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DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

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mercoledì 10 febbraio 2016

Quarto, l’ultimo fortino Capuozzo ritira l’addio

Rosa Capuozzo e Francesco Barbato
La sindaca (ex) 5Stelle resta in sella con l’appoggio dei “civici” di centrodestra
Spenti i riflettori, allentata la morsa soffocante dei media, messi da parte le scomuniche di Beppe Grillo e il M5s ormai ostile, la sindaca di Quarto Rosa Capuozzo ha ritirato le dimissioni presentate il 21 gennaio. Tirerà avanti contro i partiti, tutti. Per evitare l’ennesimo commissariamento, che dal ’92 a Quarto non c’è amministrazione che non venga sciolta per crisi politica o infiltrazioni malavitose. “Ho ricevuto diverse richieste di ritirare le dimissioni, resto per difendere la mia città e portare avanti il programma”, il concentrato di un discorso privo di accenni alla camorra o all’inchiesta della Dda di Napoli sui foto-ricatti di Giovanni De Robbio che lei non ha denunciato e relativi a un presunto abuso edilizio di famiglia, e sul sostegno elettorale al suo ex consigliere di un ras delle pompe funebri vicino al clan Polverino.
Pazienza se la Capuozzo non ha più una maggioranza, distrutta dalle defezioni grilline. Pazienza se per navigare a vista dovrà contare sull’appoggio esterno delle liste civiche di centrodestra del rivale al ballottaggio Gabriele Di Criscio, azzurro spogliato della casacca di Forza Italia. Quel Di Criscio che, applaudendo la scelta della Capuozzo e promettendole il numero legale che la sindaca, col suo gruppo ridotto a otto consiglieri su 24 (ribattezzato “Coraggio Quarto”), non è in grado di assicurare, ha aggiunto che “Quarto è una città sana e senza camorra, sempre criminalizzata”. L’inchiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e del pm Henry John Woodcock racconta però una realtà diversa: appetiti poco limpidi sullo stadio comunale (che la Capuozzo, a dire il vero, ha respinto), un imprenditore capace di fare il bello e cattivo tempo nel settore del caro estinto a suon di minacce e schiaffi, un presunto accordo di ambienti vicini al clan per sostenere De Robbio in cambio di nomine e favori. “Fummo sciolti nel ’92 per camorra e poi dopo molti anni sono stati tutti prosciolti – dice Di Criscio – e il processo per i fatti del commissariamento del 2012 non so come andrà a finire. Noi non vogliamo il commissario e collaboreremo col sindaco nel modo che lei riterrà opportuno”. Gongolava anche un altro leader della minoranza, Giovanni Santoro: “Complimenti sindaco, si è realizzato il fallimento dei 5 Stelle e dei grandi partiti come teorizzo da tempo”. La Capuozzo ha cambiato idea poche ore prima della scadenza dei 20 giorni che avrebbero reso irrevocabili le dimissioni. Si è presentata alla stampa (ma non ha voluto domande) per spiegare questo passo affiancata dal sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione e dall’ex deputato (ex) Idv Francesco Barbato, uno che nella penultima legislatura ha conquistato notorietà incatenandosi davanti a Montecitorio per sostenere battaglie a difesa dei consumatori.
Un primo cittadino giovanissimo e di simpatie grilline, ma eletto da liste civiche movimentiste, e un politico in rotta coi partiti. Il filo conduttore della nuova avventura della Capuozzo: il civismo spinto all’estremo, i partiti visti come nemici del territorio, e così acquista un senso anche il recente incontro con Luigi de Magistris, altro sindaco ‘senza simbolo’ e in guerra con M5s e Pd. “Ora in consiglio a Quarto non esistono partiti – ha detto lei, ma solo consiglieri eletti dal popolo”. “Non ci sono nemmeno macchie politiche – ha aggiunto Barbato – l’ultima macchia politica era il partito di Grillo composto da tanti capitani Schettino che scappano davanti alle difficoltà”. “Su Quarto – ha tirato la sintesi Della Ragione – i partiti nazionali hanno condotto una loro battaglia fregandosene altamente del futuro di questa città e dei Campi Flegrei. I partiti scappano dai sindaci, volevano far dimettere Rosa che è parte lesa. Ma è il popolo che legittima i primi cittadini e non Roma”. Nei prossimi giorni la Capuozzo lavorerà alla sostituzione dei tre assessori dimissionari e dalla qualità delle nomine si capirà se saremo di fronte a un esperimento politico nuovo o a una pura scelta di sopravvivenza.

