VIDEO 5 GIORNI A 5 STELLE

DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

venerdì 7 agosto 2015

PALESTINA: La presa per il culo del PD

Il Parlamento è chiuso per la pausa estiva. Approfitto di questa pausa per riprendere gli argomenti sui quali i Pentastellati hanno speso tanto e con tanta fatica. Oggi vi invito a riascoltare l'intervento dell'Onorevole Manlio DI STEFANO molto sentito sul riconoscimento dello Stato di Palestina

Non ci sono altre parole per definire ciò che è accaduto oggi in aula ad opera del PD.
Incredibili in astuzia quanto ignobili nel vendersi i diritti dei palestinesi.
Il gioco è stato questo, il Governo ha approvato la mozione del PD che diceva di "prevedere il riconoscimento" (quando? come?) ma anche quella di NCD che lega il riconoscimento al proseguimento degli accordi di Oslo (fermi da appena 20 anni). In sostanza, senza tanti giri di parole, oggi il Parlamento italiano NON HA RICONOSCIUTO LO STATO DI PALESTINA anzi, gli ha messo una pietra tombale addosso.
Incredibile persino il voto favorevole e il giubilo di SEL alla mozione del PD, evidentemente abituati alla fedeltà verso quel gruppo che ogni anno li porta con se in Parlamento non hanno ben capito cosa stessero votando.
Fortunatamente però a chiarire tutto ci ha pensato direttamente l'ambasciata israeliana che ho subito diffuso un comunicato stampa col quale si dice SODDISFATTA per il NON riconoscimento.
Deputati della maggioranza, quanto vale la vostra dignità? Non vi sono bastate le migliaia di vittime civili di questi ultimi 20 anni? Che schifo...
Questo è il mio discorso di oggi dove spiego tutto, sono felice, e li ringrazio per questo, di aver visto in tribuna l'Ambasciatrice palestinese, il Presidente del Corpo Diplomatico della Lega Araba e un folto gruppo di civili palestinesi che mi hanno poi fermato fuori da Montecitorio per ringraziarmi. 
Questa è la gioia vera che noi portavoce proviamo ogni giorno, la riconoscenza.
Il mio lavoro per i diritti del popolo palestinese non finisce qui, credetemi, prima o poi ce la faremo.

A riveder le stelle *****

SERVIZIO PUBBLICO


“Voglio essere giudicato per il mio curriculum. Il principio della trasparenza è fondamentale”. Parola di Carlo Freccero, neo consigliere di amministrazione della Rai votato dai parlamentari del  Movimento 5 Stelle in commissione di Vigilanza. Un curriculum che parla da sé. Trent'anni di televisione alle spalle, in Italia e all'estero, nella TV pubblica e privata.
Idee politiche chiare ma netta indipendenza da tutti i partiti. Freccero è stato votato dai portavoce 5stelle, ma nessun filo lo ha legato, né lo legherà, mai al M5S. Un profilo competente che non farà né il curatore fallimentare per alimentare conflitti d’interesse né il portatore di interessi di partito. Sì perché i consiglieri scelti da PD e Forza Italia ricalcano esattamente queste caratteristiche: c’è l’uomo
che ha curato la prima campagna elettorale di Renzi, e poi altre 18 campagne sempre a sinistra; c’è l’assistente di un senatore PD; c’è il giornalista che pochi mesi fa lanciava una lista di appoggio a Caldoro come presidente della Campania; c’è l’ex capo ufficio stampa dell’Udc; c’è l’ex presidente
del sindacato dei giornalisti che ha battagliato contro i precari e c’è un ex deputato di Forza Italia. Uno dei peggiori consigli di amministrazione di sempre (Freccero a parte), che non risponde nemmeno ai requisiti formali della stessa Gasparri. La legge che definisce quelle che dovrebbero essere le caratteristiche dei consiglieri: “persone – recita la legge – di riconosciuto prestigio e competenza professionale e di notoria indipendenza, che si siano distinte in attività economiche,
scientifiche, giuridiche, della cultura umanistica o della comunicazione sociale, maturandovi significative esperienze manageriali”.
La bulimia lottizzatrice del Nazareno scavalca a piè pari ogni regola.

SCUOLA: La battaglia ora è nelle regioni

Il M5S presenta mozioni per impegnare le regioni a far ricorso alla corte costituzionale, la prima è stata approvata in Puglia

Non si ferma la battaglia del Movimento 5 Stelle contro la pericolosa riforma della scuola del governo. 
Dopo essere sceso in piazza al fianco di docenti e studenti, dopo aver cercato di fermare il provvedimento nelle Aule parlamentari, ora i pentastellati aprono un nuovo fronte direttamente nelle Regioni. L'obiettivo è cancellare questa legge, con cui Renzi smantella la scuola pubblica statale, portandola direttamente davanti alla Corte Costituzionale.
Per farlo sono state depositate delle mozioni nei Consigli Regionali in cui è presente il M5S, mozioni che impegnano la Giunta ad impugnare il Ddl Scuola per i suoi profili di incostituzionalità: la formazione professionale (materia di esclusiva competenza delle Regioni) e lo strapotere dei dirigenti che inficia l'autonomia delle istituzioni scolastiche. Le mozioni andranno discusse e, se approvate, le Giunte dovranno far ricorso alla Consulta. I primi risultati sono già arrivati: la mozione è stata già discussa e approvata all'unanimità in Puglia e ora si attende l'esito nelle altre Regioni.
Il M5S mantiene la promessa fatta nei mesi scorsi: professori, studenti e famiglie non saranno lasciati soli.

Pubblica Amministrazione - Delega SFASCIA Italia

Una nuova delega in bianco da parte del Governo è stata approvata in Aula al Senato. Si tratta del DDL sulla Pubblica Amministrazione, strettamente legato allo scellerato ddl "Sblocca Italia". Quello che porterà trivellazioni, abusi edilizi, condoni, più incenerimento di rifiuti, corruzione e alimenterà le ecomafie.
La nuova delega al Governo, consentirà alle Pubbliche amministrazioni, nonché ai gestori di beni e servizi, di applicare l'istituto del silenzio - assenso anche nei casi in cui le attività possano collidere con la tutela dell'ambiente, del territorio, del paesaggio e della salute del cittadino. Sono stati previsti (solo) 90 giorni affinché venga reso l'assenso. Decorso il quale, in mancanza di risposta da parte delle sovrintendenze (che hanno il compito di tutelare beni culturali e artistici) l'attività di deturpazione del paesaggio e del patrimonio può essere eseguita senza ostacoli e senza alcuna responsabilità diretta nel caso di danni. Verranno poi limitati gli interventi dei portatori di interessi collettivi nelle conferenze di servizi, dove i cittadini avranno sempre meno potere.
Verranno poi snaturate le funzioni e le competenze del Corpo di Polizia Forestale che andranno ad accorparsi, in maniera praticamente casuale, in altri e differenti corpi (forse nei Carabinieri). Le ecomafie ringraziano il governo Renzi.

