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DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

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mercoledì 20 gennaio 2016

Capuozzo, pure in antimafia: “Ero isolata, non ricattata”

Rosa Capuozzo in Commissione Antimafia
In commissione l’ex 5Stelle conferma la sua versione, ma dice: “Da luglio avevo chiesto l’espulsione di De Robbio”. Il Pd all’attacco: “Rispondano Fico e Di Maio
Si sentiva “isolata”. Pressata da quel consigliere che le “faceva il vuoto intorno”, che voleva imporle imprenditori e assessori. Quel Giovanni De Robbio di cui chiese l’espulsione più volte, già a luglio, e già a Roberto Fico. Eppure di fronte all’Antimafia il sindaco di Quarto Rosa Capuozzo lo giura: “Per me erano pressioni, non minacce: ho capito tutto con le intercettazioni”. Non aveva compreso di essere ricattata dal consigliere che voleva imporle di affidare il campo sportivo ad Alfonso Cesarano, imprenditore legato alla camorra. Anche se De Robbio le mostrò le foto della casa del marito, con un presunto abuso edilizio. Immagini finite a novembre sul Mattino. Non capiva, però voleva farlo cacciare “perché andava contro i principi del M5S”.
È sempre quello, il paradosso attorno a cui si muove l’ex 5Stelle Capuozzo, anche in commissione. L’audizione inizia in serata, ma il clima lo arroventano dalla mattina i dem. “Fico e Di Maio vanno convocati in Antimafia e Quarto va sciolta” twitta bellicoso Stefano Esposito. Gli altri accusano i 5Stelle di fuggire dai confronti in tv. Ma il M5S tace, intento a preparare la contromossa di domenica, quando i big andranno ad Arezzo, la città di Banca Etruria. Sarà una manifestazione con Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. E probabilmente Beppe Grillo, a cui tutto il M5S chiede di rimetterci la faccia. Intanto però è ancora Quarto. Con Rosa Capuozzo che arriva a Palazzo San Macuto poco prima delle 20, assieme all’assessore Donatella Alessi. È ressa di telecamere, e per farla entrare servono i carabinieri. Si parte con la presidente Rosy Bindi. “Le vicende di Quarto sono molto significative” sostiene. Quindi snocciola domande: “Se e quando ha avuto le percezione di essere vittima da parte di estorsione De Robbio”. Di seguito, “perché non ha ritenuto di denunciare subito?”, E poi: “Quali sono stati i rapporti con il suo ex Movimento?”. Capuozzo parla veloce, per coprire l’emozione: “Questi sette mesi di governo sono sembrati sette anni”. E racconta: “È partito tutto il 27 giugno, il giorno dopo la mia elezione, con la questione stadio”. A suo dire De Robbio, il più votato dei 5Stelle, è subito un problema . “Voleva farmi incontrare imprenditori privati per discutere della gestione dell’impianto. E io gli dissi subito di no”. Pressava il consigliere, “anche sulla nomina degli assessori e dei capisettore, che io non volevo legati al territorio. E allora io non lo nominai presidente del Consiglio comunale, spiegando che non aveva più la mia fiducia”. Soprattutto, “già a luglio chiesi la sua espulsione, in una riunione con Roberto Fico”. Ma non accadde nulla. Anche se Capuozzo si sentiva “isola ta, perché De Robbio mi faceva il vuoto intorno”. Eppure non si sentiva minacciata: “De Robbio mi sembrava più che altro un guascone”. A settembre il consigliere le mostra due foto della casa del marito, con il presunto abuso. “Sembra va preoccupato, ma io ero tranquilla” assicura. Eppure De Robbio gliele mostrò “due volte in dieci giorni”. Sostiene di aver cominciato a fiutare “che potevo denunciarlo” quan do le accennò a un funzionario che poteva cambiare versione sull’abuso. Dice di aver chiesto di nuovo la sua espulsione. Poi venne convocata dalla Dda di Napoli, “e lì ho cominciato a capire il disegno”. Ma mica tutto: “Mi sembravano pressioni politiche”. La svolta arriva tardi: “Solo con le intercettazioni sui giornali ho compreso”. Domande. Mirabelli sollecita la convocazione di Fico, e chiede: “Perché l’han - no espulsa dal M5S?”. Ma il più sferzante è il vicepresidente Claudio Fava: “Lei cambia versione sulla distinzione tra pressioni e minacce a seconda dell’interlocutore: dovevano venire con la pistola?”. Lei non arretra: “Non erano giuridicamente minacce, ho parlato di ricatto nei messaggi ma erano sfoghi”. Chiosa: “Mi hanno espulsa per un attacco mediatico, ma io non contesto, penso alla città”. Palla in tribuna.
Luca De Carolis

venerdì 8 gennaio 2016

LACRIME DI COCCO-GRILLO - A QUARTO VA IN SCENA IL MONDO ALLA ROVESCIA - CASO M5S-CAMORRA: SEDUTA CAOS, PROTESTE DEL PD, INTERVENTO DELLA POLIZIA E IL SINDACO GRILLINO PIANGE

