VIDEO 5 GIORNI A 5 STELLE

DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

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mercoledì 16 settembre 2015

LA GIUNTA DISSE “SÌ”

Bilardi, slitta il voto sull’arresto del senatore Ncd




LA CARTA è di quelle che scottano. E così, la maggioranza, sembra intenzionata a tenersela nella mano fino all’ultimo giro utile. Prima di dare (o di non dare) il via libera alla richiesta di arresto del senatore Ncd Giovanni Bilardi, meglio far passare la bufera sul voto delle riforme. La Giunta per le autorizzazioni ha già detto di sì ai domiciliari per Bilardi (coinvolto nell'inchiesta calabrese sulle spese pazze in Regione): ora toccherebbe all’Aula, ma la decisione sul politico calabrese porta inevitabilmente con sè conseguenze con la sua “famiglia ”di origine. Così, il voto pare slitterà a dopo il 15 ottobre, la data che il governo si è data come scadenza ultima per l’approvazione del ddl Boschi. Ufficialmente, il rinvio viene attribuito a motivazioni tecniche: la relatrice Stefania Pezzopane (Pd) non avrebbe ancora depositato la relazione sul caso. Così oggi palazzo Madama, che aveva all’ordine del giorno l’esame di “Documenti della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari”, si occuperà di altro. Bilardi resta al Senato (e intanto vota).

venerdì 7 agosto 2015

Trani, il crac della clinica vaticana: presi in 10, anche due suore.

L'operazione 'Oro pro nobis' alla Casa della Divina Provvidenza di Bisceglie su ordine della Procura di Trani, che indaga sulla bancarotta da mezzo miliardo. La richiesta per il parlamentare del Nuovo centrodestra

Spreco di denaro pubblico, assunzioni clientelari, bilanci falsificati (2011 e 2012), stipendi e consulenze d'oro, utilizzo di risorse tutt'altro che finalizzate alla cura dei malati. Tutto questo avrebbe portato, anno dopo anno, al crac della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza, ovvero alla bancarotta fraudolenta dell'omonima casa di cura per malati psichici con sedi a Bisceglie (Bat), Foggia e Potenza. Un buco da 500 milioni di euro, oltre 350 dei quali costituiti da debiti nei confronti dello Stato. L'ente è attualmente in amministrazione straordinaria.
Divina Provvidenza, il Procuratore: "Progetto criminoso in danno dei malati"


La Procura della Repubblica di Trani ha chiuso tre anni di indagini. Dieci le persone destinatarie di un'ordinanza di custodia cautelare (tre in carcere, sette ai domiciliari) firmata dal gip del tribunale Rossella Volpe. Nove gli arresti eseguiti dalla guardia di finanza di Bari, tra cui quelli di due suore della Congregazione ("iniziativa cautelare sorprendente", l'ha definita il loro avvocato Francesco Paolo Sisto): suor Marcella Cesa e suor Assunta Pulzello. In carcere sono finiti Dario Rizzi, 64 anni, ex direttore generale della Divina Provvidenza; Antonio Battiante, 43 anni, ex direttore generale e amministratore di fatto dal 2010, e Rocco Di Terlizzi, anche lui amministratore di fatto ma dal luglio 2009.

Ai domiciliari, insieme con le due religiose, sono andati Angelo Belsito, 68 anni, amministratore di fatto dal luglio 2009; Antonio Damascelli, 67 anni, consulente fiscale; Adriana Vasiljevic, 29 anni, e Augusto Toscani, 69 anni, collaboratori dell'ente ecclesiastico. La decima persona è il senatore Antonio Azzollini (Ncd), già sindaco di Molfetta e presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama. Nei suoi confronti è stata depositata a Roma una richiesta di arresto ai domiciliari che nelle prossime ore finirà sul tavolo della giunta per le immunità, chiamata a dare l'ok o a respingerla.

