VIDEO 5 GIORNI A 5 STELLE

DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

giovedì 6 agosto 2015

Gli toccano i soldi e il Deputato SBROCCA


5 agosto 2015.
Si discute del bilancio della Camera e quindi di stipendi, rimborsi e privilegi dei deputati. Dopo l’approvazione di un odg a firma Luigi Di Maio che elimina i rimborsi dei viaggi per gli ex deputati, Angelo Cera (UDC) prende parola per insultare il M5S. Ci apostrofa con l’epiteto “gentaglia scadente” sostenendo che non vanno tagliati gli stipendi dei deputati altrimenti si abbassa il livello qualitativo dei politici. Noi abbiamo già restituito 13 milioni di euro dei nostri stipendi e rimborsi alle PMI e ne andiamo fieri. “Togli i soldi dalla politica e la politica diventa una cosa bella, pulita, onesta” Silvia Chimenti M5S


#ITALIA5STELLE - Imola, 17 e 18 ottobre 2015

Invitate tutti i vostri contatti! Vi aspettiamo numerosi!

Posted by MoVimento 5 Stelle Senato on Mercoledì 5 agosto 2015

mercoledì 5 agosto 2015

PASSACARTE A CHI? - IL TRIBUNALE DEL RIESAME DI BARI CASTIGA LA SPOCCHIA DI RENZI E CONFERMA L’IMPIANTO ACCUSATORIO DELLA PROCURA DI TRANI CONTRO AZZOLLINI: “ERA IL DOMINUS DI UN’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA A DILAPIDARE LE SOSTANZE DELLA ‘DIVINA PROVVIDENZA’”

Scrive il collegio: “La presenza di tutti i soggetti, riconducibili al senatore Azzollini, fornisce il dato oggettivo della “presa di potere” da parte di quest’ultimo e dell’articolazione dell’associazione per delinquere”…


Il senatore Antonio Azzollini era «il dominus di un apparato sicuramente inquinato e finalizzato a dilapidare le sostanze della Congregazione della Divina Provvidenza». Il Senato ha negato l’autorizzazione all’arresto anche perché, come ha tenuto a sottolineare il presidente del Consiglio Matteo Renzi «non siamo i passacarte delle procure».

Ma il tribunale del Riesame di Bari — chiamato a pronunciarsi sul ricorso del coindagato Antonio Battiante — conferma l’impostazione dell’accusa, già accolta dal giudice. E giudica in maniera pesante l’operato del politico, finito sotto inchiesta per associazione per delinquere e bancarotta per aver «svuotato» le casse dell’Ente, dopo aver — come era scritto nella richiesta di cattura — «fatto approvare leggi per far ottenere sgravi fiscali, nella sua veste di presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama».

Scrive il collegio: «La presenza di tutti i soggetti (indagati ndr ), tutti certamente riconducibili al senatore Azzollini, fornisce il dato oggettivo della “presa di potere” da parte di quest’ultimo e dell’articolazione dell’associazione per delinquere, quanto meno a far data dal suo “ingresso” a ben poco valendo la circostanza dell’assenza di elementi di prova della sussistenza del vincolo sin da epoche remote».

E ancora: «C’è piena convergenza di intenti che muoveva il senatore e la madre generale suor Cesa la quale non solo aspettava da un anno i nominativi per l’organo di Vigilanza ma che si augurava che Azzollini rimanesse al suo posto di presidente della commissione Bilancio perché ciò faceva “comodo” alla Congregazione: il riferimento alle iniziative legislative tese a consentire le esenzioni contributive e fiscali è del tutto evidente. Ulteriore elemento da cui si trae l’esistenza di un sodalizio dedito alle attività criminali sopra accennate si coglie dai criteri di scelta dei dipendenti da escludere dalle liste di mobilità».

Nella motivazione il Riesame sottolinea anche che «se il senatore Azzollini si fosse soltanto preoccupato di comprendere quale fosse il reale stato finanziario della Congregazione quale presupposto per le proprie iniziative politiche, onde valutare l’opportunità di proporre nuovamente benefici contributivi e fiscali che lo Stato riconosce ai cittadini che si trovano in difficoltà non a causa di una propria condotta, di certo avrebbe ottenuto il plauso generale». E invece «nulla di tutto ciò si è verificato».
Fonte

