VIDEO 5 GIORNI A 5 STELLE

DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

Visualizzazione post con etichetta Ilva. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ilva. Mostra tutti i post

mercoledì 4 novembre 2015

ILVA DI TARANTO, PERCHÉ È SALTATA L'ISPEZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO?

Cosa si nasconde dentro l'Ilva di Taranto? La missione del Parlamento europeo - chiesta e ottenuta dal Movimento 5 Stelle Europa - è stata annullata senza un perché. La visita nello stabilimento siderurgico più grande d'Europa si doveva tenere dal 3 al 5 novembre ma tre europarlamentari hanno disdetto all'ultimo minuto la loro partecipazione e gli uffici del Parlamento europeo sono stati costretti a cancellare la missione.
PER COLPA DI CHI È STATA ANNULLATA LA VISITA?
La missione è stata annullata perché non partecipava un numero sufficiente di eurodeputati. Due dei tre che hanno disdetto all'ultimo minuto sono italiani e iscritti al Partito Democratico. Sono Massimo Paolucci, di Napoli, eletto nel collegio Italia Meridionale e Nicola Caputo, casertano, eletto anche lui nella circoscrizione meridionale, lo stesso della Puglia e di Taranto. Ma evidentemente del loro collegio non gliene importa molto se avevano altro da fare. Il terzo deputato europeo che ha disertato la visita è il danese John Dohrmann, iscritto all'Ecr, guarda caso lo stesso gruppo politico dell'ex Presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto.
MAI MOLLARE!
I portavoce del Movimento 5 Stelle Europa - la tarantina Rosa D'Amato e Piernicola Pedicini che, da coordinatore in Commissione Ambiente e Sanità del gruppo Efdd, aveva proposto la missione - si sono presentati comunque davanti alla portineria dell'Ilva e hanno incontrato comitati, associazioni e sindacati. Inoltre, in una lettera avevano chiesto al Commissario straordinario, Corrado Carubba, di poter effettuare la visita nello stabilimento siderurgico, così come programmato. La risposta è stata negativa. DI COSA HANNO PAURA?
I SOSPETTI
Il sospetto è che dentro l'Ilva di Taranto nulla sia cambiato e che i gravi problemi di inquinamento denunciati dalla Commissione europea non siano stati mai risolti. La gestione è passata dalla famiglia Riva allo Stato italiano, ma le condizioni ambientali e dei lavoratori non sono migliorate. Altrimenti, perché tutti questi segreti? Perché non aprire lo stabilimento alla luce del sole?
Lo scorso 26 ottobre c'era stato l'ennesimo sversamento di materiale oleoso in mare. Sempre il 26 ottobre il Commissario Corrado Carrubba, durante un convegno del Partito Democratico, aveva affermato l'interesse dell'Ilva nella fornitura di tubi per il gasdotto internazionale che dalla frontiera greco-turca dovrebbe portare in Italia il gas estratto in Azerbaigian. Brutte notizie potrebbero nuocere all'immagine dell'Ilva e far perdere la commessa. Hanno paura di fare vedere i reparti che sono insicuri (l'ultimo incidente - il cedimento di un nastro trasportatore - è avvenuto venerdì scorso), hanno paura di far vedere i conti economici, un buco da 50 milioni al mese coperto grazie alla Legge di Stabilità che ha concesso una garanzia statale da 800 milioni di euro. Hanno paura della verità, mentre ci sono 47 imputati che aspettano l'inizio del processo sul disastro ambientale all'Ilva. Il conto dei danni chiesti agli imputati supera i 30 miliardi di euro. Qualcuno deve pagare. 

giovedì 6 agosto 2015

Video pirata: le gravi offese del Ministro Boschi


5 agosto 2015.
VERGOGNA IN AULA: “Il Ministro Boschi, chiedendo la Fiducia, afferma a gran voce che il mantenimento dell’operatività dell’Ilva è una priorità irrinunicabile! Diamole un caschetto e mandiamola all’altoforno!”, Maurizio Buccarella M5S
Ascoltate con attenzione le parole pronunciate dal Ministro: “Per noi è un problema se chiude l’Ilva di Taranto!”, i Cinque Stelle urlano: “Per i cittadini di Taranto è un problema, per la loro salute! Non è un problema del M5S ma per le persone che si ammalano!”