martedì 9 febbraio 2016

Il sindaco di Quarto Rosa Capuozzo ci ripensa: "Non mi dimetto"

Il Sindaco di Quarto (NA), Rosa Capuozzo
Il primo cittadino dà uno schiaffo al MoVimento 5 Stelle: "Difendo la mia città". E presenta la sua nuova giunta
Abbiamo scherzato. La notizia era già nell'aria ma ora è arrivata la conferma ufficiale. Il sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, rifila l'ennesimo "schiaffo" al MoVimento 5 Stelle e ritira le dimissioni presentate lo scorso 21 gennaio dopo che il comune era stato travolto da un'inchiesta su presunte infiltrazioni camorristiche. "Vado avanti - annuncia in una conferenza stampa - resto per difendere la mia città". Parole che ora aprono scenari imprevedibili. Capuozzo infatti non ha una maggioranza in grado di sostenere la sua nuova giunta. I numeri sono risicatissimi e per governare dovrà necessariamente contare sui voti delle opposizioni, comprese quelle di cetrodestra.
Ultimo giorno utile Quello di oggi era l'ultimo giorno utile, secondo quello che prevede la legge, per ritirare le dimissioni. E Capuozzo non ha tradito le aspettative: "In queste settimane ho ricevuto diverse richieste perché ritirassi le dimissioni. Perciò ho deciso di restare. Così difendo la mia città. Avevo preso la decisione di dimettermi anche in forza delle ripercussioni negative dovute all'assedio mediatico in cui era finita la città. Oggi invece ho deciso di restare, non per interessi personali, ma per scelte di principio. Dopo che si sono spenti i riflettori ho avuto la giusta prospettiva. Ho ricevuto inoltre tanti attestati di stima da parte dei cittadini. Dobbiamo riprendere un cammino interrotto da troppo tempo".
Un lungo tira e molla Eletta nella lista M5S, Capuozzo si era dimessa lo scorso gennaio dopo che il MoVimento l'aveva espulsa. Al centro del braccio di ferro la vicenda del consigliere Giovanni De Robbio, consigliere eletto con i grillini, e successivamente indagato dalla Dda di Napoli per presunte minacce rivolte proprio al sindaco. Privata dell'appoggio di sei consiglieri e tre assessori che avevano deciso di lasciare giunta e maggioranza Capuozzo non aveva avuto alternative. Ma presentando le dimissioni aveva attaccato: "Il M5S scappa davanti alla camorra". Spiegando inoltre che i vertici romani del MoVimento, su tutti il presidente della Commissione di Vigilanza Roberto Fico, sapevano perfettamente cosa stava accadendo a Quarto. Ora il clamoroso passo indietro che, c'è da giurarci, aprirà una nuova faida all'interno del M5S.
Fonte

giovedì 21 gennaio 2016

COMUNICATO STAMPA – Rosa Capuozzo, Sindaco di Quarto.

"Buongiorno a tutti. Mi dimetto dalla carica di Sindaco.
Il calcolo avrebbe voluto che questo avvenisse quando mi è stato chiesto dal direttorio, uscita in grande stile, molte polemiche in meno ed una ricandidatura tra gli applausi. A me non interessa tutto questo, faccio scelte di principio e non di convenienza. Scelta di convenienza che ha fatto il Movimento e che, in questo momento, alla luce delle mie dimissioni, si deve assumere, nei confronti di tutta la città di Quarto, la sua responsabilità.
Scelta dovuta al clamore mediatico, visto che la posizione del Movimento nei mie confronti è cambiata così tante volte durante i 15 giorni dallo scoppio del caso Quarto, senza che, in realtà sia cambiato nulla rispetto nella questione giudiziaria.
Prima gli 8 punti con cui si dimostra che i voti di De Robbio non sono decisivi e che possiamo continuare ad amministrare la città. Poi arriva il 6 gennaio e l'attacco mediatico. Io rimango ancora, e lo sono a tutt'oggi, parte lesa nell'indagine ma il direttorio, il 9 gennaio, mi comunica con una telefonata che devo dare le dimissioni.