Oltre alle due religiose (una, rappresentante legale pro tempore della Congregazione, e l'altra economa), sono finiti agli arresti un ex direttore generale, amministratori di fatto, consulenti e dipendenti dello stesso ente. Gli indagati sono in tutto 25, compresi gli arrestati: a 12 di loro la Procura contesta l'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più reati. Tra questi c'è Azzollini, ritenuto uno dei capi ma non tra i promotori del presunto "gruppo di malaffare", come lo hanno definito gli inquirenti, accusato anche di corruzione per induzione e concorso in bancarotta fraudolenta. Fra gli indagati per quest'ultimo reato compare anche il deputato foggiano Raffaele Di Gioia (Psi-Gruppo Misto), per un episodio di elargizioni in denaro da parte dell'ente alla figlia Silvia (anche lei indagata), dipendente in uscita, mentre si disponevano piani di licenziamento per oltre mille persone.
Militari della guardia di finanza di Bari hanno eseguito dieci arresti, tre in carcere e sette ai domiciliari, nei confronti di persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e altri reati per il crac delle case di cura Divina Provvidenza, a Bisceglie, con sedi anche a Potenza e Foggia. Tra i destinatari del provvedimento di arresto (ai domiciliari) c'è il senatore Antonio Azzollini (Ncd), presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama: la richiesta è già stata notificata in parlamento. Ai domiciliari anche due suore che gestivano l'ente ecclesiastico: suor Marcella Cesa e suor Assunta Pulzello rispondono a vario titolo di associazione per delinquere e bancarotta fraudolenta.
Anche un altro parlamentare, il deputato Raffaele Di Gioia (Psi-Gruppo misto), è fra gli indagati. In carcere sono finiti Dario Rizzi, 64 anni, ex direttore generale della Divina Provvidenza; Antonio Battiante, 43 anni, ex direttore generale e amministratore di fatto dal 2010, e Rocco Di Terlizzi, anche lui amministratore di fatto ma dal luglio 2009. Ai domiciliari, insieme con le due religiose, sono andati Angelo Belsito, 68 anni, amministratore di fatto dal luglio 2009; Antonio Damascelli, 67 anni, consulente fiscale; Adriana Vasiljevic, 29 anni, e Augusto Toscani, 69 anni, collaboratori dell'ente ecclesiastico.
Divina Provvidenza, il procuratore: "Progetto criminoso in danno dei malati"
 Il senatore Azzollini è coinvolto anche in un'inchiesta sul porto di Molfetta, ma per la richiesta che riguardava l'utilizzo delle intercettazioni il Senato negò l'autorizzazione anche con i voti del Pd. "Mi difenderò come sempre nel processo e nelle aule parlamentari per la parte che riguarda queste", si è limitato a commentare. Quanto ai verbali, invece, Azzollini avrebbe detto alle suore della Divina Provvidenza facendo irruzione nella Casa: "Da oggi in poi comando io, se no...". La frase, riferita da presenti, è nell'ordinanza di arresto: episodio "intimidatorio", dice il gip, che "inaugura la stagione del potere azzolliniano".
Tra i 25 indagati potrebbero figurare, oltre alle due religiose arrestate, anche un paio di alti prelati. Sequestrati, nel corso dell'inchiesta, 32 milioni di euro e un immobile destinato a clinica privata a Guidonia (Roma) appartenente all'ente ecclesiastico, in realtà fittizio. Alle indagini, effettuate dalla Guardia di finanza di Bari con l'ausilio della Procura e dei carabinieri del Nas di Foggia, ha fornito una collaborazione definita "preziosa" lo Ior del nuovo corso, rispondendo alle richieste di rogatorie internazionali arrivate dalla Procura di Trani.
Così come "un pesante atto di accusa nei confronti di coloro che si sono avvicendati alla guida dell'ente a partire dalla fine degli anni Novanta" è arrivato dalle relazioni dell'attuale amministratore straordinario dell'ente, Bartolomeo Cozzoli.. "Non è in discussione la struttura sanitaria, che è di eccellenza" ha detto il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, fornendo rassicurazioni sul destino lavorativo dei 1600 circa dipendenti della 'Divina Provvidenza'. Ma dietro l'angolo potrebbero esserci presto altre novità. L'inchiesta sull'ente ecclesiastico è figlia di un'altra indagine su una presunta truffa al Servizio sanitario nazionale che potrebbe chiudersi a breve riguardante la regolarità dei ricoveri nelle strutture della Casa di cura.