#MAFIA CAPITALE - Ecco i nomi

da Il Fatto Quotidiano - Loredana Di Cesare

BUZZI TIRA IN BALLO ZINGARETTI

L’affare più ghiotto era quello dell’appalto per l’energia negli ospedali. Ne parlava Salvatore Buzzi quando faceva il bello e il cattivo tempo con gli affidamenti in Campidoglio e intanto puntava al bersaglio grosso in Regione: “La gara sull’energia so’ 7 lotti: un miliardo e mezzo de euro”, oggetto di “una spartizione millimetrica” in cui avrebbe avuto un ruolo anche Peppe Cionci, l’imprenditore che aveva raccolto SOLDI per le campagne elettorali di Zingaretti e di Ignazio Marino. Poi c’erano tutti gli altri fondi, perché il piatto alla Pisana era ricco, ricchissimo. Il bando da 60 milioni per il Recup? “C’avemo Luca (Gramazio, consigliere Pdl arrestato, ndr)”, assicurava Massimo Carminati. I 33 milioni del fondo di riequilibrio per i Comuni? Due emendamenti firmati da Marco Vincenzi, ex capogruppo Pd, e 1,8 milioni finivano direttamente ai municipi di Roma. I soldi per il Piano Straordinario Emergenza Casa? “Abbiamo chiuso con Maurizio Venafro (ex capo di gabinetto di Zingaretti, ndr) e con De Filippis (Raniero, dirigente della Pisana, ndr)”, raccontava raggiante Guido Magrini, direttore del dipartimento Politiche sociali della Pisana, finito ai domiciliari nella seconda tornata di arresti di Mafia Capitale. Ora che il capo della cooperativa 29 giugno ha cominciato a parlare – e lo stesso sta facendo Luca Odevaine, uomo forte della cupola nell’affare migranti – prende corpo un’ipotesi già emersa: l’inchiesta della Procura di Roma punta dritto al vertice della Regione Lazio. Sponda Pd.

Buzzi fa l’elenco degli amici della PisanaIl 20 aprile 2013 Buzzi compila, intercettato, l’elenco delle persone che tiene a libro paga: “Lo sai a Luca (Odevaine, ndr) quanto gli do? – si legge nella prima ordinanza di custodia cautelare – 5mila euro al mese (…) Schina 1.500 euro al mese… (…) un altro che mi tiene i rapporti con Zingaretti (Nicola, presidente della Regione Lazio, ndr) duemilaecinque al mese“. L’identità dell’uomo che faceva da tramite tra il sodalizio e il governatore non è ancora nota, ma la girandola di nomi che viene fuori dalle carte è nutrita e tocca i quadri dell’organigramma regionale a tutti i livelli. Secondo il tg di La7, il ras delle coop rosse ha cominciato ha parlare: “Il palazzo della provincia all’Eur, comprato da Zingaretti prima della costruzione? Secondo Odevaine presero soldi il capo di gabinetto Maurizio Venafro, il segretario generale Cavicchia e Peppe Cionci per Zingaretti”, avrebbe detto ai magistrati tirando in ballo l’ex braccio destro e vero e proprio uomo ombra del governatore. Il cui nome compare 11 volte nella seconda ordinanza e che il 24 marzo si era dimesso perché indagato dalla procura di Roma per turbativa d’asta.

Venafro, il braccio destro di Zingaretti che segnalava l’uomo di GramazioLa vicenda riguarda il maxi appalto di 60 milioni di euro per il Recup (Centro unico prenotazioni) della sanità, revocato da Zingaretti a dicembre 2014 dopo che il bando era finito nelle maglie dell’inchiesta. A Buzzi la gara fa gola e, secondo l’accusa, mobilita Gramazio – snodo del sistema di spartizione bipartisan – perché avvicini proprio Venafro, che avrebbe dovuto appoggiare la nomina di Angelo Scozzafava – arrestato a giugno – come membro della commissione aggiudicatrice. “‘Sta partita la gestisce Venafro per conto de Zingaretti…”, racconta il capo della 29 giugno a Carlo Guarany. La manovra riesce e Scozzafava viene inserito in commissione. Dell’intesa parla Elisabetta Longo, responsabile della Direzione regionale della centrale degli acquisti che, interrogata, ammette di aver inserito “Scozzafava quale componente della Commissione di gara per il Cup su indicazione di Maurizio Venafro”. E lo stesso Venafro – la cui abitazione figura tra le 21 perquisite il 4 giugno dai carabinieri del Ros – dice ai pm d’aver fornito l’indicazione “del nominativo di Scozzafava alla Longo quale possibile componente di commissione di gara”, e che lo stesso gli era stato fornito da Gramazio.