ADDIO SANITA' PUBBLICA

Col Decreto Legge Enti Locali tagli pe 2,3 miliardi. Il Governo riduce i servizi spingendo i cittadini verso il privato



Il Governo ha posto la fiducia al DL enti locali sia al senato che alla Camera. In questo modo ha soffocato qualsiasi possibilità di confronto o di miglioramento di un provvedimento che verrà ricordato soprattutto per i nuovi, gli ennesimi, tagli alla Sanità.
Governo e Regioni infatti hanno deciso di togliere al nostro sistema sanitario, solo per il 2015, 2,352 miliardi.
Quella in atto è un'operazione portata avanti scientificamente da questo governo e dai precedenti che prevede tagli alla sanità, conseguente peggioramento dei servizi per spingere i cittadini a ricorrere sempre di più al privato. E' il piano per smantellare il diritto alla salute.
Sono molti i settori della sanità che subiranno una sforbiciata ma, tra questi, non c'è quello della farmaceutica. Anzi, il Movimento 5 Stelle ha scoperto che il Governo ha accolto due emendamenti presentati da senatori di Ncd, forzisti e fittiani attraverso il quale si fa un grosso sconto alla potente lobby del farmaco, che pregiudica alle casse dello Stato possibili risparmi per circa 200 milioni. Tra l'altro, due dei senatori che hanno firmato quegli emendamenti, Andrea Mandelli (Fi) e Luigi D'Ambrosio Lettieri (Cri) sono anche rispettivamente, presidente e vicepresidente dell'Ordine dei Farmacisti.
Di fronte al palese rischio di conflitto di interessi tra la carica parlamentare e quella al vertice di un ordine, l'M5S aveva lottato per cercare di obbligare i due senatori a scegliere. o l'una o l'altra.
Gli altri partiti sono stati contrari a questa richiesta e così i due sono stati liberi di difendere nelle istituzioni gli interessi della loro lobby.
Quello alla sanità è solo uno dei tanti tagli che in questi anni si stanno abbattendo sugli enti locali (40 miliardi in otto anni). Il Governo fa fare il lavoro sporto ad altri ma il risultato non cambia: in tre anni le tasse locali sono esplose, mentre il livello dei servizi è crollato.

E' ONLINE il nuovo numero di #5giornia5stelle


COCORICO', GIOVANARDI: Vietare discoteche ai minori di anni 18. Servono solo a sballarsi.

Caro Giovanardi, i giovani, se voglio sballarsi, non occorre che vadino al "Cocoricò", lo posso fare anche sotto casa sua. E senza che nessuno gli dica nulla. Secondo me occorre rafforzare la sicurezza delle discoteche dando loro uno strumento legislativo capace di contrastare il fenomeno dello "sballo". Chiudere, vietare, sono parole che, specialmente i giovani, non vogliono sentire. Ne vale l'economia di chi ha investito ed investe giornalmente in quelle strutture

COCORICO' La linea dura del senatore GiovanardiGUARDA IL VIDEO: http://bit.ly/1K4UkZl

Posted by Il Fatto Quotidiano on Giovedì 6 agosto 2015

NON DIMENTICHIAMO CHI E' GIORGIO NAPOLITANO

Alessandro Di BattistaNON DIMENTICHIAMO CHI E' GIORGIO NAPOLITANO!Napolitano non vuole che siano i cittadini ad...

Posted by Virus5Stelle on Venerdì 7 agosto 2015

ASSUNTA!!

E IL CONFLITTO DI INTERESSI? DOVE E' ANDATO? A PUTTANE? ALLORA NON ERA SOLO UN VIZIO DI BERLUSCONI!!!!

L'economista Sapir: "Uscire dall'Euro"

#FUORIDALLEUROL'opinione pubblica è attualmente convinta che l'Euro rappresenta un ostacolo alla crescita e allo...

Posted by MoVimento 5 Stelle on Giovedì 6 agosto 2015

Niente doldi per le famiglie con BAMBINI AUTISTICI

Incredibile. E' stato appena approvato dalla Commissione Sanità del Senato



"La legge appena approvata dalla Commissione Sanità del Senato non è risolutiva per le famiglie con bambini autistici. La maggioranza, dopo essersi riempita la bocca di belle parole e false promesse, alla fine ha deciso di fare una legge a costo zero, senza stanziare fondi nemmeno per la ricerca. Così oggi ci ritroviamo con un provvedimento pieno di buoni propositi, ma insufficiente nei contenuti e nei risultati e per questo in Commissione abbiamo scelto di astenerci. Si è persa un'occasione preziosa per aiutare davvero le 368mila famiglie coinvolte dal problema dell'autismo. Nel testo è confluita anche una nostra proposta di legge sull'autismo, che è stata però completamente snaturata. Per noi senza un Fondo per la cura dei soggetti affetti da autismo non si va da nessuna parte, perchè senza risorse è impossibile non solo fare ricerca, ma anche garantire alle famiglie personale professionalmente preparato e la continuità didattica a scuola. Grazie a un nostro ordine del giorno approvato siamo riusciti ad ottenere l'impegno del governo a promuovere l'istituzione di un nucleo di ricerca avanzata stabile sui disturbi dello spettro autistico presso il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), con il coinvolgimento delle università e anche in coordinamento con analoghe strutture a livello di Unione europea, e a determinare annualmente le risorse destinate allo sviluppo delle attività del nucleo di ricerca". Manuela Serra e Paola Taverna, M5S Senato

BOOM! IL PRESIDENTE DELL'ISTAT SPIAZZA TUTTI E DICE LA VERITA' SUL M5S

Adesso diranno che è un populista anche lui? DIFFONDETE!
Posted by MoVimento 5 Stelle on Venerdì 7 agosto 2015

Il vento sta cambiando

Il vento sta cambiando. La strada è ancora lunghissima ma tante persone - prima scettiche sul M5S - si stanno iniziando...

Posted by Alessandro Di Battista on Venerdì 7 agosto 2015

Trani, il crac della clinica vaticana: presi in 10, anche due suore.

L'operazione 'Oro pro nobis' alla Casa della Divina Provvidenza di Bisceglie su ordine della Procura di Trani, che indaga sulla bancarotta da mezzo miliardo. La richiesta per il parlamentare del Nuovo centrodestra

Spreco di denaro pubblico, assunzioni clientelari, bilanci falsificati (2011 e 2012), stipendi e consulenze d'oro, utilizzo di risorse tutt'altro che finalizzate alla cura dei malati. Tutto questo avrebbe portato, anno dopo anno, al crac della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza, ovvero alla bancarotta fraudolenta dell'omonima casa di cura per malati psichici con sedi a Bisceglie (Bat), Foggia e Potenza. Un buco da 500 milioni di euro, oltre 350 dei quali costituiti da debiti nei confronti dello Stato. L'ente è attualmente in amministrazione straordinaria.
Divina Provvidenza, il Procuratore: "Progetto criminoso in danno dei malati"


La Procura della Repubblica di Trani ha chiuso tre anni di indagini. Dieci le persone destinatarie di un'ordinanza di custodia cautelare (tre in carcere, sette ai domiciliari) firmata dal gip del tribunale Rossella Volpe. Nove gli arresti eseguiti dalla guardia di finanza di Bari, tra cui quelli di due suore della Congregazione ("iniziativa cautelare sorprendente", l'ha definita il loro avvocato Francesco Paolo Sisto): suor Marcella Cesa e suor Assunta Pulzello. In carcere sono finiti Dario Rizzi, 64 anni, ex direttore generale della Divina Provvidenza; Antonio Battiante, 43 anni, ex direttore generale e amministratore di fatto dal 2010, e Rocco Di Terlizzi, anche lui amministratore di fatto ma dal luglio 2009.

Ai domiciliari, insieme con le due religiose, sono andati Angelo Belsito, 68 anni, amministratore di fatto dal luglio 2009; Antonio Damascelli, 67 anni, consulente fiscale; Adriana Vasiljevic, 29 anni, e Augusto Toscani, 69 anni, collaboratori dell'ente ecclesiastico. La decima persona è il senatore Antonio Azzollini (Ncd), già sindaco di Molfetta e presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama. Nei suoi confronti è stata depositata a Roma una richiesta di arresto ai domiciliari che nelle prossime ore finirà sul tavolo della giunta per le immunità, chiamata a dare l'ok o a respingerla.