A quel punto, chiedo un incontro perchè ritengo di avere pieno diritto che mi venga almeno detto di persona quanto deciso e perchè. L'incontro avviene il 10 gennaio, prima del fashmob indetto dai cittadini di Quarto. In quella sede, Roberto Fico, Luigi Di Maio e Carlo Sibilia, mi propongono di dimettermi il piazza con il loro appoggio e la loro presenza ma io mi rifiuto, prima di tutto perchè non lo ritengo giusto nei confronti dei cittadini onesti di Quarto che hanno affidato a me il loro voto, ed inoltre perchè non avrei avuto modo decidere insieme ai miei consiglieri, anche loro espressione della volontà dei cittadini, che non meritavano di apprenderlo in quel modo.
In piazza, durante il flashmob, in presenza di molti dei consiglieri comunali del M5S della Campania, che erano lì per sostenermi, sul blog di Beppe Grillo appare un comunicato con cui si chiedono ufficialmente le mie dimissioni perchè sono accusata di omessa denuncia, da chi? Dalla magistratura? No! Dal Movimento, anzi, dal direttorio!
Omessa denuncia di una situazione di cui lo stesso direttorio era a conoscenza. Fino al nuovo cambio di versione delle motivazioni dell'espulsione di cui vengo a conoscenza solo dinanzi alla Commissione antimafia, in cui mi viene detto che anche un solo voto della camorra al M5S è fondamentale per chiedere le dimissioni.
Ed allora chiedo formalmente da parte mia e da parte dei cittadini di Quarto offesi da questo voltagabbana continuo, di spiegare perchè i voti che i consiglieri regionali hanno preso a Quarto sarebbero diversi dai miei.
Perché la coerenza morale non la si può chiedere solo agli altri, la si deve adottare in primis verso se stessi.

Ed ora veniamo a cosa ha prodotto tutto questo, a quali sono le conseguenze di questo comportamento irresponsabile del Movimento.
L'amm.ne del M5S Quarto va a casa. Dopo il flashmob, ho chiesto ai miei consiglieri se se la sentissero di combattere una battaglia difficile contro un sistema di potere che ha devastato Quarto per troppi anni. 15 consiglieri, 15 uomini e donne, hanno detto che avrebbero lottato con me: li ho guardati negli occhi e ci ho creduto, ma ci ho creduto solo io a quanto pare.
È iniziato lo stillicidio delle dimissioni dei consiglieri, con motivazioni ridicole per chi, aggiungo, aveva assunto su di sè la responsabilità di amministrare un paese. Io ho fatto un giuramento e l'ho rispettato finché ho potuto. Gli altri credevano di andare a fare una gita fuori porta.

Arriviamo a ieri l'altro, mi sottopongo alle domande della Commissione Parlamentare antimafia, che si aggiungono a quelle della Procura in cui sono parte lesa. Una giornata durissima ma sempre convinta di farlo per ristabilire la dignità alla citta di Quarto ed a questa amministrazione.
Ieri arrivo in Comune ed apprendo che anche il presidente del consiglio vuole dimettersi. E' davvero troppo.
Per tutto quello che vi ho detto ho deciso di lasciare, lascio dopo 7 mesi che mi sono sembrati anni. Sono stati difficilissimi. La mia non è una resa, è un gesto di responsabilità e di amore per Quarto che non può continuare ad essere strumentalizzata e denigrata in questo modo.