Vincenzi, fedelissimo che firmava emendamenti pro-BuzziZingaretti deve volergli bene: alle elezioni gli ha portato in dote oltre 16mila voti. Per i pm è l’uomo in grado di spostare somme dalla Regione ai municipi di Roma. “Vado da Vincenzi… che è il padrone di Tivoli… a cena e gli faccio un pompino… vediamo se me riesce”, raccontava Buzzi nel gennaio 2014. Il ras delle coop sa che i fondi regionali da distribuire sono parecchi. Ci sono i 33 milioni del fondo di riequilibrio territoriale: lo scopo è farne finire una parte direttamente ai municipi senza passare per il Campidoglio. “Buzzi illustrava a Carminati ‘gli emendamenti’ che Testa (Fabrizio, ndr) avrebbe dovuto portare in Regione, relativi ai nuovi finanziamenti ottenuti grazie all’intervento di Gramazio (1,2 milioni, ndr) e Marco Vincenzi (600mila euro, ndr)“, scrivono i pm nella seconda ordinanza: Vincenzi li presenta il 17 giugno in Commissione Bilancio. I due sono in contatto, il 12 settembre gli investigatori li fotografano a Villa Adriana mentre si scambiano bigliettini. Ma la prima telefonata intercettata risale a giugno 2014. A Tivoli si vota e Vincenzi sostiene al ballottaggio la candidata sindaco del Pd, Manuela Chioccia e Buzzi vuole aiutarla: “Mi so’ fatto l’elenco dei miei dipendenti su Tivoli. Ora li richiamiamo tutti… noi volevamo da’ anche a Manuela un contributo. Per il sostegno delle spese che lei c’ha”. La risposta: “…ti do il coso del comitato elettorale”. Il giorno dopo Buzzi inviava un sms a Vincenzi: “Sottoscrizione effettuata, sensibilizzazione in corso. In bocca al lupo”. “Grazie”, rispondeva il politico. Il “pompino” era riuscito.

Patanè, il consigliere che “voleva 120mila euro”
Di lui si sono perse le tracce il 6 dicembre, giorno in cui si autosospese dal Pd. Tre giorni prima, all’indomani dello scoppio dello scandalo, aveva rimesso la carica di Presidente della Commissione Cultura. Eugenio Patanè è indagato per turbativa d’asta e illecito finanziamento. “Nel pomeriggio del 16.5.2014, a partire dalle 15:30 – scrivono gli inquirenti a pagina 162 della prima ordinanza di custodia cautelare – all’interno dell’ufficio di via Pomona 63 in Roma (sede della coop 29 giugno, ndr), veniva intercettato un ulteriore dialogo di estremo interesse investigativo, nel corso del quale Buzzi, in merito alla gara AMA sul Multimateriale (la n. 30/2013, ndr), informava i presenti circa la richiesta di 120.000 euro avanzata dal consigliere Regionale Eugenio Patanè, per mezzo di Franco Cancelli, (membro della cooperativa Edera, ndr)”. “Patanè voleva 120 mila euro a lordo – dice Buzzi ai suoi collaboratori – siccome io martedì incontro Patanè, una parte dei SOLDI io comunque gliela darei… gliela incomincerei a da’’ (…) quando vado all’incontro gli dico ‘già i 20 te li ho dati'”. Cancelli insiste e il 26 maggio Buzzi si mostra seccato per le continue richieste: “Mi sta cercando Cancelli, che cazzo vuole non lo so …, abbiamo deciso che comunque … a … Patanè gli abbiamo dato 10.000 euro per … per carinerie e lì finisce, non gli diamo più una lira”.

D’Ausilio, il capogruppo in Campidoglio “dava il consenso sulle gare a Ostia”
Dal carcere di Cagliari, Buzzi illustra anche le dinamiche alla base della spartizione degli appalti al Campidoglio. Secondo il capo della 29 giugno, i due uomini attraverso cui passava tutto erano i due capi-bastone del Pd, l’allora presidente dell’Assemblea Mirko Coratti e l’allora capogruppo Francesco D’Ausilio. Buzzi sostiene di aver fatto arrivare al capogruppo, attraverso il suo capo segreteria Salvatore Nucera, una tangente da 6.500 euro per una gara per la pulizia delle spiagge di Ostia, municpio nel quale il sodalizio puntava a controllare la gestione delle aree verdi. In particolare, si legge in un’informativa, “Buzzi riferiva in una conversazione che D’Ausilio, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, gli aveva sottolineato come qualsiasi questione riguardante l’area di Ostia non poteva prescindere dal suo consenso”. In ballo i fondi stanziati per il verde: un appalto di 1 milione di euro per il litorale romano. E c’è un’altra intercettazione, tutta da chiarire, del braccio destro del guercio in cui dice: “Lui (Marino, ndr) se resta sindaco altri tre anni e mezzo, con il mio amico capogruppo ci mangiamo Roma”.

