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DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

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martedì 10 novembre 2015

GUERRA ALLA #MAFIA SUL WEB: ORA POTETE DENUNCIARE GLI ILLECITI


Il Movimento 5 Stelle Friuli Venezia Giulia mette a disposizione dei cittadini siciliani questo form di segnala-zione: bit.ly/segnalazioni5stelle
Chiediamo a quanti siano in possesso di informazioni, in forma diretta o indiretta, circa eventuali e potenziali illeciti in una struttura pubblica o struttura privata/convenzionata che fornisce servizi pubblici, problematiche ambientali, quelle inerenti la sanità ma anche ai casi più gravi di corruzione, concussione, malaffare, di inviarci una segnalazione (anche anonima) in modo da permetterne i relativi approfondimenti e presa in carico.
Il sito è sempre raggiungibile dal nostro portale: http://bit.ly/M5SFriuliVeneziaGiulia

martedì 3 novembre 2015

Legge di #stabilità: niente investimenti per il Sud

"Gli investimenti pubblici solo il volano della crescita economica. L'Italia ne ha un bisogno disperato, dopo anni di austerità e il crollo della produttività del lavoro. Eppure, nella legge di Stabilità 2016, il Governo taglia. Non c'è traccia degli investimenti per il Sud promessi e il calo degli investimenti complessivi prosegue, dato che la Nota di aggiornamento al Def certifica un -2,7% rispetto al 2015.
Di questo passo, il declino è assicurato.
E pensare che sarebbero diversi i settori in cui è possibile investire per il bene della collettività, dalle energie rinnovabili (iniziando col togliere gli incentivi alle fonte fossili che ci costano circa 18 miliardi l'anno) alla banda ultra larga (sulla quale il Governo rallenta e delega ai privati), passando per la sicurezza idrogeologica del Paese e l'ampliamento delle tratte ferroviarie regionali, ad oggi del tutto inadeguate.
In un Paese con disoccupazione ufficiale al 12% (ma reale ben superiore), aumentare gli investimenti significa creare rapidamente occupazione, al di là degli zerovirgola che questo Governo continua a vantare anche se dipendono dalla fortunata congiuntura internazionale (crollo del prezzo del petrolio in particolare).
Più occupazione significa più gettito fiscale e maggiore sostenibilità del debito pubblico, ma soprattutto maggiore domanda interna e nuovi utili per le imprese, oltre che aumento della produttività, dato che gli investimenti pubblici, se ben indirizzati hanno il grande merito di accompagnare alla quantità anche la qualità dell'espansione economica, generando ricadute positive per quanto riguarda l'innovazione.
Ma il Governo dell'austerità deve rispettare i patti di bilancio europei, come il Fiscal Compact, il cui unico obiettivo è dimagrire il settore pubblico per svendere i servizi pubblici agli interessi privati, Sanità in testa."


Alluvioni in Calabria e Sicilia. M5S: «Il Paese paga le bugie di Renzi sul dissesto»