A questo punto, ringrazio le persone che mi hanno accompagnato in questo viaggio con onestà intellettuale e morale. Le dimenticanze non sono tali.
Ringrazio Andrea Perotti, vicesindaco ed assessore all'ambiente che ha lavorato e creduto instancabilmente in questo progetto forse anche più di me. Ringrazio Donatella Alessi, assessore agli affari generali e legali, professionista capace ed esperta ed amica speciale.
Ringrazio Francesco Pisano, assessore alla legalità che ha insegnato a molti cosa vuol dire essere una persona di parola.
Ringrazio i mie consiglieri Anna Perotti, Giorgio Fontana, Giovanni Lo Sardo, Salvatore di Mare, Daniela Monfrecola, Vincenzo Di Pinto, Roberta Buiano, Marco Pavia e Gianluca Carotenuto. A loro che sono rimasti compatti al mio fianco per il bene di Quarto senza cedere, va il mio ringraziamento più sincero: devono uscire da quest'aula consiliare a testa alta per aver resistito su una barca in tempesta senza scappare come topi.
Ringrazio l'opposizione presente in aula.
Ricordo, inoltre, che nei prossimi giorni partiranno i lavori per l'illuminazione di due strade e della Villa Comunale. A Quarto nei prossimi mesi sarebbero dovuti arrivare i primi risultati del Paes, il patto dei Sindaci, che potrebbe portare a Quarto 40 milioni di euro entro il 2020.
Spero che continuino i tavoli di lavoro per il dissesto idrogeologico anche senza una guida politica e amministrativa e così spero che vadano avanti anche i progetti delle nuove strutture sportive tra cui la tensostruttura ed il progetto sport sociale che tanti problemi ci ha creato sul territorio e che ha contribuito a tutto questo. Ora vi saluto."
Rosa

lunedì 11 gennaio 2016

ECCO LA NOVITA’ SU QUARTO: C’ERA IL PD DIETRO IL CONSIGLIERE COMUNALE EX DEL M5S

Rosa Capuozzo, Sindaco di Quarto (NA)
Proprio come una spy story, la vicenda di Quarto assume vesti inquietanti. Dietro all’ex Consigliere comunale del M5S, cacciato e poi indagato per voto di scambio, ci sarebbe l’ex Consigliere comunale del Partito Democratico Mario Ferro che lo manovrava. Dalle intercettazioni emerge una vicenda che ha del surreale. Dimostrazione che dobbiamo stare ancora più attenti rispetto a chi si avvicina prima delle elezioni al M5S poichè potrebbero essere infiltrati di altri partiti collegati con la criminalità organizzata.
L’inchiesta, oltre ad Alfonso Cesarano, Giovanni De Robbio e Giulio Intemerato coinvolge anche Mario Ferro, ex consigliere comunale del Partito Democratico. Ecco cosa dice agli inquirenti il sindaco Rosa Capuozzo il 22 dicembre scorso: «A proposito dei rapporti tra il De Robbio e Mario Ferro, voglio aggiungere che il De Robbio pretendeva che io assumessi il figlio del Ferro al cimitero, nel senso che si era impegnato con il Ferro a far assumere il figlio presso il Cimitero Comunale di Quarto». Continua: «Voglio ancora aggiungere che il De Robbio pretendeva di presentarmi degli imprenditori cui affidare la gestione del campo di calcio di Quarto, mentre come ho già detto, io ho optato per la gestione diretta dello Stadio da parte del Comune; tuttavia io gli risposi che non volevo conoscere alcun imprenditore e non volli sapere neppure i nomi degli stessi». Dunque l’intreccio si complica: in gioco entrerebbe la gestione dello stadio che, come ribadisce la Capuozzo anche a Fanpage.it, l’amministrazione comunale vuole mantenere pubblica. Ma l’ex esponente del Pd locale viene nominato anche nelle intercettazioni: «Ha chiamato Mario Ferro e me l’ha detto… ha preso 927 voti… ci siamo messi con chi vince capito, quella è stata la cosa importante… votiamo a questo, a quello, ma per fare cosa dopo? Per prenderlo nel c…?».
A parlare è ancora Giacomo Cesarano. Continua: «Mario Ferro non sta con quelli di Cinque Stelle, Mario Ferro stava con il Pd però questo De Robbio noi abbiamo fatto l’accordo con lui e capito… Ci siamo seduti al tavolo, papà (Alfonso Cesarano ndr.), Mario Ferro, De Robbio si sono seduti hanno parlato hanno chiacchierato, hanno concordato diciamo delle cose loro, hanno parlato di tutte le cose e noi gli abbiamo detto che gli avremmo dato una mano…».
Il primo cittadino di Quarto Rosa Capuozzo al termine di quello che probabilmente è stato il consiglio comunale più difficile per l’amministrazione pentastellata. L’opposizione e il Pd chiedono le sue dimissioni mentre il consiglio comunale prosegue in un clima surreale. “Siamo sotto attacco mediatico – commenta il sindaco alla fine della seduta – siamo un’amministrazione trasparente mentre si sta strumentalizzando quella che non dev’essere una questione politica ma dev’essere una lotta per la legalità contro la camorra che deve vederci impegnati tutti”. La Capuozzo ribadisce di non pensare alle dimissioni. “Ho il sostegno di tutti i cittadini onesti di Quarto”. Quando le si chiede dell’intervento dell’Anac di Cantone il sindaco risponde “sono contenta, ben venga l’intervento dell’Anticorruzione noi non abbiamo niente da nascondere Le mafie da sempre tentano di salire sul carro del vincitore. E’ nella loro natura infiltrarsi nelle mministrazioni e nella società per fare affari. Ci hanno provato anche con il M5S a Quarto e succederà anche in futuro. Nessuna forza politica può impedire alla mafia di provare a bussare alla propria porta, ma quando ciò accade quella forza politica ha due possibilità: aprire quella porta e farla entrare oppure sbattergliela in faccia. Il M5S quella porta a Quarto l’ha sbattuta con violenza e sarà sempre così. A chi ha orecchie per intendere ribadiamo un concetto che per noi è scontato: i voti delle mafie ci fanno schifo. 