Oltre alle due religiose (una, rappresentante legale pro tempore della Congregazione, e l'altra economa), sono finiti agli arresti un ex direttore generale, amministratori di fatto, consulenti e dipendenti dello stesso ente. Gli indagati sono in tutto 25, compresi gli arrestati: a 12 di loro la Procura contesta l'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più reati. Tra questi c'è Azzollini, ritenuto uno dei capi ma non tra i promotori del presunto "gruppo di malaffare", come lo hanno definito gli inquirenti, accusato anche di corruzione per induzione e concorso in bancarotta fraudolenta. Fra gli indagati per quest'ultimo reato compare anche il deputato foggiano Raffaele Di Gioia (Psi-Gruppo Misto), per un episodio di elargizioni in denaro da parte dell'ente alla figlia Silvia (anche lei indagata), dipendente in uscita, mentre si disponevano piani di licenziamento per oltre mille persone.
Militari della guardia di finanza di Bari hanno eseguito dieci arresti, tre in carcere e sette ai domiciliari, nei confronti di persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e altri reati per il crac delle case di cura Divina Provvidenza, a Bisceglie, con sedi anche a Potenza e Foggia. Tra i destinatari del provvedimento di arresto (ai domiciliari) c'è il senatore Antonio Azzollini (Ncd), presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama: la richiesta è già stata notificata in parlamento. Ai domiciliari anche due suore che gestivano l'ente ecclesiastico: suor Marcella Cesa e suor Assunta Pulzello rispondono a vario titolo di associazione per delinquere e bancarotta fraudolenta.
Anche un altro parlamentare, il deputato Raffaele Di Gioia (Psi-Gruppo misto), è fra gli indagati. In carcere sono finiti Dario Rizzi, 64 anni, ex direttore generale della Divina Provvidenza; Antonio Battiante, 43 anni, ex direttore generale e amministratore di fatto dal 2010, e Rocco Di Terlizzi, anche lui amministratore di fatto ma dal luglio 2009. Ai domiciliari, insieme con le due religiose, sono andati Angelo Belsito, 68 anni, amministratore di fatto dal luglio 2009; Antonio Damascelli, 67 anni, consulente fiscale; Adriana Vasiljevic, 29 anni, e Augusto Toscani, 69 anni, collaboratori dell'ente ecclesiastico.
Divina Provvidenza, il procuratore: "Progetto criminoso in danno dei malati"
 Il senatore Azzollini è coinvolto anche in un'inchiesta sul porto di Molfetta, ma per la richiesta che riguardava l'utilizzo delle intercettazioni il Senato negò l'autorizzazione anche con i voti del Pd. "Mi difenderò come sempre nel processo e nelle aule parlamentari per la parte che riguarda queste", si è limitato a commentare. Quanto ai verbali, invece, Azzollini avrebbe detto alle suore della Divina Provvidenza facendo irruzione nella Casa: "Da oggi in poi comando io, se no...". La frase, riferita da presenti, è nell'ordinanza di arresto: episodio "intimidatorio", dice il gip, che "inaugura la stagione del potere azzolliniano".
Tra i 25 indagati potrebbero figurare, oltre alle due religiose arrestate, anche un paio di alti prelati. Sequestrati, nel corso dell'inchiesta, 32 milioni di euro e un immobile destinato a clinica privata a Guidonia (Roma) appartenente all'ente ecclesiastico, in realtà fittizio. Alle indagini, effettuate dalla Guardia di finanza di Bari con l'ausilio della Procura e dei carabinieri del Nas di Foggia, ha fornito una collaborazione definita "preziosa" lo Ior del nuovo corso, rispondendo alle richieste di rogatorie internazionali arrivate dalla Procura di Trani.
Così come "un pesante atto di accusa nei confronti di coloro che si sono avvicendati alla guida dell'ente a partire dalla fine degli anni Novanta" è arrivato dalle relazioni dell'attuale amministratore straordinario dell'ente, Bartolomeo Cozzoli.. "Non è in discussione la struttura sanitaria, che è di eccellenza" ha detto il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, fornendo rassicurazioni sul destino lavorativo dei 1600 circa dipendenti della 'Divina Provvidenza'. Ma dietro l'angolo potrebbero esserci presto altre novità. L'inchiesta sull'ente ecclesiastico è figlia di un'altra indagine su una presunta truffa al Servizio sanitario nazionale che potrebbe chiudersi a breve riguardante la regolarità dei ricoveri nelle strutture della Casa di cura.

giovedì 6 agosto 2015

Matteo Renzi, il premier che gettò la maschera

di Saverio Lodato - 1° agosto 2015

Detesta la magistratura. Detesta il controllo di legalità. Detesta le inchieste. Mal sopporta Procure e investigatori. Non ritiene che il Paese abbia bisogno di grandi verità sul passato recente e remoto. Non gliene frega niente di stragi, grandi delitti e mandanti esterni. Una volta a Firenze, a una giornalista che gli chiese che ne pensasse della strage di via dei Georgofili, rispose infastidito: "chieda alla mia segretaria". Elegante, non c’è che dire. E soprattutto rispettoso del dolore dei parenti delle vittime.Detesta il confronto. Detesta la dialettica parlamentare. Gli piace la Cavalcata delle Valchirie, ma a colpi di voti di fiducia. Non capisce perché lo Stato debba reggersi sull’equilibrio di tre poteri, quando ne basterebbe uno solo, il suo. Odia i giornali e i giornalisti, quelle rare volte che lo mettono in cattiva luce. Gli va il sangue al cervello, e metterebbe, metaforicamente, s’intende, la mano alla fondina, al solo sentir parlare di intercettazioni telefoniche, soprattutto se è anche lui a finirci dentro, come è accaduto quando anticipava che avrebbe licenziato Letta senza preavviso. Non pronuncerà mai, né l’ha mai pronunciata, la parola "valori". Lo stesso dicasi per la "questione morale" che sembra diventata in Italia, da quando c’è lui, parola ricoperta dalla muffa della Crusca. Se scoppiano scandali che denotano un tasso di corruzione che ha fatto ormai dell’Italia una nazione irrecuperabile, fa finta di reagire con “gli strumenti della politica", nominando "consulenti" e "commissari", pretendendo la verità senza la quale "chi ha sbagliato pagherà". Tutto il mondo ha capito come Roma sia diventata negli anni la capitale dello Stato-Mafia. Ma consulenti e commissari, servizievoli al suo dettato, trovano il modo di non scioglierne il consiglio comunale, quando al Sud, per un decimo di quanto è accaduto a Roma, ne sono stati sciolti a bizzeffe. Non lo sentirete mai pronunciare il nome di Nino Di Matteo, il pubblico ministero palermitano che rischia la vita. Non ha mai fatto riferimento, né lo farà mai, al processo sulla Trattativa Stato-Mafia che, fosse per lui, andrebbe spianato da una ruspa.E’ solito abbracciarsi agli "impresentabili" in campagna elettorale, per l’immancabile foto ricordo. E’ solito bistrattare i suoi stessi compagni di partito, pensiamo alla Bindi, o allo stesso Orfini, quando si sono permessi in alcune occasioni, anche se magari solo a parole, di alzare la cresta innalzando l’asticella della legalità. Quando poi la temperatura sale eccessivamente, la contesa si fa rovente, i problemi esplodono, è lo specialista della fuga. Fughe intercontinentali, fughe a lunga percorrenza, da un continente all’altro. Fugge all’estero, America o Israele non fa differenza, perché aspetta che la situazione interna si calmi e giornali e televisioni abbiano ormai altro a cui pensare. E lui, che non solo è il premier, ma il segretario del PD, pretende una sua "presenza blindata" alla Festa nazionale dell’Unità. Come se Papa Francesco, per affacciarsi in piazza San Pietro, pretendesse fucili mitragliatori che fanno capolino dalle persiane. Ma c’è di più, e di peggio, come si sarebbe detto una volta. Alla fine, alla Festa dell’Unità non c’è neanche andato, accontentandosi di incontrare, in un’improvvisata, i cuochi che se lo son visti catapultare in mezzo a pentole e padelle. Temeva un fitto lancio di uova e pomodori di stagione.    Direte che è arrogante. Che è un cialtrone, un cialtroncello o un cialtronaccio, a usare i diminutivi e i peggiorativi della parola "cialtrone" riportati dal dizionario Treccani. E sbagliereste di grosso. Direte che è un superficiale, un approssimativo, un giovane Narciso dirottato da palazzo Pitti a Palazzo Chigi.Direte che a suo tempo, uno dei suoi primi gesti mediatici fu rendere omaggio a Silvio Berlusconi nella sua dimora. Questo è vero. Ma può bastare quest’indizio, piatto forte per i "colpevolisti", per spiegare chi è oggi l’uomo che ha definitivamente gettato la maschera? Noi pensiamo di no. Per giustificare il salvataggio del senatore Azzollini, con intercettazioni a suo carico che chiuderebbero qualsiasi udienza processuale cinque minuti dopo, ha avuto il coraggio, o la faccia tosta, se preferite, di complimentarsi con i senatori che avevano riscontrato il "fumus persecutionis" dei magistrati non accettando di far da "passacarte delle Procure". E le sue ministre ebetine, ma anche qualche suo ministro particolarmente signorsì, annuirono. Come d’abitudine. Cosa vi aspettate di diverso da un premier così?Da un premier che è amico di famiglia, essendone amico anche il suo papà, di un tal Verdini per quattro volte rinviato a giudizio? O vi aspettavate che Matteo Renzi, perché è di questo signore che fino a ora abbiamo parlato, fosse un "passacarte delle Procure"?No, no. Non lo capite? Questo premier sta cambiando l’Italia. In che modo lo stia facendo, giudicatelo da soli.