Rosa Capuozzo e Roberto Fico
Un sindaco in lacrime. Una seduta di consiglio comunale infuocata, sospesa dopo l’intervento delle forze dell’ordine e ripresa un’ora dopo. Esponenti dell’opposizione invitati a abbassare i cartelli con la scritta “Dimissioni! Vergogna!”. A Quarto, in provincia di Napoli, va in scena la tragedia a 5 stelle. La bufera scatenata dall’inchiesta su camorra e politica che ha investito l’amministrazione comunale guidata dal sindaco grillino Rosa Capuozzo, non accenna a placarsi.
E del resto solo chi non capisce nulla di informazione, politica e giustizia poteva pensare che il “caso” si esaurisse in poche ore. Altro che: a Quarto il Movimento 5 Stelle rischia di impantanarsi, di vedere dissolta l’immagine del “Partito degli onesti”, trasformato in men che non si dica nella “Banda degli onesti”.
Rosa Capuozzo, Sindaco di Quarto
La seduta del consiglio comunale di questa mattina è stata caratterizzata dal caos. Esponenti e militanti del Pd, capitanati dalla europarlamentare renzianissima Pina Picierno, hanno presidiato la sala consiliare chiedendo le dimissioni del sindaco Rosa Capuozzo, non indagata ma finita politicamente nel tritacarne dell’indagine del pm della Dda di Napoli Henry John Woodcock. Cartelli, urla, proteste: i militanti del Pd allontanati dall’aula consiliare, quelli del M5S stretti intorno all’amministrazione. Il mondo alla rovescia.
Lei, Rosa Capuozzo, è sotto assedio: la storiaccia del coinvolgimento dell’ex consigliere comunale Giovanni De Robbio (espulso dal M5S e poi dimessosi) in un’inchiesta su camorra e politica è un’occasione troppo ghiotta perché gli avversari di Beppe Grillo, a partire dal Pd, non la utilizzino per attaccare frontalmente il M5S a tutti i livelli. 

Rosa Capuozzo, Sindaco di Quarto
“Grillo stesso - attacca Pina Picierno - ha ammesso che il voto a Quarto è stato inquinato dalla camorra come ha scritto ieri nel suo blog, aggiungendo poi che quei voti non sono stati determinanti. Come si possa sostenere tale tesi non lo so. In questi casi si va via. I grillini lascino che la democrazia venga riportata nel consiglio comunale di Quarto con nuove elezioni. L'unica via per confermare l'onestà di cui i grillini si sono fatti bandiera sono le dimissioni del sindaco a Quarto".
La tensione è altissima, e stamattina la Capuozzo è scoppiata in lacrime: “La lotta alla camorra è di tutti - ha detto commossa - e tutti dobbiamo combatterla. Se invece si lotta per altre questioni è strumentalizzazione, Questo deve essere chiaro ai cittadini di Quarto”. Ma la sensazione è che da questo paesone della provincia di Napoli l’incendio rischi di propagarsi a tutta l’Italia pentastellata.

Quarto - Rosa Capuozzo, Luigi Di Maio e Roberto Fico
L’incubo è l’arrivo a Quarto della commissione d’accesso e lo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata. E un Comune a guida 5 stelle sciolto per mafia sarebbe un colpo devastante per l’intero Movimento. Senza contare che tra i principali sponsor politici di Rosa Capuozzo c’è proprio Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera che Grillo vedrebbe come avversario di Matteo Renzi nella corsa a Palazzo Chigi.

Per evitare il peggio - secondo molti autorevoli esponenti dello stesso M5S - sarebbero necessarie le dimissioni della Capuozzo. Lei però non molla. Le opposizioni nemmeno. In vista ci sono le amministrative della prossima primavera: per il Movimento affrontare la campagna elettorale con la ferita-Quarto ancora aperta potrebbe essere devastante…