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sabato 26 dicembre 2015

Un'altra vittima dell'uranio impoverito. 44 anni, lascia una moglie e una figlia di un anno

Il Maresciallo Gianluca Denise, 44 anni
Tra le mie preghiere di questo Natale ce n'è sicuramente una per il maresciallo dell'Aeronautica Gianluca Danise, morto martedì scorso all'età di 44 anni. Gianluca aveva un tumore causato dall'uranio impoverito con cui era entrato in contatto durante le sue missioni militari: è la 321esima vittima tra i nostri servitori dello Stato. 
Gianluca aveva partecipato a numerose missioni internazionali come Kosovo, Iraq e Afghanistan. Faceva parte dei corpi speciali e il 13 novembre 2003, in occasione dell'attacco alla nostra base, era a Nassiriya dove ha saputo ricomporre - a 40 gradi all'ombra - i resti dei suoi colleghi, evitando che le bare fossero riempite di pesi.
A Gianluca e alla sua famiglia lo Stato non ha riconosciuto praticamente nulla. Io e Gianluca Rizzo abbiamo provato a sbloccare la sua situazione con alcuni interventi istitu-zionali http://goo.gl/7X1SfQ.
Nell'estate del 2014 anche il Ministro della Difesa Pinotti in persona ha telefonato a Gianluca, promettendo un intervento, ma si è rivelato un bluff. Sarebbe bastata una telefonata tra Boeri e Pinotti per riconoscergli una pensione dignitosa. Ma si è preferito insabbiare tutto, così da non accendere i riflettori sugli effetti devastanti prodotti dalle armi delle industrie belliche. 
L'uranio impoverito è lo scarto della produzione di energia nucleare. Viene utilizzato per costruire le bombe perché costa poco ed è pesante: gli ordigni uccidono e devastano meglio. Se ciò è accaduto ai nostri soldati che hanno vissuto alcuni mesi a contatto con questo metallo, provate a pensare cosa sta succedendo ai civili che abitano da dieci o venti anni nei territori colpiti da quei bombardamenti. Si stima che l'incidenza dei tumori aumenti del 700 per cento. Ovviamente a noi non dicono nulla: abbiamo un Governo che sostiene le industrie belliche, certamente non i nostri uomini in divisa. 
Gianluca lascia una giovane moglie e una figlia di un anno. È l'ennesima vittima di un meccanismo assurdo e mortifero.
Bisogna fermarlo: tra uccidere e morire c'è una terza via. Vivere.
Non ci fermeremo finché ai familiari di Gianluca e dei suoi colleghi - a cui lo Stato ha riservato questo trattamento - non verrà garantita un'esistenza dignitosa.
Ciao Gianluca, che la terra ti sia lieve.

Contributo personale all'articolo: L'ebetino fiorentino dovrebbe prima conoscere i valori e i sacrifici a cui va incontro il personale che indossa una uniforme mimetica come quella che lui sfoggia con spavalderia in occasione delle sue "gite" nei Teatri Operativi. Lui, che non ha nemmeno fatto il militare, non merita di indossare una uniforme ne tanto meno di respirare l'aria dei luoghi dove, ogni giorno, Servitori dello Stato rischiano la propria vita con estremo sacrificio e disprezzo del pericolo.
Fabio ANGELETTI

martedì 17 novembre 2015

Ma cosa ci stiamo mettendo in testa?

Fabio Angeletti
La guerra non ha mai risolto nulla, ovvero, ha riempito solo le tasche di chi costruisce, vende e traffica in armi. Fare la guerra ad un paese o ad un altro ci espone maggiormente a ritorsioni e questo, credetemi, non ce lo possiamo permettere. I nostri "padri", che di conflitti mondiali, di povertà, di miseria hanno avuto modo di toccarla con mano, presero la giusta decisione di inserire nella Carta Costituente il disprezzo per la guerra. Allora cosa possiamo fare? Come possiamo difenderci da uno "Stato" che come obiettivo si è prefissato quello di far convertire all'ISLAM l'intera Europa pena la morte? Io agirei in questi termini:
1) rivedere il nostro ruolo all'interno della NATO;
2) ritirerei i nostri soldati da tutti i teatri operativi (Balcani, Libano e Afghanistan);
3) cesserei di avere rapporti commerciali (vendita di armi) con i paesi del medio oriente e, comunque, con tutti quei paesi in "odore" di rapporti con terroristi;
4) investirei in sicurezza: più soldi alle forze di polizia e all'intelligence;
5) abbandonerei l'idea di chiudere le frontiere, servirebbe solo a fomentare ancora di più gli animi dei fondamentalisti, ma procederei ad un profondo censimento di tutti gli extracomunitari presenti nel nostro territorio memorizzando in un database anche le loro impronte digitali. Se per questo occorre modificare o fare una legge.... abbiamo visto che in due/tre settimane si può fare di tutto.

Il nostro Paese non ha bisogno di nessuno. Siamo di gran lunga autosufficienti, e questo all'economia mondiale rode di parecchio. Vogliono strozzare la nostra bella Italia: hanno iniziato con le quote latte e finiranno per farci mandare giù il boccone amaro del TTIP. 

Noi non siamo l'America (per fortuna), non siamo ne poliziotti e ne sceriffi del mondo e.... non ci obbliga nessuno ad andare dove vanno gli altri (la storia ci ha insegnato che facendo così ci facciamo solo del male). Abbiamo un Paese che è stupendo, è invidiato da tutti, perchè non impariamo (e qui mi scappa la parolaccia... scusatemi) A FARCI UN PO' DI CXXXI nostri?
Fabio Angeletti