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DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

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giovedì 24 settembre 2015

I 5Stelle in procura: “Denis compra deputati”

L’Esposto Di Battista: “È in corso il più ampio processo
di trasmigrazione della legislatura”. Ieri altri cambi-casacca


Alessandro Di Battista
Secondo i Cinque Stelle, ci sono tutti gli estremi per un esposto in Procura. La ragione, spiegano, è la campagna acquisti di Renzi e dei suoi nuovi alleati in Parlamento, quelli che fanno capo a Denis Verdini. Il più arrabbiato è Alessandro Di Battista, che concede il suo sfogo ieri all’Huffington Post: “Ho appena parlato col nostro capogruppo al Senato – dice il deputato romano –e ci sono tutti gli estremi per denunciare la compravendita che si sta verificando. Nelle prossime ore Gianluca Castaldi andrà in procura”.
DIETRO questi spostamenti, come racconta la cronaca parlamentare di questi giorni e come ribadisce il parlamentare del direttorio grillino, c’è la regia dell’altro toscano entrato ormai in pianta stabile nella maggioranza renziana: Denis Verdini. Per Di Battista “è il più ampio processo di trasmigrazione di questa legislatura. Solo oggi alla Camera sono passati altri tre parlamentari dall’opposizione alla maggioranza, insieme a Verdini. In tutto siamo già a 7. È un fenomeno su cui è lecito avere il sospetto che non si tratti di casi di coscienza”. Coscienza o meno, la migrazione a cui si riferisce Di Battista ha permesso ai verdiniani di formare una componente all’interno del gruppo misto anche alla Camera, dopo quello già battezzato a Palazzo Madama al momento della scissione da Forza Italia. I transfughi di Denis a Montecitorio in verità sono addirittura nove: Amoroso, Auricchi, Abrignani, D’Alessandro, Faenzi, Galati, Mottola, Parisi e l’ex ministro Francesco Saverio Romano. Appoggiandosi a tre deputati eletti all’estero, hanno raggiunto e superato la fatidica quota dieci necessaria a formare il gruppo: ieri è stata ufficializzata la nascita di “Ala Maie”.

Denis Verdini
L’EMORR AGIA del partito di Berlusconi coincide con il distacco e il silenzio dell’ex Cavaliere, apparentemente rassegnato alla diaspora azzurra, specialmente ora che l’accordo ritrovato all’interno del Partito democratico rende meno decisivo il soccorso dei verdiniani alla maggioranza in Senato. Prima della “mediazione” sul presunto listino che garantirebbe una forma di elettività degli inquilini di Palazzo Madama, i dissidenti dem erano 28, ne sono rimasti al massimo 3. Gli undici senatori di Ala, insomma, faranno comodo ma non sono più decisivi. Proprio ieri la loro pattugli è stata rinforzata dall’ennesimo cambio di casacca: l’ultimo acquisto si chiama Peppe Ruvolo, ex berlusconiano che aveva già lasciato Forza Italia per aderire a Gal. Insieme ad Amoroso e Auricchio ha firmato un documento in cui si sancisce la fine della “spinta riformatrice e la vocazione popolare e liberale di Forza Italia”.
Paride Amoroso
Altissime motivazioni ideali e politiche, altro che compravendita. Non secondo Di Battista, implacabile: “Spetterà ai giudici indagare quali reati ci sono alla base di queste repentine conversioni. Certo è che il dato politico è allucinante: per essere del tutto identici a Forza Italia dei bei tempi al Partito democratico manca solo un processo per compravendita di senatori”.

lunedì 3 agosto 2015

Caso Azzollini, si dimette presidente Pd Puglia: “Non è più il mio partito: ha cambiato pelle”

L'ex coordinatrice: "Troppe scelte di governo mai discusse con i dirigenti territoriali: scuola, jobs act, riforma del Senato, legge elettorale". Poi sul no del Parlamento alla richiesta di arresto per l'ex presidente della commissione Bilancio: "La modificazione genetica dem è ormai conclamata: io penso che non ci siano più anticorpi sufficienti per riportare il movimento alle sue ragioni fondative"
“Non sento più mio il Partito Democrtico”. Per questo motivo Annarita Lemma si è dimessa dalla presidenza Pd della regione Puglia. Lemma ha spiegato così le ragioni: “E’ un partito che ha mutato la propria pelle. L’ex coordinatrice sottolinea di “dissentire su troppe scelte di governo mai discusse con i dirigenti territoriali: scuola, jobs act, riforma del Senato, legge elettorale”. Ma la goccia a far traboccare il vaso è stata il caso Azzollini, senatore di Ncd accusato di bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere nell’inchiesta sul crac della casa di cura Divina Provvidenza. Palazzo Madama, coi voti anche dei dem ha infatti respinto la richiesta d’arresto avanzata dalla procura di Trani: un fatto che secondo l’insegnante dimostra come “la modificazione genetica del Pd è ormai conclamata: io penso che non ci siano più anticorpi sufficienti per riportare il partito alle sue ragioni fondative”. E l’ex presidente Pd non ha risparmiato critiche anche sull’ipotesi di nuovi accordi di Governo con l’ex Coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini: “Si tratta di una maggioranza parlamentare che vede il Pd sempre più garantito da componenti di centrodestra organiche o in puntuale sostegno all’azione legislativa di un governo nato in barba a qualsiasi minima regola di rappresentanza democratica”. Mentre sulle “scelte locali”, Lemma ha stigmatizzato “il caso Ilva“, definendolo “una vicenda gestita in modo incoerente, conflittuale e verticistico“. Per lo stabilimento da consigliera regionale era stata prima firmataria di una proposta di legge sull’endometriosi dopo la proposta giunta proprio dalle donne tarantine di Taranto Lider. La proposta, la seconda in Italia dopo il Friuli, venne approvata dal consiglio pugliese nel 2014 con il voto bipartisanLa scelta dell’insegnante è giunta anche dopo le ultime elezioni regionali in Puglia, in cui non è stata rieletta consigliere regionale. Secondo Lemma, “vissute in un contesto Pd ostile: i circoli territoriali mi hanno ostacolata impedendomi di incontrare tesserati ed attivisti, forse perché in molti casi inesistenti. Ho sempre pensato che le battaglie andassero condotte dall’interno”, ha aggiunto la presidente, ma “forse in questo Pd illudersi è stato un errore“.