VIDEO - M5S e camorra, sindaco di Quarto
“Siamo sotto attacco mediatico" e scoppia in lacrime 


venerdì 8 gennaio 2016

LACRIME DI COCCO-GRILLO - A QUARTO VA IN SCENA IL MONDO ALLA ROVESCIA - CASO M5S-CAMORRA: SEDUTA CAOS, PROTESTE DEL PD, INTERVENTO DELLA POLIZIA E IL SINDACO GRILLINO PIANGE

Rosa Capuozzo e Roberto Fico
Un sindaco in lacrime. Una seduta di consiglio comunale infuocata, sospesa dopo l’intervento delle forze dell’ordine e ripresa un’ora dopo. Esponenti dell’opposizione invitati a abbassare i cartelli con la scritta “Dimissioni! Vergogna!”. A Quarto, in provincia di Napoli, va in scena la tragedia a 5 stelle. La bufera scatenata dall’inchiesta su camorra e politica che ha investito l’amministrazione comunale guidata dal sindaco grillino Rosa Capuozzo, non accenna a placarsi.
E del resto solo chi non capisce nulla di informazione, politica e giustizia poteva pensare che il “caso” si esaurisse in poche ore. Altro che: a Quarto il Movimento 5 Stelle rischia di impantanarsi, di vedere dissolta l’immagine del “Partito degli onesti”, trasformato in men che non si dica nella “Banda degli onesti”.
Rosa Capuozzo, Sindaco di Quarto
La seduta del consiglio comunale di questa mattina è stata caratterizzata dal caos. Esponenti e militanti del Pd, capitanati dalla europarlamentare renzianissima Pina Picierno, hanno presidiato la sala consiliare chiedendo le dimissioni del sindaco Rosa Capuozzo, non indagata ma finita politicamente nel tritacarne dell’indagine del pm della Dda di Napoli Henry John Woodcock. Cartelli, urla, proteste: i militanti del Pd allontanati dall’aula consiliare, quelli del M5S stretti intorno all’amministrazione. Il mondo alla rovescia.
Lei, Rosa Capuozzo, è sotto assedio: la storiaccia del coinvolgimento dell’ex consigliere comunale Giovanni De Robbio (espulso dal M5S e poi dimessosi) in un’inchiesta su camorra e politica è un’occasione troppo ghiotta perché gli avversari di Beppe Grillo, a partire dal Pd, non la utilizzino per attaccare frontalmente il M5S a tutti i livelli. 