I Geologi: “Non possiamo prendercela con una montagna o con un fiume se ogni anno abbiamo morti»
Di fronte a quanto sta accadendo ancora una volta in Calabria e in Sicilia, alluvioni, esondazioni, frane, danni alle infrastrutture e alle abitazioni,  Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, ha detto: «Binari spazzati via, strade che crollano, purtroppo  una vittima e soprattutto la prova chiara che in Italia il cittadino non sa ancora come comportarsi in caso di una grave emergenza. La prima cosa da fare è quella di non andare nei sottoscala, non scendere negli scantinati, non fermarsi sotto ai ponti, non prendere sottopassaggi. Queste sono le prime cose da fare quando c’è un’alluvione. Non siamo dinanzi solo ai cambiamenti climatici ma anche alla carenza infrastrutturale del Paese soprattutto al Sud. Una carenza che riguarda il sistema fognario e quello viario. Oggi in Italia la gente inizia a chiedere alla classe politica se ci sono geologi negli enti pubblici e questo grazie ad un’intensa campagna di comunicazione che abbiamo messo in atto in modo capillare. Certo siamo già dinanzi ad un risultato importante perché prima l’opinione pubblica era molto distante dalla categoria dei geologi tuttavia, nel 201, in Italia i geologi non sono nelle pubbliche amministrazioni. Quanti comuni hanno un geologo? Ed ecco che il sindaco che programma la politica per il piano di difesa del territorio lo fa con figure professionali apprezzabili ma che non hanno le competenze e le sensibilità del geologo. Oggi assistiamo a frane continue, morti con conseguenti danni. Non possiamo prendercela con una montagna o con un fiume se ogni anno abbiamo morti. La colpa è dell’operato dell’uomo. Certo finalmente dopo anni anche il Governo ha iniziato a vedere la presenza del Geologo chiamandoci a supportare l’elaborazione del Piano Anti Dissesto ma il cammino da fare è lungo e non privo di ostacoli in quanto dobbiamo mettere mano alla più grande opera pubblica: recupero del territorio italiano».
Era già intervenuto anche il Consiglio dei geologi della Calabria: «Ancora una vittima causata da fenomeni legati al dissesto idrogeologico e tanti danni alle cose. Il problema del rischio idrogeologico é serio: sappiamo bene ormai che esso non soltanto espone a rischio l’incolumità pubblica, ma mette in ginocchio anche le economie locali, che in Calabria sono già notoriamente povere. E mentre in queste ore stiamo vivendo una fase di allerta meteo – prosegue la nota – ci ritroviamo costretti a ritornare su un tema diventato un ritornello maledetto. Contro il Rischio idrogeologico è necessario intervenire concretamente e con urgenza. Sino ad oggi, le istanze dell’Ordine dei Geologi sono state accolte soltanto nella teoria. Forse un primo segnale dell’avvio di attività concreta da parte del Governo regionale è rappresentata dall’istituzione dell’UOA Protezione Civile regionale, deputata anche mettere ordine e coordinare tutte le altre strutture regionali e sub-regionali in materia di difesa del suolo e rischio sismico; ma il lavoro da fare è  davvero tanto, e non c’è tempo da perdere, come dimostrano le criticità che stanno accadendo».
I geologi sottolineano  che «Con la nomina del geologo Carlo Tansi a capo di tale UOA Protezione Civile regionale, al quale auguriamo buon lavoro le aspettative crescono, e da alcune sue dichiarazioni a caldo sembrerebbe che la linea d’indirizzo che adotterà  per contrastare tali criticità sarà basata su azioni concrete, alcune delle quali già da tempo sono state segnalate dall’Ordine dei Geologi alla politica. Auspichiamo che il nuovo Capo della Protezione Civile regionale riesca a concretizzare queste azioni, tra cui l’istituzione di Presidi territoriali di geologi esperti deputati al monitoraggio costante del territorio ai fini preventivi, l’avvio di un’efficace attività manutentiva del territorio, l’avvio di attività concrete per contrastare l’abusivismo, l’incremento della componente geologica nella pubblica amministrazione: paradossalmente quella del geologo è la figura professionale meno rappresentata negli Enti pubblici. In Calabria le risorse sono sempre carenti, come dimostrano anche i circa soli 90 milioni di euro da spendere in 7 anni, previsti nella programmazione dei fondi comunitari 2014/2020. Il Presidente Mario Oliverio ha dichiarato che tali risorse destinate per la mitigazione del rischio idrogeologico saranno sicuramente integrate con altri fondi: noi auspichiamo che sia davvero cosi».
Il Movimento 5 Stelle attacca direttamente governo e ministero dell’ambiente: «Dopo la Sicilia tocca alla Calabria: regioni sbriciolate dal maltempo, con infrastrutture e strade crollate, intere cittadine isolate, acquedotti devastati. Il tutto mentre appena venerdì scorso il sottosegretario all’ambiente Silvia Velo alla Camera insisteva che il governo aperto cantieri e stanziato fondi contro il dissesto».
Numeri che non convincono i parlamentari M5S calabresi e i membri delle Commissioni Ambiente: «La più grande opera pubblica immaginabile, la messa in sicurezza del Paese, con questo governo è una chimera. Non solo, ma l’unico intervento arrivato, l’allentamento del patto di stabilità interno per interventi contro il dissesto, è previsto nel decreto economico sociale in discussione in questi giorni ma solo per alcune città del Nord. Mentre le varie leggi di Stabilità sono fatte apposta per distrarre i fondi della manutenzione e smistarli sulle varie promesse elettorali».
Luigi Di Maio annuncia «Un emendamento per chiedere che l’allentamento del patto non sia esclusivo per le città indicate ma che sia esteso anche a tutto il Sud devastato e isolato dal maltempo. Milioni di euro di danni per il maltempo in poche ore  chi pagherà? Bisogna intervenire subito per la messa in sicurezza del Paese, la stagione delle piogge è appena iniziata. E invece i ministri di questo governo insistono con mega impianti, mega infrastrutture, progetti che continuano a consumare suolo. È ora di invertire la rotta. E di farlo subito».