mercoledì 5 agosto 2015

PASSACARTE A CHI? - IL TRIBUNALE DEL RIESAME DI BARI CASTIGA LA SPOCCHIA DI RENZI E CONFERMA L’IMPIANTO ACCUSATORIO DELLA PROCURA DI TRANI CONTRO AZZOLLINI: “ERA IL DOMINUS DI UN’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA A DILAPIDARE LE SOSTANZE DELLA ‘DIVINA PROVVIDENZA’”

Scrive il collegio: “La presenza di tutti i soggetti, riconducibili al senatore Azzollini, fornisce il dato oggettivo della “presa di potere” da parte di quest’ultimo e dell’articolazione dell’associazione per delinquere”…


Il senatore Antonio Azzollini era «il dominus di un apparato sicuramente inquinato e finalizzato a dilapidare le sostanze della Congregazione della Divina Provvidenza». Il Senato ha negato l’autorizzazione all’arresto anche perché, come ha tenuto a sottolineare il presidente del Consiglio Matteo Renzi «non siamo i passacarte delle procure».

Ma il tribunale del Riesame di Bari — chiamato a pronunciarsi sul ricorso del coindagato Antonio Battiante — conferma l’impostazione dell’accusa, già accolta dal giudice. E giudica in maniera pesante l’operato del politico, finito sotto inchiesta per associazione per delinquere e bancarotta per aver «svuotato» le casse dell’Ente, dopo aver — come era scritto nella richiesta di cattura — «fatto approvare leggi per far ottenere sgravi fiscali, nella sua veste di presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama».

Scrive il collegio: «La presenza di tutti i soggetti (indagati ndr ), tutti certamente riconducibili al senatore Azzollini, fornisce il dato oggettivo della “presa di potere” da parte di quest’ultimo e dell’articolazione dell’associazione per delinquere, quanto meno a far data dal suo “ingresso” a ben poco valendo la circostanza dell’assenza di elementi di prova della sussistenza del vincolo sin da epoche remote».

E ancora: «C’è piena convergenza di intenti che muoveva il senatore e la madre generale suor Cesa la quale non solo aspettava da un anno i nominativi per l’organo di Vigilanza ma che si augurava che Azzollini rimanesse al suo posto di presidente della commissione Bilancio perché ciò faceva “comodo” alla Congregazione: il riferimento alle iniziative legislative tese a consentire le esenzioni contributive e fiscali è del tutto evidente. Ulteriore elemento da cui si trae l’esistenza di un sodalizio dedito alle attività criminali sopra accennate si coglie dai criteri di scelta dei dipendenti da escludere dalle liste di mobilità».

Nella motivazione il Riesame sottolinea anche che «se il senatore Azzollini si fosse soltanto preoccupato di comprendere quale fosse il reale stato finanziario della Congregazione quale presupposto per le proprie iniziative politiche, onde valutare l’opportunità di proporre nuovamente benefici contributivi e fiscali che lo Stato riconosce ai cittadini che si trovano in difficoltà non a causa di una propria condotta, di certo avrebbe ottenuto il plauso generale». E invece «nulla di tutto ciò si è verificato».
Fonte

martedì 4 agosto 2015

PD, D'Alema avvisa Renzi: 'Il tuo governo cadrà, so perchè e per mano di chi'

dalla Redazione di TZE TZE


Gigi Rovelli, articolista di Blastingnews ci da in esclusiva alcune rivelazioni di D'Alema in merito al Premier: 