"Stiamo combattendo in aula per tagliare gli stipendi dei parlamentari"


Dicono che gli servono i soldi per fare politica sul territorio. Dicono che 10.000 euro al mese non gli bastano. Dicono che anche loro restituiscono migliaia di euro al mese (ma non ai cittadini, li danno ai partiti). Dicono che il M5S proponendo il taglio degli stipendi fa demagogia. Appena provi a toccargli i soldi impazziscono. Li avessi mai visti così “attivi” quando si parla di disoccupazione, dei morti dell'ILVA, della Terra dei Fuochi. No, si scaldano quando proviamo a tagliargli gli stipendi.
La verità è che il M5S, anche senza una legge, si taglia gli stipendi. Finanzia piccole e medie imprese, crea posti di lavoro. E in Sicilia noi con i soldi dei nostri portafogli costruiamo strade, loro con i soldi delle strade riempioni i loro portafogli.
DIFFONDIAMO QUESTI INTERVENTI, è il solo modo per far capire ai cittadini chi sta davvero dalla loro parte!


IL FURTO DELLE PENSIONI


Ma quali aiuti agli anziani, quello che stanno facendo è vergognoso! Si parla di una vera e propria TRUFFA! Un furto alle pensioni... Fate girare!

martedì 4 agosto 2015

Finalmente ho avuto il piacere di incontrarla

Finalmente ha avuto modo di dirgliene quattro....
di portare la nostra voce, la nostra rabbia in aula
In due anni in Parlamento sono state queste le parole che ho pronunciato con maggiore ORGOGLIO. Avevo di fronte il mentitore seriale Renzi. Sono parole vostre. E' la vostra voce che io ho soltanto portato in aula.
Vi dedico ogni parola di questo intervento e lo faccio per ringraziarvi. Degli auguri (sono commosso da tutto questo affetto), del sostegno che mi avete dato anche quest'anno. Degli stimoli, delle critiche.
Non molleremo mai. Non tradiremo mai. Stiamo già cambiando questo Paese ed è solo l'inizio. A riveder le stelle!

SCANDALOSO: BOLDRINI AFFOSSA L'ODG SULL'ABOLIZIONE DEI VITALIZI! LA CASTA DIFENDE I PRIVILEGI, SOLO IL M5S VUOLE TAGLIARLI


Tutti devono sapere! Con un atto d’imperio, assolutamente privo di fondamento, la presidente Boldrini ha dichiarato inammissibile l’ordine del giorno del M5S al bilancio di Montecitorio per abolire i vitalizi. Pur di salvare la casta, la Presidente della Camera si assume la responsabilità di affossare una legittima proposta di equità e giustizia sociale. Per l’ennesima volta questa istituzione dimostra la propria incapacità di riformarsi e, al contempo, la necessità di restituire ai cittadini onesti il governo del Paese.
I vitalizi dei parlamentari costano oltre 1 miliardo di euro ogni legislatura e ci sono ancora assegni calcolati con il sistema retributivo, con importi nove volte superiori rispetto ai contributi versati. Nulla può giustificare la decisione di bloccare il nostro odg per cancellare questa vergogna, nemmeno i pretestuosi richiami alla retroattività della misura o all’uniformità della disciplina tra Camera e Senato, quando il Parlamento si permette di calpestare i diritti dei pensionati con la mancata indicizzazione del trattamento previdenziale.
Impedirci di portare in Aula una proposta di buon senso per eliminare un privilegio insostenibile per le casse dello Stato come i vitalizi d’oro è semplicemente scandaloso. Evidentemente i partiti hanno voluto evitare il rischio di perdere la faccia, votando ancora una volta contro il taglio dei costi della politica. Non si illudano, noi continueremo a batterci senza sosta per smascherare la disonestà della casta.

PD, D'Alema avvisa Renzi: 'Il tuo governo cadrà, so perchè e per mano di chi'

dalla Redazione di TZE TZE


Gigi Rovelli, articolista di Blastingnews ci da in esclusiva alcune rivelazioni di D'Alema in merito al Premier: 