lunedì 2 novembre 2015

Maltempo, il Paese paga le bugie di Renzi sul dissesto

Roma, 2 novembre 2015 - Dopo la Sicilia tocca alla Calabria: regioni sbriciolate dal maltempo, con infrastrutture e strade crollate, intere cittadine isolate, acquedotti devastati. Il tutto mentre appena venerdì scorso il sottosegretario all'ambiente Silvia Velo alla Camera insisteva che il governo aperto cantieri e stanziato fondi contro il dissesto.
Numeri che il M5S ha confutato uno per uno. 
«La più grande opera pubblica immaginabile, la messa in sicurezza del Paese, con questo governo è una chimera - dicono i parlamentari M5S calabresi e i membri delle Commissioni Ambiente - Non solo, ma l'unico intervento arrivato, l'allentamento del patto di stabilità interno per interventi contro il dissesto, è previsto nel decreto economico sociale in discussione in questi giorni ma solo per alcune città del Nord. Mentre le varie leggi di Stabilità sono fatte apposta per distrarre i fondi della manutenzione e smistarli sulle varie promesse elettorali».

Luigi Di Maio ha preparato un emendamento per chiedere che l'allentamento del patto non sia esclusivo per le città indicate ma che sia esteso anche a tutto il Sud devastato e isolato dal maltempo.
«Milioni di euro di danni per il maltempo in poche ore - continuano i parlamentari M5S - chi pagherà? Bisogna intervenire subito per la messa in sicurezza del Paese, la stagione delle piogge è appena iniziata. E invece i ministri di questo governo insistono con mega impianti, mega infrastrutture, progetti che continuano a consumare suolo. È ora di invertire la rotta. E di farlo subito». 
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domenica 25 ottobre 2015