"Massimo D'Alema è tornato a parlare di Matteo Renzi e sappiamo bene come l'ex Presidente del Consiglio non risparmi nulla all'attuale capo del governo. In fatto di 'profezie' poi, se ne intende eccome: basti pensare all'estate del 2009 quando D'Alema predisse lo 'scossone' ai danni del governo Berlusconi, 'scossone' poi puntualmente arrivato con lo scandalo della escort Patrizia D'Addario. 
Nel corso di un'intervista pubblicata dal quotidiano 'Il Foglio', l'ex segretario PD afferma che Matteo Renzi non cadrà per mano delle minoranze ribelli, per sgambetti parlamentari o, peggio ancora, per complotti orditi dall'opposizione. No, niente di tutto questo. Il governo Renzi cadrà per mano dei giudici. 
D'Alema a Renzi: 'Saranno i PM a farti cadere' In effetti, i segnali ostili lanciati dai PM all'indirizzo dell'attuale premier non sono di certo mancati negli ultimi tempi. Non è piaciuta certamente la libertà di coscienza che il Partito Democratico ha concesso ai suoi senatori in merito al caso Azzollini, ma ci sono altri 'casi' che potrebbero diventare dei veri e propri 'boomerang' per l'ex sindaco di Firenze: ci riferiamo alla vicenda della CPL Concordia e delle Coop del golfo di Napoli, oppure al famoso TFR incassato da Renzi (48mila euro lordi) pagato dai contributi versati dai fiorentini o ancora al decreto approvato lo scorso 23 giugno che modifica la legge sulla bancarotta e che piace così tanto alle banche. Mafia Capitale e Cara Mineo: lo scandalo che provocherà il terremoto politico? La goccia che potrebbe far traboccare il vaso, però, potrebbero essere le dichiarazioni rilasciate da Luca Odevaine nel corso degli interrogatori per lo scandalo 'Mafia Capitale'. 
L'ex componente del Ministero dell'Interno starebbe collaborando con i magistrati in merito al caso relativo al Centro di accoglienza immigrati di Mineo (CT). 
Del resto, lo scorso mese di marzo, Salvatore Buzzi, colui che viene considerato il vertice finanziario di 'Mafia Capitale' ebbe a dire: 'Sul Cara di Mineo casca il governo'. Le rivelazioni che potrebbero emergere dall'inchiesta potrebbero essere talmente clamorose da provocare un vero e proprio terremoto politico. 

domenica 2 agosto 2015

Il delirio delle parole del Presidente del Consiglio

Le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio sul voto espresso dal suo PD che ha negato l'arresto di Azzollini sono di una gravità istituzionale senza precedenti. Affermare, infatti, che "non siamo passacarte delle Procure e dei PM" e di "non essere al bar dello sport" evidenza una distorta visione del ruolo e delle competenze istituzionali. E' come se un semplice Segretario di Partito, nominato d'ufficio come Presidente del Consiglio e senza neanche essere stato eletto, si sentisse legittimato ad ingerire così pesantemente in sfere di competenze non proprie, attaccando e denigrando la Magistraturaannullando il ruolo della Giunta per le immunità del Senato e sminuendo la funzione del Senato stessoUn pesante attacco agli equilibri democratici e all'autonomia ed indipendenza degli organi costituzionali, finalizzati a giustificare l'ingiustificabile, ovvero: il voto contrario dei senatori del suo PD alla richiesta di arresto di un personaggio che sia per la Procura di Trani, sia per il Tribunale del riesame di Bari e sia per la Giunta per l'immunità parlamentare andava immediatamente arrestato per i reati di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta e danno a carico dello Stato di oltre 500 milioni di euro. Giudizio frutto di una scrupolosa attività di indagine, attraverso l'acquisizione e la valutazione delle prove da parte di tanti uomini al servizio dello Stato, che in un attimo sono stati pubblicamente derisi dalle scellerate parole del Presidente del Consiglio.Tra i quali tutti coloro dello stesso PD che solo qualche giorno fa avevano votato definitivamente (nella Giunta per l'immunità al Senato) a favore della concessione dell'arresto per Azzollini. Il Presidente del Consiglio, dunque, anziché limitarsi solo ed esclusivamente all'esecuzione di politiche tese a risolvere i drammatici problemi economici e sociali del nostro Paese, per le quali non v'e' traccia, come richiederebbe il suo incarico, sconfina in campi non di sua competenza mettendosi quasi dalla parte di "corrotti e indagati" e criticando, invece, "giudici, magistrati e organi istituzionali". Rischiando di ledere, dunque, anche la credibilità di questi organi (autonomi e indipendenti) verso l'opinione pubblica. Questo è il disegno che lo rappresenta sempre più come un uomo solo al potere e disposto a non ascoltare. Deciso, irresponsabilmente, a smantellare la Costituzione e a restare inerte davanti al fenomeno della corruzione. Tutto questo, mentre il Paese è appeso a un filo.