"Massimo D'Alema è tornato a parlare di Matteo Renzi e sappiamo bene come l'ex Presidente del Consiglio non risparmi nulla all'attuale capo del governo. In fatto di 'profezie' poi, se ne intende eccome: basti pensare all'estate del 2009 quando D'Alema predisse lo 'scossone' ai danni del governo Berlusconi, 'scossone' poi puntualmente arrivato con lo scandalo della escort Patrizia D'Addario. 
Nel corso di un'intervista pubblicata dal quotidiano 'Il Foglio', l'ex segretario PD afferma che Matteo Renzi non cadrà per mano delle minoranze ribelli, per sgambetti parlamentari o, peggio ancora, per complotti orditi dall'opposizione. No, niente di tutto questo. Il governo Renzi cadrà per mano dei giudici. 
D'Alema a Renzi: 'Saranno i PM a farti cadere' In effetti, i segnali ostili lanciati dai PM all'indirizzo dell'attuale premier non sono di certo mancati negli ultimi tempi. Non è piaciuta certamente la libertà di coscienza che il Partito Democratico ha concesso ai suoi senatori in merito al caso Azzollini, ma ci sono altri 'casi' che potrebbero diventare dei veri e propri 'boomerang' per l'ex sindaco di Firenze: ci riferiamo alla vicenda della CPL Concordia e delle Coop del golfo di Napoli, oppure al famoso TFR incassato da Renzi (48mila euro lordi) pagato dai contributi versati dai fiorentini o ancora al decreto approvato lo scorso 23 giugno che modifica la legge sulla bancarotta e che piace così tanto alle banche. Mafia Capitale e Cara Mineo: lo scandalo che provocherà il terremoto politico? La goccia che potrebbe far traboccare il vaso, però, potrebbero essere le dichiarazioni rilasciate da Luca Odevaine nel corso degli interrogatori per lo scandalo 'Mafia Capitale'. 
L'ex componente del Ministero dell'Interno starebbe collaborando con i magistrati in merito al caso relativo al Centro di accoglienza immigrati di Mineo (CT). 
Del resto, lo scorso mese di marzo, Salvatore Buzzi, colui che viene considerato il vertice finanziario di 'Mafia Capitale' ebbe a dire: 'Sul Cara di Mineo casca il governo'. Le rivelazioni che potrebbero emergere dall'inchiesta potrebbero essere talmente clamorose da provocare un vero e proprio terremoto politico. 

Riorganizzazione della P.A. - Quello che si poteva fare e non è stato fatto

Quello che segue è il video sulla "dichiarazione di voto" del Senatore Vito CRIMI del #M5S. Da vedere e da sentire. Condividete e facciamo in modo di ricordarci chi votare alle prossime elezioni. 



Buon compleanno Alessandro.

La vostra non è incompetenza, voi non siete incompetenti, voi siete diabolici.

In questo video, che difficilmente vedrete in televisione,  l'Onorevole Luigi DI MAIO riassume, in circa 12 minuti, lo scandaloso "modus operandi" che in questi 4 anni di "governo" PD ha portato allo sfracello questo Paese. Condividetelo a tutti i vostri amici e parenti. Bypassate le tv che non fanno altro che strumentalizzare l'informazione a proprio comodo (a favore delle caste finanziatrici).



Presidente, il centro studi di Confcommercio certifica che una famiglia italiana spende ogni anno 4200 euro in media tra Tasi, Tari, Imu, addizionali e altri balzelli. Le tasse locali sono ovunque, non sai mai quando arrivano e come si manifestano. Quelle conosciute sono le più ridicole, a quelle più temute cambiate il nome ogni anno per non far capire che le avete aumentate. In tre anni l'ICI è diventata IMU e poi si è trasformata in TASI. Mai che una volta l'aveste abbassata. Dal 2011 al 2015, periodo in cui avete governato sempre voi, secondo confcommercio le tasse locali per le famiglie italiane sono aumentate del 115%! Il Pd in questi quattro anni è sempre stato in maggioranza di Governo: Monti, Letta, Renzi, oltre ad aver governato la maggioranza delle regioni e dei comuni italiani. La Lega governava la maggioranza delle Regioni e dei comuni del Nord, Sel la Puglia, Forza Italia oltre ad essere nella maggioranza di Monti e di Letta, governava anche tanti enti locali. L'aumento delle tasse locali più grande della storia d'Italia è stato compiuto sotto i vostri governi e con questo Decreto continuate a farle lievitare.

..... quanto rosicare? Ma quanto rosicate?

Ma quanto rosicate? Ma non vi rendete conto di quanto siete ridicoli? "La Repubblica", nota testata giornalistica, nell'edizione online non potendo attaccare i parlamentari pentastellati sulla qualità del lavoro, sulle proposte, sull'impegno, sulle loro presenze giornaliere sia sul luogo di lavoro che in piazza - tra i cittadini -, sull'onorabilità, serietà... dove si attaccano? Oggi pubblicano un riferimento ad un articolo del "L'Espresso" dove viene riportato che "la Camera si è stufata degli show dei grillini. E prova a zittirli". E poi... Bufera sul grillino Davide Crippa: "Avevo il torneo di waterpolo e invece devo stare alla Camera a votare". 

MA VI RENDETE CONTO QUANTO SIETE RIDICOLI?
Ma.... sotto un certo punto di vista sono contento che pubblichiate queste minchiate, evidentemente non potete attaccarvi sull'onestà ed impegno con cui i Cittadini a 5 Stelle (perchè così si devono chiamare) fanno giornalmente il proprio lavoro. Quando il "Cavaliere" era ancora in cattedra, o viveva ancora la sua piena vita politica, ogni giorno avevate qualcosa da scrivere contro di lui.... Mi dispiace, ora la festa è finita, ora avete a che fare con gente "PULITA" sia fuori che dentro e, non potendoli attaccare nemmeno sulla propria vita privata (perchè sono IMMACOLATI), vi divertite ad attaccarli per simili minchiate...... A RIVEDER LE STELLE minchioni!!
di Fabio Angeletti

lunedì 3 agosto 2015

‪#‎M5S‬ DDL SCUOLA INCOSTITUZIONALE: LA RISCOSSA PARTE DALLA ‪#‎PUGLIA‬.