Dimissioni di massa. L’unica via d’uscita per risolvere i guai dell’Isola

I 90 complici dell’Ars: anche i Cinque Stelle adesso vadano a casa


Capogruppo M5s
Giancarlo Cancelleri Ansa
Noi siamo qua. E non è difficile capire perché. O, meglio, non è difficile capirlo per chi guarda la realtà che ci circonda, per chi coltiva il gusto del ragionamento, per chi ha ancora voglia di mettersi in gioco. Per tutti gli altri, ovviamente, è incomprensibile.
Da molti anni, ormai, volere non capire è una scelta. Noi tre insieme siamo incomprensibili. E rivendichiamo l’orgoglio di essere stati, spesso, anche incompresi. Intanto, perchè non siamo più catalogabili. Perché lo eravamo, forse, singolarmente, ma fermo restando il gusto dell'eresia. Noi siamo qua perchè ci rode dentro lo sfascio di questa nostra Isola. Io sono qua perché, per me, Buttanissima Sicilia non è un insulto. È il mio modo di urlare amore a questa terra. Terra che è stata tanto, che poteva esser tutto e adesso non è più niente. Devastata e depredata, come noi tutti ben sappiamo. La Sicilia è diventata un deserto. Il prodotto interno lordo – incredibile ma è così – è inferiore perfino a quello dei giorni del dopoguerra. Ed è come in un dopoguerra: al posto dei morti ci sono i licenziati; al posto dei feriti i precari, e gli unici reduci sono i disoccupati. Noi siamo qua, e ci mettiamo la faccia, perchè vogliamo provarci davvero. Vogliamo provare a smuovere la palude. Possibilmente a prosciugarla. Prima che ci risucchi tutti. Noi siamo qua perchè l'ipocrisia ci ammazza. Chi resta seduto all’Assemblea regionale, ha esaurito tutte le retoriche: chi fa appello alla responsabilità di dover sedere ancora in quel parlamento è solo un complice di questo disastro.
Non si può stare un minuto di più in un’istituzione al cui vertice c’è Rosario Crocetta. Altrimenti non sapremmo spiegarci il perché Lucia Borsellino debba girare sotto scorta, né potremo capire il perché di un abbraccio, quello del Capo dello Stato con Manfredi Borsellino, con Crocetta messo fuori dalla porta nel giorno della Commemorazione di Paolo Borsellino. Qualcosa deve essere successo per arrivare a tutto ciò e non possiamo continuare a fare finta di niente quando tutti i castelli di carta vanno a cadere. Noi siamo qua perché non ci impressiona nessun santuario, avendo messo in discussione prima di tutto il nostro. Noi siamo qua perchè non sopportiamo più i professionisti dell'ovvio: quelli che hanno spolpato l'Isola in nome della legalità e pure quelli che vorrebbero papparsi i resti in nome dell'onestà. Noi siamo qua perchè onestà e legalità sono pre-condizioni. Con le quali non si governa per farne parodia. E questa stagione da chiudere quanto prima è quella che ha sporcato tutte le parole più belle, dalla Rivoluzione alla Legalità, fino a mascariare l’antimafia , ridotta a parodia da una conventicola di potere. Noi siamo qua per dire la nostra. Liberamente, senza vincoli. Per guardarvi negli occhi e condividere con voi una proposta. Una possibile soluzione. Un’idea. Scaturita da una certezza: l'autonomia è un mostro di cui la Sicilia deve disfarsi. Sappiamo che per questo saremo arsi sul rogo. I custodi dell'ortodossia statutaria regionale hanno già approntato le fascine. Conosciamo i rischi, così come conosciamo responsabili e complici dell’attuale situazione. E non ci fanno paura. Al massimo, ci fanno pena per come hanno contribuito a ridurre la terra in cui anch'essi vivono. Noi siamo qua per dire che non si può perseverare nell'errore anche quando si capisce di avere sbagliato. L'Autonomia regionale ha danneggiato la Sicilia fin da subito. È stata una speranza per chi ci ha creduto davvero. Ma è stata una speranza alla quale si è incollato un ceto politico arruffone e approssimativo. È stata il paravento per ogni inefficienza e ogni incapacità. È stata, io credo, un tozzo di pane gettato in mezzo a genuine pulsioni, anche separatiste. Che invece di liberare intelligenze e risorse ha reso noi tutti schiavi. Schiavi della retorica “autonomarda” e del potere centrale. Noi siamo qua come notai: perchè adesso, dopo 70 anni, vogliamo sia abolito lo Statuto di Autonomia. Noi certifichiamo quello che anche i ciechi oramai vedono: l'Autonomia è evaporata, è svanita anzitutto dal cuore e dalle menti dei siciliani. Il Re è nudo, l'Autonomia è morta.

Noi siamo qua per chiedere due cose: la prima è che tutti e novanta i deputati dell’Assemblea regionale si dimettano. Rosario Crocetta non sta in piedi con le scarpe sue, non ha più consenso e ha ridotto ogni legittimità di governo a una macchietta. Rosario Crocetta, infatti, sta in piedi grazie alle terga di novanta complici – di maggioranza e, ahinoi di opposizione – accomodati sulle loro indecenti poltrone. Ahinoi anche di opposizione e i deputati del movimento Cinquestelle, allora, non possono certo prestarsi al gioco di chi Crocetta, lo vuole lì, fino a far asciugare la candela. È una candela che brucia di sopra e di sotto quella della Sicilia e i deputati del movimento di Beppe Grillo sanno che la strada che porta dritto al rinnovamento passa dalla seconda cosa che noi – noi che siamo qua – stiamo chiedendo: avviare una campagna di mobilitazione per cancellare l’Autonomia regionale.