PER IL "ROTTAMATORE DELLA LEGALITA'" E' UN SEGNALE DI MATURITA' AVER SALVATO AZZOLLINI DALL'ARRESTO

di Alessandro DI BATTISTA



Per il "rottamatore della legalità" è un segnale di maturità aver salvato dall'arresto Azzollini, un senatore accusato di associazione a delinquere per le mazzette sul porto di Molfetta e di bancarotta fraudolenta per lo scandalo (500 milioni di euro spariti) della casa di cura Divina Provvidenza. Ma che bel partito il PD. Passato da Berlinguer a Buzzi e Carminati!

P.S. Ho appena ascoltato in consiglio comunale il sottosegretario De Vincenti fare promesse su promesse ai parenti delle vittime della strage di Bologna. Ha promesso trasparenza, risarcimenti e l'istituzione definitiva del reato di depistaggio. Sulla trasparenza è poco credibile (De Vincenti deve fare ancora chiarezza sul suo coinvolgimento nella centrale assassina TirrenoPower). Inoltre noto tristemente che la priorità del governo Renzi è la legge bavaglio, non il reato di depistaggio. Ad ogni modo il M5S farà pressione affinché il governo mantenga le promesse.

sabato 1 agosto 2015

#5giornia5stelle - 43^ puntata, 31 luglio 2015

QUESTA SETTIMANA E' ACCADUTO.......

Qui il VIDEO descrittivo di quanto accaduto in Parlamento

In questi ultimi scampoli di lavoro parlamentare, prima delle vacanze, il governo riesce addirittura ad attentare alla sanità pubblica. Barbara Lezzi e Paola Taverna, in aula al Senato, denunciano con forza i gravissimi tagli alla sanità, la macelleria sociale tra i cittadini impossibilitati a pagare, e la follia di far decidere ad un ministro quali saranno le prestazioni indispensabili e quali no.
Ma dalla Sicilia arriva una bella notizia, anzi una notizia che forse non ha precedenti nella storia: il M5S, con i soldi restituiti dai consiglieri siciliani, ha costruito una strada. Una strada che finalmente ha "ricucito" la Sicilia, la cui viabilità era stata spezzata dal crollo di un viadotto qualche mese fa, e che non poteva che chiamarsi... "Via dell'Onestà"! Ci raccontano l'evento i nostri Gianluca Rizzo, Azzurra Cancelleri, Claudia Mannino e Giancarlo Cancelleri (ARS Sicilia).
Intanto, i partiti trascorrono il tempo a salvare i loro accoliti dall'arresto. Stavolta è stato il turno di Antonio Azzollini, NCD, accusato addirittura di associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta. L'ex Presidente della Commissione Bilancio al Senato è stato salvato dalla galera da tutti i partiti incluso il PD, malgrado Barbara Lezzi e Michele Giarrusso abbiano fatto sentire in aula tutto lo sdegno del M5S.
Luigi Di Maio, Giovanni Endrizzi e Massimo Baroni chiedono ancora una volta di approvare la legge sulla pubblicità del gioco d'azzardo, che colpisce in particolare i minori, e sempre a proposito di bambini Manuela Serra ci illustra ilconvegno sull'autismo tenuto per confrontarci con associazioni, genitori, docenti, e a cui ha partecipato anche il giornalista Gianluca Nicoletti.
Il governo ha poi deciso che il CdA RAI sarà rinnovato con la legge Gasparri. Renzi, pochi mesi fa, aveva ovviamente affermato il contrario. Roberto Fico aveva proposto un percorso alternativo, basato su meritocrazia e curriculum, ma i partiti l'hanno bocciato. Vogliono proprio la lottizzazione.
Un video pirata arriva dalla Commissione Affari Costituzionali, dove Danilo Toninelli si è premurato che tutti i cittadini vedessero con i loro occhi com'è andata a finire la storia del finanziamento pubblico: i partiti, tutti d'accordo, se lo sono votato anche in barba alla legge.
Infine, dall'Emilia Romagna Giulia Gibertoni continua a combattere contro i danni delle trivellazioni al territorio e il rischio di sismi, mentre da Bruxelles Eleonora Evi e Fabio Massimo Castaldo propongono la riforma dell'ICE, il complicato meccanismo con cui i cittadini possono proporre leggi. L'obiettivo del M5S è sempre semplificare e facilitare la democrazia.