di Antonella Laricchia (portavoce sezione Puglia)


Il DDL Scuola continua a manifestarsi in tutta la sua assurdità: i suoi demenziali meccanismi costringono infatti, migliaia di insegnanti a inutili trasferte in giro per l’Italia, altri sono condannati alla disoccupazione, intere classi sono lasciate senza docenti. Ma il M5S, che aveva incontrato di persona i precari, i professori, gli studenti, aveva promesso, e sta mantenendo la promessa, che la battaglia non sarebbe finita lì e soprattutto che non avrebbe aspettato settembre. Così, nei Consigli Regionali in cui è presente il M5S, stiamo depositando delle mozioni che impegnano la Giunta ad impugnare il DDL Scuola per i suoi tre profili di incostituzionalità. Il primo, la chiamata diretta, il secondo è l’alternanza scuola lavoro e alla fine quello che inficia l’autonomia dei collegi scolastici a vantaggio dello strapotere dei dirigenti. Le Regioni hanno infatti la possibilità di discutere la mozione per poi ricorrere alla Corte Costituzionale. In queste ore diverse Regioni stanno proprio calendarizzando la mozione e venerdì 31 luglio, in Regione Puglia, il M5S è riuscito a far approvare, all’unanimità, una mozione che impegna la Giunta a ricorrere alla Corte Costituzionale contro i profili di incostituzionalità della DDL "La Buona Scuola". Adesso noi continueremo a combattere, e chiediamo all’intero mondo della scuola e a tutti i cittadini di restare al nostro fianco. ‪#‎Puglia5Stelle‬

Caso Azzollini, si dimette presidente Pd Puglia: “Non è più il mio partito: ha cambiato pelle”

L'ex coordinatrice: "Troppe scelte di governo mai discusse con i dirigenti territoriali: scuola, jobs act, riforma del Senato, legge elettorale". Poi sul no del Parlamento alla richiesta di arresto per l'ex presidente della commissione Bilancio: "La modificazione genetica dem è ormai conclamata: io penso che non ci siano più anticorpi sufficienti per riportare il movimento alle sue ragioni fondative"
“Non sento più mio il Partito Democrtico”. Per questo motivo Annarita Lemma si è dimessa dalla presidenza Pd della regione Puglia. Lemma ha spiegato così le ragioni: “E’ un partito che ha mutato la propria pelle. L’ex coordinatrice sottolinea di “dissentire su troppe scelte di governo mai discusse con i dirigenti territoriali: scuola, jobs act, riforma del Senato, legge elettorale”. Ma la goccia a far traboccare il vaso è stata il caso Azzollini, senatore di Ncd accusato di bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere nell’inchiesta sul crac della casa di cura Divina Provvidenza. Palazzo Madama, coi voti anche dei dem ha infatti respinto la richiesta d’arresto avanzata dalla procura di Trani: un fatto che secondo l’insegnante dimostra come “la modificazione genetica del Pd è ormai conclamata: io penso che non ci siano più anticorpi sufficienti per riportare il partito alle sue ragioni fondative”. E l’ex presidente Pd non ha risparmiato critiche anche sull’ipotesi di nuovi accordi di Governo con l’ex Coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini: “Si tratta di una maggioranza parlamentare che vede il Pd sempre più garantito da componenti di centrodestra organiche o in puntuale sostegno all’azione legislativa di un governo nato in barba a qualsiasi minima regola di rappresentanza democratica”. Mentre sulle “scelte locali”, Lemma ha stigmatizzato “il caso Ilva“, definendolo “una vicenda gestita in modo incoerente, conflittuale e verticistico“. Per lo stabilimento da consigliera regionale era stata prima firmataria di una proposta di legge sull’endometriosi dopo la proposta giunta proprio dalle donne tarantine di Taranto Lider. La proposta, la seconda in Italia dopo il Friuli, venne approvata dal consiglio pugliese nel 2014 con il voto bipartisanLa scelta dell’insegnante è giunta anche dopo le ultime elezioni regionali in Puglia, in cui non è stata rieletta consigliere regionale. Secondo Lemma, “vissute in un contesto Pd ostile: i circoli territoriali mi hanno ostacolata impedendomi di incontrare tesserati ed attivisti, forse perché in molti casi inesistenti. Ho sempre pensato che le battaglie andassero condotte dall’interno”, ha aggiunto la presidente, ma “forse in questo Pd illudersi è stato un errore“.

Assegno civico (‪#‎RedditoDiCittadinanza‬) a Ferrara, grazie al M5S!