Il M5s tra le imprese siciliane, tappa a Catania «Ripartire da agricoltura, hitech e artigianato»

Di Maio e Cancelleri hanno dato inizio al giro che porterà il Movimento cinque stelle a colloquio con le più virtuose realtà imprenditoriali siciliane. Ieri tappa a Misterbianco: «Si tratta di realtà a cui non puoi chiedere voti, perché non ti chiedono nulla in cambio. Un miliardo di euro di sprechi da destinare alle aziende»

Arrivo di Luigi Di Maio a Catania
Partire dalle eccellenze per far ripartire la Sicilia. Il Movimento 5 stelle ha iniziato ieri la tre-giorni di visite alle piccole e medie imprese capaci di affrontare le insidie della crisi economica, mantenendo un profilo di qualità e trasparenza. Tra le tappe del tour, quella presso la BS Gioielli di Misterbianco dove ieri pomeriggio si è tenuto un incontro a porte chiuse tra i rappresentanti del Tavolo per le imprese e la delegazione dei Cinquestelle, rappresentata dal deputato nazionale Luigi Di Maio e da Giancarlo Cancelleri, già candidato presidente della Regione nel 2013.
Giunti a bordo di un'utilitaria, i due si sono fermati a parlare con i giornalisti: «Non siamo in Sicilia per raccattare voti. Fortunatamente il nostro tour è diverso da quello di Salvini - ha esordito Di Maio -. Stiamo visitando le imprese di eccellenza, imprenditori che non hanno mai chiesto nulla alla politica. Si tratta di realtà a cui non puoi chiedere voti, perché non ti chiedono nulla in cambio». Il deputato nazionale si è poi soffermato sull'esigenza per la Sicilia di cambiare marcia, rilanciando un settore che nonostante le difficoltà è costellato da numerosi esempi positivi: «Il problema è che fino a oggi si è sempre dato retta ai prenditori più che agli imprenditori, finendo per dare finanziamenti a pioggia soltanto a chi aveva interesse di specularci sopra», ha commentato Di Maio.
A chi gli chiedeva quale fosse la ricetta per rilanciare le imprese siciliane, l'esponente nazionale del M5s ha risposto: «Sicuramente defiscalizzare i settori che possono far crescere la Sicilia. Tra questi c'è l'agricoltura, bisogna avvicinare i giovani a questo settore che può rappresentare un nuovo volano per l'occupazione - ha aggiunto Di Maio -. Ma penso anche all'hi-tech e all'artigianato». Sulla possibilità di un possibile ritorno anticipato al voto e la conseguente necessità di trovare un candidato governatore, Di Maio ha glissato: «Prima di convincere i siciliani a votarci, dobbiamo dimostrar loro che siamo pronti a governare, e per fare questo non c'è bisogno di lanciare un nome ma un programma serio, che sappia dare soluzione ai problemi di questa terra». 
Positivo il giudizio sull'incontro da parte del Tavolo per le imprese, anche se nulla di specifico è stato detto riguardo gli argomenti affrontati: «Si è parlato di tante cose - fa sapere l'ufficio stampa -. Dalle infrastrutture ai principali problemi per gli imprenditori catanesi. I contenuti dei colloqui però sono riservati. Se si è discusso di un appoggio politico per le prossime elezioni? Assolutamente no».
A scegliere quali imprese incontrare è stato Cancelleri, che ha ribadito come la piccola e media impresa rappresenti l'idea di Paese da cui il Movimento 5 stelle vuole ripartire per rilanciare la Sicilia: «Sono aziende che sono riuscite ad affermarsi nonostante la burocrazia e la cattiva politica - ha dichiarato il deputato regionale -. Da parte nostra stiamo dimostrando la nostra vicinanza agli esempi virtuosi. Cosa penso di Crocetta? Credo non stia governando da parecchio tempo. Se le strade (la regia trazzera di Caltavuturo, ndr) le facciamo noi, se il microcredito alle piccole imprese lo facciamo noi, allora si capisce che il governatore non governa più da un pezzo».
Riguardo la decisione di incontrare il Tavolo per le imprese catanese, Cancelleri non ha risparmiato una stoccata a Confindustria, negli ultimi mesi toccata in Sicilia dall'inchiesta a carico del suo presidente Antonello Montante: «Fare unione per le imprese è importante - ha sottolineato l'esponente del M5s -. Di fronte alla principale associazione degli industriali che ha il presidente indagato per mafia in due procure (Catania e Caltanissetta, ndr) è un bene che arrivino nuove realtà associative che prendano le distanze da questi fenomeni». Per Cancelleri, la ricetta per rilanciare l'imprenditoria siciliana si fonda sulla riduzione degli sprechi: «Le risorse per trovare i soldi da destinare al reddito di cittadinanza e al finanziamento per le piccole imprese si prendono da tanti settori - ha continuato -. Come Movimento 5 stelle stiamo scrivendo un libro bianco degli sprechi, siamo convinti che possiamo recuperare almeno un miliardo di euro». Ultima battuta su Beppe Grillo: «Sono convinto che non riuscirà a stare lontano dalla prossima campagna elettorale. Un'altra traversata? Magari con una barca stavolta andiamo a Marsala, e chissà che con questo sbarco non riusciremo davvero a liberare la Sicilia», ha concluso Cancelleri.