5giornia5stelle va in onda anche su TeleAmbiente - visibile sul canale 78 del digitale terrestre a Roma, Pescara e Perugia e sul canale 218 a Milano - a questi orari: Lunedì 15:30, Martedì 03:30 - 9:30, Mercoledì 12:40 - 9:30, Giovedì 03:00 - 13:30, Venerdì 21:50, Sabato 20:00, Domenica 18:10

giovedì 30 luglio 2015

Il condannato Galan è pronto a incassare il vitalizio

30 luglio 2015.

Vitalizi, Galan conserva l’assegno nonostante la condanna definitiva

MAMMA DA GRANDE VOGLIO FARE IL POLITICO! Se vostro figlio vi guarda negli occhi e vi dice così: come biasimarlo? In questi ultimi giorni abbiamo imparato che un politico può tranquillamente fare quello che gli pare! Azzollini piscia in bocca alle suore, fa affari con la malavita ma gli amici fedeli del pd lo salvano a suon di pacche sulla spalla e finte lacrime di commozione. Ma Galan? Nulla, anche Galan alla fine della fiera, mentre l’Italia è presa a chiudere le valigie, se la cava con una condanna definitiva ma il vitalizio assicurato! Insomma in carcere ci finisci solo se sei uno sfigato e un povero! Il politico no: ficcatevelo in testa!

Il Fatto Quotidiano.it – Ha patteggiato 2 anni e dieci mesi per corruzione, pena confermata dalla Cassazione, è ancora ai domiciliari ma riceverà comunque il vitalizio dopo la lunghissima esperienza da amministratore regionale. Il buen ritiro di Giancarlo Galan, ex governatore del Veneto e attuale deputato di Forza Italia (con annesso stipendio), sarà lautamente finanziato dallo Stato nonostante la condanna definitiva rimediata dopo il coinvolgimento nell’inchiesta sulle tangenti per il Mose. Poco importa, infatti, che in ben tre gradi di giudizio si sia provato come Galan debba restituire 2,6 milioni di euro alla collettività: quella pena infatti è troppo breve per trasformarsi in una mannaia sul vitalizio dell’ex governatore (…) Ecco quindi che gli servizio affari legislativi del consiglio regionale Veneto si è trovato costretto a scrivere, nel parere chiesto dal presidente Roberto Ciambetti, che “non potrà non verificarsi, da parte della struttura regionale incaricata della loro esecuzione il sussistere delle condizioni per la materiale corresponsione delle diverse componenti del trattamento indennitario differito”. Cioè la Regione deve pagare Galan, che in caso contrario gli può anche fare causa, continua a leggere…

‪#‎M5S UNA DOMANDA SOLA RIVOLTA A QUALSIASI GENITORE ITALIANO:
chiedo sinceramente a tutti gli italiani di qualsiasi colore politico: ma quando avete scelto la scuola dei vostri figli, oppure la babysitter, o magari qualcuno che avesse il compito di accompagnare la crescita dei vostri bambini, quali criteri avete individuato per fare la scelta migliore? Rispondetevi da soli.
E adesso vi chiedo: ma siete contenti di sapere che chi si deve occupare della sicurezza dei vostri bambini, del fatto che non gli cada un pezzo di soffitto in testa a scuola oppure chi si deve occupare di trovare il modo migliore per selezionare degli insegnanti capaci e dei percorsi di studio che facciano diventare i VOSTRI bambini degli uomini sani e onesti sono persone come
  • SOTTOSEGRETARIO ALL’ISTRUZIONE DAVIDE FARAONE (PD) INDAGATO PER PECULATO (e non dico altro perché ci sono fior di servizi di Striscia la notizia su di lui)
  • PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CULTURA: GIANCARLO GALAN (FI) oggi addirittura agli arresti domiciliari?


Ma quando avete votato PD o FI, magari perché “conoscevate un politico locale” o per avere 50€, vi siete posti questi problemi? O credete che questa non sia la realtà? Che dico questo solo perché appartengo al M5S?

"Avete salvato il senatore che piscia in bocca alle suore"!