mercoledì 5 agosto 2015

"Stiamo combattendo in aula per tagliare gli stipendi dei parlamentari"


Dicono che gli servono i soldi per fare politica sul territorio. Dicono che 10.000 euro al mese non gli bastano. Dicono che anche loro restituiscono migliaia di euro al mese (ma non ai cittadini, li danno ai partiti). Dicono che il M5S proponendo il taglio degli stipendi fa demagogia. Appena provi a toccargli i soldi impazziscono. Li avessi mai visti così “attivi” quando si parla di disoccupazione, dei morti dell'ILVA, della Terra dei Fuochi. No, si scaldano quando proviamo a tagliargli gli stipendi.
La verità è che il M5S, anche senza una legge, si taglia gli stipendi. Finanzia piccole e medie imprese, crea posti di lavoro. E in Sicilia noi con i soldi dei nostri portafogli costruiamo strade, loro con i soldi delle strade riempioni i loro portafogli.
DIFFONDIAMO QUESTI INTERVENTI, è il solo modo per far capire ai cittadini chi sta davvero dalla loro parte!


lunedì 3 agosto 2015

Caso Azzollini, si dimette presidente Pd Puglia: “Non è più il mio partito: ha cambiato pelle”

L'ex coordinatrice: "Troppe scelte di governo mai discusse con i dirigenti territoriali: scuola, jobs act, riforma del Senato, legge elettorale". Poi sul no del Parlamento alla richiesta di arresto per l'ex presidente della commissione Bilancio: "La modificazione genetica dem è ormai conclamata: io penso che non ci siano più anticorpi sufficienti per riportare il movimento alle sue ragioni fondative"
“Non sento più mio il Partito Democrtico”. Per questo motivo Annarita Lemma si è dimessa dalla presidenza Pd della regione Puglia. Lemma ha spiegato così le ragioni: “E’ un partito che ha mutato la propria pelle. L’ex coordinatrice sottolinea di “dissentire su troppe scelte di governo mai discusse con i dirigenti territoriali: scuola, jobs act, riforma del Senato, legge elettorale”. Ma la goccia a far traboccare il vaso è stata il caso Azzollini, senatore di Ncd accusato di bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere nell’inchiesta sul crac della casa di cura Divina Provvidenza. Palazzo Madama, coi voti anche dei dem ha infatti respinto la richiesta d’arresto avanzata dalla procura di Trani: un fatto che secondo l’insegnante dimostra come “la modificazione genetica del Pd è ormai conclamata: io penso che non ci siano più anticorpi sufficienti per riportare il partito alle sue ragioni fondative”. E l’ex presidente Pd non ha risparmiato critiche anche sull’ipotesi di nuovi accordi di Governo con l’ex Coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini: “Si tratta di una maggioranza parlamentare che vede il Pd sempre più garantito da componenti di centrodestra organiche o in puntuale sostegno all’azione legislativa di un governo nato in barba a qualsiasi minima regola di rappresentanza democratica”. Mentre sulle “scelte locali”, Lemma ha stigmatizzato “il caso Ilva“, definendolo “una vicenda gestita in modo incoerente, conflittuale e verticistico“. Per lo stabilimento da consigliera regionale era stata prima firmataria di una proposta di legge sull’endometriosi dopo la proposta giunta proprio dalle donne tarantine di Taranto Lider. La proposta, la seconda in Italia dopo il Friuli, venne approvata dal consiglio pugliese nel 2014 con il voto bipartisanLa scelta dell’insegnante è giunta anche dopo le ultime elezioni regionali in Puglia, in cui non è stata rieletta consigliere regionale. Secondo Lemma, “vissute in un contesto Pd ostile: i circoli territoriali mi hanno ostacolata impedendomi di incontrare tesserati ed attivisti, forse perché in molti casi inesistenti. Ho sempre pensato che le battaglie andassero condotte dall’interno”, ha aggiunto la presidente, ma “forse in questo Pd illudersi è stato un errore“.