giovedì 22 ottobre 2015

Maltempo, M5S: E’ emergenza in Sicilia, Crocetta non chiede il Fondo di Solidarietà Europeo

Presentata Mozione all’Ars, prima firmataria la deputata Cinquestelle Valentina Zafarana: “Presidente non c’è più tempo per giocare, la Sicilia frana e i cittadini piangono lacrime amare”.


Maltempo. M5S: E' emergenza in Sicilia, Crocetta non
chiede il Fondo di Solidarietà Europeo
La Sicilia è in ginocchio. L’agricoltura di un’intera regione, le infrastrutture, le abitazioni private, le imprese, le scuole, gli ospedali e gli edifici pubblici si stanno sgretolando sotto la morsa del maltempo mentre la conta dei danni aumenta di giorno in giorno. “Le responsabilità di tale disastro sono a carico anche e soprattutto di chi ci governa e di chi lo ha fatto in passato”, lapidari i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars che parlano di “immobilismo”.
“Nulla è stato fatto negli anni per prevenire quanto sta accadendo oggi  sotto i nostri occhi, anzi – continuano i parlamentari Cinquestelle – passerelle di governanti in pompa magna sui luoghi martoriati ne abbiamo viste tante. Non vediamo però azioni concrete ne’ tanto meno l’interesse di beneficiare di tutti i fondi messi a disposizione per emergenze di questo tipo”. Con queste parole i deputati del M5S Sicilia si riferiscono, ad esempio, al Fondo di Solidarietà Europeo. Si tratta di contributi finanziari calcolati in base ai danni diretti provocati da una catastrofe e l’aiuto può essere utilizzato soltanto per operazioni essenziali di emergenza e di recupero e ripristino immediato delle infrastrutture e delle attrezzature nei settori dell’elettricità, delle condutture idriche e fognarie, delle telecomunicazioni, dei trasporti, della sanità e dell’istruzione.
Proprio in questi giorni, l’europarlamentare Ignazio Corrao, Cinquestelle anche lui, ha presentato un’interrogazione rivolta alla Commissione Europea affinché indichi se la Sicilia può o meno beneficiarne. Ora la deputata all’Ars Valentina Zafarana ha presentato anche una mozione parlamentare, chiede sia anche lo stesso governo regionale a farne richiesta. “Non ne possiamo proprio più di sentire parlare soltanto di rimpasti o di amici e nemici del Pd, – concludono i 14 Cinquestelle – presidente Crocetta non c’è più tempo per giocare, la Sicilia frana e i cittadini piangono lacrime amare”.

Questo non è un paese normale

PAZZESCO! Tutto ciò sembra incredibile nel 2015...Un' auto è stata risucchiata dentro una voragine voragine di sei metri e quattro di profondità si è aperta in corso Vittorio Emanuele a Valverde (Catania). PS. La vettura era stata appena parcheggiata dalla conducente, che per fortuna è rimasta illesa.#m5s #dissestoidrogeologico

Posted by Giulia Grillo Cittadina a 5 Stelle on Giovedì 22 ottobre 2015