Rosa Capuozzo, Sindaco di Quarto
“Grillo stesso - attacca Pina Picierno - ha ammesso che il voto a Quarto è stato inquinato dalla camorra come ha scritto ieri nel suo blog, aggiungendo poi che quei voti non sono stati determinanti. Come si possa sostenere tale tesi non lo so. In questi casi si va via. I grillini lascino che la democrazia venga riportata nel consiglio comunale di Quarto con nuove elezioni. L'unica via per confermare l'onestà di cui i grillini si sono fatti bandiera sono le dimissioni del sindaco a Quarto".
La tensione è altissima, e stamattina la Capuozzo è scoppiata in lacrime: “La lotta alla camorra è di tutti - ha detto commossa - e tutti dobbiamo combatterla. Se invece si lotta per altre questioni è strumentalizzazione, Questo deve essere chiaro ai cittadini di Quarto”. Ma la sensazione è che da questo paesone della provincia di Napoli l’incendio rischi di propagarsi a tutta l’Italia pentastellata.

Quarto - Rosa Capuozzo, Luigi Di Maio e Roberto Fico
L’incubo è l’arrivo a Quarto della commissione d’accesso e lo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata. E un Comune a guida 5 stelle sciolto per mafia sarebbe un colpo devastante per l’intero Movimento. Senza contare che tra i principali sponsor politici di Rosa Capuozzo c’è proprio Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera che Grillo vedrebbe come avversario di Matteo Renzi nella corsa a Palazzo Chigi.

Per evitare il peggio - secondo molti autorevoli esponenti dello stesso M5S - sarebbero necessarie le dimissioni della Capuozzo. Lei però non molla. Le opposizioni nemmeno. In vista ci sono le amministrative della prossima primavera: per il Movimento affrontare la campagna elettorale con la ferita-Quarto ancora aperta potrebbe essere devastante…

giovedì 24 dicembre 2015

Quarto, la camorra infiltra anche il M5s: “Consigliere grillino ricattava il sindaco”