Altra mannaia sul capo del Presidente della Regione Sicilia. Crocetta e sei assessori indagati per assunzioni a Sicilia e-Servizi.



Iscritti nel registro il governatore e parte della sua ex giunta: Bartolotta, Bonafede, Cartabellotta, Scilabra, Stancheris e Valenti indagati per abuso.
Il presidente della Regione siciliana e l EX magistrato Antonio Ingroia sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura di Palermo per l'ipotesi di abuso d'ufficio in relazione alla vicenda della società partecipata regionale "Sicilia e-servizi", che si occupa dell'informatizzazione dell'amministrazione. L'iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto dopo che il Gip, nei giorni scorsi, aveva respinto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura.
Il procedimento penale riguarda una serie di assunzioni che sarebbero state effettuate in violazione delle norme che bloccano le immissioni in servizio nella pubblica amministrazione. Lo scorso 9 marzo, il Gip Lorenzo Matassa aveva rigettato la richiesta di archiviazione "contro ignoti" e aveva ordinato alla Procura di indagare i presunti responsabili, dando loro un nome e cognome in base a un rapporto presentato dalla Guardia di finanza. Oltre a quelle di Crocetta e a Ingroia, che è presidente di Sicilia e-servizi, il Gip si è rifiutato di archiviare anche le posizioni di Mariano Pisciotta, rappresentante dell'organismo di controllo di Sicilia e-servizi, degli assessori regionali in carica all'epoca dei fatti, nel dicembre 2013, ossia Antonino Bartolotta (Infrastrutture), Ester Bonafede (Lavoro), Dario Cartabellotta (Agricoltura), Nelli Scilabra (Formazione), Michela Stancheris (Turismo) e Patrizia Valenti (Funzione pubblica).
L'accusa contro Ingroia muove dal fatto che, da commissario liquidatore, l'ex procuratore aggiunto di Palermo stipulò contratti con 75 dipendenti della Sisev, società privata satellite dell'azienda pubblica: si sarebbe trattato di "assunzioni mascherate" nella pubblica amministrazione, effettuate in violazione delle regole che prevedono le immissioni in servizio nel pubblico e il blocco in questo settore, disposto per ragioni di spending review. L'operazione fu portata a termine dopo un parere dell'Avvocatura dello Stato, che però secondo la Guardia di Finanza non era vincolante, circa la possibilità di assumere a tempo indeterminato nelle società partecipate, con il cosiddetto "ripopolamento": mentre sarebbe dovuto valere il divieto anche di fare assunzioni a tempo determinato.
Crocetta e gli assessori votarono la delibera numero 6 del 2014, che recepì il parere dell'Avvocatura e diede il via libera al transito dei 75 ex Sisev in Ses (Sicilia e-servizi). Il costo dei dipendenti, da marzo 2014 a luglio 2015, è stato valutato in 2.257.736,42 euro. Per questo danno erariale, il governatore, Ingroia, l'avvocato dello Stato Massimo Dell'Aira e i sei assessori sono già stati citati in giudizio dalla Corte dei conti. A Crocetta sono stati chiesti 265 mila euro, a Ingroia e Dell'Aira 100 mila a testa, agli assessori 50 mila ciascuno. Inoltre l'ipotesi, già formulata dai magistrati contabili, è quella di avere arrecato un ingiusto vantaggio, anche patrimoniale, a soggetti che, senza la violazione di legge, non avrebbero ricevuto il denaro.
La Procura di Palermo, all'epoca diretta da Francesco Messineo, il 28 luglio scorso, nonostante il rapporto della Finanza, aveva chiesto di archiviare il procedimento senza nemmeno identificare i presunti responsabili, ma trattando il fascicolo come "ignoti". Il Gip Matassa aveva però obiettato che "non possono dirsi ignoti coloro che sono stati compiutamente identificati dalla polizia giudiziaria, nella nota depositata il 14 aprile 2014".

Credo che per Crocetta sia giunto il momento di ritirarsi

Rita BORIONI, la consigliera della Rai che non conosce Sky, Netflix e neppure il digitale terrestre.

dalla Redazione di Tze Tze


"C'è chi l'ha bollata come "quota D'Alema", c'è chi l'ha additata come incarnazione della lottizzazione, c'è chi stupito si chiedeva chi diavolo fosse. Lei è Rita Borioni, storica dell'arte nonché volto noto di RedTv (la tv di Baffino, appunto), classe 1965 e un futuro tutto da vivere ai vertici di Viale Mazzini. Già, ma che c'entra la Borioni con la Rai, esclusa la sua prossimità alla politica? Poco e nulla, dicono i maligni. Ma dopo l'intervista rilasciata dalla signora Rita a Il Messaggero, forse anche i meno maligni si presteranno a taglienti considerazioni. Già, perché all'angolo, la Borioni, ci si è messa da sola. Alla prima domanda le chiedono quale strategia utilizzerà per battere Sky. Lei risponde così: "Sky?". Dunque le spiegano che cosa sia, questo misterioso "Sky", e Borioni fa spallucce: "Io non ce l'ho. Non ho la parabola. Ha anche un costo l'abbonamento a Sky" (per inciso anche la Rai, nostro malgrado, ha un costo: chissà se ne è mai stata informata). 
Digitale terrestre...?! - La consigliera d'amministrazione, dunque, non vede l'emittente di Rupert Murdoch, che in Italia non gioca un ruolo esattamente marginale. O meglio, "ogni tanto mi capita (di vedere Sky, ndr). Per esempio a casa di mio fratello. Comunque - promette baldanzosa - ora l'abbonamento lo farò". Giura impegno, la Borioni, e chi legge le sue parole un poco si tranquillizza. Peccato però che già alla successiva domanda faccia piombare nuovamente il lettorato in un abisso di dubbi e sconcerto. Le chiedono che cosa sia il digitale terrestre. Ovviamente non lo sa, e dribbla la questione affermando che "io mi occupo di cultura". È in crisi, la Borioni, e l'intervistatore infierisce chiedendole retoricamente se, per caso, anche il digitale terrestre può essere considerato cultura. "Tutt'altro - riprende la consigliora -. Volevo dire che la cultura da cui provengo io e le nuove tecnologie sono due cose vicine e che possono stare insieme". E gli abissi di dubbi e sconcerto si fanno sempre più profondi". 