Una grande vittoria! il Movimento 5 Stelle Ferrara ha fatto approvare un'istanza per l'erogazione di un assegno di sostegno al reddito a quei cittadini in condizioni di disagio economico (Assegno civico). il Cittadino riceve un compenso economico in cambio di un lavoro temporaneo e socialmente utile (max 20 ore settimanali) per la comunità; il contributo economico può raggiungere i 500 euro mensili!
Per poter usufruire del sussidio saranno comunque necessari alcuni pre-requisiti tra cui la residenza nel comune da almeno 5 anni, un ISEE inferiore a 6500 euro, la maggiore età ed essere disoccupati da almeno un anno senza altre forme di sostegno al reddito.
Clicca per accedere al REGOLAMENTO ASSEGNO CIVICO ► http://goo.gl/5Tw0YB

#Mafia Capitale, Odevaine collabora: parla dell'appalto da 100 milioni al Cara di Mineo

L’uomo sul quale si reggeva tutto il sistema di gestione degli appalti sull’emergenza immigrati sta cominciando a parlare. Luca Odevaine, EX membro del Tavolo di coordinamento nazionale sull’immigrazione e pedina fondamentale del sistema scoperto con l’inchiesta su Mafia Capitale, starebbe parlando dell’appalto da 100 milioni per il Cara di Mineo. Lo scrive Il Messaggero. Trasferito dal carcere di Torino in un penitenziario di massima sicurezza dell’Italia centrale, l’ex capo di gabinetto di Walter Veltroni sta raccontando particolari relativi all’assegnazione sia con i magistrati di Roma che con quelli di Catania, che ha iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla gestione del centro assistenza più grande d’Europa sei persone, tra cui lo stesso Odevaine e il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione. I verbali sono stati secretati.
Odevaine parla del Cara di Mineo in un’intercettazione datata 21 marzo 2014 con il suo commercialista: inviato a Mineo da Franco Gabrielli per “fare la gara“, racconta del proprio incontro con il sottosegretario in un’intercettazione captata negli uffici della Fondazione Integra/Azione: “Praticamente venne nominato sub-commissario … eh del commissario Gabrielli … il Presidente della Provincia di Catania … che era anche Presidente dell’UPI … Giuseppe Castiglione … il quale … quando io ero andato giù … mi è venuto a prendere lui all’aeroporto … mi ha portato a pranzo … arriviamo al tavolo … c’era pure un’altra sedia vuota … dico eh “chi?” … e praticamente arrivai a capì che quello che veniva a pranzo con noi era quello che avrebbe dovuto vincere la gara”.
E Odevaine, che sedeva nella commissione incaricata di scegliere i nuovi gestori del centro richiedenti asilo, la gara la “fa”. Il 25 giugno 2014 viene infatti bandita la nuova gara d’appalto da quasi 100 milioni di euro per tre anni: a vincerla la stessa associazione temporanea d’imprese che aveva gestito il Cara negli ultimi tre anni. Cambia solo il capogruppo: al posto della Sisifo arriva il Consorzio Casa della Solidarietà. Per il resto i gestori del centro rimangono una cordata a larghe intese: c’è la Cascina Global Service, vicina a Comunione e Liberazione, che a sentire alcune intercettazioni agli atti dell’inchiesta romana, girava ad Odevaine somme di denaro. “Loro mi davano su Mineo 10 mila euro al mese come, diciamo così, contributo” dice il diretto interessato, mentre le cimici del Ros registrano le sue parole.
Il 23 giugno il prefetto di Catania, Maria Guia Federico, ha commissariato il Cara dopo la richiesta avanzata dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, che da mesi segnalava al ministero irregolarità nell’assegnazione dell’appalto. Già nel febbraio del 2015 Cantone aveva giudicato l’appalto “illegittimo”, ma Giovanni Ferrera, direttore generale del Consorzio Calatino Terra di Accoglienza (ente attuatore del Cara), aveva bollato il parere di Cantone come “non vincolante”. Cantone a quel punto scriveva direttamente al ministro Angelino Alfano: una lettera datata 27 maggio, che però, come raccontato dal Fatto Quotidiano, non aveva ottenuto risposta alcuna.
Anzi. Il 25 marzo davanti ai parlamentari del Comitato Schengen il prefetto Mario Morcone aveva difeso l’operato di chi gestisce il centro: “Ho qualche dubbio sulla decisione del presidente Cantone. (…) A noi hanno detto sempre che il general contractor (come quello scelto da Odevaine e compagni per il Cara di Mineo, ndr) era la soluzione e che si risparmiava e ora improvvisamente per un contratto del 2013 si è stabilito che è stata impedita la partecipazione alle piccole e medie imprese. A certe situazioni bisogna fare attenzione, perché ci sono sicuramente aspetti di opacità, ma anche tanta gente per bene”, concludeva il prefetto.