30 luglio 2015




Maria Edera Spadoni (M5S) – Il PD salva dall’arresto il senatore Azzolini (Ncd) “Come può una maggioranza che ha deciso proprio in questo momento, dall’altra parte del Parlamento, di votare NO all’arresto del senatore Azzolini, che è stato indagato per bancarotta fraudolenta, che nelle intercettazioni diceva da oggi in poi comando io se no vi piscio in bocca! Questo è quello che diceva il Senatore Azzolini alle suore della Divina Provvidenza! 
Fonte

AZZOLLINI salvo, ovvero come il Potere piscia in bocca agli elettori

da... il Fatto Quotidiano di Peter Gomez - 29 luglio 2015


Antonio Azzollini è salvo. Più della metà dei senatori del Pd, dopo il via libera del capogruppo Luigi Zanda, ha votato secondo coscienza. Molti di loro però una coscienza non l’hanno mai avuta. Altri invece se la sono venduta nel frattempo. Così dal Senato della Repubblica arriva un messaggio chiaro: Azzollini è un perseguitato da tutta la magistratura. Non solo dai Pm o dal gip di Trani. Ce l’hanno con lui pure i giudici del tribunale del riesame di Bari che il 2 luglio hanno confermato l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti.
Ovviamente la verità è un’altra. Il fumus persecutionis non c’è. Ma Azzollini è un potente esponente del Ncd, partito indispensabile alla sopravvivenza della maggioranza. E soprattutto ha presieduto per dodici anni la commissione Bilancio del Senato, un organismo che filtra le leggi spesa e che da sempre è il luogo in cui avvengono scambi di ogni tipo. Se i parlamentari vogliono finanziare una strada, un’opera pubblica, un ente del proprio collegio elettorale o in in qualche modo utile ai propri accoliti, devono passare da lì.
Questa è l’origine del suo potere. E in questo modo si spiega pure la sua arroganza. Emersa nell’inchiesta sul porto di Molfetta (uno maxi-truffa da 170 milioni di euro, per cui il Senato ha già negato l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche) durante la quale più testimoni hanno parlato di presunte pressioni e minacce rivolte da Azzolini a funzionari pubblici per spingerli a non collaborare con gli investigatori. E diventata di dominio pubblico quando, nell’indagine sul crac da 500 milioni di euro della Casa di Cura Divina Provvidenza di Bisceglie, altri due testi, hanno detto di averlo sentito pronunciare con una suora una frase destinata a entrare nella storia  del malaffare politico italiano: Da oggi in poi qui comando io, sennò vi piscio in bocca”.
Come molti ricorderanno, la religiosa, arrestata assieme ad altre 10 persone, davanti al gip si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Poi ha inviato un memoriale in cui nega di averlo sentito pronunciare la minaccia.
Non sta a noi (né al Parlamento) stabilire chi abbia ragione. Lo faranno i giudici. Sappiamo però che i testimoni hanno l’obbligo di dire la verità. Gli indagati no.
Sappiamo anche che con il voto pro Azzollini il Senato ha pisciato in bocca ai cittadini. A tutti quegli italiani che a bocca aperta speravano nella rottamazione di Matteo Renzi e che ora devono constatare come il suo Pd stia invece rottamando il proprio elettorato e quel poco di buono che ancora rimaneva della sua storia.
La truffa politica è evidente. L’11 giugno il presidente del partito, Matteo Orfini, dichiara: “Credo che di fronte a una richiesta del genere si debbano valutare le carte, ma mi pare che sia inevitabile votare a favore dell’arresto”. Mancano tre giorni ai ballottaggi  delle comunali, apparire morbidi non conviene. La giunta per le immunità dà così il via a una lunga istruttoria. Legge le carte, convoca Azzollini, il Pd vota per le manette. Si arriva al Senato dove i documenti processuali non li ha visti quasi nessuno. Il capogruppo Zanda, però manda una lettera ai propri senatori con cui lascia a tutti la libertà di coscienza.

I vertici del partito non dicono una parola. Sanno che il voto è segreto. Che il risultato è scontato. Ma stanno zitti. Poi, a salvataggio compiuto, interviene il vice-segretario Dem, Debora Serracchiani, che dice: Sono arrabbiata. Credo che abbiamo commesso un errore. Se fossi stato senatore avrei votato sì.


Dalla pisciata in bocca, si passa a quella in testa. Se non fosse luglio ci direbbero che piove.