E' proprio vero. L'uomo (in questo caso... La donna) giusto al posto giusto.... Praticamente: "Io ti metto li e tu fai quello che io ti dico di fare. Senza ma e senza se".

MAGGIONI: DAL BILDEBERG ALLA PRESIDENZA RAI, ECCO CHI FA CARRIERA IN ITALIA!


Cerchiamo di vederci chiaro, il 30 maggio 2014 Carlo Sibilia scriveva sul Blog di Beppe Grillo: “Ho appena finito di leggere tutto il resoconto della riunione del pericoloso gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle in prima pagina su tutti i giornali italiani. Ringrazio questi fantastici giornalisti italiani che mi danno delle informazioni così dettagliate. Se fossi stato presente credo avrei sentito meno di ciò che c’era scritto. Non ero in riunione perché stavo cercando di portare la nostra proposta al meeting del Club Bilderberg qui a Copenaghen. Una proposta contro il conflitto d’interessi, l’ingerenza delle lobby sulla politica, la prevalenza degli interessi dei banchieri e della finanza su quelli dei cittadini. Ma mi rendo conto che è più interessante il nostro meeting che quello dei 120-150 uomini più influenti del pianeta qui al Marriott della capitale danese. Stasera abbiamo provato con tutti i modi leciti e democratici a consegnare il nostro scritto. Ho anche interpellato la stampa italiana presente qui al meeting Bilderberg, presente non per raccontare qualcosa a noi cittadini sia chiaro (quindi a fare il loro lavoro), ma come meritevoli invitati ovviamente. Ho contattato telefonicamente Monica Maggioni di RaiNews che abbiamo visto anche entrare con una bella auto blu oltre le transenne e il cordone di sicurezza. Non mi ha risposto. Chissà perché. Eppure i giornalisti ci cercano in lungo e il largo per raccogliere commenti sulla fondamentale “autocritica”. Così le ho inviato un sms che riporto qui sotto. Mi rendo conto che è da pazzi complottisti continuare a parlare di conflitto d’interessi, strategia della tensione, di riunioni tra membri del governo, banchieri e capitani delle più grandi multinazionali del mondo (protetti anche dai cecchini che presidiavano adeguatamente il tetto del luogo dell’incontro)…meglio infatti focalizzare sulle riunioni di quei pericolosi sfascisti del Movimento 5 Stelle. Meglio fare le pulci a loro invece di chi decide le cose veramente. E, vi prego, ignorate adeguatamente questo post. Anzi, questo messaggio non esiste”.
Mentre Roberto Fico precisava in data 15 giugno 2014:” Ecco il quesito che ho inviato alla Rai sulla partecipazione della direttrice di Rai News 24 all’ultimo meeting del Club Bilderberg che si è svolto a Copenaghen dal 29 maggio al 1 giugno. Monica Maggioni figura tra gli invitati alla riunione a cui annualmente prendono parte circa 150 tra le personalità più influenti del pianeta: politici, banchieri, vertici di multinazionali, imprenditori. Le riunioni del Bilderberg sono chiuse al pubblico e alla stampa. Non è possibile conoscere contenuto e finalità degli incontri ad eccezione di un sintetica lista di argomenti pubblicata sul sito dopo la chiusura della conferenza. Non si hanno notizie precise delle finalità perseguite o delle conclusioni raggiunte. La partecipazione della direttrice di Rai News a un meeting con queste caratteristiche è suscettibile di condizionare l’esercizio libero e critico dell’attività giornalistica e di minare il rapporto di fiducia che si instaura tra il responsabile di uno dei canali di informazione della tv pubblica e i cittadini. In tantissimi mi hanno infatti scritto segnalandomi, preoccupati, la vicenda. La Rai dovrà rispondere entro 15 giorni all’interrogazione e in caso di risposta incompleta richiederemo senza dubbio ulteriori dettagli”
In questo video Salvo Mandarà ha il coraggio di alzarsi in piedi in diretta tv, afferrare il microfono e urlare quello che in tanti avrebbero potuto/dovuto fare: “La Maggioni che cazzo è andata a fare al Bildeberg?”

Un provvedimento pieno di buoni propositi, ma insufficiente nei contenuti e nei risultati

Un provvedimento pieno di buoni propositi, ma insufficiente nei contenuti e nei risultati

Posted by MoVimento 5 Stelle Senato on Mercoledì 5 agosto 2015

SE IL MOVIMENTO 5 STELLE.....

"SE IL M5S VA AL GOVERNO DEVONO SCAPPARE DALL'ITALIA PERCHÉ GLI SEQUESTRIAMO TUTTO QUELLO CHE HANNO RUBATO AL POPOLO!" -https://www.facebook.com/tzetze.politica/videos/997902110242700/

Posted by Virus5Stelle on Mercoledì 5 agosto 2015

Buon Giovedì di resistenza a tutti

Buon Giovedi di RESISTENZA a tutti i fratelli di pensiero pentastellato ... La riVoluzione degli Onesti continua ;)

Posted by Virus5Stelle on Mercoledì 5 agosto 2015

Camera: la commissione cancella i tetti agli stipendi dei commessi



Salta´ il tetto agli stipendi dei commessi di Montecitorio. La commissione giurisdizionale per la tutela dei dipendenti di Montecitorio ha bocciato la parte di delibera del 2014 sui tetti agli stipendi dei dipendenti della Camera relativa ai limiti introdotti agli i stipendi dei dipendenti di `livello più basso´, come i commessi, i documentaristi, e gli addetti al bar. 
Risparmi a rischio 
Se l'appello contro la sentenza della commissione - composta da deputati, quasi tutti del Pd - non ribalterà la decisione assunta, l'effetto sarà che mentre i funzionari di alto livello a fine carriera avranno uno stipendio lordo annuo pari a 240 mila euro, come prevede appunto la delibera del 2014, un documentarista a fine carriera avrà uno stipendio praticamente simile, pari cioè a 237 mila euro. Il che vuol dire che mentre per i consiglieri parlamentari - i funzionari di alto livello - non ci sarà più possibilità di aumentare il proprio stipendio con gli anni, ciò sarà ancora possibile per i dipendenti semplici, come ad esempio i commessi. L'altro effetto che potrebbe produrre la sentenza andrebbe a incidere direttamente sui risparmi calcolati nel bilancio della Camera: prima della sentenza i risparmi previsti erano pari a 60 milioni di euro in 4 anni. Gli effetti della sentenza produrrebbero una diminuzione a quota 13 milioni di euro.

Video pirata: le gravi offese del Ministro Boschi


5 agosto 2015.
VERGOGNA IN AULA: “Il Ministro Boschi, chiedendo la Fiducia, afferma a gran voce che il mantenimento dell’operatività dell’Ilva è una priorità irrinunicabile! Diamole un caschetto e mandiamola all’altoforno!”, Maurizio Buccarella M5S
Ascoltate con attenzione le parole pronunciate dal Ministro: “Per noi è un problema se chiude l’Ilva di Taranto!”, i Cinque Stelle urlano: “Per i cittadini di Taranto è un problema, per la loro salute! Non è un problema del M5S ma per le persone che si ammalano!”