Settimana cruciale a Montecitorio


Quella che comincia oggi a Montecitorio è una settimana davvero cruciale, perché anche quest'anno il governo conserva le peggiori porcate per la prima settimana di agosto. 
Non contenti di aver assassinato la scuola pubblica, questa volta la vittima designata è la sanità: vogliono metterla in mano ai privati, a chi gli può ancora promettere fondi per le campagne elettorali e voti, e quindi tagliano in maniera indecente quella pubblica. Noi purtroppo lo avevamo previsto: in questo video potete ascoltare Barbara Lezzi che accusava il governo di volerlo fare quasi un anno fa, quando il Ministro Lorenzin ancora diceva che il Sistema Sanitario Nazionale non poteva reggere ulteriori tagli. Da allora le avranno fatto cambiare idea visto che i tagli alla Sanità sono arrivati in questo decreto enti locali. Tagli che sono destinati a peggiorare un dato già drammatico: "più di 9 milioni di italiani dichiarano di non aver potuto accedere ad alcune prestazioni sanitarie di cui avevano bisogno per ragioni economiche e che di questi ultimi 2,4 milioni sono anziani, 5 milioni vivono in coppia con figli e 4 milioni risiedono nel Mezzogiorno" (dati Censis). 
Quindi, anche se è agosto e magari siete in ferie, cerchiamo di tenere comunque ben alta l'attenzione su quello che succede in Parlamento. 

Per aiutarci noi utilizziamo questo strumento, ormai lo conoscete in tanti, si chiama ‪#‎5giornia5stelle‬, aiutateci a farlo funzionare commentandolo e condividendolo. Facendo tutti la nostra parte riusciremo a mettere nelle mani dei cittadini il destino di questo Paese.
Fonte

domenica 2 agosto 2015

Il delirio delle parole del Presidente del Consiglio

Le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio sul voto espresso dal suo PD che ha negato l'arresto di Azzollini sono di una gravità istituzionale senza precedenti. Affermare, infatti, che "non siamo passacarte delle Procure e dei PM" e di "non essere al bar dello sport" evidenza una distorta visione del ruolo e delle competenze istituzionali. E' come se un semplice Segretario di Partito, nominato d'ufficio come Presidente del Consiglio e senza neanche essere stato eletto, si sentisse legittimato ad ingerire così pesantemente in sfere di competenze non proprie, attaccando e denigrando la Magistraturaannullando il ruolo della Giunta per le immunità del Senato e sminuendo la funzione del Senato stessoUn pesante attacco agli equilibri democratici e all'autonomia ed indipendenza degli organi costituzionali, finalizzati a giustificare l'ingiustificabile, ovvero: il voto contrario dei senatori del suo PD alla richiesta di arresto di un personaggio che sia per la Procura di Trani, sia per il Tribunale del riesame di Bari e sia per la Giunta per l'immunità parlamentare andava immediatamente arrestato per i reati di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta e danno a carico dello Stato di oltre 500 milioni di euro. Giudizio frutto di una scrupolosa attività di indagine, attraverso l'acquisizione e la valutazione delle prove da parte di tanti uomini al servizio dello Stato, che in un attimo sono stati pubblicamente derisi dalle scellerate parole del Presidente del Consiglio.Tra i quali tutti coloro dello stesso PD che solo qualche giorno fa avevano votato definitivamente (nella Giunta per l'immunità al Senato) a favore della concessione dell'arresto per Azzollini. Il Presidente del Consiglio, dunque, anziché limitarsi solo ed esclusivamente all'esecuzione di politiche tese a risolvere i drammatici problemi economici e sociali del nostro Paese, per le quali non v'e' traccia, come richiederebbe il suo incarico, sconfina in campi non di sua competenza mettendosi quasi dalla parte di "corrotti e indagati" e criticando, invece, "giudici, magistrati e organi istituzionali". Rischiando di ledere, dunque, anche la credibilità di questi organi (autonomi e indipendenti) verso l'opinione pubblica. Questo è il disegno che lo rappresenta sempre più come un uomo solo al potere e disposto a non ascoltare. Deciso, irresponsabilmente, a smantellare la Costituzione e a restare inerte davanti al fenomeno della corruzione. Tutto questo, mentre il Paese è appeso a un filo.

DI BATTISTA E' STATO SCOPERTO.... Ecco la sua auto blu.

Al termine di una manifestazione spontanea scoppiata a causa dell'allontanamento dal posto di lavoro dell'autista ATAC Christian Rosso che è stato sospeso in quanto ha denunciato le vergogne di ATAC, un cittadino presente alla manifestazione scopre l'auto blu del Cittadino a 5 Stelle..... Guardate questo video