Giovanni De Robbio
Indagato il più votato del Comune campano: "Voto di scambio e tentata estorsione con metodo mafioso". Secondo i pm voleva favorire un imprenditore vicino a clan. Il Movimento: "Avviato iter per espulsione"
Ci sarebbe una storia di ricatti e di camorra tutta interna al Movimento 5 Stelle dietro la fotografia del presunto abuso edilizio del sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, finita a novembre su tutti i giornali perché al centro di uno scontro politico nell’unica amministrazione grillina in Campania. Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, sotto il coordinamento del pm Henry John Woodcock, quella foto sarebbe stata utilizzata dal consigliere comunale M5s, Giovanni De Robbio, il più votato all’ultima tornata amministrativa, per minac-ciare il sindaco del suo stesso partito.
De Robbio, già sospeso dal M5s dieci giorni fa, era in possesso di quella “aerofotogrammetria” (forse la stessa infilata nei dossier anonimi finiti anche ai media) e l’avrebbe utilizzata con modalità inquietanti per provare a costringere la Capuozzo ad affidare, tra l’altro, il campo sportivo di Quarto ad Alfonso Cesarano, un “grande elettore” del consigliere. Cesarano, gestore di fatto di un’impresa di pompe funebri, sarebbe esponente di una famiglia legata al clan Polverino. De Robbio avrebbe promesso a Cesarano anche un intervento per nominare un assessore con delega al Cimitero e all’Urbanistica in grado di favorirlo nei suoi affari. E’ tutto scritto nelle 11 pagine del decreto di perquisizione eseguito dai carabinieri di Pozzuoli e di Quarto nei confronti di De Robbio e di altre due persone, indagate in un’inchiesta sul voto di scambio politico mafioso che lambisce il clan dominante in un Comune sciolto pochi anni fa per camorra.
I tre “avvertimenti” del consigliere al sindaco
De Robbio è anche indagato in concorso con un geometra, Giulio Intemerato, di tentata estorsione al sindaco con l’aggravante del metodo mafioso. Secondo la ricostruzione dell’accusa, fondata su intercettazioni telefoniche, su alcune testimonianze ancora coperte dal segreto e su due lunghe deposizioni in Procura della Capuozzo, sentita il 21 e il 22 dicembre, il consigliere grillino ha avvicinato il sindaco in tre diverse occasioni – a casa, nell’ufficio del municipio e durante un consiglio comunale di novembre – esibendole l’aerofotogrammetria della casa-studio di famiglia, sottolineando l’esistenza di un “problema di abuso edilizio” e invitandola “contestualmente ed in modo allusivo – scrive il pm, che poi cita parole del sindaco – a ‘stare tranquilla, perché dovevo essere meno aggressiva, non dovevo scalciare, dovevo essere più tranquilla con il territorio’”.
Gli obiettivi: “Gestione del campo sportivo e le nomine di assessori e capi-settore”
In una di queste occasioni, il consigliere si sarebbe presentato con il geometra Intemerato, indicato come persona che custodiva quella foto nella sua cassaforte, e proponendolo come consulente esterno dell’amministrazione comunale nella gestione dei condoni edilizi. In consiglio, poi, De Robbio avrebbe di nuovo preso da parte la Capuozzo per dirle “a quattr’occhi” che sarebbe stato in grado di intervenire su un altro geometra per indurlo a dichiarare il falso riguardo un vecchio sopralluogo nell’abitazione del sindaco. L’obiettivo dell’esponente grillino sarebbe stato quello di condizionare e tenere sotto scacco la Capuozzo per indurla ad affidare la gestione del campo sportivo di Quarto a Cesarano, e provare a intervenire nelle nomine degli assessori e dei capi settore del municipio.
Le intercettazioni: “Adesso portiamo anche le vecchie a votare. La X sul M5s è la cosa fondamentale”
De Robbio inoltre avrebbe promesso a un ex esponente del Pd, Mario Ferro (indagato), l’as-sunzione del figlio nel cimitero comunale in cambio di sostegno elettorale. Una intercettazione del primo giugno 2015, a urne del primo turno da poco chiuse, registra Giacomo Cesarano, figlio di Alfonso Cesarano, quasi esultare con tale Biagio G. per il successo di De Robbio: “Ha chiamato Mario Ferro e me l’ha detto… (De Robbio, ndr) ha preso 927 voti… ci siamo messi con chi vince capito, quella è stata la cosa importante… votiamo a questo, a quello, ma per fare cosa dopo? Per prenderlo nel culo? … Mario Ferro non sta con quelli di Cinque Stelle… Mario Ferro stava con il Pd però… questo De Robbio noi abbiamo fatto l’accordo con lui è capito… Ci siamo seduti al tavolo, papà (Alfonso Cesarano), Mario Ferro, De Robbio si sono seduti hanno parlato hanno chiacchierato, hanno concordato diciamo delle cose loro, hanno parlato di tutte le cose e noi gli abbiamo detto che gli avremmo dato una mano… Hai capito? Non ti preoccupare ti diamo noi una mano a vedere i voti che devi avere…”. Ma c’era ancora un ballottaggio da affrontare e Cesarano jr disse all’amico che bisognava fare l’ultimo sforzo: “Fra di Criscio e il M5S… adesso si deve portare chiunque a votare, chiunque esso sia, anche le vecchie di ottanta anni si devono portare là sopra e devono mettere la X sul M5S che è la cosa fondamentale…”.
Il M5s: “Già avviata la procedura di espulsione”
Il M5s ha già avviato la procedura di espulsione: “Nella lettera inviata a Del Robbio – si legge in una nota – sottolineavamo che il suo comportamento ha violato in modo grave, ripetuto e sostanziale gli obblighi assunti all’atto di accettazione della candidatura, ed i principi fondamentali di comportamento degli eletti del Movimento. Siamo lieti di vedere la piena efficacia dei nostri anticorpi ed inoltre auspichiamo che la magistratura faccia piena luce su questa vicenda che ci vede parte offesa e che siano individuati tutti i responsabili”.
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