Pur di salvare la casta, la Presidente della Camera si assume la responsabilità di affossare una legittima proposta di equità e giustizia sociale. Per l’ennesima volta questa istituzione dimostra la propria incapacità di riformarsi e, al contempo, la necessità di restituire ai cittadini onesti il governo del Paese.
I vitalizi dei parlamentari costano oltre 1 miliardo di euro ogni legislatura e ci sono ancora assegni calcolati con il sistema retributivo, con importi nove volte superiori rispetto ai contributi versati. Nulla può giustificare la decisione di bloccare il nostro odg per cancellare questa vergogna, nemmeno i pretestuosi richiami alla retroattività della misura o all’uniformità della disciplina tra Camera e Senato, quando il Parlamento si permette di calpestare i diritti dei pensionati con la mancata indicizzazione del trattamento previdenziale.
Impedirci di portare in Aula una proposta di buon senso per eliminare un privilegio insostenibile per le casse dello Stato come i vitalizi d’oro è semplicemente scandaloso. Evidentemente i partiti hanno voluto evitare il rischio di perdere la faccia, votando ancora una volta contro il taglio dei costi della politica. Non si illudano, noi continueremo a batterci senza sosta per smascherare la disonestà della casta.

giovedì 30 luglio 2015

#M5S unica forza che propone tagli da 100 milioni di euro al Senato

Abbiamo proposto 5 semplici punti per tagliare 100 milioni di euro dal Senato della Repubblica. Sarebbero bastate 10 semplici votazioni in 10 minuti e i cittadini italiani avrebbero risparmiato decine di milioni di euro delle proprie tasse.
Solo chi si nutre di sprechi e privilegi non vota proposte di buon senso come queste. 
Il Pd infatti ieri ha bocciato i nostri tagli, con le giustificazioni più raccapriccianti.

Se vorrete permettere al Movimento 5 Stelle di governare questo Paese, questa roba la taglieremo in 10 minuti. 
Non avremo alcun problema a farlo, noi a queste assurdità abbiamo già rinunciato, senza aspettare Leggi.

Ps ci vediamo stasera in Piazza Sempione a Roma dalle 19:00 per "Notte sotto le stelle".

Il condannato Galan è pronto a incassare il vitalizio

30 luglio 2015.

Vitalizi, Galan conserva l’assegno nonostante la condanna definitiva

MAMMA DA GRANDE VOGLIO FARE IL POLITICO! Se vostro figlio vi guarda negli occhi e vi dice così: come biasimarlo? In questi ultimi giorni abbiamo imparato che un politico può tranquillamente fare quello che gli pare! Azzollini piscia in bocca alle suore, fa affari con la malavita ma gli amici fedeli del pd lo salvano a suon di pacche sulla spalla e finte lacrime di commozione. Ma Galan? Nulla, anche Galan alla fine della fiera, mentre l’Italia è presa a chiudere le valigie, se la cava con una condanna definitiva ma il vitalizio assicurato! Insomma in carcere ci finisci solo se sei uno sfigato e un povero! Il politico no: ficcatevelo in testa!

Il Fatto Quotidiano.it – Ha patteggiato 2 anni e dieci mesi per corruzione, pena confermata dalla Cassazione, è ancora ai domiciliari ma riceverà comunque il vitalizio dopo la lunghissima esperienza da amministratore regionale. Il buen ritiro di Giancarlo Galan, ex governatore del Veneto e attuale deputato di Forza Italia (con annesso stipendio), sarà lautamente finanziato dallo Stato nonostante la condanna definitiva rimediata dopo il coinvolgimento nell’inchiesta sulle tangenti per il Mose. Poco importa, infatti, che in ben tre gradi di giudizio si sia provato come Galan debba restituire 2,6 milioni di euro alla collettività: quella pena infatti è troppo breve per trasformarsi in una mannaia sul vitalizio dell’ex governatore (…) Ecco quindi che gli servizio affari legislativi del consiglio regionale Veneto si è trovato costretto a scrivere, nel parere chiesto dal presidente Roberto Ciambetti, che “non potrà non verificarsi, da parte della struttura regionale incaricata della loro esecuzione il sussistere delle condizioni per la materiale corresponsione delle diverse componenti del trattamento indennitario differito”. Cioè la Regione deve pagare Galan, che in caso contrario gli può anche fare causa, continua a leggere…

‪#‎M5S UNA DOMANDA SOLA RIVOLTA A QUALSIASI GENITORE ITALIANO:
chiedo sinceramente a tutti gli italiani di qualsiasi colore politico: ma quando avete scelto la scuola dei vostri figli, oppure la babysitter, o magari qualcuno che avesse il compito di accompagnare la crescita dei vostri bambini, quali criteri avete individuato per fare la scelta migliore? Rispondetevi da soli.
E adesso vi chiedo: ma siete contenti di sapere che chi si deve occupare della sicurezza dei vostri bambini, del fatto che non gli cada un pezzo di soffitto in testa a scuola oppure chi si deve occupare di trovare il modo migliore per selezionare degli insegnanti capaci e dei percorsi di studio che facciano diventare i VOSTRI bambini degli uomini sani e onesti sono persone come
  • SOTTOSEGRETARIO ALL’ISTRUZIONE DAVIDE FARAONE (PD) INDAGATO PER PECULATO (e non dico altro perché ci sono fior di servizi di Striscia la notizia su di lui)
  • PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CULTURA: GIANCARLO GALAN (FI) oggi addirittura agli arresti domiciliari?


Ma quando avete votato PD o FI, magari perché “conoscevate un politico locale” o per avere 50€, vi siete posti questi problemi? O credete che questa non sia la realtà? Che dico questo solo perché appartengo al M5S?