Gli toccano i soldi e il Deputato SBROCCA


5 agosto 2015.
Si discute del bilancio della Camera e quindi di stipendi, rimborsi e privilegi dei deputati. Dopo l’approvazione di un odg a firma Luigi Di Maio che elimina i rimborsi dei viaggi per gli ex deputati, Angelo Cera (UDC) prende parola per insultare il M5S. Ci apostrofa con l’epiteto “gentaglia scadente” sostenendo che non vanno tagliati gli stipendi dei deputati altrimenti si abbassa il livello qualitativo dei politici. Noi abbiamo già restituito 13 milioni di euro dei nostri stipendi e rimborsi alle PMI e ne andiamo fieri. “Togli i soldi dalla politica e la politica diventa una cosa bella, pulita, onesta” Silvia Chimenti M5S


#ITALIA5STELLE - Imola, 17 e 18 ottobre 2015

Invitate tutti i vostri contatti! Vi aspettiamo numerosi!

Posted by MoVimento 5 Stelle Senato on Mercoledì 5 agosto 2015

mercoledì 5 agosto 2015

PASSACARTE A CHI? - IL TRIBUNALE DEL RIESAME DI BARI CASTIGA LA SPOCCHIA DI RENZI E CONFERMA L’IMPIANTO ACCUSATORIO DELLA PROCURA DI TRANI CONTRO AZZOLLINI: “ERA IL DOMINUS DI UN’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA A DILAPIDARE LE SOSTANZE DELLA ‘DIVINA PROVVIDENZA’”

Scrive il collegio: “La presenza di tutti i soggetti, riconducibili al senatore Azzollini, fornisce il dato oggettivo della “presa di potere” da parte di quest’ultimo e dell’articolazione dell’associazione per delinquere”…


Il senatore Antonio Azzollini era «il dominus di un apparato sicuramente inquinato e finalizzato a dilapidare le sostanze della Congregazione della Divina Provvidenza». Il Senato ha negato l’autorizzazione all’arresto anche perché, come ha tenuto a sottolineare il presidente del Consiglio Matteo Renzi «non siamo i passacarte delle procure».

Ma il tribunale del Riesame di Bari — chiamato a pronunciarsi sul ricorso del coindagato Antonio Battiante — conferma l’impostazione dell’accusa, già accolta dal giudice. E giudica in maniera pesante l’operato del politico, finito sotto inchiesta per associazione per delinquere e bancarotta per aver «svuotato» le casse dell’Ente, dopo aver — come era scritto nella richiesta di cattura — «fatto approvare leggi per far ottenere sgravi fiscali, nella sua veste di presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama».

Scrive il collegio: «La presenza di tutti i soggetti (indagati ndr ), tutti certamente riconducibili al senatore Azzollini, fornisce il dato oggettivo della “presa di potere” da parte di quest’ultimo e dell’articolazione dell’associazione per delinquere, quanto meno a far data dal suo “ingresso” a ben poco valendo la circostanza dell’assenza di elementi di prova della sussistenza del vincolo sin da epoche remote».

E ancora: «C’è piena convergenza di intenti che muoveva il senatore e la madre generale suor Cesa la quale non solo aspettava da un anno i nominativi per l’organo di Vigilanza ma che si augurava che Azzollini rimanesse al suo posto di presidente della commissione Bilancio perché ciò faceva “comodo” alla Congregazione: il riferimento alle iniziative legislative tese a consentire le esenzioni contributive e fiscali è del tutto evidente. Ulteriore elemento da cui si trae l’esistenza di un sodalizio dedito alle attività criminali sopra accennate si coglie dai criteri di scelta dei dipendenti da escludere dalle liste di mobilità».

Nella motivazione il Riesame sottolinea anche che «se il senatore Azzollini si fosse soltanto preoccupato di comprendere quale fosse il reale stato finanziario della Congregazione quale presupposto per le proprie iniziative politiche, onde valutare l’opportunità di proporre nuovamente benefici contributivi e fiscali che lo Stato riconosce ai cittadini che si trovano in difficoltà non a causa di una propria condotta, di certo avrebbe ottenuto il plauso generale». E invece «nulla di tutto ciò si è verificato».
Fonte

#MAFIA CAPITALE - Ecco i nomi

da Il Fatto Quotidiano - Loredana Di Cesare

BUZZI TIRA IN BALLO ZINGARETTI

L’affare più ghiotto era quello dell’appalto per l’energia negli ospedali. Ne parlava Salvatore Buzzi quando faceva il bello e il cattivo tempo con gli affidamenti in Campidoglio e intanto puntava al bersaglio grosso in Regione: “La gara sull’energia so’ 7 lotti: un miliardo e mezzo de euro”, oggetto di “una spartizione millimetrica” in cui avrebbe avuto un ruolo anche Peppe Cionci, l’imprenditore che aveva raccolto SOLDI per le campagne elettorali di Zingaretti e di Ignazio Marino. Poi c’erano tutti gli altri fondi, perché il piatto alla Pisana era ricco, ricchissimo. Il bando da 60 milioni per il Recup? “C’avemo Luca (Gramazio, consigliere Pdl arrestato, ndr)”, assicurava Massimo Carminati. I 33 milioni del fondo di riequilibrio per i Comuni? Due emendamenti firmati da Marco Vincenzi, ex capogruppo Pd, e 1,8 milioni finivano direttamente ai municipi di Roma. I soldi per il Piano Straordinario Emergenza Casa? “Abbiamo chiuso con Maurizio Venafro (ex capo di gabinetto di Zingaretti, ndr) e con De Filippis (Raniero, dirigente della Pisana, ndr)”, raccontava raggiante Guido Magrini, direttore del dipartimento Politiche sociali della Pisana, finito ai domiciliari nella seconda tornata di arresti di Mafia Capitale. Ora che il capo della cooperativa 29 giugno ha cominciato a parlare – e lo stesso sta facendo Luca Odevaine, uomo forte della cupola nell’affare migranti – prende corpo un’ipotesi già emersa: l’inchiesta della Procura di Roma punta dritto al vertice della Regione Lazio. Sponda Pd.

Buzzi fa l’elenco degli amici della PisanaIl 20 aprile 2013 Buzzi compila, intercettato, l’elenco delle persone che tiene a libro paga: “Lo sai a Luca (Odevaine, ndr) quanto gli do? – si legge nella prima ordinanza di custodia cautelare – 5mila euro al mese (…) Schina 1.500 euro al mese… (…) un altro che mi tiene i rapporti con Zingaretti (Nicola, presidente della Regione Lazio, ndr) duemilaecinque al mese“. L’identità dell’uomo che faceva da tramite tra il sodalizio e il governatore non è ancora nota, ma la girandola di nomi che viene fuori dalle carte è nutrita e tocca i quadri dell’organigramma regionale a tutti i livelli. Secondo il tg di La7, il ras delle coop rosse ha cominciato ha parlare: “Il palazzo della provincia all’Eur, comprato da Zingaretti prima della costruzione? Secondo Odevaine presero soldi il capo di gabinetto Maurizio Venafro, il segretario generale Cavicchia e Peppe Cionci per Zingaretti”, avrebbe detto ai magistrati tirando in ballo l’ex braccio destro e vero e proprio uomo ombra del governatore. Il cui nome compare 11 volte nella seconda ordinanza e che il 24 marzo si era dimesso perché indagato dalla procura di Roma per turbativa d’asta.

Venafro, il braccio destro di Zingaretti che segnalava l’uomo di GramazioLa vicenda riguarda il maxi appalto di 60 milioni di euro per il Recup (Centro unico prenotazioni) della sanità, revocato da Zingaretti a dicembre 2014 dopo che il bando era finito nelle maglie dell’inchiesta. A Buzzi la gara fa gola e, secondo l’accusa, mobilita Gramazio – snodo del sistema di spartizione bipartisan – perché avvicini proprio Venafro, che avrebbe dovuto appoggiare la nomina di Angelo Scozzafava – arrestato a giugno – come membro della commissione aggiudicatrice. “‘Sta partita la gestisce Venafro per conto de Zingaretti…”, racconta il capo della 29 giugno a Carlo Guarany. La manovra riesce e Scozzafava viene inserito in commissione. Dell’intesa parla Elisabetta Longo, responsabile della Direzione regionale della centrale degli acquisti che, interrogata, ammette di aver inserito “Scozzafava quale componente della Commissione di gara per il Cup su indicazione di Maurizio Venafro”. E lo stesso Venafro – la cui abitazione figura tra le 21 perquisite il 4 giugno dai carabinieri del Ros – dice ai pm d’aver fornito l’indicazione “del nominativo di Scozzafava alla Longo quale possibile componente di commissione di gara”, e che lo stesso gli era stato fornito da Gramazio.

Vincenzi, fedelissimo che firmava emendamenti pro-BuzziZingaretti deve volergli bene: alle elezioni gli ha portato in dote oltre 16mila voti. Per i pm è l’uomo in grado di spostare somme dalla Regione ai municipi di Roma. “Vado da Vincenzi… che è il padrone di Tivoli… a cena e gli faccio un pompino… vediamo se me riesce”, raccontava Buzzi nel gennaio 2014. Il ras delle coop sa che i fondi regionali da distribuire sono parecchi. Ci sono i 33 milioni del fondo di riequilibrio territoriale: lo scopo è farne finire una parte direttamente ai municipi senza passare per il Campidoglio. “Buzzi illustrava a Carminati ‘gli emendamenti’ che Testa (Fabrizio, ndr) avrebbe dovuto portare in Regione, relativi ai nuovi finanziamenti ottenuti grazie all’intervento di Gramazio (1,2 milioni, ndr) e Marco Vincenzi (600mila euro, ndr)“, scrivono i pm nella seconda ordinanza: Vincenzi li presenta il 17 giugno in Commissione Bilancio. I due sono in contatto, il 12 settembre gli investigatori li fotografano a Villa Adriana mentre si scambiano bigliettini. Ma la prima telefonata intercettata risale a giugno 2014. A Tivoli si vota e Vincenzi sostiene al ballottaggio la candidata sindaco del Pd, Manuela Chioccia e Buzzi vuole aiutarla: “Mi so’ fatto l’elenco dei miei dipendenti su Tivoli. Ora li richiamiamo tutti… noi volevamo da’ anche a Manuela un contributo. Per il sostegno delle spese che lei c’ha”. La risposta: “…ti do il coso del comitato elettorale”. Il giorno dopo Buzzi inviava un sms a Vincenzi: “Sottoscrizione effettuata, sensibilizzazione in corso. In bocca al lupo”. “Grazie”, rispondeva il politico. Il “pompino” era riuscito.

Patanè, il consigliere che “voleva 120mila euro”
Di lui si sono perse le tracce il 6 dicembre, giorno in cui si autosospese dal Pd. Tre giorni prima, all’indomani dello scoppio dello scandalo, aveva rimesso la carica di Presidente della Commissione Cultura. Eugenio Patanè è indagato per turbativa d’asta e illecito finanziamento. “Nel pomeriggio del 16.5.2014, a partire dalle 15:30 – scrivono gli inquirenti a pagina 162 della prima ordinanza di custodia cautelare – all’interno dell’ufficio di via Pomona 63 in Roma (sede della coop 29 giugno, ndr), veniva intercettato un ulteriore dialogo di estremo interesse investigativo, nel corso del quale Buzzi, in merito alla gara AMA sul Multimateriale (la n. 30/2013, ndr), informava i presenti circa la richiesta di 120.000 euro avanzata dal consigliere Regionale Eugenio Patanè, per mezzo di Franco Cancelli, (membro della cooperativa Edera, ndr)”. “Patanè voleva 120 mila euro a lordo – dice Buzzi ai suoi collaboratori – siccome io martedì incontro Patanè, una parte dei SOLDI io comunque gliela darei… gliela incomincerei a da’’ (…) quando vado all’incontro gli dico ‘già i 20 te li ho dati'”. Cancelli insiste e il 26 maggio Buzzi si mostra seccato per le continue richieste: “Mi sta cercando Cancelli, che cazzo vuole non lo so …, abbiamo deciso che comunque … a … Patanè gli abbiamo dato 10.000 euro per … per carinerie e lì finisce, non gli diamo più una lira”.

D’Ausilio, il capogruppo in Campidoglio “dava il consenso sulle gare a Ostia”
Dal carcere di Cagliari, Buzzi illustra anche le dinamiche alla base della spartizione degli appalti al Campidoglio. Secondo il capo della 29 giugno, i due uomini attraverso cui passava tutto erano i due capi-bastone del Pd, l’allora presidente dell’Assemblea Mirko Coratti e l’allora capogruppo Francesco D’Ausilio. Buzzi sostiene di aver fatto arrivare al capogruppo, attraverso il suo capo segreteria Salvatore Nucera, una tangente da 6.500 euro per una gara per la pulizia delle spiagge di Ostia, municpio nel quale il sodalizio puntava a controllare la gestione delle aree verdi. In particolare, si legge in un’informativa, “Buzzi riferiva in una conversazione che D’Ausilio, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, gli aveva sottolineato come qualsiasi questione riguardante l’area di Ostia non poteva prescindere dal suo consenso”. In ballo i fondi stanziati per il verde: un appalto di 1 milione di euro per il litorale romano. E c’è un’altra intercettazione, tutta da chiarire, del braccio destro del guercio in cui dice: “Lui (Marino, ndr) se resta sindaco altri tre anni e mezzo, con il mio amico capogruppo ci mangiamo Roma”.

"Stiamo combattendo in aula per tagliare gli stipendi dei parlamentari"


Dicono che gli servono i soldi per fare politica sul territorio. Dicono che 10.000 euro al mese non gli bastano. Dicono che anche loro restituiscono migliaia di euro al mese (ma non ai cittadini, li danno ai partiti). Dicono che il M5S proponendo il taglio degli stipendi fa demagogia. Appena provi a toccargli i soldi impazziscono. Li avessi mai visti così “attivi” quando si parla di disoccupazione, dei morti dell'ILVA, della Terra dei Fuochi. No, si scaldano quando proviamo a tagliargli gli stipendi.
La verità è che il M5S, anche senza una legge, si taglia gli stipendi. Finanzia piccole e medie imprese, crea posti di lavoro. E in Sicilia noi con i soldi dei nostri portafogli costruiamo strade, loro con i soldi delle strade riempioni i loro portafogli.
DIFFONDIAMO QUESTI INTERVENTI, è il solo modo per far capire ai cittadini chi sta davvero dalla loro parte!


IL FURTO DELLE PENSIONI


Ma quali aiuti agli anziani, quello che stanno facendo è vergognoso! Si parla di una vera e propria TRUFFA! Un furto alle pensioni... Fate girare!

martedì 4 agosto 2015

Finalmente ho avuto il piacere di incontrarla

Finalmente ha avuto modo di dirgliene quattro....
di portare la nostra voce, la nostra rabbia in aula
In due anni in Parlamento sono state queste le parole che ho pronunciato con maggiore ORGOGLIO. Avevo di fronte il mentitore seriale Renzi. Sono parole vostre. E' la vostra voce che io ho soltanto portato in aula.
Vi dedico ogni parola di questo intervento e lo faccio per ringraziarvi. Degli auguri (sono commosso da tutto questo affetto), del sostegno che mi avete dato anche quest'anno. Degli stimoli, delle critiche.
Non molleremo mai. Non tradiremo mai. Stiamo già cambiando questo Paese ed è solo l'inizio. A riveder le stelle!

SCANDALOSO: BOLDRINI AFFOSSA L'ODG SULL'ABOLIZIONE DEI VITALIZI! LA CASTA DIFENDE I PRIVILEGI, SOLO IL M5S VUOLE TAGLIARLI


Tutti devono sapere! Con un atto d’imperio, assolutamente privo di fondamento, la presidente Boldrini ha dichiarato inammissibile l’ordine del giorno del M5S al bilancio di Montecitorio per abolire i vitalizi. Pur di salvare la casta, la Presidente della Camera si assume la responsabilità di affossare una legittima proposta di equità e giustizia sociale. Per l’ennesima volta questa istituzione dimostra la propria incapacità di riformarsi e, al contempo, la necessità di restituire ai cittadini onesti il governo del Paese.
I vitalizi dei parlamentari costano oltre 1 miliardo di euro ogni legislatura e ci sono ancora assegni calcolati con il sistema retributivo, con importi nove volte superiori rispetto ai contributi versati. Nulla può giustificare la decisione di bloccare il nostro odg per cancellare questa vergogna, nemmeno i pretestuosi richiami alla retroattività della misura o all’uniformità della disciplina tra Camera e Senato, quando il Parlamento si permette di calpestare i diritti dei pensionati con la mancata indicizzazione del trattamento previdenziale.
Impedirci di portare in Aula una proposta di buon senso per eliminare un privilegio insostenibile per le casse dello Stato come i vitalizi d’oro è semplicemente scandaloso. Evidentemente i partiti hanno voluto evitare il rischio di perdere la faccia, votando ancora una volta contro il taglio dei costi della politica. Non si illudano, noi continueremo a batterci senza sosta per smascherare la disonestà della casta.

PD, D'Alema avvisa Renzi: 'Il tuo governo cadrà, so perchè e per mano di chi'

dalla Redazione di TZE TZE


Gigi Rovelli, articolista di Blastingnews ci da in esclusiva alcune rivelazioni di D'Alema in merito al Premier: 


"Massimo D'Alema è tornato a parlare di Matteo Renzi e sappiamo bene come l'ex Presidente del Consiglio non risparmi nulla all'attuale capo del governo. In fatto di 'profezie' poi, se ne intende eccome: basti pensare all'estate del 2009 quando D'Alema predisse lo 'scossone' ai danni del governo Berlusconi, 'scossone' poi puntualmente arrivato con lo scandalo della escort Patrizia D'Addario. 
Nel corso di un'intervista pubblicata dal quotidiano 'Il Foglio', l'ex segretario PD afferma che Matteo Renzi non cadrà per mano delle minoranze ribelli, per sgambetti parlamentari o, peggio ancora, per complotti orditi dall'opposizione. No, niente di tutto questo. Il governo Renzi cadrà per mano dei giudici. 
D'Alema a Renzi: 'Saranno i PM a farti cadere' In effetti, i segnali ostili lanciati dai PM all'indirizzo dell'attuale premier non sono di certo mancati negli ultimi tempi. Non è piaciuta certamente la libertà di coscienza che il Partito Democratico ha concesso ai suoi senatori in merito al caso Azzollini, ma ci sono altri 'casi' che potrebbero diventare dei veri e propri 'boomerang' per l'ex sindaco di Firenze: ci riferiamo alla vicenda della CPL Concordia e delle Coop del golfo di Napoli, oppure al famoso TFR incassato da Renzi (48mila euro lordi) pagato dai contributi versati dai fiorentini o ancora al decreto approvato lo scorso 23 giugno che modifica la legge sulla bancarotta e che piace così tanto alle banche. Mafia Capitale e Cara Mineo: lo scandalo che provocherà il terremoto politico? La goccia che potrebbe far traboccare il vaso, però, potrebbero essere le dichiarazioni rilasciate da Luca Odevaine nel corso degli interrogatori per lo scandalo 'Mafia Capitale'. 
L'ex componente del Ministero dell'Interno starebbe collaborando con i magistrati in merito al caso relativo al Centro di accoglienza immigrati di Mineo (CT). 
Del resto, lo scorso mese di marzo, Salvatore Buzzi, colui che viene considerato il vertice finanziario di 'Mafia Capitale' ebbe a dire: 'Sul Cara di Mineo casca il governo'. Le rivelazioni che potrebbero emergere dall'inchiesta potrebbero essere talmente clamorose da provocare un vero e proprio terremoto politico. 

Riorganizzazione della P.A. - Quello che si poteva fare e non è stato fatto

Quello che segue è il video sulla "dichiarazione di voto" del Senatore Vito CRIMI del #M5S. Da vedere e da sentire. Condividete e facciamo in modo di ricordarci chi votare alle prossime elezioni. 



Buon compleanno Alessandro.

La vostra non è incompetenza, voi non siete incompetenti, voi siete diabolici.

In questo video, che difficilmente vedrete in televisione,  l'Onorevole Luigi DI MAIO riassume, in circa 12 minuti, lo scandaloso "modus operandi" che in questi 4 anni di "governo" PD ha portato allo sfracello questo Paese. Condividetelo a tutti i vostri amici e parenti. Bypassate le tv che non fanno altro che strumentalizzare l'informazione a proprio comodo (a favore delle caste finanziatrici).



Presidente, il centro studi di Confcommercio certifica che una famiglia italiana spende ogni anno 4200 euro in media tra Tasi, Tari, Imu, addizionali e altri balzelli. Le tasse locali sono ovunque, non sai mai quando arrivano e come si manifestano. Quelle conosciute sono le più ridicole, a quelle più temute cambiate il nome ogni anno per non far capire che le avete aumentate. In tre anni l'ICI è diventata IMU e poi si è trasformata in TASI. Mai che una volta l'aveste abbassata. Dal 2011 al 2015, periodo in cui avete governato sempre voi, secondo confcommercio le tasse locali per le famiglie italiane sono aumentate del 115%! Il Pd in questi quattro anni è sempre stato in maggioranza di Governo: Monti, Letta, Renzi, oltre ad aver governato la maggioranza delle regioni e dei comuni italiani. La Lega governava la maggioranza delle Regioni e dei comuni del Nord, Sel la Puglia, Forza Italia oltre ad essere nella maggioranza di Monti e di Letta, governava anche tanti enti locali. L'aumento delle tasse locali più grande della storia d'Italia è stato compiuto sotto i vostri governi e con questo Decreto continuate a farle lievitare.

..... quanto rosicare? Ma quanto rosicate?

Ma quanto rosicate? Ma non vi rendete conto di quanto siete ridicoli? "La Repubblica", nota testata giornalistica, nell'edizione online non potendo attaccare i parlamentari pentastellati sulla qualità del lavoro, sulle proposte, sull'impegno, sulle loro presenze giornaliere sia sul luogo di lavoro che in piazza - tra i cittadini -, sull'onorabilità, serietà... dove si attaccano? Oggi pubblicano un riferimento ad un articolo del "L'Espresso" dove viene riportato che "la Camera si è stufata degli show dei grillini. E prova a zittirli". E poi... Bufera sul grillino Davide Crippa: "Avevo il torneo di waterpolo e invece devo stare alla Camera a votare". 

MA VI RENDETE CONTO QUANTO SIETE RIDICOLI?
Ma.... sotto un certo punto di vista sono contento che pubblichiate queste minchiate, evidentemente non potete attaccarvi sull'onestà ed impegno con cui i Cittadini a 5 Stelle (perchè così si devono chiamare) fanno giornalmente il proprio lavoro. Quando il "Cavaliere" era ancora in cattedra, o viveva ancora la sua piena vita politica, ogni giorno avevate qualcosa da scrivere contro di lui.... Mi dispiace, ora la festa è finita, ora avete a che fare con gente "PULITA" sia fuori che dentro e, non potendoli attaccare nemmeno sulla propria vita privata (perchè sono IMMACOLATI), vi divertite ad attaccarli per simili minchiate...... A RIVEDER LE STELLE minchioni!!
di Fabio Angeletti